venerdì 19 ottobre 2018

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SERVIZIO CIVILE NAZIONALE a CREMA

…..reintrodurre la “Leva obbligatoria” , con finalità educative: è un’idea che piace molto al rampante Ministro dell’interno Salvini.

Personalmente ho avuto due amici la vita dei quali è stata profondamente, negativamente segnata dal servizio militare. Uno non ne è uscito e le conseguenze psico/fisiche sono state per lui letali, l’altro è riuscito ad uscirne grazie all’impegno profuso dalla famiglia.

La misoginia, l’obbedienza a prescindere, il nonnismo, il fare cose senza senso solo perché qualcuno le aveva ordinate, questi i “disvalori” che troppo spesso la “naja” propugnava con arrogante, distruttiva iattanza.

La sospensione della leva militare obbligatoria (non l’abolizione, visto che sarebbe stata necessaria una legge costituzionale di modifica del discusso articolo 52 ), che ha introdotto anche la possibilità di arruolamento delle donne è stata disposta con il Decreto legislativo 8 maggio 2001 n. 215 .

Parallelamente La legge 64/01, con cui è stato istituito il Servizio Civile Nazionale, prevedeva all’art.1 il raggiungimento delle seguenti finalità:

  • concorrere (in alternativa al servizio militare) alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari;
  • favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale;
  • promuovere la solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona ed alla educazione alla pace fra i popoli;
  • partecipare alla salvaguardia e tutela del patrimonio della Nazione, con particolare riguardo ai settori ambientale, storico-artistico, culturale e della protezione civile;
  • contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attività svolte anche in enti ed amministrazioni operanti all’estero.

Di questo Servizio che davvero offre una chance di alto significato socio/educativo, credo si sappia molto poco; questa la ragione per la quale ho ritenuto dedicare al tema un Editoriale di CremAscolta.

Il Servizio Civile Nazionale (SCN), un servizio volontario destinato ai giovani dai 18 ai 26 anni, aperto anche alle donne, che intendono effettuare un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale attraverso l’esperienza umana di solidarietà sociale, attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale, è un sistema che prevede la partecipazione di vari attori e l’organizzazione di alcune fasi.

Gli attori sono:

  • lo Stato
  • gli Enti
  • i volontari

Le fasi:

  • il bando per i progetti
  • la presentazione dei progetti
  • la valutazione e graduatoria
  • l’approvazione dei progetti finanziabili
  • il bando per la selezione dei volontari

Anche quest’anno il Comune di Crema, nell’ambito del SCN, che per la Regione Lombardia opera secondo un Bando per la selezione di 3.156 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale, ha presentato 2 progetti (approvati da Regione Lombardia), per un totale di 4 volontari che saranno così impiegati:

2 volontari presso la Biblioteca Comunale
1 volontario presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco
1 volontario presso i Servizi Educativi (asilo nido, centro prima infanzia, scuola dell’infanzia e centro ricreativo diurno estivo comunali).

Possono presentare domanda i giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti .

I progetti hanno una durata di dodici mesi con un orario di servizio non inferiore a trenta ore settimanali o a 1400 ore annue. Ciascun volontario selezionato sottoscriverà un contratto che fissa in € 433,80 l’assegno mensile per lo svolgimento del servizio.

Il servizio “orientagiovani” del comune di Crema http://www.orientagiovanicrema.it/dettaglio.asp?hID=34816&Categorie=96&Sottocategorie=275&TIC_ID= è il riferimento per tutto quanto necessario ai giovani che desiderino partecipare a questa esperienza socio/educativa.

Molto, troppo spesso non si è a conoscenza di quanto lo “Stato” offre, propone ai cittadini.

Questo credo possa essere un esempio!

 

 

 

 

Commenti

8 risposte a “SERVIZIO CIVILE NAZIONALE a CREMA”

  1. Concordo, Francesco: è questa legge che andrebbe valorizzata (nel suo spirito che non è semplicemente l’offerta di un “parcheggio” per i giovani alla ricerca di un lavoro.
    Una grande occasione “formativa” a servizio della collettività (altro che servizio militare!).

    • La difesa richiede uno strumento militare, molto costoso ma indispensabile. La struttura attuale è simile a quella di molti stati del patto atlantico nel cui ambito è integrata. Prima della riforma era di enormi dimensioni con il servizio di leva, poi si è scelto una struttura più agile su base volontaria con migliore professionalità e l’adozione di sistemi d’arma evoluti, soprattutto utili a comporre pacchetti di proiezione all’estero sui teatri di crisi, con missioni a mandato ONU nell’ambito di operazioni di peace keeping integrando dispositivi interforze, ottenendone spesso la responsabilità e la conduzione. In questo contesto il ripristino della leva non aiuterebbe anche in prospettiva della creazione di una FORZA ARMATA europea. L’educazione deve anticipare l’incorporamento, non si può affidare alle FORZE ARMATE la cura della civiltà, esse operano in situazioni di pericolo, emergenza, di stato di necessità che richiedono una diversa interpretazione del dovere, dei valori proprio perché bisogna fronteggiare una seria minaccia per la democrazia. In altri termini si ribalta la prospettiva, le priorità, di fronte al nemico, in prima linea non si assumono scelte democratiche, non c’è tempo e si inficia l’efficienza dello strumento militare.

  2. Forse vale la pena di ricordare che la tanto sbandierata legge del 2005 ha semplicemente SOSPESO e non SOPPRESSO (come molti credono) l’obbligo del servizio militare. I Comuni italiani, infatti, non hanno mai smesso di compilare annualmente le liste di leva, che vengono puntualmente inviate al Ministero in quanto la chiamata potrebbe essere riattivata anche da domani mattina.

    L’intento del decreto legge 30/06/2005 n. 115 relativo alla sospensione anticipata della leva non era certo quello di fare un “regalo” ai giovani italiani (dei quali non fregava niente a nessuno) bensì di ridurre drasticamente le spese. La prima (e quasi ultima) disposizione fu infatti l’immediato collocamento in congedo illimitato del personale di leva, una norma che chiudeva un occhio anche sulle normali procedure logistico amministrative previste per il congedamento del personale di truppa.

    Nessuno mai oggi si sognerebbe di ripopolare le caserme perché i costi sarebbero esorbitanti, e dunque insostenibili per uno Stato sull’orlo di una crisi di nervi come il nostro. Del tutto diversa appare invece la possibilità di disporre di un Servizio Civile obbligatorio per maschi e femmine, che andrebbe nella direzione opposta: zero spese, massimi benefici.
    I ragazzi continuerebbero a gravare vitto e alloggio sul bilancio famigliare fornendo alla comunità un servizio semi-gratuito, che oggi si aggira intorno ai 400euro mensili x 10 mesi. Non male. Soprattutto nel loro interesse, visto che scollegati dallo smartphone per un breve periodo della loro vita potrebbero fare un salutare bagno di realtà.

  3. Andato in pensione relativamente giovane e in piena salute con tutti i requisiti della contributiva ho sempre pensato che un Servizio Civile volontario potrebbe essere introdotto verso la fine dell’ attivita’ lavorativa come appendice alla pensione, tiro a caso due anni prima, beneficiando di diversi vantaggi per il Paese.
    L’esperienza del lavoratore o del professionista messa a disposizione della comunita’, posti di lavoro liberati per i giovani, il pre o pensionato sarebbe gia’ coperto economicamente dalla pensione.
    Sistema complesso da mettere in atto e in un certo senso gia’ operativo ma in modo disordinato e casuale; vedi il volontariato attuale, culturale per esempio di chi scrive su Cremascolta.
    Il mondo di domattina con robotizzazione di molte attivita’ , allungamento della vita ect…richiede a mio avviso una ristrutturazione con riqualificazione, ripianificazione nel rispetto della liberta’, dell’intero ciclo di attivita’ lavorativa, attiva, del cittadino.
    Serve piu’ fantasia e le soluzioni tecnico economiche che considerano ancora masse di cittadini che vanno in pensione a cosa fare ???riposare???e’ morto da tempo
    Aldo

    • Mi viene in mente Umberto D. Passatempi umanitari, ma di chiara connotazione culturale e borghese. I ricchi che fanno la barba ai poveri.

  4. Certo Aldo, concordo, ricordarsi di far parte di una comunità civile alla quale rendere disponibile l’apporto del proprio bagaglio di esperienza, frutto di una vita di lavoro.
    Una “pensione” fuori dalle pantofole, e dal divano/TV e più rispettosa della propria dignità!

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