mercoledì 19 dicembre 2018

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Pianura padana: primi in inquinamento

Spero che il mio primo figlio, residente a Milano, non legga quanto sto per riportare, altrimenti la prossima volta che gli proporrò “Dai, vieni a passare con moglie e bambini il week-end da noi, portali via da quell’aria velenosa!” nella migliore delle ipotesi scoppierà in una risata.

Già, perché riprendo da Oglio Po news, quotidiano on-line del  Casalasco-Viadanese la notizia, e stralcio: Cremona si colloca proprio al centro delle aree più critiche, relativamente a numerose tipologie di inquinanti… E riporto la mappatura relativa a PM10.

Ma scorrendo ancora il report: La Pianura Padana, soprattutto l’area cremonese, si conferma come una delle zone più inquinate d’Europa: lo conferma l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (Aea), pubblicato nei giorni scorsi. Come si può notare dalle mappe contenute nel rapporto, Cremona si colloca proprio al centro delle aree più critiche, relativamente a numerose tipologie di inquinanti: dalle più classiche Pm10, alle più insidiose Pm2,5, al pericoloso ozono e al biossido di azoto… problemi che si ripercuotono anche sull’economia, in quanto incrementano i costi per la salute… basti pensare che le stime che compaiono nella relazione indicano che nel 2015 le concentrazioni di PM2,5 hanno causato circa 422.000 morti premature in 41 paesi europei, di cui circa 391.000 nei 28 Stati membri dell’Ue.

Sconfortante, vero? Ma soprattutto, visto che, così pare, Crema come centro urbano stia facendo il suo dovere nel ribassare almeno del 20% il suo apporto venefico, che altro possiamo fare? Una levata di scudi per un nuovo motivo di divorzio da Cremona? E no, questa volta storia e politica non c’entrano, perché gli inquinanti non conoscono dogane, e come poi dar tutta la colpa alla produzione urbana cremonese di gas tossici? Ma se addirittura Milano va meglio di noi, il motivo è solo micro-climatico? Vorrei saperne di più, chi può ci informi, ma credo che il contributo del traffico pesante circostante sia appunto “pesante”: siamo circondati da vecchie e nuove autostrade!

Altra recente notizia: un progetto di modifica dei vagoni delle linee ad alta velocità, attrezzati come trasporto veloce, tre ore dalla capitale, consentirebbe un abbattimento di questo traffico tossico-emittente del 90%. Il libro delle fiabe? Accerchiati da snodi e viadotti, inquinati da tutti ma lontani da ogni beneficio, peggio di Tantalo, che almeno agognava invano, ma aveva libertà di respiro, siamo abbandonati alla supplica: “Dateci aria!!!!!!!”

Commenti

4 risposte a “Pianura padana: primi in inquinamento”

  1. Anch’io, Adriano, ho letto di questo progetto avveniristico che coniuga altissima velocità e rispetto dell’ambiente: chi ne sa di più e conosce i tempi della probabile realizzazione?

    Che la nostra terra sia tra le più inquinate è, purtroppo, abbastanza noto, come è noto (lo sento da quando ero giovane e non so fino a che punto sia vero) che all’interno del territorio provinciale è il territorio cremasco che registra il tasso più elevato di tumori.
    E’ così? Se sì, vi è un collegamento tra territorio inquinato e numero di tumori?

    Tornando più modestamente alle cose… di casa nostra, ho letto in questi giorni che gli abitanti di via Bacchetta sono i primi a non voler tagliare i pagolari: si tratta di piante tra le più anti-inquinamento.

  2. Grazie Piero. Nell’ordine:
    1 Più dell’intensità in sé mi ha colpito l’inversione rispetto a Milano! Allora non sono le “nostre” macchine e caldaie a produrre inquinanti, ma tutto il carosello intorno!
    2 Dovrei chiedere al centro oncologico dei dati aggiornati per affermare il triste primato dei tumori.
    3 Il collegamento inquinanti tumori c’è, ma prevale l’effetto urbanizzazione in sé (esperienza della terra dei fuochi: Sorrento, la salubre neo-città, era stata messa per sbaglio fra i comuni dell’area calda, e in effetti ha il primato italiano dei tumori del pancreas, ma ovviamente i fuochi e l’inquinamento della falda non c’entano niente: è la città in sé ad essere cancerogena, anche perché favorisce usi alimentari sbagliati).
    4 Via Bacchettta non ha alcun motivo di essere dealberata. Sono in rapporti con giardinieri piantumatori (quelli che hano rialberato via Diaz e altro) per un’ipotesi di un “boschetto Cremascolta”. lo affemano categoricamente. e sarò più acido il 21, giorno nazionale dell’albero.

  3. ….per via dell’inquinamento, ieri, camminando con MLisa per “Via dell’abbigliamento” (Via Mazzini!) abbiamo notato con grande disappunto che malgrado il generale inverno cominci a muovere le sue truppe (anzi, forse proprio per quello!) i negozi tengano ancora le porte spalancate, riscaldando generosamente l’atmosfera, moltiplicando così inutilmente i consumi di combustibili e, di conseguenza, l’inquinamento dell’aria.
    La mala educazione consumistica, anzichè rallentare, si….. allarga !
    Ecchissinimica i sigg Commercianti ?!?
    E allora forza itaglia ……

    • Franco ce ne siamo interessati, ho notato qualche porta chiusa in più dopo il pezzo (illusione?)
      abbiamo sfogliato la normativa, che ti dà ragione di indigazione, poi abbiamo sentiti i controllori predisposti: risultato? Due multe costan sempre meno dell’attrazione di una bella porta aperta calda! Speriamo almeno di veder felici i passerotti nei sottotetti!

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