sabato 17 novembre 2018

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Buffo stivale: Lodi – Riace

Metodo Lodi e metodo Riace.

Due approcci ad uno stesso tema, l’accoglienza, l’inserimento, l’inclusione di chi è così diverso da te per cultura, per religione, per usi e costumi, per ….pigmentazione della pelle, due approcci che si trovano agli antipodi e non solo geograficamente!

In effetti dall’incontro di Teano (o giù di li) in avanti, a ben guardare si è “inventato” un Paese i cui abitanti venivano da culture, religioni, usi e costumi, pigmentazione della pelle diversi.

Sono passati quasi 160 anni, ma le diversità, in buona sostanza sono restate e il differente approccio tra il “tristo” negare la mensa ai bambini di Lodi e le “braccia aperte” ai migranti di Riace ne è l’emblema.

Non solo, ma i due “capi” firmatari del “Contratto” che ci consente di avere un Governo (bene o male) in carica a reggere (le reggono?!?) le sorti del “buffo stivale”, sono l’uno da Milano ( e Milano e Lodi sono praticamente a …contatto) e l’altro da Avellino (e la Campania e la Calabria sono praticamente confinanti!).

Riusciremo mai a fare di questa “arlecchinata” una “Nazione”?

Sulla ricerca di … “massimo comune divisore e minimo comune multiplo” tra le venti Regioni d’Italia, scomparso il lenzuolone crociato di “mamma DC” (quella, per intenderci, che nel ’48 ottenne la maggioranza relativa dei consensi elettorali, la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento e restò il maggior partito italiano per cinquant’anni) si sono infrante le temperie politiche della italica democrazia.

Il “salvimaio”si è proclamato Governo del cambiamento, un primo radicale cambiamento è stato il reset del panorama partitico che sembrava inamovibile (e non è stato cambiamento da poco), ora non ci resta che assistere, attenti, in …. punta di media, a questo cambiamento!

CremAscolta è qui anche per questo no?

Commenti

31 risposte a “Buffo stivale: Lodi – Riace”

  1. Metodo Lodi-Riace? Ma che roba e’? A Riace sono spariti nelle nebbie calabre della Sila milioni di euro e a Lodi si e’ chiesto ai cittadini stranieri la stessa certificazione Isee che viene richiesta ai cittadini italiani (finalmente !!!). Lo chiamerei “metodo legalita’”, che in un Paese illegale, dove tutto si puo’ fare e tutto e’ permesso, fa notizia. Neanche tanto, a dire la verita’, perche’ i media asserviti si sono resi conto che questi argomenti potevano essere un boomerang e gia’ parlano d’altro. Eccetto il Pd, naturalmente, che con il concetto di “comprensione” ha sempre qualche difficolta’.

    • Rita,
      secondo te è corretto che per i cittadini italiani è sufficiente un’autocertificazione, mentre per i cittadini stranieri extra UE è necessario una certificazione autenticata dall’ufficio di competenza dello Stato di provenienza? In base a quale criterio questo diverso trattamento per situazioni uguali? Il principio di uguaglianza enunciato dall’art. 3 recita che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e la giurisprudenza costituzionale dagli anni ’60 ha affermato che questo principio vale per tutti gli esseri umani, sia che siano cittadini italiani che stranieri. Questo, a mio giudizio, non è un metodo legale se per legalità ci ispira alla Costituzione e alle leggi dello Stato.

      Da un punto di vista sociologico mi domando che cosa ci guadagna la nostra società ad emarginare i figli di stranieri regolari in Italia, che lavorano e pagano le tasse. Mi domando che cosa ci guadagna la nostra società a far sentire rifiutati dei bambini?

    • Giorgio Cardile, la differenza sostanziale è che l’autocertificazione di un italiano è facilmente verificabile e, se menzognera, comporta conseguenze penali, mentre quella di un extracomunitario non lo è. Comunque si legga attentamente quanto riporta Rita in base alla sua esperienza concreta

  2. Ho la straniante sensazione di vivere in un mondo distopico, dove le parole vengono orwellianamente usate per indicare il loro esatto contrario. L’invasione indesiderata di persone senza documenti viene chiamata accoglienza e l’applicazione anche a loro delle medesime regole applicate agli italiani diventa discriminazione. Un esempio di vera integrazione: http://www.ilgiornale.it/news/politica/primo-avvocato-nero-i-migranti-non-li-difendo-1588599.html. Sicuramente a questo punto sarò finito nella lista dei fascisti che il tollerante e democratico giornalista di Re Pubica vuole appendere per i piedi.

  3. Ma questo “stivale” e’ buffo o semplicemente scemo? Negli ultimi dieci anni le rimesse di danaro degli stranieri residenti in Italia (i cosiddetti “ultimi”) con il collaudatissimo money transfert sono state quantificate in 60 MILIARDI!!! Alla faccia di chi dice che gli immigrati portano ricchezza. E la portano, in effetti, ma a casa loro, dove investono puntualmente in immobili e terreni. Niente da eccepire, se il danaro e’ stato guadagnato lecitamente. Non producano, pero’, una certificazione Isee con su scritto “nullatente”, perche’ allora ci arrabbiamo. E tanto, anche.

    Nella mia carriera di funzionario pubblico di lungo corso non ho fatto altro che vedere foto su telefonini di case, terreni e persino alberghi mostrati dagli stranieri con orgoglio: questo e’ mio, al mio paese. E a noi toccava erogare a nome loro bonus di tutti i generi perche’ la certificazione Isee non comprendeva i beni posseduti all’estero. Finalmente un po’ di giustizia sociale.

    Se c’e’ differenza tra una casa posseduta a Salerno e una di proprieta’ a Tunisi, o al Cairo, o a Casablanca, allora questo e’ razzismo. Un atto discriminatorio a carico di tanti italiani che hanno solo gli occhi per piangere e sono sempre piu’ numerosi. Sorpassati dai furbetti stranieri nelle graduatorie Aler, nell’erogazione dei bonus e persino nel pagamento delle mense scolastiche. Una vergogna da cancellare.

    • Spero che qualcuno non veicoli la fake che vorrebbe in Paesi stranieri l'”assenza del catasto” o l'”impossibilita’ di produrre certificazioni” perche’ sono balle colossali. Ho visto quei documenti, per usi diversi, innumerevoli volte.

  4. Vecchia storia. Da brigante a eroe.
    Già visto, noiosissimo.
    Con la differenza che allora li fotografavano dopo la fucilazione.
    Adesso li intervistano belli vispi, dopo la lacrimuccia di rito alla finestra.
    Voglio al sud tutto il bene che è possibile volergli da parte di uno del nord. E so bene che moltissimi galantuomini meridionali non si identificano per nulla con questo Modello Ninco Nanco.
    Credere che le ‘ndrine si siano commosse e abbiano lasciato fare per amor del prossimo è davvero comico. L’opposizione non vuol essere da meno del governo nel divertire e far sbellicare dalle risa gli italiani. Sembra una gara di cabaret, a chi fa l’audizione più spassosa.
    Comunque, vista la ola mediatica dei biancorosei al farabutto, si tratta della loro ennesima revolverata sui propri piedi prima delle prossime elezioni.

    • Neppure io riesco a capire dove vogliano andare le opposizioni, ma sembra ormai chiaro che le prime a non averne idea siano loro stesse. Gia’ da tempo si erano suicidate, adesso stanno tentando di uccidere anche i fantasmi lasciati indietro difendendi l’indifendibile. Da onesta’ onesta’, ai paladini dell’illegalita’. Siamo a posto.

  5. Io un minimo di speranza che da questo guazzabuglio nasca il secondo genio italiano la conservo. Paradosso; qui alla mia baia tirrenica, dove rimarrò qualche giorno, e per decine di chilometri circostanti, non si vede che solo qualche raro “uomo tinto”. Effetto deterrente turistico? Eppure di mano d’opera a buon prezzo ci sarebbe bisogno!, ma solo pochi Rumeni e Polacchi, notoriamente poco tinti! Effetto mimetico? Boh?

  6. Le opposizioni credono ancora in una democrazia rappresentativa, pur annaspando tra credibili proposte. Ma questa non è più l’epoca del credibile. Ha ragione Pietro. Siamo nella dimensione del tutto possibile pur di ottenere consenso. Ma ce la racconteremo, e ne avremo il tempo, vista la velocità con cui la Storia ha cominciato a correre. Il qui e ora in fretta ci chiederà il conto. Perché io, avendo sempre creduto che il presente contenga sia il passato che il futuro, osservo come le dinamiche politiche di questi ultimi mesi queste categorie le abbia azzerate. Rimane solo il presente.

    • Democrazia rappresentativa? E di chi, delle banche e delle agenzie di rating? Dei grandi potentati finanziari? Piu’ che “rappresentativa”, la chiamerei democrazia degenerata. Tutto, alla stadio terminale, marcisce e si decompone.

  7. Una semplice osservazione: mentre noi italiani ci laceriamo da anni sul nodo dei richiedenti asilo, mentre i nostri governi (temo anche l’attuale) hanno gestito in modo disastroso i flussi migratori (pur con l’attenuante della imponenza del fenomeno), in Germania – leggo – sono stati “integrati” (con un lavoro regolare) 300.000 ex richiedenti asilo.
    E colpisce – sempre in Germania – che un partito come quello dei Verdi, che punta proprio sul tema della “integrazione” abbia raddoppiato i voti in Baviera, nella regione più ricca d’Europa, in una regione in cui il bavarese ministro degli interni ha condotto una campagna elettorale contro gli immigrati.

    Siamo di fronte a due universi paralleli, due universi che, tra l’altro convivono sia in Italia che in Germania.

    Ma… perché mai di fronte a un problema di grande dimensione come questo maggioranza e opposizione si mettano intorno a un tavolo (in primis il tavolo europeo perché i singoli Paesi non sono in grado di risolverlo) per affrontarlo al meglio prendendo il meglio delle esperienze europee?

    Già, conosciamo tutti il perché: i partiti, più o meno, rincorrono in modo ossessivo il consenso elettorale e, nell’era dei tweet, del consenso giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto…

    • Ma come si fa a fare simili paragoni. Il tasso di disoccupazione in Germania si aggira attorno al 4%. E’ chiaro che quando il lavoro c’e’, c’e’ per tutti. In Italia, al contrario, il lavoro non c’e’ e il wellfare va gestito con giudizio, possibilmente non discriminando gli italiani, come s’e’ fatto fino adesso.

      Nella fattispecie, non c’entra nulla il “problema immigrazione” ma si tratta di capire perche’ io devo presentare il modello Isee per il calcolo della tariffa mensa e tu no.

  8. Nella cornice del mio editoriale, attendo con curiosità e grande attenzione l’evolversi degli accadimenti che convolgono i due sindaci (Lodi e Riace), loro comportamenti e prese di posizione: strenua propugnatrice del diritto/”certificazione Isee” (così come da ineccepibile burocratica spiega di Rita) cinicamente sulla pelle dei bambini, l’una, e “Ninco Nanco/farabutto” (caspita, addirittura Pietro?!?) l’altro.
    Se poi qualcuno si è ….spinto troppo in la, farà dei ….passi indietro!
    Personalmente “sposo” la considerazione finale di Giorgio, che riporto di seguito:
    “Da un punto di vista sociologico mi domando che cosa ci guadagna la nostra società ad emarginare i figli di stranieri regolari in Italia, che lavorano e pagano le tasse. Mi domando che cosa ci guadagna la nostra società a far sentire rifiutati dei bambini?”
    E ci aggiungo: seminare una “coltura” di possibili emarginati, magari rancorosi, con una bella carica di voglia di rivalsa, magari disponibili a farsi reclutare da ……. ?!?

    • Piega burocratica? Quindi, il cittadino onesto e’ scemo? E magari, chi lo sostiene va starnazzando anatemi contro il lavoro nero, rovina dell’Italia? Sono abalordita. Il sindaco di Riace che infrange la legge come cavolo gli pare va difeso a spada tratta, la sindaca di Lodi che tenta di ripristinare il principio di equita’ sociale e’ una pericolosa fascista, nazista, xenofoba. Ma in che schifo di Paese sono capitata?

      A qualcuno {i soliti noti) sembra di discriminare i figli degli stranueri chiedendo loro di pagare la mensa scolastica? Il problema puo’ essere presto risolto: forniamo pasti gratuiti a tutti e festa finita.. Questa e’ equita’.

  9. ….per il vero era “spiega” burocratica, Rita, forma colloquiale contratta di spiegazione.
    Quanto alla sostanza del problema: scuola primaria, momento pasto che fa parte a pieno titolo del progetto educativo, sono d’accordo con la tua conclusione, Rita!

    • Scuola primaria con scuolabus e pasti gratuiti per tutti? Puo’ essere., se ci sono i soldi. Se non altro, non verrebbe discriminata la famiglia dell’operaio italiano con casa di proprieta’ rispetto a quella delll’operaio magrebino con proprieta’ all’estero. Questo non deve farci dimenticare, tuttavia, la vergogna della certificazione Isee, ormai necessaria per richiedere qualsiasi tipo di prestazione, dalla mensa scolastica alle medicine, fino alla casa Aler, che prevede di dichiarare i beni mobili e immobili posseduti in territorio italiano. E tutti gli altri? Vogliamo conoscere i geni che hanno partorito una norma del genere.

  10. ….. visto che siamo in argomento, incuriosirebbe anche me!
    Chi di meglio di un “funzionario pubblico di lungo corso” per dare una risposta al quesito?

    • Non e’ dato conoscere i nomi dei “colletti bianchi” autori di questi capolavori, che una volta compiuta l’opera la fanno firmare al ministro in carica, il quale ne risponde pubblicamente. Funziona cosi’.

  11. Nella mia breve riflessione, Rita, mi sono limitato all’atteggiamento culturale con cui noi affrontiamo un tema delicato e complesso come quello dei migranti e, in generale, degli stranieri (magari già cittadini italiani – ricordiamo tutti le polemiche di questi giorni sul reddito di cittadinanza non destinato agli stranieri), l’atteggiamento manicheo. Sembra quasi che da un lato ci sia il Bene e dall’altro il Male, quando invece abbiamo di fronte un problema che tocca un po’ tutti i continenti, un problema da affrontare ponderando con attenzione il pro e il contro che vi sono in ogni ipotesi di soluzione. Sembra cioè che solo gli uni (i vincitori di turno, di ieri e di oggi) abbiano la Verità, mentre gli altri siano portatori di menzogne.
    I problemi si risolvono “insieme”, a maggior ragione un problema che non riguarda solo l’Italia. Quando ho scritto che la gestione dei migranti finora è stata disastrosa e temo che lo sia (forse ancora di più nell’era Salvini-Di Maio – volevo dire proprio questo: sarà sempre più disastrosa se continueremo a fare campagna elettorale e a sparare contro l’Unione europea, quando sarà solo con l’Europa che potremo risolvere, ad esempio, il problema dei rimpatri.
    O non si vuole risolverli continuando a impugnare la bandiera dei rimpatri e accusando sempre la cattiva Europa che non ci aiuta a risolverlo quando siamo noi che puntiamo a farla affondare, con una campagna elettorale permanente?

    Ho fatto un cenno alla Germania perché si tratta di un Paese che ha gestito un flusso ben più imponente dell’Italia, ma l’ha gestito con un disegno (anche quello della “integrazione”, della formazione al lavoro), mentre da noi un disegno non c’è se non quello di sfasciare l’Europa stessa e far prevalere i sovranisti i quali non faranno altro che indebolire ulteriormente i rapporti tra partner (gli stessi amici di Salvini agiranno contro l’Italia in tema di migranti).

    Che la Germania abbia un tasso di disoccupazione bassa è vero, ma ho qualche dubbio che in Italia non ci siano opportunità di lavoro che i nostri italiani non accettano.

    Non sono entrato nel merito dei casi di Riace e di Lodi? L’ho fatto apposta perché è l’atteggiamento culturale – che fa oggi parte del mainstream – che ci impedisce di analizzare pacatamente e razionalmente luci e ombre dei due casi: da un lato c’è solo la Luce (la Luce fatta carne) e dall’altro solo Ombre (anzi la menzogna fatta carne).

    • Saro’ breve, anzi brevissima: e’ di ieri la divulgazione del dato di poverta’ assoluta in Italia, aumentato negli ultimi dieci anni del 182%, segno evidente di una visione politica ed economica completamente sbagliata; poiche’ il 30% di questi poveri e’ straniero, ne consegue che costoro sono a carico della pubblica amministrazione, e percio’ chi sostiene che sono una “risorsa”, quelli che domani pagheranno le pensioni agli italiani, mente sapendo di mentire. Non stiamo a menare il can per l’aia.

  12. E’ questo l’incipit dell’articolo apparso su Lavoce.info che ieri ho suggerito:

    L’importanza del pranzo a scuola

    È ora che tutti i bambini che vanno a scuola in Italia abbiano diritto, come elemento essenziale della propria istruzione, a un pranzo. Universale: tutti assieme, di qualità, e gratuito. Se avessimo già adottato questa impostazione in passato, ci saremmo risparmiati la triste esclusione di alcuni bambini con genitori stranieri dalle mense scolastiche. L’accesso alla mensa scolastica va visto infatti come parte integrante dell’istruzione. E l’istruzione deve essere orientata a ogni singolo bambino o bambina, indipendentemente dalla sua origine sociale. Per questo motivo, il pranzo alla mensa scolastica, durante l’istruzione obbligatoria e il periodo pre-scolare andrebbe finanziato attraverso la fiscalità generale, insieme alle altre spese scolastiche.

    Nel resto del mondo

    Se un accesso universale e gratuito alla mensa scolastica può sembrare una misura rivoluzionaria in Italia, possiamo ricrederci guardando agli esempi di migliori pratiche a livello internazionale. La Finlandia, ad esempio, è stato il primo paese a istituire in modo ufficiale i pranzi gratuiti a scuola, nel 1948. Guarda caso, il paese il cui modello di istruzione è stato studiato in seguito ai risultati ottenuti nei test comparativi Pisa (Programme for International Student Assessment) dell’Ocse, confermati con le successive analisi Piaac sulle competenze degli adulti. La “Board of Education” finlandese ricorda: “L’istruzione pre-primaria e l’istruzione obbligatoria sono fornite gratuitamente a tutti, e ciò include i pasti a scuola, i materiali didattici, il trasporto verso la scuola e i servizi di welfare per i bambini”. Analogamente, in Svezia, le mense scolastiche forniscono pranzi gratuiti a tutti gli alunni fino a 16 anni e alla maggioranza di loro fino a 18 anni. Dal 2011 i pranzi devono corrispondere a un terzo della razione giornaliera raccomandata. L’Agenzia nazionale per il cibo svedese valuta costantemente la qualità dei pasti forniti. Il tema dei free school meals è stato largamente dibattuto nel Regno Unito, dove nel 2013 è stata introdotta l’universalità per la prima e la seconda elementare.

    Tra i paesi emergenti o in via di sviluppo, l’India fornisce ogni giorno 100 milioni di pasti gratuiti a tutti i bambini a scuola, e diversi paesi dell’America Latina (tra cui il Brasile) hanno una fornitura universale. Tra gli obiettivi di queste misure universalistiche nei paesi meno poveri vi sono il miglioramento dello sviluppo dei bambini, la possibilità di trarre maggiori vantaggi dalla frequenza scolastica e la riduzione della povertà alimentare.

  13. “cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea autorizzati a soggiornare nel territorio dello Stato” devono produrre, per “stati, qualità personali e fatti” non certificabili da parte di soggetti pubblici italiani, “certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero”. Trattasi di una legge emanata da Romano Prodi venti anni fa e coscienziosamente applicata dal sindaco di Lodi.

    • …..trattandosi nello specifico di pasti per i bambini, io non me la sentirei proprio di usare la parola “coscienziosamente”!
      Però so anche bene che c’è …… coscienza e coscienza!

    • Poiché a qualcuno non è chiaro, ripeto: il sindaco di Lodi è stata accusata di ogni nefandezza dal PD per aver applicato letteralmente (va bene “letteralmente”?) una legge approvata dal PD stesso.

    • Ma perché i bambini stranieri non dovrebbero pagare i pasti a scuola? Le loro mamme, quando vanno al supermercato, non passano dalla cassa perché hanno il capo velato? I loro padri, quando lavorano, non hanno le trattenute in busta paga perché s’inginocchiano in direzione della Mecca? L’integrazione passa dal quotidiano, non dai discorsi degli intellettualoidi e dei perditempo. E difatti, in Italia non c’è mai stata vera integrazione perché c’è sempre stata discriminazione. Nei confronti degli italiani, mi sembra chiaro.

  14. ….certo che va bene “letteralmente”!
    E’ quello che ha fatto il Sindaco di Lodi: applicare come un burocrate (nn come un Sindaco) il dispositivo di legge.
    Per fare ciò, in effetti non servirebbe una persona eletta “dal popolo”, ma basterebbe un algoritmo no?
    A cosa serve un Sindaco?

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