mercoledì 19 dicembre 2018

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Voglia di mura

Niente di “metaforico” eh, intendiamoci subito in apertura, niente a che fare con “sovranismo”, “padroni a casa nostra” e temi consimili, che stanno andando forte assai, ma che fanno parte di altra rubrica del blog.

Il tema di questo editoriale, parte sull’ “assist” di Aldo Scotti (suo post dell’8.11 “Crema città smurata”) e vuole puntare l’attenzione proprio sul corpus, concreto, delle MURA VENETE che per i trecento anni (1449-1797) durante i quali la città di CREMA ha fatto parte del dominio della “Serenissima”, circondavano, fortificavano quella che (almeno sulla carta) costituiva la “piazzaforte” incuneata nello Stato di Milano (collegata al resto dello Stato Veneto dalla sola “Strada dello Steccato” che a Nord conduceva a Romano di Lombardia ed a Bergamo).

Fine ‘700, repubblica Cisalpina, Napoleone non “perde tempo” (ha in animo ben altro!) con le mura venete, fa saltare con le mine le due porte Serio e Ombriano (successivamente ricostruite, appunto in stile ottocentesco, su progetto dell’Arch. Faustino Rodi), più tardi, stessa sorte subirà il Castello di Porta Serio.

Non si può quindi addossare colpa alcuna al Bonaparte in merito alla non conservazione della Mura, dopo il suo passaggio le Mura in quanto tali (Porte ….a parte!) erano restate pressoché intatte, ma …..”quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini”! Laddove per “Barberini” (scevro da colpa alcuna , nella fattispecie, Papa Urbano VIII Barberini, perl’amordiddio!) intendo riferirmi ai pubblici amministratori della Città, che progettarono, autorizzarono, in qualche modo permisero, le enne demolizioni, sbrecciature, privatizzazioni di quello che avrebbe dovuto viceversa restare testimonianza storica, patrimonio di bellezza dell’intera comunità!

Ebbene, come ho detto in altro commento, una volta che “il latte è stato versato per terra….” risulta fin troppo facile “piangerci sopra” senza alcun costrutto. Non è questo quindi l’approccio e nemmeno la finalità.

La finalità concreta, credo debba muovere in queste direzioni:

  • dare uno stop definitivo ad ogni uso improprio delle Mura Venete, attuando le salvaguardie esistenti e, se del caso introducendone di nuove più cogenti.
  • dare il via ad una ricognizione dello “stato di salute” dell’esistente a cui fare seguire un conseguente progetto di manutenzione/restauro (con ovvio coinvolgimento delle Soprintendenze competenti).

  • avviare da parte dell’Assessorato Comunale alla Cultura, in collaborazione attiva in primis con Il Centro culturale S.Agostino (Museo/GAC), la ProLoco, l’Associazione guide turistiche Il Ghirlo, un Progetto di promozione/valorizzazione turistico/culturale delle MURA VENETE di Crema Città Murata.

Ovviamente, tutto ciò qualora si concordi su una visione della città che tenga conto anche (se non prioritariamente) della sua storia millenaria offrendo delle chances di attrazione turistico/culturale/commerciale validamente aggiuntive/alternative allo sport e alla (ormai ….monotematica, magari nella invasiva versione “street-food”) gastronomia.

Se si crede che “con la cultura non si mangia”, che …..vadano di pari passo allora!

Commenti

8 risposte a “Voglia di mura”

  1. Grazie Francesco per lo spazio che riservi all’argomento
    Messa di lato l’ironia con cui mi sono avvicinato all’argomento ecco il mio punto di vista alla luce di una serie di telefonate ad amici interessati a collaborare e dei commenti fatti che ho trovato tutti estremamente costruttivi e importantissimi per affrontare seriamente la questione della preservazione delle nostre Mura.
    Molto è stato fatto dal FAI, dal Rotary e dalla Proloco oltre che dalla Amministrazione per far avanzare un progetto di recupero.
    Esistono situazioni congelate nel tempo che sarebbe inutile mettere in discussione purchè vi sia volonta’ di collaborare ad un progetto di conservazione e promozione di un BENE COMUNE da parte di chi si ritrovi con parte del Bene nelle adiacenze delle proprie proprieta’ private.
    Si tratta di riprendere il buon lavoro fin qui fatto, rilanciare in uno sforzo comune allargato la collaborazione con gli Enti di Competenza, Comune, Belle Arti ?????e mantenere vivo l’interesse.
    Fondamentale sarebbe la presenza di giovani che si impegnino nell’aiutarci a conservare la memoria.
    Ci siamo dati appuntamento il 15 dicembre alle 15 in sala Cremonesi con chi vorra’ impegnarsi.
    VENITE numerosi e motivati c’è da rimborsarsi le maniche
    aldo

    • Il 15 non sarà il giorno più opportuno forse, data la non annunciata ma nota coincidenza della presentazione al San Domenico del volume per il cinquantenario dell’Ospedale, a cura el Centro Galmozzi. Individueremo altra data o la terremo e avremo qualche defezione, fra cui purtroppo la mia, essendo attore anche dell’altra iniziativa

  2. Bello, l’invadente entusiamo di Aldo che invita a “rimboccarsi” le maniche! (lui di lingue è abituato a parlarne parecchie e, a volte, butta li dei …. neologismi tipo “rimborsarsi”)
    In effetti, a ben guardare, la comunità dovrebbe essere “rimborsata” rispetto a ciò di cui è stata privata, però credo ci avventureremmo su un sentiero minato…..
    Proviamo invece, ognuno, a dire la sua, autenticamente. Quanto ci è caro questo tema? Quanto saremmo disposti a mettere in gioco, per poter fare ancora una passeggiata sugli spalti delle mure che si fregiavano del leone di San Marco?

  3. Aggiungerei altri 2 punti
    1 é chiaro che senza soldi non si fa niente quindi un grosso sforzo di ricerca dovra’ essere fatto per reperire fondi a livello regionale , nazionale ed europeo , trovare sponsors e ancora…….
    chi ha la(S)fortuna di ritrovarsi una parte delle Mura in casa o gli si è addossato dovrebbe avere obbligo di manutenzione secondo canoni ed ispezioni da stabilire e soprattutto di versare un affitto???? che permetta di recuperare e mantenere le parti libere di proprieta’ della cittadinanza. Credo sia democratico e costituzionale , che va tanto di moda, mettere tutti i cittadini sullo stesso piano se no ditemi quanto costa il metro verticale e se posso ne compro.
    2 Che ruolo ha in questo contesto CremAscolta??? quello di raccogliere opinioni ed idee, spronare un dibattito continuo , sensibilizzare associando in questo senso anche la stampa locale e non, pero’ per favore non leggete soltanto , ma scrivete e prepariamoci a tirar su le maniche

  4. Metto in rilievo che i problemi esposti, anzi direi denunce, sono emersi anche dalle presentazioni sui capitoli del nuovo volume del G.A.C., presentato ieri in sala Cremonesi/Museo, precisamente nel report fotogarfico di Luigi Aloisi.
    Trattandosi di voci indipendenti direi che qualcosa proprio non quadra!

  5. Su FaceBook, alle ore 8:01 di oggi, Domenica 18/11, Umberto Cabini ha pubblicato una bella foto di Via Stazione di notte, lampioni che illuminano le mura, dall’altra parte della strada deserta, con la didascalia: “pensa se il Centro storico apparisse così “Senza auto”!
    Alle 19:50 c’erano 77 “mi piace”, tra i primi Roberta Carpani (che ha pure commentato: “sarebbe una grande svolta per tutti”) , Il Sindaco Stefania Bonaldi, L’Assessore Fabio Bergamaschi, Marcello Bassi, Angelo Valenzano, Francesco Torrisi e via via. altri 71 !
    Niente male è, pensare al Centro Storico di Crema senza auto!
    Poco a che fare quindi, ovviamente, con i buchi per terra con i sensori, ad ogni stallo blù, per sapere prima, con lo smart phone, quale è lo stallo libero!
    E provare davvero a mettersi in questa ottica?

  6. E’ un sogno, Franco, che coltiviamo in tanti a Crema, ma vedo che l’attuale Amministrazione comunale non è riuscita neppure a liberare la piazza Trento e Trieste che pure era un obiettivo programmatico della passata tornata amministrativa.
    Molto più tempo è passato quando è stata annunciata la liberazione di piazza Garibaldi e, da quanto mi risulta, anche il progetto che dovrebbe essere realizzato a breve non contempla la liberazione totale (è, comunque, un passo avanti).

    Le ragioni motivazioni non mancano: la protesta dei commercianti e la difficoltà di reperire altri spazi esterni per i parcheggi.
    La buca, è vero, non basta, ma perché non prevedere – come qualcuno ha ipotizzato, un secondo piano? Sarebbe uno scempio, di sicuro, ma magari si potrebbe trovare una soluzione rispettosa dell’ambiente.
    Ho sentito parlare anche del parcheggio da realizzare dietro l’hotel Palace: a quando?

  7. Dopo una serie di scambi di opinioni con chi fino ad oggi si é occupato in modo direi molto positivo dell argomento e alla luce di quanto mi ha riferito il presidente del gruppo Amici delle Mura di Pizzighettone ecco quale idea mi sono fatto.
    1 La configurazione delle nostre mura ne permettono un utilizzo secondo una logica attuale molto limitato ed a uso eminentemente conservativo della memoria. In altre parole si puo’ immaginare un percorso, passeggiata lungo tratti delle mura ben restaurati ed ambientati e conservazione a puro scopo affettivo intellettuale. Tutto cio’ e’ molto costoso ed ha un ritorno economico limitatissimo. Serve solamente ad evitarne l ulteriore saccheggiôe degrado.
    Solo il torrione verso il campo di Marte puo’ essere oggetto di sfondo a iniziative di spettacoli all aperto, vuole essere solo un.idea.
    2 É fondamentale fondare un gruppo o ente…..ONLUS???? che raccolga trasversalmente e senza colorazione politica chi e quegli Enti che si sono e vogliono occuparsi di preservare le Mura.
    Tale entità dovrà quindi interfacciarsi come interlocutore che raccoglie , segnale e suggerisce agli Enti preposti, Comune , Belle Arti ect. Per agire secondo modalità intese a salvaguardare e valorizzare cio’ che resta e monitorare che ove le Mura siano state incluse in proprietà private i medesimi ne conservino la stato secondo le modalità di legge applicabili.
    3 Credo che si debba passare da una fase fin qui molto apprezzabile ma di molte parole ad una del FARE , serve anche reperire soldi e capacità, rendendo responsabile la Cittadinanza, non solo demandare alla solita politica o Amministrazione in corso , la cura delle Mura
    4 CrmAscolta deve essere il portavoce costante dell azione di questa Entita
    ´ che mantenga vivo l’interesse , sproni la cittadinanaza e faccia eco sulla stampa locale dei risultati o delle carenze del sistema

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