giovedì 26 aprile 2018

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CENTRALI A BIOMASSE = TAGLIO ALBERI?

Sto assistendo con angosciata apprensione al proliferare di interventi di taglio drastico (solo mascherato da “potatura/manutenzione”) di gran parte del patrimonio arboreo responsabile della trasformazione anidride carbonica/ossigeno che ci consente di respirare e sopravvivere, oltre che creare zone di temperatura “temperata” nella stagione calda, oltre che ospitare l’avifauna che come noi vive sul pianeta, oltre che costituire elemento di bellezza naturale del nostro paesaggio padano.

Questa accelerazione/appesantimento dei drastici interventi di taglio sta avvenendo in parallelo al crescere delle “Centrali a bio masse”, scelleratamente incentivate tra le fonti “rinnovabili” di energia, pur essendo niente affatto “rinnovabili” (quanto a ritmi di taglio e di rinnovo!), fonte di inquinamento da combustione (CO/CO2, particolato più o meno fine), con “bilancio energetico/economico negativo, ove non “incentivate” economicamente con interventi legislativi ad hoc, a carico delle nostre tasche!

Ora, non mi pare immotivato pensare ad rapporto causa/effetto: incentivi economici per le “Centrali” / aumento degli interventi di taglio a fornire il “combustibile” e quindi a “potare”, “motosegare” a più non posso!

Troppo facile, per “giardinieri” improvvisati, magari senza preparazione professionale adeguata e deontologia professionale conseguente, “incentivati” dal guadagno economico, fare offerte da vincita di gara al ribasso e trasformare poi la “potatura” in un fiorente (per le loro tasche) “genocidio arboreo”.

 

Ancora più necessario, anzi indispensabile in questo nuovo contesto, che gli enti locali, Comuni, Provincie, Parchi si dotino di personale qualificato, di procedure cogenti, che scongiurino lo scempio di interventi tanto rapidi (le tecnologie consentono di “togliere dalla vista” interi viali alberati in poche ore!) quanto irreversibili (se non in tempi viceversa solo di decenni).

Facciamoci sentire, sollecitiamo chi abbiamo investito della responsabilità di amministrare la cosa pubblica, a ….”responsabilizzarsi”, attivarsi per innescare procedure virtuose ed a stroncare “furbaggini” speculative a favore di pochi ma a danno della comunità!

Commenti

15 risposte a “CENTRALI A BIOMASSE = TAGLIO ALBERI?”

  1. Fai bene, Franco, a tornare sul tema della necessità che i Comuni e i Parchi siano dotati di “personale qualificato e di procedure cogenti che scongiurino lo scempio…”.
    Non ho le tue competenze in merito, ma quanto tu auspichi è sacrosanto.
    Rilancio, allora, una tua domanda di un post recente: il Comune di Crema è dotato di tale personale e di tali procedure? Idem per il Parco del Serio?
    Leggo che il nuovo assessore all’ambiente è Matteo Gramignoli.
    Mi rivolgo quindi a lui: esiste questa dotazione e se no, che misure intende mettere in atto per prevenire altri scempi?

  2. Grazie per l’attenzione Piero (e Pietro M in altro post sempre sul tema alberi/ambiente) che peraltro non posso che prendere atto, latiti in favore di …”esercitazioni” su “temi alti”, senza “sporcarsi troppo le mani” sulle “rogne concrete” da “grattare” attorno a noi!
    Tant’è!
    Nel febbraio scorso in occasione della “strage dei bagolari” attorno alla stazione ferroviaria, scrivevo: “………..In modo addirittura beffardo “….. il Bagolaro è oggi utilizzato nelle alberature stradali. Si tratta infatti di una pianta estremamente adatta all’ambiente urbano dal momento che resiste bene all’inquinamento atmosferico delle aree di grande traffico……”!
    7 Bagolari stupendi, di imponente dimensione c’erano già proprio nella zona oggetto di “Riqualificazione e rigenerazione”, avrebbero potuto continuare a “migliorare la qualità ambientale con abbattimento della CO2” e sono stati tagliati! ……….In quale ambito è stata presa questa decisione, decisione che a mio parere va proprio nella direzione opposta dei due obiettivi declinati nell’accordo progettuale Comune/Regione/Ferrovia?
    Per altri “drastici “ interventi sul patrimonio arboreo cittadino (Via Canossa, Via Bottesini ed altri interventi “puntuali”) CremAscolta ha raccolto la protesta ed il rammarico per l’accaduto da parte dei cittadini.
    Credo che perché questi accadimenti non si possano ripetere in futuro, l’Amministrazione debba dotarsi di una struttura consultiva permanente che, una volta censito il patrimonio arboreo comunale venga consultata a supporto di scelte (sia nella quantità, che nella qualità delle modalità attuative) che incidano sul patrimonio stesso…..”
    C’è stato il “riassetto” di Giunta, abbiamo un Assessore all’ambiente nuovo di pacca, Matteo Gramignoli: può essere che ….non sia insensibile al grido di dolore che lanciamo da questo blog?!?
    Può essere che l’Amministrazione si doti di una struttura consultiva permanente che, una volta censito il patrimonio arboreo comunale venga consultata a supporto di scelte di intervento sul patrimonio arboreo cittadino?
    Noi siamo più che disponibili a “dare anche 2 mani” e con gente disponibile, volontaria e qualificata!
    Ci sentiamo Assessore?

  3. Grazie per l’attenzione Piero (e Pietro M in altro post sempre sul tema alberi/ambiente) che peraltro non posso che prendere atto, latiti in favore di …”esercitazioni” su “temi alti”, senza “sporcarsi troppo le mani” sulle “rogne concrete” da “grattare” attorno a noi!
    Tant’è!
    Nel febbraio scorso in occasione della “strage dei bagolari” attorno alla stazione ferroviaria, scrivevo: < ...........In modo addirittura beffardo “….. il Bagolaro è oggi utilizzato nelle alberature stradali. Si tratta infatti di una pianta estremamente adatta all’ambiente urbano dal momento che resiste bene all’inquinamento atmosferico delle aree di grande traffico……”! 7 Bagolari stupendi, di imponente dimensione c’erano già proprio nella zona oggetto di “Riqualificazione e rigenerazione”, avrebbero potuto continuare a “migliorare la qualità ambientale con abbattimento della CO2” e sono stati tagliati! ..........In quale ambito è stata presa questa decisione, decisione che a mio parere va proprio nella direzione opposta dei due obiettivi declinati nell’accordo progettuale Comune/Regione/Ferrovia? Per altri “drastici “ interventi sul patrimonio arboreo cittadino (Via Canossa, Via Bottesini ed altri interventi “puntuali”) CremAscolta ha raccolto la protesta ed il rammarico per l’accaduto da parte dei cittadini. Credo che perché questi accadimenti non si possano ripetere in futuro, l’Amministrazione debba dotarsi di una struttura consultiva permanente che, una volta censito il patrimonio arboreo comunale venga consultata a supporto di scelte (sia nella quantità, che nella qualità delle modalità attuative) che incidano sul patrimonio stesso.....>
    C’è stato il “riassetto” di Giunta, abbiamo un Assessore all’ambiente nuovo di pacca, Matteo Gramignoli: può essere che ….non sia insensibile al grido di dolore che lanciamo da questo blog?!?
    Può essere che l’Amministrazione si doti di una struttura consultiva permanente che, una volta censito il patrimonio arboreo comunale venga consultata a supporto di scelte di intervento sul patrimonio arboreo cittadino?
    Noi siamo più che disponibili a “……dare anche 2 mani” e con gente disponibile, volontaria e qualificata!
    Ci sentiamo Assessore?

  4. Condivido “intensamente” se è lecita come espessione, ma più appropriato dolorosamente. Se rapportiamo la emergente richiesta energetica richiesta per le nuove tecnologie (come nell’altro pezzo riporto questa mattina solo per il bitcoin ci vuole la corente eletttrica dell’intera Irlanda, cioè 27 teraswatt/ora) e la convertiamo in un dato di immissione di Co2 corrisponde a 29 milioni di tonnellate (calcolo sempre desunto da “le Scienze).
    E tanta energia, e sempre di più, non potrà venire che dalla combustione. Come contributo personale condivifìdo il pezzo sulla mia pagina FB

  5. Mi hai preceduto, Franco. L’altro giorno in campagna, a passeggio con Livio e Thor, anche noi ci chiedevamo sgomenti il motivo dello scempio. Parlo del Parco del Fiume Serio! E di alberi secolari che per ricrescere com’erano ci metteranno tre delle nostre vite!

    Toc, toc … c’è qualcuno lassù?
    Uscite dagli uffici e venite a vedere il massacro, care maestranze.
    E il motivo del taglio, quale sarebbe? Erano “malati”? Di solito, la giustificazione è questa.

    Quando si dice che anche nel “locale” manca la condivisione, si dice proprio questo: gli alberi sono un patrimonio comune, chiedano il permesso ai cittadini che sono i comproprietari prima di imbracciare la sega elettrica.

  6. Qualche riflessione sparsa:
    credo ci sia da fare una distinzione tra alberi urbani e boschi appositanente piantati per produrre materie prime. I primi sono parte dell’urbanistica della città, in quanto tali devono essere il più possibile valorizzati (non tanto soffermandosi sui singoli alberi quanto avendo un piano complessivo delle alberature cittadine). I secondi si tagliano… Nei limiti dei cicli di ripiantumazione. Non sarebbero nemmeno stati piantati altrimenti.

    La dicitura “rinnivabile” per le centrali che bruciano legno (come per le stufe a pellet e co) e basata sul fatto che la CO2 prodotta bruciando il legno verrebbe comunque rislasciata dalla morte naturale dell’albero. Certo però si concentra tutta in un unico punto invece di averla distribuita in tante piccole produzioni, e in un tempo praticamente nullo. Magari non formalmente, ma sostanzialmente inquina.

    Chiudo dicendo che credo ci sarà una grande crescita di boschi da taglio, date le eccellenti caratteristiche del legno per le costruzioni, sfruttato poco dalle tecnologie tradizionali in muratura e calcestruzzo (tecnologie assetatissime per i tempi che verranno) . Il pregio ambientale del legno deriva dalla minima quantità d’acqua richiesta per trasfromarlo da materia prima a materiale da costruzione, e dal contributo positivo dei boschi sull’atmosfera inquinata.

  7. ….si certo, nel mio post Mattia nessun riferimento ai “boschi da taglio”; è da quando vivo che assisto al loro ritmo regolare di piantumazione (in zone idonee, golenali, in spazi residuali/dedicati) crescita curata e taglio, la mia “sofferenza” è gridata per l’attacco indiscriminato portato a ….”tutto quello che sta fermo”, da gestori di motoseghe incoscienti e senza professionalità che malconsigliano/assecondano committenze irresponsabili!
    Chiamiamo le cose col loro nome.
    Stiamo……macchè, stanno massacrando il territorio e lo mascherano per di più da “valorizzazione”, perchennò “incentivata” con i nostri sudati eurini!!!

  8. ….prelevato talquale da facebook https://www.facebook.com/arboricolturaurbana/?hc_ref=ARTAOZQhgxSuRczmdTIVkgUzhCH5LCFl8Y_WhvaU6ppLGt3Mv1QKcG0vKFUihhrXg0w :
    DECALOGO DELLA GESTIONE DEGLI ALBERI PER GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI
    scritto dall’amico Ludovico Del Vecchio (che ringrazio) e che condivido pienamente

    1) Sono un amministratore di beni che appartengono alla comunità, voglio proteggere il verde pubblico e lasciarlo al termine del mio mandato in condizioni migliori di quelle al mio arrivo.
    2) Sono consapevole che gli alberi e il verde migliorino la vita del territorio in cui vivo, la qualità dell’aria, il valore delle proprietà, il clima sociale, il benessere psicologico della gente.
    3) Gli alberi sono bellissimi come li ha fatti la natura, non voglio amputarli.
    4) Ho imparato poi che la potatura migliore è quella che non si nota.
    5) I miei cittadini amano riposare sotto l’ombra degli alberi, li apprezzano per come sono. Perché dovrei mutilare proprio quelli lungo le strade?
    6) Un tempo credevo che la capitozzatura prevenisse gli incidenti, addirittura rinforzasse gli alberi; ora so che gli alberi così mutilati vivranno di meno e potrebbero essere pericolosi, più fragili.
    7) Mi affido a un esperto di alberi che controlla tutti quelli esistenti sul nostro territorio e mi dice che cosa fare. Non continuo vecchie tradizioni di scempio dei nostri alberi solo “perché si è sempre fatto.”
    8) So che qualche albero potrebbe dover essere abbattuto durante il mio mandato perché non tutti diventeranno pluricentenari. Ma solo se gli esperti lo consiglieranno.
    9) Lascerò alla città più alberi di quelli che ho trovato al mio arrivo.
    10) Credo che la compagnia delle piante e la cura degli alberi renderanno la città sempre più bella, sempre più vivibile. L’albero è un amico.
    Assessore Matteo Gramignoli, parti col “piede giusto”, adotta anche tu questo “decalogo”, dai un segno forte alla prestigiosa, decisiva delega che ti è stata assegnata!

  9. Un decalogo che tutti gli amministratori pubblici sensati dovrebbero condividere e non ho dubbi che il giovane nuovo assessore all’ambiente Matteo Gramignoli farà di tutto per realizzarne lo spirito e la lettera.
    Ma non si tratta – come dicevi bene tu, Franco – della sensibilità di un assessore, ma di procedure rigorose da seguire e con personale qualificato (gli esperti di cui parla Ludovico Del Vecchio).

    Una domanda: l’avete già contattato il nuovo assessore?

  10. ….quale indirizzo? nn l’ho visto almeno su questo post! Dimmi, grazie
    Cmq ho letto or ora su Cremaonline di una Conferenza stampa in Comune di Crema dei 5 stelle : ” ……….I sindaci hanno presentato un ricorso al Tar e ulteriori pareri tecnici in modo che la Provincia di Cremona torni sui suoi passi, accantonando un’idea scellerata di energia rinnovabile. Abbiamo il dovere di tutelare il Cremasco e i suoi abitanti”. Impegno su tutti i fronti per salvaguardare territorio e cittadini è quello garantito stamattina in conferenza stampa in Comune a Crema da Marco Degli Angeli, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, sceso in campo a fianco dei primi cittadini Pietro Fiori di Castelleone, Guido Ongaro di Madignano, Pietro Torazzi di Ripalta Arpina e Alessandro Pandini di Montodine per fermare la realizzazione di un impianto di cogenerazione a biomasse che potrebbe sorgere fra Castelleone e Ripalta Arpina…….” .
    Bene, qualche cosa si sta muovendo tra gli “addetti ai lavori”.

  11. Li ho fotografati anche io lungo il Serio: inqualificabile! Ovvio che tagliare alla base richiede meno potatura di sciurezza! E inolte si vende il legno maturo! Dobbiamo ribellarci in tutti i modi, e avvertire che lo faremo! Iniziamo a pensare a una raccolta i firme, poi subito l’incontro con l’assessore, che soridente è sorridente, ma sia anche concluente! Noi al contrario pensavamo a un priogamma di rimboschimento e ripopolazione faunistica (mica orsi, scoiattolini! La passo anche a Pietro.

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