giovedì 24 maggio 2018

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Su le mani

Su le mani
La storia si ripete e come sempre non siamo noi a farla, ma a subirla se non teniamo gli occhi aperti. Trionfo di Fiorello al Festival con la trovata dello scaldapubblico, ma non è vero che non c’è più, anzi più che mai c’è e si nasconde dietro presunte verità inconfutabili. Vogliamo Barabba, l’opera di Daumier che voglio portare all’attenzione, è una scena in cui Pilato non se ne lava le mani, ma eccita la folla, molle e manovrabile. Il gesto di Pilato è perentorio , non chiede giustizia, ma la impone con un altrettanto perentorio su le mani che costringe la folla alla scelta (sua). Non siamo lontani da queste considerazioni, anche se Fiorello probabilmente solo per istinto, sente cosa sta succedendo, comunque lo sente e noi che stiamo sempre all’erta avvertiamo pericolosi segnali manipolatori. Dai fatti di Macerata l’atmosfera si è scaldata e siamo giunti a un bivio, costretti a scegliere tra il nero e il bianco, ma non ne siamo capaci e, come al mercato, chi grida di più la merce è sua. Entrambi sono criminali, ma la folla inerme (noi) per chi sarà spinta ad alzare le mani e da chi verrà manovrata? Niente di tutto ciò deve avvenire, esiste una forza superiore che non deve mai essere prevaricata: la giustizia e il rispetto.

Sergio Cigoli

Commenti

15 risposte a “Su le mani”

  1. Sono un tollerante e amante del giusto, ma arriverà il punto di rottura con il cambiamento climatico vero, ma credo che il fonte bellico non sarà nostro, ma direttamente africano. Per il fatto specifico scegliere fra due bastadi è ben difficile!

  2. Mi fa piacere, Sergio, che tu sia… tornato nella nostra piazza.
    Ricordo le proposte che da architetto hai avanzato: proposte e pure critiche a certe scelte delle varie Amministrazioni comunali.

    Non ho visto Sanremo (ero in ben altre faccende affaccendato). Tu, però, mi hai stimolato la curiosità e oggi ho dato un’occhiata al Corriere che fa un cenno a “su le mani!” di Fiorello.
    Dal contesto (limitato) che ho letto, ho capito una cosa: un appello alla Rai a non benedire tutti i partiti (alzare le mani per il Pd, M5S, Forza Italia…).
    Non ho ben compreso il tuo non esplicito intento: la Rai, in quanto tv pubblica, dovrebbe essere neutrale e non schierarsi a favore di nessun partito. E’ così?
    Non sto dicendo che la Rai è neutra (al contrario: basterebbe ascoltare non solo il tg3, ma anche il tg1 e il tg2), ma che “dovrebbe” essere la più neutra possibile.
    E io direi che anche La7 dovrebbe, almeno in campagna elettorale, dimostrare più equilibrio: mi fa pena vedere, ad esempio, la Gruber… massacrare letteralmente il M5S (penso anche all’intervista recente al guru economico del movimento: in due l’hanno massacrato).

    • In due l’hanno massacrato? Evidentemente non aveva argomenti, né oratoria, né carattere per difendersi.

  3. Sono d’accordo, Ivano: ho trovato l’economista dei pentastellati molo fragile, incapace di difendersi di fronte a una economista… matura e una giornalista agguerrita, ma dalla Gruber mi sarei atteso maggiore equilibrio.

  4. Piero, ricordo anni fa un confronto, fase elettorale, tra la Gelmini, allora Ministra dell’istruzione, e quella poverina della Melandri che fece una figuraccia per cui tutti si scatenarono in sonore prese per il culo. La Gelmini, dati alla mano, contro l’impreparazione e improvvisazione di quell’altra, che ora è Direttrice di quell’importante museo di Roma solo perchè parla inglese. Nomina allineata del resto contro l’invasione di competenti aspiranti direttori, alcuni già in essere, solo perchè stranieri. Viva il moderno nazionalismo quindi, non importa se migliori. Piero, se qualcuno dice cazzate è giusto che anche un giornalista le faccia emergere, perchè altrimenti senza contraddittorio che informazione sarebbe? Insomma, di questi tempi, che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Inadeguati al ruolo? Bene, si dica, senza troppa diplomazia, purtroppo imperante anche su questo blog, all’insegna di un savoir faire che ha poco di intellettualmente onesto. Sai perchè lo dico? Lo dico perchè sono reduce da un incontro con un Ispettore Ministeriale del Nucleo esterno di valutazione, in assemblea, che si è occupato del mio Istituto. E siccome io intervengo sempre, anche Cremascolta se ne sarà accorto, alla fine una collega mi ha fatto notare che forse ho detto qualche cazzata. Quindi? La prossima volta starò più attento, e grazie alla collega che me l’ha fatto notare, la prossima volta ci penserò due volte prima di espormi.

  5. Il criterio che tu poni, Ivano, dovrebbe valere per tutti: se conosci la Gruber, sai che non lo fa con tutti.
    Molto più equilibrate le conduttrici di Omnibus, sempre di La7.

    • Scusate, ma ve l’ha ordinato il dottore di guardare la Gruber? Non sopportando da sempre la sua faziosità tranquillamente dichiarata (non che Mentana sia da meno, intendiamoci), molto semplicemente io (come moltissimi altri) non la guardo. Ormai i nostri televisori hanno centinaia di canali, per non parlare di quel mare magnum che è la Rete.

      Vale lo stesso discorso per Mamma Rai, sulla quale pesa l’aggravante che pur non guardandola dobbiamo ugualmente pagare la visione che non c’è. Una roba folle.

  6. Ripensando alle poche righe che ho letto sul Corriere, Sergio, mi pare che la tua interpretazione di “su le mani” di Fiorello sia corretta: Fiorello vorrebbe che la Rai si schierasse a favore di certe forze politiche e contro altre (non puoi, Orfeo, alzare le mani per tutti!).
    Io, al contrario (e penso sia anche il tuo punto di vista= insisto nel dire che la Rai, come patrimonio pubblico, non deve schierarsi (anche se so perfettamente come questo sia difficile, anche in altri Paesi: ci sono Paesi in cui, dopo le elezioni, il governo si sceglie i suoi giornalisti).

    Sulla riforma della Rai si potrebbero dire molte cose (io ci ho provato ad avanzare una proposta con un post di un po’ di tempo fa).

    • Piero, nessuna vieta alla Destra di proporre i suoi comici. Evidentemente non ne hanno dicredibili. Crozza, credo di sinistra, quelli del suo orientamento li ha massacrati tutti, da Veltroni a Bersani, da Renzi ad altri, rendendo più credibili le sue imitazioni degli originali. Li ha fatti fuori tutti, sono spariti, o quasi. Se la destra fosse in grado di fare altrettanto certi toni si smorzerebbero. Ma l’ho già scritto, preferiscono la tragedia alla commedia, per poi lamentarsi. Un pò di ironia non guasterebbe neppure a loro.

  7. Insomma Piero, una Destra capace di prendere in giro se stessa, come lo è la Sinistra, come lo sono gli ebrei, conosciamo tutti Moni Ovadia, e non lo sono i cattolici.

    • Crozza è di sinistra? Ah, ecco perché ha mollato La7. Vuoi vedere che la sua ironia è così sottile da risultare impercettibile alla massa? Geniale, l’ho sempre pensato.

      Io non ci proverei a prendere in giro gli ebrei.

  8. A Rita: della serie “leggo, ma non capisco”. Prendere in giro gli ebrei? Perché mai? Esistono metodi più raffinati per farli fuori. Io parlavo di autoironia, che tu ovviamente non sai cosa sia.

    • Se ti risulta un comico, o un caratterista, che fa la parodia di Netanyahu ti prego di segnalarmelo. Son buoni tutti a raccontare le barzellette yiddish, ci sono intere biblioteche di libri che le raccontano, pari per consistenza numerica solo a quelle sui carabinieri.

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