lunedì 21 gennaio 2019

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Corso di Economia 2019 – Anno III^

SCUOLA DI EDUCAZIONE ALL’ECONOMIA – ANNO III

Anche questo 2019 CremAscolta inizia l’anno con un regalo prezioso alla città: la Terza edizione del suo Corso di Economia.

Il titolo è: <“GOVERNARE “ I GRANDI PROCESSI CHE STANNO SCONVOLGENDO IL MONDO ovvero IL PRIMATO DELLA POLITICA SULL’ECONOMIA>.

E il titolo, come si usa dire, è ….tutto un programma!

Assuefatti come siamo alla “tirannia” di FINANZA, SPREAD, PIL, BCE, FMI et similia, rivendichiamo il ruolo primario, originale che la “Politica” (la “bella Politica”, come avrebbe detto la cara amica Ceki!) deve giocare, con coraggiosa autorevolezza nell’ispirare, indirizzare le scelte di coloro ai quali i cittadini, in modo democratico, affidano l’azione di “GOVERNO”.

La GLOBALIZZAZIONE e le TECNOLOGIE DIGITALI (temi a cui abbiamo dedicato i primi due corsi) hanno prodotto e stanno ancora producendo grandi opportunità per alcuni popoli (Cina e India, in primis) e, nello stesso tempo, effetti devastanti per altri (perdita di posti di lavoro, precarietà del lavoro, tendenziale riduzione del potere di acquisto dei salari, disuguaglianze sociali crescenti… in Occidente).

Da qui un diffuso disagio che si esprime anche nel segreto dell’urna elettorale.

Come rimuovere le cause di tanto – e tanto giustificato – malessere? Come, in altre parole, rimettere al centro la POLITICA, una politica che sappia “governare” i grandi processi globali in corso in modo da attenuare il più possibile le sofferenze provocate, ed a valorizzare le opportunità aperte dai processi in questione?

Il corso che CremAscolta propone alla Città è l’ideale prosecuzione dei due precedenti, dedicati rispettivamente alla Globalizzazione e alle Tecnologie digitali: come governare tali processi in modo da attenuarne il più possibile le conseguenti sofferenze (dalla disoccupazione alla precarizzazione del lavoro, dalla compressione dei salari alle crescenti disuguaglianze sociali) e valorizzarne le opportunità per tutti?

Si tratta, in altre parole, lo sottolineiamo, di affermare il PRIMATO DELLA POLITICA sull’economia e le tecnologie digitali.

Per affrontare compiutamente i temi ed affrontarli con concretezza soprattutto nella prospettiva del “che fare?”, siamo riusciti, anche grazie alla fattiva continua collaborazione di un gruppo di cittadini consapevoli che ringraziamo, a coinvolgere personaggi di primo piano nazionale ed internazionale, come si evince dal Programma del Corso in dettaglio:

LUNEDÌ 21 GENNAIO 2019/CARLO COTTARELLI

“Governare” la globalizzazione:

con quali organismi globali?

LUNEDÌ 28 GENNAIO 2019/ PIETRO ICHINO

Le persone e i robot

Vincerà l’intelligenza umana o quella artificiale?

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2019/LUCA DE BIASE

“Orientare” le tecnologie digitali

a servizio degli umani: come?

LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019/VITTORIO EMANUELE PARSI

Contrastare le crescenti disuguaglianze sociali:

valori e interessi

Gli incontri si terranno presso la Sala Cremonesi del Museo Civico (grazie al Patrocinio ed alla fattiva collaborazione dell’Assessorato alla Cultura Comunale) alle ore 21.

L’incontro di apertura, quello con il Prof Carlo Cottarelli avverrà, sempre alle ore 21, nella Sala Pietro da Cemmo, sempre al Muso Civico.

Il corso è aperto a tutti ed è gratuito: si raccomandano l’iscrizione e la comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica che potranno consentire a ogni partecipante di ricevere la relativa documentazione.

UN CONVEGNO SULL’OCCUPAZIONE FEMMINILE NEL NOSTRO TERRITORIO

La scuola di “educazione all’economia” si propone non solo di offrire degli strumenti di base per orientarci nella complessità del nostro tempo, ma anche di suggerire qualche ipotesi di lavoro che abbia una ricaduta sul territorio.

Ecco perché, oltre al primo modulo (questo di Gennaio/Febbraio) abbiamo messo in cantiere, per il mese di settembre 2019, un Convegno sull’occupazione femminile nel nostro territorio che sarà adeguatamente preparato da un’indagine conoscitiva, peraltro già in fase avanzata di realizzazione, grazie alla collaborazione con Scuole e Studenti universitari della città.

Un ringraziamento cordiale a “BCC Banca Cremasca e Mantovana” ed a “ACHITEXMINERVA” per il sostegno economico.

Commenti

11 risposte a “Corso di Economia 2019 – Anno III^”

  1. Non posso che essere orgoglioso della mia partecipazione a una Scuadra attiva nell’organizzazione di eventi in grado di lasciare segni permanenti nella città e lustrarne l’immagine. Grato anche del ruolo che all’interno del gruppo mi avete voluto dare. Penso che ora sia importante organizzare le cose in modo da lasciare una accurata documentazione al termine dei lavori e dare al tempo stesso una diffusione multicanale in corso d’opera

  2. Faremo il possibile, Adriano: il nostro è un gioco di squadra e insieme, col contributo di ciascuno, riusciremo a perfezionare il lavoro (anche sotto il profilo comunicativo) fatto nelle due precedenti edizioni.

    Il tema di quest’anno (del tutto in sintonia con quelli precedenti) è di estrema attualità: capire le ragioni dello tsunami (politico e sociale: da Trump ai gilet gialli) che sta scuotendo il mondo occidentale e studiare le possibilità di “governare” (la “politica” deve avere un primato assoluto sull’economia e sulla tecnologia) quei processi che negli ultimi anni hanno generato tanto e tanto diffuso malessere sociale che sta esplodendo un po’ ovunque e che oggi si esprime sotto le bandiere politiche più diversificate.

    • Sarei tentato di rispondere “il giocattolo s’è rotto!” come in tutte le passate rivoluzioni, solo che ora con lòa forza si ottiene poco, ma anche questa mia semplificazione andrebbe contro il concetto di governo del fenomeno, queindi ascolterò attentamente.

  3. A parte le scuse per gli errori sparsi (riprenderò a rileggere prima di pubblicare e cambierò tastiera) mi spiego meglio: con “il giocattolo si è rotto”, espressione giudicata fuori contesto da Franco (segnalazione privata) intendevo dire che le sperequazioni economiche e le incomprensioni programmatiche stanno superando il livello di guardia, anche perché cose che sarebbero state considerate tollerabili in passato non lo sono più. E allora, sperando non siano più tempi di rivoluzioni, un corso di economia ci potrà forse dare le dritte per azioni correttive.

  4. Già, Adriano, “dritte per azioni correttive”, vale a dire il “primato della politica”. Finora il primato l’hanno avuto l’economia e la tecnologia. Ora, considerati gli effetti negativi (assieme ad alcune opportunità: pensiamo alla Cina e all’India che hanno avuto la grande occasione per la loro crescita), urge “governare” tutti quei fattori che stanno davvero scuotendo il mondo occidentale (ne è la prova il diffuso malessere che tocca sia l’America che l’Europa: governare la globalizzazione, le tecnologie digitali, i flussi migratori…
    Governare processi “globali”. L’ottica del corso sarà quindi, appunto, “globale”: non si parlerà dell’Italia e lo stesso Carlo Cottarelli non è stato invitato a parlare dell’Italia. Non è poi un caso che sia stato invitato Vittorio Emanuele Parsi che è un esperto di relazioni internazionali.
    Dobbiamo volare alto.
    Molto alto, se vogliamo provare a comprendere anche il nostro microcosmo.

  5. Caro Piero, anche se non elegante, tra ecumenismo del broccolo (mi cito) e teoria dei frattali, il battito d’ala di farfalla e il terremoto a Kioto, in genere non fiducioso nel De-genere umano, tra venti che soffiano minacciosi (per spirito di servizio ?) ed utopie planetarie, anch’io sono curioso di sentire cosa diranno e dove, come facendo la schedina, alla x opporranno 1 o 2. Perché a me sembra di ricordare che gli uomini in genere preferiscono le guerre come soluzione possibile, non confronti dialettici ed un uso proprio della parole. E a questo punto non saprei più se (le guerre ) le decidono l’economia, la tecnologia o la Politica. Perché forse la politica aveva il suo potere decisionale quando il mondo era piccolo, ma ora che è grande, credendo di averlo mantenuto, sfida sprovvedutamente poteri ben più forti di lei. Come nel nostro caso Italia succede tra famigerate élite e popolo, tra buonisti e cattivisti o nostalgici di tutti gli schieramenti, di cui anch’io faccio parte e che non esito a propagandare come l’unica verità. Anche se dal mio punto di vista le differenze, in termini di tempi prossimi, sono ormai manifeste. E qualora la Politica decidesse le sorti del mondo io credo proprio che qualsiasi provvedimento porterebbe alla catastrofe. Ma a questo punto danni gravissimi li potrebbe fare la anche la tecnologia ormai strumento terribile di democrazia diretta piuttosto che rappresentativa. Come li farebbe l’economia abbandonata dalla Politica. I segni (del baratro) insomma ci sono tutti, perché ormai la separazione tra i tre poteri è netta. Ecco, io vorrei sentire dire dagli esperti , ANCHE SE PIU’ BANALE DI COSI’ NON SI PUO’, che senza un accordo tra le parti, naturalmente possibile oltre che auspicabile, non si va da nessuna parte. Confidando vis a vis (platea limitata, non televisiva) in un Cottarelli meno diplomatico e per bene, e più sincero. Anche se a qualcuno di questo blog potrebbe dare fastidio. Perché alla fine non mi aspetto che sia solo un corso di economia, ma che sia soprattutto un confronto politico, e in questo caso il primato non sarebbe solo dell’economia, ma un intrecciarsi, in barba a quanto qualcuno ha scritto nella Peste (gli autoesclusi, come dice Adriano), irridendo alla complessità, che la vita, e quindi anche quella planetaria, è semplicissima. Alla faccia.

    • Per dire che all’alba dei miei sessantasei anni mai avrei immaginato (poco accorto?)di attraversare un momento politicamente, socialmente ed economicamente così difficile. Nati dopo la guerra quelli della mia generazione ne stanno ormai vivendo un’altra, credendo per decenni di averla scampata.

  6. Il vento, è vero, ha cambiato direzione, ma anche tu che se più giovane di me hai già assistito ad altri terremoti (il Sessantotto sicuramente, ma anche la la cosiddetta rivoluzione liberale di Berlusconi.
    I giri di vento ci stimolano a capire le ragioni profonde che stanno dietro:
    – piaccia o non piaccia Trump, la rivolta delle periferie che l’ha incoronato aveva delle buone ragioni;
    – piaccia non piaccia la Brexit, anche in Gran Bretagna masse crescenti non si riconoscono più nelle élite dominanti;
    – e questo vale anche per i gilet gialli (per non parlare della svolta del 4 marzo in Italia).

    Certo, Ivano, non è affatto detto che le ricette di Trump o della Brexit rispondano alle aspettative dei rivoltosi (se l’economia mondiale sta dando segnali di una nuova recessione, è grazie in modo particolare sia alla politica protezionistica di Trump e grazie alla Brexit).

    Questo non significa che la vecchia élite sia meglio in grado di risolvere i problemi che oggi le periferie (anche nella sua accezione simbolica) evidenziano, ma significa che per risolvere tali problemi non basta la pura razionalità della tecnocrazia o una qualche terza via inventata dalle socialdemocrazie del XX secolo, ma ci vuole una “maggiore sintonia” (che significa maggiore “ascolto”) con la gente che soffre di più gli effetti negativi dei grandi processi in corso a livello planetario.

    Potrebbe essere utile un mix equilibrato di vecchie élite (non mi riferisco a persone, ma a a un metodo di lavoro) e nuove classi emergenti che sanno mettersi più in sintonia con la gente comune.

    Nulla di particolarmente paradossale, sia chiaro: nel governo giallo- verde questo mix si è realizzato e nella fase finale della trattativa sulla manovra economica è prevalsa proprio l’anima “realista” (quella che deve fare i conti con i numeri, con la complessità del reale…) tipica delle vecchie élite.

  7. Come coordinamento provinciale dei soci della Banca Etica abbiamo fatto la scelta di metterci in dialogo con questo cammino, dal programma attualissimo e ambizioso, oltre che di pubblicizzarlo nelle nostre possibilità. A tale scopo, abbiamo infatti espressamente richiesto un contributo alla Fondazione Finanza Etica. Ha risposto il suo direttore, Simone Siliani. Intendiamo proporre questo video sia nella sua integralità sia nella sua articolazione logica: il dato di fatto dell’economia-finanza mondiale, il perimetro del problema, il modello di banca connesso, le alternative, le proposte; in chiusura indica alla “buona politica”( una leva indispensabile (non esclusiva) per intervenire: la finanza etica (cf. http://www.facebook.com/gitcremonabancaetica/).
    In avvio di corso proponiamo come prologo la prima e la seconda sezione:
    – funziona il governo dell’economia mondiale?
    – possiamo perimetrare il problema?
    Auguriamo buon lavoro a tutti corsisti.
    (piero cattaneo, per il Git soci di BE)

  8. Grazie, Piero, per la collaborazione.
    Sarebbe davvero utile a tutti iniziare a confrontarci insieme sui gradi problemi che verranno toccati dal corso. Si tratta di problemi che ci coinvolgono da vicino perché gli effetti devastanti di alcuni grandi processi in corso (assieme, naturalmente, a delle opportunità aperte) li viviamo tutti sulla nostra pelle e non è un caso che tale malessere si sia espresso un po’ ovunque nel mondo occidentale anche a livello politico.

    Dopo decenni in cui siamo “governati” da tali processi (dalla globalizzazione economica a quella finanziaria fino alle tecnologie digitali), la grande sfida del nostro tempo è cominciare a “governarli”, a mettere cioè la “politica” al centro di tutto, ad affermare il primato della politica sull’economia e sulle tecnologie.

    Una sfida improba, lo so bene Piero, ma non abbiamo vie di uscita.

  9. Si grazie davvero Piero, perchè voi di “FINANZA ETICA” siete la testimonianza fattuale che …… si può fare diversamente!
    Necessario che collaboriamo maggiormente in questa ….”direzione ostinata contraria”. perchè è quella giusta!

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