venerdì 22 giugno 2018

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Invidia del pene 2

INVIDIA DEL PENE 2

Rilancio, e scusate, aggiornando, un tema trattato in un mio post di qualche settimana fa, che trascrivo più o meno tale e quale, ma  che mi sembra sempre sinistramente attuale, dopo le dichiarazioni di Fontana.

Lo rilancio però con una premessa, che è solo l’osservazione che quando la nostra Carta fu scritta, dopo le persecuzioni razziali, il termine razza aveva ben ragione d’essere. Come ha ragion d’essere anche ora, visti gli sviluppi che la nostra “cultura” sta prendendo. Quindi  io propongo che il termine “razza” non venga meno nella  nostra Costituzione perché anche volendo vedere differenze tra me e un aborigeno dell’Australia, vorrei che l’assunto dell’art. 3 non venisse meno ai suoi principi ispiratori. E permettetemi anche un cazzeggio non proprio di qualità: siccome io ritengo che Fontana sia un uomo proprio brutto, e che io ad esempio lo sia meno, potrei chiedere a che razza appartiene Lui?

“Ma se si toglie il termine “razza” dalla Costituzione, come stanno proponendo molti scienziati che hanno dimostrato che il Dna è comune a tutti gli uomini al 99% (anche alle donne?), tanto per restare in tema,  sparisce anche il termine “razzismo” dai vocabolari?

“Così anche in molte teogonie orientali – sto copiando – come nel poema babilonese Enûma Eliš, che tratta della creazione e nei testi indiani come la Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad e il Ṛgveda e nelle credenze religiose sumere, egiziane e anche romane, il dio creatore è colui che crea pronunciando il nome della cosa creata: senza nome non esiste la cosa e il nome dà realtà alla cosa”.

“Si racconta che alla fine dell’ottocento il grande medico tedesco Rudolf Virchow fu incaricato dal governo prussiano di definire scientificamente la razza ariana, di indicare cioè che cosa la distingue dalle altre. Fece uno studio mastodontico su milioni di ragazzi cristiani e ragazzi ebrei: misurò crani, altezze, pesi, confrontò colori della pelle, degli occhi, dei capelli. E niente, non fu possibile dire niente. Bismark, offeso, lo sfidò a duello!”.

Ovviamente- il medico tedesco- non misurò altri particolari anatomici, un po’ per non creare ulteriori frustrazioni nel popolo prussiano, un po’ perché quantificati i centimetri avrebbe dovuto ammettere che le razze esistono. Ma sarebbe stato un duro colpo per i biondi puristi, così che preferirono non approfondire il tema e per qualche decennio soprassedere.

Tutto questo perchè sto riflettendo sul fatto che forse la famosa Freudiana “invidia del pene” non è un problema femminile, ma soprattutto maschile, e che sarebbero bastati alcuni centimetri in più e il vocabolario sarebbe stato più corto, anche qui sempre per restare in tema.

Commenti

39 risposte a “Invidia del pene 2”

  1. Ad esempio: il termine “razza”si usa anche per i cani. Ma una razza non è forse il risultato di incroci e selezioni? Per dire che forse non c’è niente di più bastardo di un cane di razza. Mi sbaglio?

  2. Il paragone con le razze canine è stringente. È ora dimostrato che bastano cinque generazioni, data la scoperta dell’epigenetica che integra la selezione naturale, a creare una “razza” geneticamente definita, ma ciò con selezioni e incroci mirati, ed è stato fatto con le volpi artiche trasformate grosso modo in cani. Non vi è razza d’altra parte se un incrocio fra due differenti stipiti è fertile (vedi asino e cavallo, che si confermano razze). Ma neanche quella di homo sapiens sarebbe d’altra parte razza, visto che all’origine ci siamo incrociati con l’uomo Neanderthal, come minimo. Dove voglio arrivare? Pene a parte (non so se, per dimostrare trattarsi di attributo specifico sia stata fatta qualche ricerca su asiatici e neri, citati in tante barzellette e bufale, ad esempio), nulla poteva essere più sbagliato della ricerca di Virchow, perché non esiste né una razza, né un’etnia ebrea, ma solo una cultura e religione autosegregante di Ebrei russi, ebrei, polacchi, Ebrei Italiani, e così via, che nulla hanno a che vedere con lo stipite originario.
    Penso in definitiva che smussare gli angoli, almeno nomenclativamente, sia utile, anche se solo unilateralmente, perché mi risulta che gli Ebrei non mollino di un millimetro nella loro autosegregazione culturale. Lo dico dopo il report di un tentativo di integrazione e trasferimento in Israele di un mio congiunto acquisito, ad esempio: scappato a gambe levate dopo tre mesi, trascorsi in astinenza in quanto Cristiano, per dirne una. Amplierei allora il termine di settarismo a interi gruppi culturali auto escludenti in sostituzione di quello di razzismo, per definire interi popoli, privi di connotazioni etniche specifiche, che pur fanno nell’autodifferenziazione una ragione di vita, tanto per essere anche noi, uomini dalle larghe vedute, integerrimi. Il razzismo va lasciato andare proprio per quelle ragioni biologiche esposte, ma chiudere gli occhi su precise autoconnotazioni, che poco hanno a che fare con l’orgoglio etnico, mi sembra sbagliato: l’adeguamento alla media comportamentale va sino a un certo punto incoraggiato, ma poi imposto.
    Mi viene tuttavia un dubbio storico: e se i Penati, che Enea portò in Italia a simboleggiare la continuità con la sua cultura di etnia troiana avessero a che fare proprio con il pene?
    In questo caso, visto che sulla nuova carta di identità elettronica hanno inserito la scansione delle mie impronte digitali, forse si potrebbe proporre l’aggiunta di un’ulteriore impronta anatomica elettronicamente acquisita… tanto per tentare una nuova identificazione di gruppi etnici.

  3. Che le razze esistano in tutte le specie e’ un fatto assodato: io non ho gli occhi a mandorla, ne’ la pelle nera, e voi neppure. La questione semmai e’ un’altra e risiede nel fatto che una razza “non dovrebbe” dominarne altre. Ma temo che cio’ sia impossibile, visto che nella storia dell’umanità non e’ mai accaduto.

    Se poi alcuni uomini bianchi “invidino” la potenza sessuale dei neri, non so, ma e’ possibile. I neri sono anche ottimi corridori (a piedi) e buoni cantanti gospel. Sono appunto differenze che testimoniano l’esistenza delle razze. I cinesi eccellono nel lavoro e nell’ordine, gli indiani nella matematica e nell’informatica, i nordici (pagani) amano la natura sopra ogni cosa. Non vedo niente di male in tutto cio’. Vogliamo imitare le nostre macchine fatte in serie?

    • Piu’ stereotipo dei neri sessualmente imbattibili, non ce n’e’. Il repertorio di barzellette a tema e’ vastissimo. Credo di aver risposto alla domanda: esistono le razze? Ovviamente, si.

  4. Rita, ovviamente le misure degli uccelli dei neri erano solo un pretesto, una metafora, altro stereotipo, ma consapevole. Credevo tu l’avessi capito.

    • No, non ho proprio capito di cosa sarebbe la metafora. Non so gli altri che leggono. Se vuoi spiegarti meglio … ???

  5. Superiorità di una razza su un’altra? Qualsiasi parte si misuri..la valutazione è sempre culturale. Il suprematismo bianco? Lasciamo stare.

    • Era dunque questa la metafora? Confesso che non ci sarei arrivata, anche perche’ parlare di suprematismo bianco fa sorridere: in America il “sorpasso” e’ avvenuto diversi anni fa, in Europa il progetto della Grande Sostituzione e’ a buon punto e (per chi crede alle statistiche) fra cinquant’anni l’etnia prevalente sara’ quella asiatica. Di cosa stiamo parlando?

  6. Non so di cosa stiamo parlando. Forse della tua paranoia dei complotti? Perché al solito tu vai a parare lì. Sotto forma di statistiche in questo caso, mai così interpretabili, bypassando quel poco di matematico o scientifico che hanno. E la chiudo qui.

  7. Sentivo in questi giorni il prof Redi, genetista (un professore di statura internazionale (chi io ho avuto l’onore di invitare a Crema) che, dopo il sequenziamento del genoma, è stato fatto un confronto tra 4 scienziati: un americano due di origine europea e uno coreano. Ora, da un punto di vista genetico l’americano è più simile al coreano che ai due di origine europea.
    Sono anni che il prof in questione lo sta dicendo: esiste solo la specie umana e tutti siamo figli di una… Eva africana.

    • La Bibbia lo sta dicendo da molto prima dell’insegnante di zoologia e dei suoi colleghi:: Adamo ed Eva furono i primi, da loro ebbero origine “i figli” di Cam, Sem, Jafet.

    • Infatti, la speciazione è culturale, non biologica, in senso etnico. Ma pensate un po’ che siamo portatori di gene per il 4% dei Neanderthal (difficile immaginare tali accoppiamenti che si sono svolti prevalentemente sulla fascia mediorientale mediteranea, ma chiaramente documentati dalla genetica). Addirittura la capacità di adattamento alle alte quote delle popolazioni delle Ande verrebbe da geni dell’uomo danovense (si scrive così?). Per questo mi è inviso chi rifiuta lo scambio culturale, e non sempre sono le etnie dominanti. Il termine razza va comunque cassato. Le derivazioni linguistiche, aggettivi etc., come giustamente rileva Ivano, un po’ più difficile, ma ci lavoreremo. Pensiamo piuttosto alla sostanza! Per questo sono scettico sul significato di culture che, sentendosi minacciate, radicano ancor più la loro diversità. E non vorrei esser passato per un antisemita, ma è un distinguo reale unilaterale! Sono molto più dispiaciuto nel veder radicalizzare uno spirito di rivalsa del Sud italiano, con continue sbrodolate di invasioni garibaldo-piemontesi, eroismi briganteschi, addirittura spettacoli musicali con il cattivo Longobaro (che non è vero) che sottomette i Comuni amalfitani! Il prossimo Nobel a chi inventa una spugna azzeratutto, perché le motivazioni sono reali, ma le conseguenze nefaste!

    • Mi consolo. Se non ho capito male, si trattava di una strada traversa (le razze umane esistenti in natura) per gettare discredito sulla figura di Fontana, candidato al “posto” di governatore di Regione Lombardia che deve aver detto (non ti so riferire le parole esatte perche’ la questione non meritava di essere seguita, e cosi’ non l’ho fatto) che in Europa la “razza bianca” andrebbe protetta, come i panda. Niente di diverso da quello che si dicono a tavola le famiglie italiane, ma politicamente scorrettissimo, soprattutto se a parlare e’ un candidato alle regionali. Sempre che io abbia capito bene.

  8. Signor Cordani, glielo spiego con parole molto semplici. Ci stiamo chiedendo se esistano o meno le razze, come ci stiamo chiedendo se esistono i totani e le cozze.

  9. Ah ecco, non avevo capito, ero troppo occupato a chiedermi se esistono gentiluomini che paragonano una donna violentata e ammazzata senza colpa (da intrepidi guerrieri) ad un maiale.

    • Inorriditi? A me è sembrata la scelta più scontata del mondo, a pochi giorni dal fatidico 27 gennaio e in considerazione della campagna elettorale in corso. Per lo meno la signora è simpatica, i cittadini italiani hanno dovuto subire nomine di gran lunga peggiori.

  10. Signor Cordani, si riferisce a Rita, vero? In tutti i casi vorrebbe negare che questa nomina potrebbe infastidire qualcuno, se non molti? Quindi la smetta Lei di dire sciocchezze.

    • Ovviamente mi riferivo a Macalli, visto che la mia risposta era indirizzata al medesimo e non a Rita. Purtroppo devo per l’ennesima volta constatare di come Lei non sia in grado di valutare quanto scrive e di quanto il suo intervento delle 6:26 sia offensivo, prima ancora che sciocco. D’ora in poi La ignorerò completamente.

  11. Su signor Cordani, non faccia così. Qualche considerazione antisemita credo di averla letta anche su questo blog, non ultima quella di Rita delle 10:00.

    • O non sai leggere o sei irrimediabilmente affetto da sindrome antifascista, altrimenti nota come boldrinite acuta o fianorragia. Ho persino detto, e lo penso sinceramente, che la signora Segre è una simpatica nonna. D’ora in poi ti ignorerò completamente. E due. Parla pure con te stesso.

  12. Rita, purtroppo devo ammettere che in giro c’è di peggio. Ho appena letto che una famosa “soubrette à penser” difende con tutto il peso delle sue tette un cretino che sproloquia su maiali e donne violentate e massacrate. A proposito: ma quello di Claretta Petacci non è stato un femminicidio?

    • Prof. Cordani, so che è arrabbiato con me, ma ieri sera ho visto un servizio in televisione e finalmente ho capito a cosa si riferiva parlando di maiali, Claretta Petacci e di
      quel cretino che sproloquia….Il cretino è stato oltretutto aggredito. Ora, mi chiedo, come mai mediamente, o quasi sempre i comici televisivi sono di “sinistra”? Cosa impedisce alla “destra” di esprimere in egual misura una satira corrosiva, come ad esempio quella di Crozza, che in genere supera la realtà, sia che imiti Feltri che Renzi, diventando più persuasivo e credibile di loro? Perchè Crozza è così bravo da sostituire la realtà con la finzione, e così che vedendo i personaggi che interpreta, questi ormai si sostituiscono all’originale? Perchè quando un comico è bravo le stronzate che ci raccontano perdono di credibilità? Lo faccia anche la destra. Finalmente avremmo una veritiera informazione anche da quella parte. E qualcuno di sinistra potrebbe anche ricredersi.

    • Ivano Macalli, non sono arrabbiato con Lei, semplicemente non nutro nei Suoi confronti la minima stima. E con questo La prego di ignorarmi completamente come d’ora in poi farò io con Lei.

  13. La signora Segre “una simpatica nonna”? Tutto verrebbe in mente tranne che una classificazione del genere. Dopo aver passato qualche decennio della sua vita a testimoniare quello che conosciamo in scuole, istituzioni, associazioni, derubricata oggi a guardia di nipotini, a fare la calza e la polenta. Non c’è niente da fare, una stupidata tira l’altra, dopo aver malignato sulla strumentalità della sua nomina. Che brutti tempi.

  14. Prof. Cordani, preso atto che di stima si tratta, e non di arrabbiatura, proceda pure. Io, controcanto, se necessario, continuerò a commentarLa.

  15. E provvedo immediatamente, perché mi sarebbe piaciuto che rispondesse alla mia domanda che riformulo: perché esiste una satira a sinistra e non a destra? Forse perché alla destra e più consona la tragedia che non la commedia?

  16. Non sono sicuro che la satira di sinistra (contro la destra) sia più rilevante, in termini quantitativi e qualitativi, rispetto alla satira di destra (contro la sinistra). Anche sul lungo periodo storico e allargando l’ambito a livello sovranazionale, è difficile affermarlo con sicurezza. Personalmente non mi sono mai interessato a tale problematica ma in effetti il materiale di studio non dovrebbe mancare a chi volesse approfondire la questione. Così, a prima vista, considerando l’attualità italiana e quanto i media ci propongono, forse Ivano Macalli non ha torto nel dire che sono più numerosi i satirici di sinistra contro i satirizzati di destra che viceversa. Il che non porta necessariamente a dire che sono più nel giusto o più encomiabili i satiratori dei satirati.

    Comunque, la domanda ci può anche stare. Perché oggi in Italia lo sbeffeggiamento mediatico va più da sinistra verso destra che viceversa? Non è una riflessione di quelle prioritarie per i pubblici interessi nazionali ma può anche essere sensata e indurre ad argomentazioni interessanti e pure stimolanti. Non male la suggestione di una destra talvolta più predisposta al tragico che al comico, a una sorta di metabolismo culturale più eschileo che plautino. Il che porterebbe a ulteriori considerazioni.

    Più in generale, riguardo al titolo freudiano dell’articolo, confesso che non conosco le tematiche psicologiche, psicanalitiche, freudiane, junghiane e via dicendo ma ammetto che ho qualche dubbio su tutto questo ridurre l’esistenza umana a totem, tabù, fasi orali o anali o falliche e invidie del pene. Sarò anche superficiale ma mi lascia perplesso che tutto si risolva nel fatto che da piccoli vorremmo farci la mamma ma siccome se la fa il papà vogliamo farlo fuori e da lì salta fuori il resto. Aggiungo, con molta serenità e senza alcuna iattanza, che non invidio il pene altrui, di qualunque colore, foggia o dimensione sia.

    • Pietro Martini, non La conosco personalmente ma dai Suoi interventi mi sono fatto l’idea di una persona sicuramente dotata di buon senso e di equilibrio. Non mi stupisce quindi che non si sia mai occupato della sinistra e dimostri di conoscerla poco. Purtroppo il sottoscritto, molto più stupidamente, ha da giovane frequentato quegli ambienti, uscendone alla fine disgustato e vaccinato per sempre da ogni possibilità di ricaduta. “Perché oggi in Italia lo sbeffeggiamento mediatico va più da sinistra verso destra che viceversa? ” si chiede. La risposta è molto semplice: nel dopoguerra il PCI, sapendo che per qualche decennio non avrebbe potuto arrivare al potere (glielo impedivano gli accordi di Yalta con cui USA e URSS si erano spartiti il mondo) intraprese una maoista “lunga marcia attraverso le istituzioni”, piazzando propri addetti in ogni ambito culturale, dallo spettacolo alla letteratura, dal mondo accademico a quello della giustizia. Oggi ne sta raccogliendo i frutti, anche se la mia impressione è che il giocattolo si stia rompendo, come dimostra il fatto che i sostenitori pubblici della sinistra sono sempre più stupidi. Crozza è sicuramente una eccezione, ma mi sembra che non risparmi i suoi sberleffi nemmeno alla sinistra.

  17. Caro Martini, mi sembrava di essere stato chiaro. Il pene era solo un pretesto un pò goliardico per porre la questione della “razza”. E per esteso portare all’attenzione uno dei tanti temi della campagna elettorale in corso. Tutto qui. E anche a me dei turbamenti freudiani non può fregare di meno.

  18. Vedo che ogni post genera una serie di rivoli collaterali.
    A proposito di satira, dico solo (e mi ripeto) che Crozza – immagino sia di sinistra – mi ripugna quando, intascando una barca di milioni di euro, sbeffeggia gli altri sulla base di “difetti” fisici (lo considero, anzi, immorale).

  19. A Cordani delle 15:03: grazie del commento per interposta persona perché Lei forse si sta sbagliando. Ho posto io la questione, non Martini. E con la disistima che nutre nei miei confronti non vedo proprio perché debba perdere il Suo tempo. Comunque la ringrazio di nuovo. Non vedevo l’ora di conoscere la Sua opinione così ben argomentata. P.S. Avete notato che con le notifiche via email arriva anche l’indirizzo? E la privacy? O era così anche prima?

  20. Evoluzione e caratteristiche somatiche: determinate solo dalle condizioni climatico-ambientali. Ai bambini la racconto così. Sapete perché le giraffe hanno il collo lungo? Perché ci fu un lunghissimo periodo di siccità per cui a terra non si trovava un filo d’erba. Solo sugli alberi resistevano delle foglioline alle quali arrivavano solo le giraffe col collo più lungo delle altre. In questo modo sopravvissero, e trasmisero quella loro caratteristica ai lor cuccioli. E’ per questo che sono arrivate a noi così. Le stesse dinamiche evolutive hanno creato quelle differenze tra gli esseri umani, in continenti diversi, che ci fanno credere che esistano le razze.

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