sabato 17 novembre 2018

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Decreto Genova – Stavolta non li capisco!

E’ stato approvato alla Camera dei Deputati e inviato al Senato per la seconda lettura, il cosidetto “Decreto Genova” che peraltro titola: DISPOSIZIONI URGENTI PER LA CITTÀ DI GENOVA LA SICUREZZA DELLA RETE NAZIONALE DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI GLI EVENTI SISMICI DEL 2016 E 2017, IL LAVORO E LE ALTRE EMERGENZE”.

Ma come, mi chiedo, doveva essere un decreto urgente, finalizzato a definire procedure, tempi, metodi e modi di finanziamento, per reintegrare la struttura viaria “Ponte Morandi”, drammaticamente crollata il 14 Agosto ( due mesi e mezzo fa!) e nel Titolo del Decreto, oltre, direi sensatamente, al causalmente affine tema della “sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti”, si inseriscono anche gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze?

Ma checciazzeccano (la citazione di Tonino da Montenero di Bisaccia, mi pare atto dovuto!) gli “eventi sismici”, “il lavoro” e (buon peso!) “le altre emergenze”?!?

Che poi, tradotti in modo fattuale, consistono in:

  • I terremoti (Centro Italia una modifica alla normativa vigente ha allargato la sanatoria sulle piccole difformità edilizie che impediscono la ricostruzione ai casi di mancato permesso di costruire)
  • Il condono di Ischia (3 comuni di Ischia colpiti dal sisma 2017 rispondano alle richieste di sanatoria presentate in base al condono edilizio tombale del 1985.”
  • La contestata vicenda dei fanghi (innalzato di 20 volte da 50 a 1.000 mg per chilo il limite da non superare nei fanghi ai fini dell’utilizzo in agricoltura per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, Toluene, Selenio e Berillio, Arsenico e Cromo totale)

Temi sui quali si sono contrapposte maggioranza di Governo e opposizione quando sarebbe stata auspicabile una comunità di intenti per procedere spediti alla ricostruzione!

Il “profumo” (anzi, la puzza!) è stato quello antico dei “mille proroghe”, dei “decreti omnibus” dei quali davvero non si sentiva la mancanza, anzi la speranza era proprio quella che questo “Governo del cambiamento” avesse “voltato pagina”!

Si è cercata la rissa?

Perché questa scelta, quale la strategia/tattica sottesa a questa scelta?

Personalmente, dopo il metodo del “Contratto” , adottato per la costruzione di questo imprevedibile “ossimoro” di Governo, tra Cinquestelle e Lega, guardavo in modo speranzoso all’esperimento, confidavo che il nuovo approccio politico, basato concretamente sulle cose da fare, si sviluppasse in positivo per noi cittadini.

Questa scelta, mi ha lasciato davvero molto perplesso; come dire….. come prima, più di prima?!?

Commenti

12 risposte a “Decreto Genova – Stavolta non li capisco!”

  1. Bicchiere mezzo pieno (facciamo anche 3/4): stanziamento di 30 milioni l’anno fino al 2029 a favore delle famiglie colpite, casomai Autostrade non dovesse risarcire i danneggiati; zona franca a sostegno delle imprese che hanno avuto difficoltà economiche a causa del crollo del ponte; specifiche norme per la zona portuale e retroportuale che miglioreranno la viabilità in generale; sgravi sulla tassazione ai cittadini che hanno perso la casa o hanno dovuto abbandonarla; 40 milioni per potenziare il trasporto pubblico cittadino e per gli autotrasportatori che hanno subito forti disagi in conseguenza del crollo. Se pensiamo che i terremotati del centro-Italia son lì che aspettano da anni in mezzo ai loro detriti, e continueranno ad aspettare, i genovesi sono stati “fortunati”. Nella disgrazia, ovvio. Se poi la demolizione dei monconi inizierà davvero entro Natale, come ha promesso Bucci, siamo a cavallo.

  2. “Si è cercata la rissa?”
    Sono cinque mesi, Francesco, che si cerca la rissa e si vive di rissa.
    Il che, va detto, può anche portare a cose sia negative che positive.
    Personalmente, questo continuo campare di rissa da parte dell’attuale governo mi provoca almeno qualche moto fisiologico rispetto al letargismo indotto dai governi precedenti.
    Sappiamo tutti bene come la rissa faccia parte di una strategia di sopravvivenza politica molto nota e studiata in diverse esperienze istituzionali, italiane ed estere, recenti e meno recenti.
    Per adesso, funziona. E mi pare piuttosto bene.
    Dipende solo da quanto tempo ci vorrà per arrivare al solito esito di quasi tutte le politiche basate sulla rissa: il momento in cui chi di rissa ferisce, di rissa perisce.
    Quanto al condono edilizio nel collegio elettorale ischitano e ai limiti per i fanghi inquinanti, elevati di venti volte, siamo solo agli inizi.
    Ma sono cose che ormai contano poco.
    Conta, appunto, la rissa. Conta l’amor di fazione, cosa tipica della nostra storia. Guelfi e Ghibellini, Capuleti e Montecchi. L’Italia è diventata oggi un grande stadio di calcio, dove al tifo non si comanda e dove la tifoseria vota le squadre del cuore, non la qualità di gioco, i gol fatti o la correttezza in campo.
    Vai a dire a un romanista che i laziali han giocato una partita meglio di loro. O viceversa. Due squadre a caso. Anch’io, quando ero bambino e tenevo al Milan, dopo la famosa partita con il Santos, avrei reagito contro di quelli come oggi si fa in Italia, tra chi tifa maggioranza e chi tifa opposizione.
    Rissa, tifo, curva sud.
    Almeno, ripeto, ci si tiene svegli, non come prima, che era come guardare l’arpa birmana.

    • Tutto vero. Fin da bambina sentivo gli adulti che, per inquadrare qualcuno, si chiedevano “ma quello li’, e’ democristiano o comunista?”. Non so, pero’, se solo l’italiano abbia questa tendenza o se tutto il mondo e’ paese.. Se mi guardo intorno, ho l’impressione che la faziosita’ sia diffusa ormai ovunque, almeno in Occidente. Vuoi dire, Pietro, che abbiamo fatto scuola anche in questo settore?

    • Non lo so, Rita, forse la faziosità in quanto tale non l’abbiamo inventata noi, anche se nei secoli gli italiani ne sono diventati provetti interpreti e riconosciuti rappresentanti.
      Quello che abbiamo inventato, per ben tre volte, è stato il fascismo. Innanzitutto, il fascismo storico, nel quale siamo stati i primi e i migliori, nel bene e nel male (e qui, sappiamo che oggi “la dottrina è divisa”). Chi ci ha imitato, ha creato solo scimmie istituzionali del fascismo italiano: scimmie tragiche, come ad esempio il nazismo, o scimmie comiche, come ad esempio i caudillos ispano-americani. Poi, il fascismo giovanile della contestazione di destra, tra metà dei ’60 e metà dei ’70. Un territorio ancora semi-inesplorato, abitato da ingenui e assassini, puri e terroristi, fessi e affaristi, tutti comunque molto italiani, italianissimi, sia i più esibizionisti che i più insospettabili, dimenticati dai libri di storia. Anche in questo caso, all’estero nessuno in quegli anni ci ha saputo copiare con la giusta perizia, col debito stile, con quel tratto così nostro, tra illusione e cialtroneria. Quindi, il recente fascismo non di contenuti ma di metodi, il fascismo senza “ideologie” (ça va sans dire: mancano sia le idee che il lògos) ma con gli strumenti e le esasperazioni mediatiche del populismo, del promessismo, del banalismo, del nemicismo, del revanscismo rancoroso, del messianismo demagogico. Pur non condividendo il libro che al 70% (non la penso come l’autrice), è il fascismo che ho trovato ben descritto da Michela Murgia nel suo recente “Istruzioni per diventare fascisti”. Ho anche provato il “fascistometro”, in fondo al testo.

    • Sono d’accordo con te, Pietro, il “fascistometro” è una cretinata tutta italiana. Ho letto giust’appunto poco fa un gustoso articolo di Marcello Veneziani, che ti giro:
      http://www.marcelloveneziani.com/articoli/lantifascismo-dei-cretini/

      Per quanto riguarda invece la “faziosità” che sarebbe la nostra cifra distintiva, lo credevo anch’io fino a non molto tempo fa. Prima di sapere cosa avrebbero fatto gli americani in prossimità delle elezioni di medio termine. Curva rossa e curva azzurra. Sturmtruppen all’attakken!!! Tutti in campo disperatamente: dai media mainstream alle star di Hollywood, dalle carovane d’immigrati irregolari al tentativo di riutilizzo di frecce spuntate come Barak Obama, dalle truppe cammellate Lgbt alle casalinghe sull’orlo di una crisi di nervi, e così via. E qui le “pallottole” non sono solo di impatto sociale/psicologico, sono anche vere. Mi sembra che sotto questo aspetto il Grande Impero (ex) non tema confronti.

  3. Da una parte i comunisti, dall’altra i democristiani. Molto interessante. Scopriamo grazie a Rita, e da tempo, che gli unici non faziosi sono i sostenitori di questo Governo. Analisi acutissima, peccato che sia indimostrabile, se non secondo la categoria della faziosità.

    • Come sempre, non hai capito niente di quello che ho detto.
      Stavo parlando del mondo, non di questo governo, e di come la presunta faziosità italiana (in tutti i campi, purtroppo) potrebbe essere, forse, non del tutto italiana. Comunisti e democristiani è un esempio che risale al secolo scorso, mentre “l’amor di fazione” citato da Pietro, Guelfi e Ghibellini, Capuleti e Montecchi. è ancora più lontano nel tempo.
      In tutto ciò, che c’azzecca l’attuale governo?
      Men che meno i suoi sostenitori, che sono dei semplici elettori che esprimono su una scheda una preferenza e, se capita, il loro pensiero. Mi risulta che, almeno fino ad oggi, in piazza a fare il tifo con fischietti, cappellini, bandierine e magliette rosse (mezza manica, così tutti abbiamo potuto vedere i rolex) ci siano andati altri.

  4. Che strano, non capisco proprio niente. Chissà perché ho proprio pensato che volessi andare a parare come al solito con la solita filippiica contro i detrattori di questo governo. Brutta cosa la malafede, di cui tu sei assolutamente immune, lucidissima e obiettiva nell’analizzare il pensiero altrui. A te l’ultima parola. Naturalmente.

  5. Non entro, Franco, nel merito delle scelte, ma solo nel metodo.
    Siamo di fronte a una perenne campagna elettorale contro tutti i “nemici”, da quelli “esterni” (Mattarella, l’Europa, i Poteri forti, le banche…) a quelli “interni” (Lega contro i Cinque Stelle e Cinque Stelle contro Lega).
    Non eravamo proprio abituati a questo stress che non lascia tregua.
    La cosa bella è che alcuni ministri continuano a “lavorare” “in silenzio”, anche la ministra-avvocato che ieri ha gridato contro la… bomba atomica messa con un emendamento dai pentastellati.

  6. L’Italia al collasso idrogeologico, tra abusivismo e condoni che ci sono stati, ma mai come ora vengono al pettine. anche quelli di quando la Lega governava con Berlusconi. Ora si punta il dito contro l’ecologismo da salotto che era comunque meglio di niente in questo dissesto che uccide famiglie intere illegalmente allocate in siti pericolosi, preferendo sfidare la legge piuttosto che pericoli annunciati. Siamo il paese del piangere sul latte versato senza nessuna riflessione sull’educazione mancata alla legalità. La cultura di massa e un certo benessere hanno reso tutti onnipotenti, con la casetta sul greto del fiume per festeggiare compleanni, a suon di carte bollate. Ora, tutta la pietà per le vittime, ma allo stesso tempo tutto il disagio di costi altissimi per la comunità qualora si decidesse di metter mano a tanto dissesto culturale e ambientale. Intanto che questo governo rimedia, o crede, di risolvere tutto con le soluzioni più facili. portando in dote al Bellunese quella miseria, per ora, di duecentomilioni di euro quando si sa che rimuovere macerie e ricostruire costerà molto di più. Allora i fondi stanziati per il reddito di cittadinanza si usino per stipendiare tutti quei disoccupati in attesa della manna. Non sarebbero posti di lavoro? Ebbene, si proponga questo: vuoi un reddito? Bene. Vai a rimuover tronchi nelle foreste del Bellunese, dove da giorni tanti volontari stanno prestando aiuti gratis. E poi tutti a scuola di legalità.

    • Mi chiedo: perché da circa trent’anni ogni ottobre/novembre, dopo le alluvioni, facciamo questi discorsi e poi arriva dicembre, si fa l’albero, si comprano i doni e non se ne parla più? Dove sta il marcio? Qual’è l’anello debole della catena? Debole si fa per dire, visto che nessun governo, forse nemmeno il padreterno, ha avuto la forza di darcene un taglio.

      Chi difende il “diritto di abitazione” di chi vive in una casa abusiva? Tutti.
      Qui c’è un’Italia da demolire, e nessuno comincia.
      Visto che siamo a Crema, vogliamo parlare di tutti i palazzi costruiti a pochi metri dal Serio?

  7. …..ottimista a tutti i costi? Ma si dai:
    prendiamoci in positivo questo “assist” (violentuccio, in verità!) di madre Gea e facciamo partire un mega piano investimenti pubblici per rimettere in sesto il “buffostivale” devastato, trasformando buona parte del “reddito di cittadinanza” in “reddito da lavoro”, che sarebbe anche un bel ….ritorno di fiamma (absit ….) per la nostra trascurata Costituzione!
    Dai, “SALVIMAIO” si riprende in mano il DEF e con qualche “carambola” ben assestata, si fa venire il ….maldistesta alla Commissione Europea!
    E’ “Governo del cambiamento” no? E allora nessun timore nel cambiare (magari con qualche emendamento ben assestato a “depotenziare” il “condono ischitano) !
    Il “movente” è nobile e incontrovertibilmente negli occhi di tutti, la finalità non è da meno; nei panni del …. sig Salvimaio, lo farei!

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