venerdì 23 febbraio 2018

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Commenti recenti

Pietro Martini ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 23:49

Anna Zanibelli: una promessa della narrativa

Una presentazione molto interessante e gradevole, in una sede, quella della nostra Biblioteca, che sempre più sta ospitando eventi di buon affidamento. Grazie, Adriano, per l’invito. E complimenti per la conduzione. Da domani leggerò il libro, anche se mi hanno colpito stasera alcuni riferimenti che fatico a credere casuali. Magari leggendo capirò meglio. Ne parleremo, se credi. Dopo Cevo, Soresina e altri luoghi, era giusto presentare l’opera anche qui da noi. Mi spiace solo di essermi perso la lezione del corso di educazione all’economia. Certo che la citazione di Bernardo di Clairvaux all’inizio del prologo del libro, proiettata stasera su slide, è proprio in tema con l’articolo di Franco sui vandalici scempi di alberi sani perpetrati di continuo a Crema: “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”. Non a Crema, dove si predica verde e si razzola a motoseghe.

Bruno Cordani ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 23:34

Mancano 15 giorni …..

Mi devo essere perso qualcosa perché mi avevano detto che Putin avrebbe interferito nella campagna elettorale e invece . . . http://www.ilgiornale.it/news/politica/avaaz-long-legata-soros-attacca-centrodestra-non-deve-vincere-1497455.html

marialisa leone ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 20:37

Basta tagliare alberi sani in città!

Dimenticavo: senza alcuno sforzo, semplicemente scegliendo ECOSIA ho contribuito in pochi mesi a piantare 700 alberi. Un piccolo bosco da qualche parte del mondo.

marialisa leone ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 20:33

Basta tagliare alberi sani in città!

Come primo gesto riparatore suggerirei agli amministratori in questione, ma non solo a loro, di usare il motore di ricerca ECOSIA. Visto che tutti navighiamo in internet... Un minimo di risarcimento alla terra per un impatto ambientale alleviato. ECOSIA è un progetto da conoscere. Devolve l'80% dei proventi in riforestazioni e azioni etiche per il pianeta. Ha una nursery arborea anche in Africa dove trovano lavoro centinaia di giovani. Un Comune virtuale potrebbe incominciare a dedicarsi alla comprensione di questi argomenti, che sono poi il futuro verso cui le persone assennate, mi auguro, dovrebbero tendere. Non vorrei che fossimo sommersi dalla moda del cinismo anche in questo senso...

Giovanni Righini ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 19:12

Giovedì 15/2 II^ “Corso di Economia”- 4°serata

Cercando in rete "ottimizzazione logistica del farmaco", potete facilmente trovare decine di riferimenti, tesi di laurea, progetti, di tutto. E' evidentemente un tema molto sentito. Settimana scorsa è girata una mail di un collega, professore di ricerca operativa a Firenze, che cerca disperatamente un giovane a cui attribuire un assegno di ricerca proprio per un progetto di logistica del farmaco. Il primo bando è andato deserto; vorrebbe ri-bandire l'assegno ma non sa più dove cercare candidati con le competenze necessarie. Ha i soldi ma non ha le persone. Ecco qual è la risorsa più preziosa e più scarsa.

Ivano Macalli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 16:38

Mancano 15 giorni …..

Piero, io credo invece che abbia ragione Recalcati quando ne fa una questione di psicopatologia dei singoli, e delle masse, aggiungerei io. E l’analisi che fa lo psicoanalista, a proposito di Di Maio, mette in campo altri parametri di valutazione. Senza arrivare a Hitler che era di fatto uno psicopatico, lo psicoanalista si chiede, riferendosi al grillino, ma credo che lo stesso metodo andrebbe applicato anche ad altri personaggetti smaniosi di potere, come qualsiasi assenza di auto-giudizio critico su se stessi possa spingere qualcuno ad aspirare al ruolo di Premier. E il ritratto che ne fa è impietoso. Riporto testuali parole estrapolando qui e là da un suo articolo comparso due giorni fa su Repubblica: “Senza troppi giri di parole il mio mestiere di psicoanalista mi impone una domanda. Non quella consueta che da più parti viene rivolta a Di Maio, ovvero: come può un soggetto che non ha maturato nella sua vita competenze specifiche su nulla, che non ha mai lavorato in un’Istituzione, che non ha mai avuto incarichi di governo (di una azienda, di una città…) essere candidato alla guida di un Paese di sessanta milioni di abitanti?” E continua “ La mia domanda è un’altra e tocca un piano più pulsionale. Quale assenza di giudizio critico su se stessi comporta l’aver accettato questa candidatura? Lo sgomento di fronte all’ipotesi di Di Maio premier non è per me tanto relativo alla sua incompetenza tecnica, quanto al gesto personalissimo di aver accettato questa investitura. Quanti accetterebbero un incarico di questa rilevanza senza avere la più pallida idea di cosa significhi governare la cosa pubblica? E’ questa assenza di consapevolezza dei propri limiti che fa davvero tremare i polsi. E’ il polo chiaramente maniacale o, se si preferisce, puramente adolescenziale del M5S. Un fantasma di onnipotenza e di purezza totalmente sganciato dalla realtà. Mi chiedo: ma avrà avuto o avrà almeno una crisi di panico, un momento di vertigine o di angoscia? Glielo auguro perché sarebbe il segno che quell’onnipotenza maniacale che egli, così diverso nel sembiante, sembra aver ereditato dal suo fondatore, in realtà, non lo assorbe integralmente.” E glielo auguro anch’io, per se stesso, e per tutti noi, e per esteso a chiunque vinca. Del resto Moretti non ha gettato nel panico anche il suo Papa? Se il personaggio di Moretti ebbe dubbi sulla sua infallibilità, diamine, cosa ci vuole che lo facciano anche i vari Renzi, Salvini e Meloni? Saremmo tutti molto, molto più tranquilli.

Piero carelli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 15:22

Mancano 15 giorni …..

Io sono meno pessimista, Ivano. Qualunque forza politica governerà metterà in campo persone navigate, non una Virginia Raggi (penso sia una bravissima persona) che aveva alle spalle solo cinque anni di consigliera comunale). Sanno bene tutti che "governare" non è come "sparare" dall'opposizione. Certo, quello che manca oggi è una scuola di formazione politica. E' vero che i pentastellati in cinque anni hanno "imparato il mestiere" del politico (Di Maio, Di Battista e il nostro Toninelli in primo luogo), ma anche fare il politico non basta per governare. Non ho dubbi, poi, che, proprio davanti alla complessità dei problemi che avrà di fronte (inclusi i vincoli di bilancio e quelli europei), ogni forza politica annacquerà di molto il proprio programma o, come è più probabile nello scenario di una coalizione post voto, lo metterà quasi integralmente nel cassetto. Quando si formerà il governo, sarà finita per tutti la... ricreazione e occorrerà rimboccarsi le maniche. Con lungimiranza e con realismo.

RITA R ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 14:58

Mancano 15 giorni …..

Felice di essere lontana anni luce da simili considerazioni.

Bruno Cordani ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 14:53

Mancano 15 giorni …..

Dato che mancano 15 giorni alle elezioni, prendete in considerazione questa perla linguistica: "... in Italia c'è ne sono meno ..."., tratta dall'articolo : http://www.huffingtonpost.it/franco-mirabelli/le-risposte-alla-domanda-di-sicurezza_a_23367299/?utm_hp_ref=it-homepage firmato da un tizio che pretende di governarci. Il regista Nanni Moretti non gode della mia simpatia, però quando afferma che "chi parla (o scrive) male pensa male" ha perfettamente ragione.

Francesco T ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 14:41

Mancano 15 giorni …..

....fatto esattamente lo stesso commento su fb, alcuni giorni fa, Ivano! Sintonia ....

Piero Carelli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 12:24

Mancano 15 giorni …..

Caro Bruno, ognuno di noi ha i suoi studi alle spalle. Io, sulla base di alcuni esami universitari, ho coltivato la passione per l'economia (e, per fortuna, anche per la politica). Lo dico per fortuna perché l'economia - che oggi domina il mondo - deve essere "governata" sulla base dell'interesse generale. In altre parole - e su questo siamo di sicuro in sintonia - è la politica che deve avere il "primato" sia sull'economia che, a maggior ragione, sulla finanza di fronte alla quale si inginocchia spesso la stessa economia. E' sulla base di questa mia passione che ho ideato, grazie alla consulenza di economisti e di esperti di tecnologie digitali, i due corsi della nostra scuola di educazione all'economia. Due corsi che, guarda caso, hanno come oggetto i grandi processi globali che stanno scuotendo il mondo: la globalizzazione e la rivoluzione tecnologica in atto (una rivoluzione digitale), tra loro profondamente intrecciati. Ora, sono proprio questi processi che che ci insegnano che è ingenuo pretendere di affrontarli - cioè di governarli, o almeno di orientarli per attenuare il più possibile i loro effetti devastanti e per potenziare al massimo le opportunità che aprono, dal punto di vista di un singolo Stato. Gli Stati, Bruno, devono conservare la loro identità perché rappresentano un patrimonio identitario, ma i problemi globali dovranno essere affrontati da grandi... player. Oggi, quali sono i grandi player che "guidano" politicamente globalizzazione e rivoluzione tecnologica? Gli "Stati uniti" (non il singolo Stato della California) e la Cina che è ormai una superpotenza su tutti i fronti (perfino nella ricerca). Gli Usa e la Cina stanno, naturalmente, dando la loro "impronta" sia alla globalizzazione che alla rivoluzione tecnologica (è da tempo che sto leggendo saggi di ogni tendenza economico-politica, in primis il Premio Nobel Stiglitz e questa impronta l'ho vista). E l'Europa? E' ancora troppo fragile per essere in grado di giocare il suo ruolo di "player" e competere con i giganti Usa e Cina. Ma se non diventerà forte e non saprà imporsi con il suo straordinario patrimonio di valori - di radice in ultima analisi cristiana - saremo messi in ginocchio o dagli americani o dai cinesi (già lo stanno facendo alla grande).

Ivano Macalli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 11:26

Mancano 15 giorni …..

Io invece consiglio questa di lettura, compreso il commento di Sofri. https://www.ilpost.it/francescocosta/2018/02/19/guardiamoci-negli-occhi/

graziano calzi ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 11:22

Mancano 15 giorni …..

Si vedono tanti volti provati dalla campagna elettorale... Io li lascerei lavorare. L'Italia è una porzione d'Europa troppo interessante per lasciarla allo sbando.

graziano calzi ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 11:22

Mancano 15 giorni …..

Si vedono tanti volti provati dalla campagna elettorale... Io li lascerei lavorare. L'Italia è una porzione d'Europa troppo interessante per lasciarla allo sbando.

Ivano Macalli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 10:41

Mancano 15 giorni …..

RITA, io non ho soluzioni, a differenza tua. Vedo che la situazione è complessa e sono solo molto preoccupato. Non mi faccio irretire da nessuno e il criterio dovrebbe essere quello del realismo. Chi promette meno è il più credibile, anche se pare che si preferisca farsi abbindolare.

RITA R ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 10:17

Mancano 15 giorni …..

Ivano, deciditi: azzerare il sistema è una sciocchezza, o la classe politica è inutile? Io voto il concetto greco di ekpýrosis. Questo è il succinto commento di uno dei miei editorialisti preferiti: http://www.marcelloveneziani.com/articoli/voto-gengis-khan/

Ivano Macalli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 09:32

Mancano 15 giorni …..

Il povero Calenda, che spero in un prossimo governo, è la dimostrazione dell'ormai inutile classe politica. Accidenti al Profitto, sperando che l'Europa dia delle regole alla terribile delocalizzazione e una bella lezione alle Multinazionali che stanno distruggendo tutto.

Ivano Macalli ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 09:24

Mancano 15 giorni …..

Azzerare il sistema, che sciocchezza. In questa fase economica e politica già riuscire a metterci delle pezze è un'utopia, figurarsi ripartire daccapo. In quanti secoli poi? A quale costo? Già siamo a rischio con ordinarie elezioni, visto che nessuno può avere soluzioni. Navigare a vista, punto. Sperando che Dio ( Dio?) ce la mandi buona. Un po' di concretezza signori. Quanto all'economia, che governa più della Politica, siamo nello stallo peggiore degli ultimi decenni. Il sistema si azzerera' da solo, presentabili o meno che eleggeremo. I politici contano sempre meno, un fico secco, e se vinceranno sovranisti e nazionalisti, confini e sovranità, sarà un passo indietro nella Storia da farci rimpiangere tempi peggiori. O altrimenti, bene, lasciamoli lavorare, previo accordo, attuale maggioranza o opposizione, che siano i primi a pagare qualora le cose andassero male. Che siano meritocrazia o demeritocrazia vere. Riconiscibili e misurabili. Ma come si fa? Con la consolazione, magra, che la Storia ha sempre punito i fanatici e i pazzi. Quanto al debito pubblico qui non si è ancora capito che uno Stato è come una famiglia. A furia di finanziamenti che prima o dopo non si potranno ripagare l'economia famigliare si collassa. Per questo i nostri sciagurati politici non sono assolutamente credibili con le loro promesse. Dicano dove vogliono tagliare, non dove inevitabilmente incrementeranno. Ha ragione Piero.

Adriano Tango ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 08:52

Basta tagliare alberi sani in città!

Io penso che chi di dovere debba risposte soprattutto sull'intralcio costituito nel piano generale dell'opera dagli alberi e sull'imposibilità di altre soluzioni. Inoltre a torta finita il bilancio del verde deve risultare al minimo neutro, meglio positivo, considerato che la captazione di tossici e CO2 di un alberello non è quello di un albero centenario! Predica bene e razzola male è già stata etiche tta non smentita dell'Iper, emi meraviglierebbe un'estensione anche al Comune! Son sicuro che Fabio avrà delle risposte, ma soprattutto delle soluzioni riparative al danno prodotto.

RITA R ha commentato:

22 febbraio 2018 alle 08:36

Mancano 15 giorni …..

Sono perfettamente d'accordo con Bruno, anch'io vado dicendo queste cose da anni. La alla "presentabilita'" di cui parla Franco diventa un fatto secondario in un panorama di assenza di sovranita'. Non e' cosi' preoccupante disporre di un esercito di scemi e disonesti, se questi intanto non potranno far niente. Finche' non si azzera il sistema, sara' difficile combinare qualcosa di buono.

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