sabato 17 novembre 2018

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Il moto Browniano: tra particelle in sospensione in un fluido e l’andamento del mercato finanziario

A partire dalle prime sue osservazioni al microscopio da parte del botanico scozzese Robert Brown, il moto Browniano si è guadagnato nella scienza un posto di sempre maggior importanza. L’oggetto matematico che lo descrive esibisce caratteri di universalità e invarianza che lo hanno posto e lo continuano a porre al centro di molta della ricerca inerente processi aleatori. La sua estetica è sorprendente e il suo utilizzo pressoché ubiquitario nella modellistica di fenomeni fisici come le diffusioni e di fenomeni sociali come i mercati finanziari.
La conferenza racconterà la storia del moto Browniano spaziando dall’empirismo degli albori alla tematizzazione teoreticamente più salda, rendendo giustizia dell’ampio ventaglio delle sue applicazioni.

L’Associazione intende valorizzare le competenze scientifiche del territorio dando spazio alle giovani eccellenze. Relatore dell’ncontro sarà Claudio Bellani, brillante giovane matematico, ex alunno del Liceo Scientifico “Da Vinci” di Crema. Laureato in Matematica presso l’Università di Pavia e con un Master presso l’Università Rheinische Friedrich-Wilhelms di Bonn, attualmente sta completando il dottorato di ricerca presso l’Imperial College di Londra. Stochastic Analysis Group.

La conferenza si terrà venerdì 6 aprile, ore 21, presso la sala Pietro da Cemmo del Centro Culturale sant’Agostino, Crema.

L’invito a partecipare è aperto a tutti gli interessati.

Camilla Cervi
Presidente dell’associazione Ipazia

ipaziaassociazione@gmail.com
http://associazioneipazia.altervista.org/index.html
pagina fb https:// www.facebook.com/IpaziaAssociazion

Commenti

12 risposte a “Il moto Browniano: tra particelle in sospensione in un fluido e l’andamento del mercato finanziario”

  1. Una conferenza, da quanto leggo, che ci stimolerà ad andare “oltre” la dimensione squisitamente scientifica: l’universo è ancora un grande Enigma.

    Grazie, Camilla per la nuova opportunità.

  2. Un’aquila, il giovane relatore, che volava altissimo.
    Ma noi, poveri mortali, non attrezzati per tali vertiginose altezze, l’abbiamo comunque “seguito” con ammirazione, anche se non capivamo pressoché nulla (a parte l’unico aggancio con la Terra, vale a dire il mondo della finanza).

    Una relazione inaccessibile anche ai matematici che non mancavano nella gremita Sala Pietro Da Cemmo.

    Ma non è stata una serata, almeno per me, inutile.
    Tutt’altro: ho intuito quanto la mente si sa elevare non solo oltre la quotidianità, ma perfino oltre la stessa fisica, inoltrandosi in un universo del tutto astratto costituito da formule matematiche, equazioni complicatissime.

    Grazie, Claudio!
    E… in bocca al lupo per la tua carriera universitaria (la lezione di ieri sera, credo, è stata più elevata di una normale lezione universitaria).
    Magari, da Londra, potresti aiutarci a entrare, a piccole dosi, nel tuo/vostro tempio.
    No?

  3. Mi prendo questo spazio perché è quello più consono.
    Questa mattina ho sentito al San Domenico la lezione superba del matematico Alfio Quarteroni di origine cremasca (nel pubblico ho visto anche la presidente di Ipàzia che non poteva mancare).
    Già, una lezione alta e nello stesso tempo estremamente stimolante anche per i non matematici come me: ho scoperto quante applicazioni si fanno grazie agli algoritmi e grazie a super-computer che calcolano centinaia di milioni di equazioni in una frazione di secondo.
    Non solo l’universo è un libro scritto con il linguaggio matematico, come diceva Galileo, ma tutto è matematizzabile traducibile in simulazioni grazie a equazioni: anche i flussi delle arterie, i movimenti del cuore ad ogni battito, i movimenti di un giocatore di pallavolo, le tattiche di gioco di una squadra di calcio, il costume di chi fa le gare di nuoto…
    Tutto è matematizzabile in funzione di miglioramenti.

    Un mondo affascinante, ma la cosa che mi ha colpito di più non è tanto la possibilità di accrescere le prestazioni sportive, quanto la possibilità di fornire ai medici degli strumenti potenti a servizio dell’uomo.

    Già, la matematica a servizio dell’umanità (e non contro come gli algoritmi a servizio dei signori della guerra che hanno lanciato un centinaio di missili in Siria questa notte!).

  4. Faccio un …..passo indietro e torno alla serata di “IPAZIA”.
    Piero, al solito, vola molto alto, io che sono solo un ingegnere meccanico con le mani sporche di grasso, volo molto più basso e non mi vergogno a dire che in quell’oraemmezzo di vaniloquio del giovane brillantissimo matematico, non ci ho capito praticamente nulla!
    Quello che ho …”portato a casa” è che queste beate particelle si fanno delle “passeggiate aleatorie” per i fatti loro e non vogliono saperne di dare spiegazioni logiche a nessuno!
    Uno sciorinamento di formule matematiche inaccessibili ai più (io tra quelli, che ho fatto solo “Analisi I” e “Analisi II” !!!) con un forsenato avanti e indietro, come fanno i prof. cattedratici che ….se ci capisci qualcosa bravo, se no, non stare qui a perdere tempo e a farlo perdere a me!
    Che i più restassero seduti solo per educazione (sto parlando delle persone “normali” con un livello culturale medio) alla giovane mente sublime, pareva non gliene calesse alcunchè!
    Prendete appunti ragazzie, poi ve lo fate spiegare da qualcun altro, se volete passare l’esame!
    Care “Ipazie” se, come avete scritto “…..Lo scopo è quello di divulgare la cultura scientifica attraverso l’organizzazione di conferenze e dibattiti, rivolti all’intera comunità di cittadini e cittadine, al fine di aprire un confronto tra chi come noi è curioso ed esperti nei vari settori, cercando di coinvolgere il maggior numero di persone possibile, senza limiti d’età, cultura ecc…..” credo sia opportuno “aggiustiate il tiro” nella scelta dei relatori!
    Oppure ….cambiate gli obiettivi e dichiaratelo!!!
    Così, tanto per chiarezza, grazie.

  5. Hai ragione, Franco.
    Quello che so è che la lezione vertiginosamente specialistica (inaccessibile anche alle brillanti menti matematiche presenti nel pubblico) ha spiazzato anche la presidente di Ipàzia che – la conosco bene – farà di tutto per evitare un’altra di tali serate.
    La lezione di Bellani è stata – credo – di livello superiore a quello che di solito caratterizza una lezione universitaria (che spiega ogni passaggio): una sorta di lezione per un congresso di super-specialisti.

    Qualcosa – quando si organizzano appuntamenti culturali (e tu e io lo sappiamo per esperienza) – può sempre scappare.
    Sarebbe opportuno avere sempre in anteprima un abstract articolato del relatore.

  6. Cari affezionati di Ipazia, ho assistito anche io alla conferenza del prof. Quarteroni é ho apprezzato tantissimo la sua capacità di rendere semplice e comprensibile quello che é il lavoro di un matematico applicato. Spesso si crede la matematica lontana dal mondo reale, dalla nostra quotidianità, più facile immaginare la ricerca fisica dietro la tecnologia. Invece, come abbiamo imparato da Galileo, la matematica sta dietro (o davanti) tutto.
    La relazione del prof. Quaternoni ha tenuto incollato alle poltrone del teatro San Domenico tutti i presenti sabato mattina. Sicuramente più difficile é stato per molti nella serata di Ipazia del 6 Aprile.
    L’idea di dare la possibilità a giovani ricercatori, eccellenze cremasche di presentare i propri studi ha i suoi rischi laddove la grande esperienza accademica si può scontrare con l’inesperienza divulgativa. Pochi i presenti che hanno potuto cogliere i dettagli della presentazione di Claudio, molti quelli che hanno faticato. Sicuramente la conferenza non ha rispettato la volontà di divulgare rivolta a tutti. Un punto positivo comunque lo vedrei. Si é potuto toccare con mano (se qualcuno già non lo sapesse) quanto complesso possa essere il lavoro del matematico che, chiuso nel suo studio, elabora teorie, sviluppa calcoli, di cui noi vediamo solo il risultato finale, quale ad esempio il risultato di un algoritmo. Ma la matematica é fatta di teoremi e teorie in sviluppo, teorie che vengono riprese in diversi ambiti, dalla applicazione fisica (spiegazione dei moti brow’iani) alla applicazione finanziaria. Che la finanza fosse legata alla fisica forse non tutti ne erano consapevoli.
    Io sono comunque consapevole della difficoltà e lontananza dalla comprensione di moltissimi presenti di quanto Claudio ha trattato in modo molto tecnico, troppo. Ipazia rimane una associazione divulgativa e, nonostante costituita con associati che la sostengono, ha l’obiettivo di rivolgersi al territorio. Mi rammarico solo che i pochi che sono riusciti a seguire la conferenza non siano intervenuti direttamente a porre domande al relatore ma lo abbiano fatto in separata sede. Nella risposta alle domande spesso si trova l’illuminatione su quanto prima appariva oscuro.
    La prossima conferenza riguarderà il tempo, sono certa che l’argomento sarà più abbordabile vista anche l’esperienza divulgativa del relatore Pasquale di Nezza.

  7. ….non sono solo “frasi fatte” quelle che si usano a proposito della “critica costruttiva” no?
    La mia lo era!
    Mi è parso doveroso farla perchè ritengo importante la proposta di “IPAZIA” in termini di “divulgare la cultura scientifica” “cercando di coinvolgere il maggior numero di persone possibile” ( ho volutamente copia/incollato dal “chi siamo” di IPAZIA) , da cui scende la necessià di calibrare adeguatamente la qualità della comunicazione, il livello dei prerequisiti necessari, il linguaggio “veicolo”.
    Leggo dal gentile commento di Camilla Cervi che il prossimo tema trattato sarà il “tempo”.
    Ho letto recentemente “L’ordine del tempo” di Carlo Rovelli (Adelphi) , nelle 178 pagine prraticamente non compariva alcuna formula matematica, e gli argomenti trattati non erano certo “leggeri”, anzi!
    Ecco mi auguro che l’approccio del relatore sia “parente” di quello di Carlo Rovelli, Fisico Teorico di “alto lignaggio” che pure sa ….farsi capire.
    Grazie dell’attenzione e buon lavoro….Ipazie!

  8. Tutte le critiche sono ben accette, altra cosa sono le polemiche, quindi ringrazio e faremo tesoro.
    Penso comunque che non si possa associare Carlo Rovelli, fisico divulgatore (L’ordine del tempo credo sia il suo sesto libro ) al nostro giovanissimo Claudio Bellani, quest’ultimo alla sua prima esperienza come relatore ha dato il massimo e bisogna dargliene merito.
    Ricordo che nella sito dell’associazione abbiamo pubblicato un articolo di approfondimento relativo alla conferenza di Claudio, questo è il link: http://www.associazioneipazia.altervista.org/finanza-e-moti-browniani.html

  9. Anch’io, Camilla, ho trovato qualcosa di… spendibile ai poveri profani dalla relazione di Claudio Bellani.
    Da tempo sento parlare di compravendite di titoli azionari che vengono effettuate da algoritmi: quella sera ho intuito quanto lavoro teorico e a quale livello) c’è dietro quegli algoritmi e questo per me è stato una illuminazione.
    Come è stata un’illuminazione, a prescindere dalle applicazioni alla finanza, vedere un giovane talento volare così alto: confesso di avere provato una immensa ammirazione.

    Concordo con te, Rosalba: un conto è la capacità divulgativa di uno scienziato… navigato e un conto quella di un giovane talento che quotidianamente dialoga solo con cervelli come lui.

  10. Non ho potuto assistere alla conferenza di Bellani, di cui per mia ignoranza non avrei capito quasi nulla, ma mi sento ugualmente di esprimere un parere di ordine generale. Quando si fa divulgazione scientifica si può incorrere in due errori opposti e speculari: dire tutto, scivolando inevitabilmente nel troppo tecnico, o non dire nulla di serio. Nel primo caso nessuno degli ascoltatori capirà il significato dell’argomentazione svolta ma almeno ne percepirà, seppure in maniera confusa, la profondità e la “serietà”: è il caso in cui si è riconosciuto Piero Carelli; certo, non è molto ma è meglio di niente e soprattutto denota un atteggiamento onesto da parte del relatore. Il caso opposto è ben esemplificato dai citati e PESSIMI libri di Rovelli (giudizio condiviso da tutti i colleghi con cui ne ho parlato) in cui non viene trasmesso assolutamente nulla di scientificamente significativo (ne ho letto due); chi non conosce meccanica quantistica e relatività generale continuerà a non saperne nulla, per non parlare dell’unificazione delle due teorie, ma purtroppo avrà maturato l’errata convinzione contraria, senza essere consapevole dell’inganno. Ovviamente sarebbe desiderabile adottare un atteggiamento intermedio, ma se devo proprio scegliere preferisco Bellani: è meglio dire troppo che non dire nulla e ingannare gli ascoltatori.

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