martedì 14 agosto 2018

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E state in bici.

La bici, soprattutto per noi della Pianura padana, con la bella stagione diventa un mezzo piacevole e insostituibile.

La “pianura” non richiede grande sforzo muscolare sui pedali e, magari ombreggiati dalle fronde degli alberi, è un piacere percorrerla, ovviamente a condizione che ci siano strade ….adatte!

Si, parlo di percorso dedicati alle due ruote senza motore, meglio, con “motore umano”, parlo delle “piste ciclabili”.

Ricordo che quello delle “ciclabili” è stato uno dei primi primo argomenti che ho affrontato al nascere di CremAscolta blog 4/5 anni fa, con un reportage con dovizia di foto e riferimenti precisi a “luci ed ombre” dell’andare in bici in città e dintorni.

Qualche cosa da allora è stato fatto, FIAB cittadino ha ben lavorato e continua a farlo, ma provate a digitare, fare una ricerca in rete per avere uno strumento utilizzabile, per pianificare una gita, avere indicazioni utili per un percorso nel Cremasco e, come me, resterete parecchio delusi.

Poca roba, assai poco utilizzabile; addirittura sul sito del Comune di Crema, entrando speranzosi nella rubrica dedicata “Piste ciclabili”: http://www.comune.crema.cr.it/articolo/piste-ciclabili, dopo un breve ottimistico intro, si è indirizzati su due …”binari morti”!!!

Ora, Crema grazie alla “spinta” di “Call me by your name”, (con i due protagonisti che, proprio in bici, si muovevano tra città e campagna) è diventata meta di un “cine-turismo” al quale non era proprio preparata ed è bene che si attrezzi per far fruttare al meglio questa inaspettata chance.

Sull’onda di questa nuova “appetibilità”, come non mettere al centro proprio la “padanissima” bicicletta, (quella che con felice intuizione la Pro loco ha fisicamente messo in Piazza del Duomo, a ricostruire il set del film), e tutte le facilities, piste ciclabili in primis, ovviamente, che consentano al meglio questo approccio ecologico, direi quasi ….”poetico”, alla nostra città.

Ed allora si riprenda slancio per completare il percorso ciclabile da Madignano a Crema, per esempio, o a realizzare un itinerario Crema Lodi meno …. avventuroso, e, soprattutto, a porre mano alla realizzazione di un progetto organico di rete ciclabile cittadina, riconoscibile, facilmente individuabile e percorribile, come si deve!

Mettendo in rete materiale “come si deve”, chiaro, operativo, facilmente scaricabile, alla portata di tutti.

Mettiamo per una volta in secondo piano la “dea” automobile, con il suo motore assetato di energia, e per di più fonte di inquinamento, in favore della parca bicicletta, alla portata di tutte le tasche e totalmente neutra rispetto ala suo impatto ambientale!

Commenti

18 risposte a “E state in bici.”

  1. Anche la ciclabile da e per Campagnola è a metà e quella da Montodine è interrotta al cimitero di Ripalta. E FIAB non è Critical mass, sito compreso.

  2. Anche il sud con tutte le sue salite e discese vede un’imvasione di bici, a ppedalata assistita, non potrebbe essere diversamente, ma sono su tutte le strade, isole comprese!

  3. Il parco del Serio offre buoni tratti ciclabili, soprattutto a nord di Crema. La recente tabellazione mi sembra valida. Anche il parco Adda Sud ha fatto e sta facendo nel merito buone cose.
    D’accordissimo, Francesco, sul percorso Crema-Lodi.
    Ma ci sarebbe anche il tratto fra Offanengo e Romanengo, in cui si deve passare (in realtà per un pezzetto breve) sulla statale, a meno di avere più tempo e godersi da Crema il canale, passare dal cavo di sopra e prendere il naviglietto dall’Albera (però la devi allungare non poco).
    La nostra campagna è percorribilissima in bici, sia per i ciclisti ipertecnologici e iperaccessoriati, sia per i bisognosi della pedalata assistita, sia per i puritani della bici rurale senza cambio.
    Manca però una strategia complessiva per la creazione di tracciati, la loro tabellazione, manutenzione e pubblicizzazione.
    Nell’ultimo ventennio si sono attivati dalle nostre parti più percorsi di trekking e più soluzioni operative per l’equitazione di campagna che per il ciclismo fuori strada.
    In città, le ciclabili sono state aumentate ma sono ancora troppi i tratti in cui le interruzioni costringono allo slalom tra gli onnipresenti esemplari della solita divinità urbana. Una divinità che la propensione di molti ad andare all’edicola sotto casa in auto, la miriade di autorizzazioni personali di transito e parcheggio, gli arrivi da fuori durante i fine settimana continuano a mantenere ben salda sull’altare cittadino: l’automobile.
    Ho letto ieri sull’ultimo numero di BC (44), la rivista FIAB, dei Comuni Ciclabili e delle varie iniziative in proposito. Molto interessante. Ma mi sa che a Crema dovremo pedalare ancora parecchio.

  4. …. certo è il mese di Luglio, è appena passata la sbronza da mondiale di calcio e (anche giustamente) l’attenzione di “quelli più seri” è appuntata sulle prime mosse importanti del “Governo giallo-verde” (che poi, fonti ben informate affermano che il colore adeguato a individuare i partner dei 5*, non sia più il verde della “lega della padana” del sciur senatur Umberto, ma sia passato al blù elettrico della Lega “nazionale” versione Salvini, ergo “giallo-blù”) e del tema “bici” a Crema, anche nella prospettiva più ….nobile di scelta strategico/cultural/eco/turistica, assai poco gliene cale!
    Sotto l’ombrellone poi ci arriva più facile un giornale, un libro (per gli intellettuali con o senza rolex!) che un pc sul quale leggere di CremAscolta!
    Ergo mi farò carico di convolgere gentilmente le parti in causa: il ….performante Assessore Fabio Bergamaschi (peraltro credo impegnato a mantenere le promesse di riassetto viabilistico entro l’estate, fatte il Dicembre scorso agli abitanti della zona EnricoMartini/Cadorna/Cremona) in primis, ma anche gli amici di FIAB Cremasco, con un invito mirato perchè ci dicano la qualificata loro in merito.
    Personalmente ( e ci ho dedicato un editoriale mirato) più che una “pompa comunitaria” in piazza (fatta) e un bike-sharing alla stazione ferroviaria nel nuovo assetto (promessa) mi pacerebbe che partisse un bel progetto organico del riassetto viabilistico cittadino/circondariale, che togliesse la “dea automobile” dall’altare-polo di attrazione di ogni nostro agire, in favore della ecologica, silenziosa, assolutamente non ingombrante, frusciante…… svicolosa due ruote!
    Vi terrò informati….

    • Penso che il caldo scoragggi un po’ l’uso del mezzo geniale moltiplicatore della capacità di percorrenza umana a sole gambe. Non mi spiego diversamente il limitato iinteresse al prestigioso editoriale! mi mmetterò al lavoro, dopo la bici a pedala assistita elettrica, a un modello a getto d’aria laminare dal basso, oltre a quelloo piacevolissimo frontale. Scherzi a parte, ma quale può essere il deterrente ora che tanto nella sicurezza è cambiato?
      Un alibi all’uso dell’auto è il bagagliaio: roba per la lavanderia, la spesa per la famiglia, ma negli anni ottanta facevo le stesse cose con la sola bici e portapacchi posteriore e cestino anteriore!
      Cerchiamoo di capire il perché, e alla FIAB, ci sono dati statistici sulle opzioni d’uso? Penso si debba declassare il concetto ciclista= sportivo, e lavorare sulle nuove generazioni, perché glii anta in bici lii vedo! E poi, sempre il mo palliinoo, ma non sarebbe bello mettere in luce a fini turistici Crema come città della bici? Torno a casa e gonfio le ruote, parola!

  5. Grande idea, Adriano, “Crema Città della Bici”!

    Hai ragione, l’identificazione del ciclista con l’agonista sportivo può essere limitante. Ma anche quel tipo di ciclismo è importante e va considerato, sia nella sua reale versione sportiva competitiva, sia nella sua versione non agonistica ma comunque ipertecnologica e superaccessoriata. Questa è la prima categoria di ciclisti cremaschi, che viaggia sia su asfalto con le bici da corsa, sia sullo sterrato con le mountain-bike. Si tratta di giovani: giovani veri (fino a trent’anni), giovani autopercepiti (dai trenta ai sessant’anni), giovani del secolo scorso (dai sessanta ai novant’anni).

    Nella seconda categoria ci sono invece i pedalatori cremaschi su pesanti manufatti senza cambio, senza campanello, spesso senza freni, praticanti più la pedalata di campagna che quella urbana o stradale, in genere dediti al vagabondaggio girovago e al nomadismo rurale. Per intenderci, quelli col carter che ciocca quando passano sui sassi del centro e quindi vanno sul marciapiede e ti tirano sotto mentre esci di casa. Si tratta spesso di anziani, cioè dai sessantacinque in su, in genere in pensione o senza fissa occupazione, mira, meta. Possono appartenere al novero dei nonni ciclisti, che insieme ai nonni vigili e ai nonni blogger sono la fortuna delle mogli che riescono così a evitare il baliatico al molesto marito tuttofare casalingo, oggi così diffuso.

    Alla terza categoria, in rapidissima espansione, appartengono i ciclisti cremaschi della pedalata assistita, esponenti di un ciclismo soft, slow, smart e trendy. Spesso muniti di cestini, cavalletti e catadiottri, rappresentano il ciclismo del domani. Grazie al motorino elettrico riescono a superare i cavalcavia sulla tangenziale esterna senza rincorse alla “sgagnamanüber”. Sono di tutte le età e sempre più spesso si spostano in famigliola. Intendesi per famigliola la famiglia ostentatamente felice di pedalare assieme per le vie cittadine, in pratica la famiglia del mulino bianco in bicicletta. Molte famigliole sono già “e-biked” al gran completo, suocera compresa.

    Caro Adriano, questo è il target, coi suoi cluster e di probabile redemption. Tutti loro potrebbero fare di Crema “La Città della Bici”, come tu hai saggiamente proposto. Quando inizierai il progetto, avrai in me un riconoscente sostenitore.

    • ….cmq, come avevo promesso, di seguito il testo della lettera inviata all’Ass. Fabio Bergamaschi, a FIAB e pc al Sindaco Stefania:
      < Buon giorno , …..in occasione dell’estate/nonostante la stagione….. ( https://www.youtube.com/watch?v=lzHjjH35qYA sapete, “la mia cultura affonda le sue radici nelle canzonette” , ma poi, così si sdrammatizza anche un po' no?) ho dedicato un editoriale di CremAscolta dal titolo “E STATE IN BICI” http://www.cremascolta.it/ , al tema della bicicletta a Crema, che mi piacerebbe fosse davvero preso in seria considerazione e, magari, fatto proprio in tutte le sue possibili importanti ricadute ed implicazioni dalla nostra Amministrazione Comunale. Ho individuato come naturali interlocutori l’amico Assessore Fabio e gli altrettanto amici di FIAB Cremasco. Mi piacerebbe ci fosse un vostro commento propositivo sul blog www.cremascolta.it . Grazie cmq per la vostra attenzione. Cordialmente Francesco Torrisi c.redattore >

    • Io, come Piero, come dice Franco, facciamo i piromani, diamo l’innesco, l’esponente ruoota e raggi è Franco, e Beninteso Davide, il creatore della prima veste informatica del blog. Segnamocela e vediamo che ci si può fare, a partire dai dati.

    • Sw qualche artigiano del ramoo o giovane di inttelletto avessero degli accorgimenti da applicare in struttura, o accessori, made in Crema. Mi vene in mente Lauro Zanchi, prof di informatica che ha messo a punto un qualche aggeggio per la bici da corsa che nell’ambiente ha avuto riscontri positivi.

  6. ……ieri un ciclista investito nel “rondò” di Cà delle mosche.
    In effetti come più volte lamentato la situazione ciclisti che accedono al rondò (forzatamente, xchè la ciclabile da Madignano si interrompe poco prima) è da “semisuicidio”!
    A oggi, nessuna risposta al post/editoriale “E STATE IN BICI” e alle mail inviate all’Assessore e al Sindaco.
    Però si stanno facendo i buchi negli stalli blù di park in città, per metterci i “sensori intelligenti (!) che comunicano tramite app/telefonino, intanto che si guida …..occhio al ciclista se in …… via Griffini c’è un posto libero!
    Si può dire: istigazione/favoreggiamento a infrangere il codice?
    Come dire? Si prende atto: ……priorità cmq all’automobile, è lei la padrona in città!

  7. Le grandi rotatorie all’ingesso delle città sono una delle dannazioni dei ciclisti. A Crema quello di Ca’ delle Mosche ne è un esempio emblematico. E l’alternativa è di districarsi alla disperata tagliando in zona Comparina oppure guadare un metro di fanga nel Serio Morto oppure essere arrestati per invasione di terreni altrui (il “profitto”, nella fattispecie ex art. 633, sarebbe quello di non farsi arrotare sul rondò) entrando nei campi dei Giordana, tutte cose incompatibili con una tranquilla passeggiata per diporto o col doversi spostare per quotidiane incombenze tra Crema e Madignano.

    Invece, Francesco, per dirne una positiva, ieri sera a cercare di guardare la luna rossa, che non si è vista moltissimo ma va bene lo stesso, c’erano in giro per Crema tantissime biciclette. Soprattutto fuori dal solito tragitto di struscio dei lecca-coni, intorno a Crema, in quelle fasce tra città e campagna non ancora consacrate alle magnifiche sorti e progressive dell’utile privato camuffato da utile pubblico e al consumo di suolo speculativo spacciato per sociale. Soprattutto sul fiume, col buio pesto e alcuni con ammennicoli binoculari (inutilissimi, anzi dannosi, la luna la guardi con gli occhi e con l’emozione, non con le diavolerie ottiche, mica siamo Galileo). Ho visto, anzi intravisto nel buio, tantissimi cremaschi pedalatori invadere contentissimi il “loro” territorio. Eccitazione da selenofilia, nonostante la luna rossa anticamente portasse sfiga. Il ponticello giorgino gremito, persino gente a improvvisare esercizi con gli attrezzi rotariani scassati (questo non in bici), e poi più su, dopo il Canale, oltre il nuovo ponticello in ferro sulla stretta bretellina a zig zag verso il lascito Chiappa, con la festa della Colonia e un casino di bambini vocianti, un sacco di gente in bici tra la basilica e i Saletti a guardare in alto, a non vedere moltissimo, ma va bene lo stesso. Bellissimo.

    • E’ si caro Pietro, per questo mi girano le balle a vedere che fanno i buchi per terra per mettere i “sensori intelligenti” negli stalli blù dei park, per trasmettere, con apposita app, agli smartphone dei guidatori assatanati, per dirgli che c’è un posto libero in ….via Griffini !
      E delle bici se ne sbattono!

  8. Dobbiamo ringraziare, Pietro, la luna rossa che ha offerto a molti cremaschi di esplorare (un bell’affresco il tuo) il nostro territorio in una serata… magica.

    E un grazie agli amici (da Davide al nostro Francesco) che da qualche anno stanno lavorando come associazione a diffondere la cultura della bici che è una cultura salutare sia per l’uomo che per il nostro pianeta.

    • Sì Piero, grazie a loro, alla loro passione e a tutti quelli che pedalano. Crema è perfetta per la bici, è una città a dimensione di bici, occorre solo creare alcuni collegamenti. Il passaggio a ciglio rete Colonia e il ponticello verso la palata sono stati un’idea ottima. Forse costerebbe troppo, ma tutto cambierà quando si potrà passare il fiume appena sopra il lascito Chiappa, però non a guado (dietro l’ACE si può, il fondo è buono, però con l’acqua alta è un problema), magari con una soluzione tipo il ponte giorgino, anche più al risparmio (molto più al risparmio). Ieri sera c’era gente sull’altra riva, sempre in bici e col naso per aria, nei sentieri che da via Mirandola portano poi lungo riva fino alla cava. Sarebbe stato magnifico fare il giro completo su due sponde. Ma accontentiamoci. Cominciamo ad andare in bici dove si può.

  9. Sarebbe un delirio ridisegnare tutta la viabilità convertendo tutte le vie in sensi unici? Ci sarebbe spazio per pedoni e ciclisti e Crema a un solo senso di marcia potrebbe diventare un modello. Oltretutto costringere le auto a circonvoluzioni macchinose forse ne disincentiverebbe l’uso. Certo, ci potrebbero essere problemi per mezzi pubblici, di servizio, ambulanze, forze dell’ordine, pompieri…Del resto di strade a senso unico ce n’è parecchie e i problemi elencati non mi paiono insormontabili.

  10. …..è passato un mese intero da quando ho postato l’editoriale “E state in bici” e non ci sono stati “segni di attenzione” da parte degli ….. addetti ai lavori (segnatamente Giunta, Assessore/i, Fiab).
    A loro avevo anche mandato una mail ( che ho copiaincollato in un mio commento la sopra dello scorso 23 Luglio) restata anche lei …..vox clamans….
    Gli ombrelloni sono ….aperti, quindi c’è buona probabilità che la mail sia finita nella …..sabbia e quindi la rimando tal quale confidando abbia miglio sorte e chi c’è ….batta almeno un colpo!
    Noi, siamo ….aperti!
    Nel frattempo le famigliole in bici si arrabattano come possono saltando su e giù dai marciapiedi …..

    • ….. è si, repetita juvant ( ecciabbiamo anche CR7 adesso!), Fiab (Davide Severgnini, la sua voce) ha risposto subito!
      Ecco il testo della mail che volentieri porto a conoscenza de los amigos:

      “Ciao Franco,
      riguardo alla mobilità sostenibile, rispetto al passato, sono stati fatti obiettivi passi in avanti. Basti pensare al Progetto Crema 2020, al ponte ciclopedonale Giorgio Bettinelli, all’installazione di rastrelliere sicure, alle nuove piste verso i paesi, alla messa in sicurezza di diversi attraversamenti.
      Nonostante ciò l’intervento dell’attuale amministrazione rimane ancora troppo timido.
      Anni fa abbiamo consegnato al Comune uno studio per la realizzazione di una rete ciclabile urbana senza ottenere risultati concreti. Anche i collegamenti extraurbani avanzano troppo a rilento.
      Da qualche mese segnaliamo numerose violazioni al codice della strada che ostacolano la mobilità sostenibile ma le sanzioni da parte della polizia locale latitano.
      Anche la pedonalizzazione del centro storico è affrontata con troppa indecisione. Noi continueremo a essere da stimolo per l’Amministrazione evidenziando i punti critici come già facciamo con costanza su Facebook. Chiunque ritenga si possa fare meglio è caldamente invitato a venire in Fiab e portare il suo contributo

      Tutto ciò che scrivo puoi riportarlo a nome di Fiab”

      Grazie Davide, Grazie Fiab cremasca.

  11. Qui non gira nessuno, né in bici, né a piedi, nemmeno i piccioni con le ali. Ne parliamo in epoca di infresco?Intanto sorvegliamo le infrastrutture.

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