mercoledì 19 dicembre 2018

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Commenti recenti

Piero Carelli ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 19:01

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Hai ragione, Ivano: siamo al redde rationem e quindi è il caso che il tema torni al centro delle nostre riflessioni. Personalmente, non sono molto interessato ai colori dei partiti, ma a come tali partiti sanno affrontare e risolvere i problemi della collettività. Stanno risolvendo i due giovanotti questi problemi? Ho molti dubbi. Di sicuro il reddito di cittadinanza risponde a un diffuso bisogno di "protezione sociale" (i benedetti "diritti sociali" che troppo a lungo sono stati trascurati a favore dei "diritti individuali" o presunti tali). Ciò che conta è che la risposta sia adeguata e non sia equivalente alla montagna di miliardi di vecchie lire che lo Stato ha dirottato al Sud per decenni con risultati quasi nulli. E' vero che il modello è quello tedesco (e non quello della Cassa del Mezzogiorno), ma è anche vero che in Germania gli uffici del lavoro sono in grado di offrire "opportunità di lavoro" oltre che di "formazione"), anche nell'ex Germania dell'Est ed è legittimo dubitare sulla nostra capacità di fare altrettanto. Gli uffici per l'impiego lavoreranno bene al Nord dove la domanda di lavoro c'è (seppure lavori precari o part-time come in Germania), ma come faranno al Sud se tali opportunità non ci saranno? Io continuo a pensare (e ormai quasi tutti gli osservatori, anche internazionali, lo dicono) che la soluzione a tanti problemi è quanto ho espresso in un altro post dal titolo molto significativo LA QUADRATURA DEL CERCHIO (mi sono permesso di lanciare l'idea dopo il crollo del ponte Morandi). Non era una genialata, ma solo un suggerimento di "buonsenso" : non avrebbe creato una miriade di opportunità di lavoro un piano straordinario "europeo" di manutenzione/realizzazione di infrastrutture, scuole... finanziato con eurobond? Un'idea utopistica? So bene che oggi, a causa dell'esplosione di nazionalismi (tutti alla caccia del consenso elettorale immediato), non ci sono le condizioni, ma le condizioni si creano se si ha la volontà di "risolvere" i problemi, non di accarezzare il proprio elettorato. L'alternativa al piano europeo poteva essere rappresentata da una manovra che avesse come obiettivo strategico proprio questo piano in ambito nazionale: l'Europa avrebbe... benedetto il piano anche se avesse sforato il 3% e i mercati avrebbero approvato un progetto che va oltre le scadenze elettorali e che sarebbe destinato a "creare lavoro", vale a dire ricchezza, a mettere in atto un circolo virtuoso (a creare opportunità di lavoro anche al Sud - anzi forse di più al Sud dove le infrastrutture - anche immateriali - sono più carenti). Non sarebbe stato il migliore "reddito di cittadinanza"? Non sarebbe stato un piano pensato anche per le nuove generazioni? Non avrebbe aperto, poi, opportunità di lavoro (in subordine rispetto ai "nazionali") ai tanti immigrati a cui non è stato riconosciuto lo status di rifugiati (immigrati che, altrimenti, si tufferanno nella clandestinità alimentando lavoro nero, concorrenza sleale, e delinquenza)? Già, la... quadratura del cerchio. Ma ai due giovanotti interessa conquistare più consenso possibile alle prossime elezioni europee. E ci riusciranno.

Ivano Macalli ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 18:03

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Francesco, non è vero che è stato già detto tutto. Anzi, è proprio il caso di ricominciare a parlarne, fosse l'immediato o quasi, o le prossime europee. E non bastano di certo i miei ultimi emoji. In verità questo non serve a far cambiare idea a nessuno, tanto meno a te che tra le righe hai sempre espresso simpatia per questo Governo del cambiamento. Però, siccome anche noi cittadini siamo in continua campagna elettorale, esattamente come i due "giovani" che ci governano, è sacrosanto continuare a parlarne. Anche perchè senza i due giovani, uno fotografato con l'ultrà plurinquisito e condannato, "tanto lo siamo tutti", non leggeremmo il simpatico commento di Pietro di poco fa. E neppure quello dubitativo di Piero.

Ivano Macalli ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 17:16

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

😂🤣😃😥😥😥

Ivano Macalli ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 17:14

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

😀😁😂

Adriano Tango ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 15:37

Avrò cura di te: il debutto dell’opera

E.. sì Piero, ha quasi commosso anche me che ero nella torre di controllo: tanti visi "antichi" e nuovi ( e tu non potevi, come non addetto ai lavori, riconoscere i defunti del personale, e io non m sarei mai aspettato i riconoscermi sullo schermo! Una bella storia, la vita in una storia, per tanti, una storia di incontro occasionale con la Medicina, per tanti pazienti. Nel mio ruolo attuale post Ospedale li incontro ancora, ingrigiti e rugosi, e, anche se si parla di un'occasione dolorosa, quelli che ancora ci sono, mi appaiono teneri, nostalgici.

Pietro Martini ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 15:24

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Una buona idea quella di riprendere, a quasi sette mesi dal pactum sceleris rossonero, il post di Piero. Grazie, Ivano. Rileggere i nostri commenti di allora è stato per me di notevole interesse. Infatti, si consolidano in fatti e dati di realtà le prime impressioni e sensazioni di allora. Come sempre, in casi del genere, il tempo è galantuomo e, per chi non ha problemi cognitivi di carattere mnemonico, il confronto tra le promesse e i risultati dice tutto. Tuttavia, trovo sbagliato continuare ad accusare Robin Hood, lo Sceriffo di Nottingham e Lady Marion di non aver mantenuto quelle promesse economicamente impossibili. Stiamo zitti, diciamo loro che le hanno mantenute tutte (bravi, bravissimi): così, saranno contenti loro che hanno le natiche al posto delle guance e saremo contenti noi di aver visto meno scempiaggini di quelle temute. Una cosa adesso è chiara: basta offendere il fascismo, Mussolini e la società italiana di allora. Basta con certi paragoni. Denunciatemi per ricostituzione di quel che volete ma ribadisco che gli anni dell’Arditismo, del Legionarismo Fiumano, del Sansepolcrismo e dei primi Fasci di Combattimento, per quanto invisi a tanti italiani di oggi, non meritano di essere confusi con questo eia, eia, eia, quaquaraquà.

Pietro Martini ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 14:55

Sono tornati

In effetti, Adriano, sono anche i casi come quello da te segnalato a rendere gradito ai cittadini perbene il ritorno dei ghisa. Ci saranno però alcuni elementi che limiteranno necessariamente i loro interventi in città, soprattutto nel centro storico: la tolleranza nelle ore notturne e nei fine settimana; l’indulgenza nelle occasioni di festa e nelle ricorrenze tradizionali; il mantenimento, in generale, dell’equivoco sul significato dei permessi di sosta; il mancato intervento verso le auto munite di permessi clientelari diretti; il mancato intervento verso le auto munite di permessi clientelari indiretti; la difficoltà ad accertare l’utilizzo irregolare e abusivo dei permessi disabili; altri ostacoli all’accertamento e alla sanzione dei contravventori. Ciò nonostante, il fatto stesso di una ripresa dell’attività di vigilanza urbana costituisce un primo passo importante verso una auspicata normalizzazione della viabilità e un maggiore contrasto ai comportamenti degli impuniti che si ritengono, per potere di posizione, per meriti veri o presunti oppure per meccanismi psicosociali di promozione e rassicurazione personale, del tutto “legibus soluti”. Di positivo c’è che abbiamo un assessore competente che si vede spesso in giro in bicicletta e un sindaco che si vede spesso a fare jogging sulle ciclabili. Nella maggioranza e nella minoranza, in maniera trasversale, ci sono parecchi politici locali che dimostrano nei fatti il loro rispetto per l’ambiente e per le regole civili. Di qualunque colore politico siano, in molti si comportano dando l’esempio. Per questo, abbiamo la speranza di isolare i cialtroni.

Piero Carelli ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 14:49

Avrò cura di te: il debutto dell’opera

La regia è stata magistrale. Buona la selezione delle interviste (tra le oltre 170 videoregistrate). Una in particolare ha commosso tutti: una signora dopo tre mesi di cure palliative che dichiara, tutta bella, il suo amore per la vita e la sua ferma volontà di assaporare fino all'ultimo istante ciò che la vita può dare. La signora (bello il suo messaggio che dimostra anche l'efficacia del nostro servizio delle cure palliative) non ha potuto essere presente alla presentazione del docu-libro: se ne è andata prima. Ma il suo messaggio rimane.

Piero Carelli ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 14:43

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Ho la netta sensazione chi si stia passando dal... principio del piacere di freudiana memoria al... principio della realtà. Si tratta di un passaggio obbligato della crescita e il fatto che i due capi giovani di governo italiani stiano approdando alla realtà dopo l'imagination au pouvoir è un buon segno da salutare con soddisfazione. Non si tratta di "tradire" gli italiani, ma di fare i conti con delle "promesse elettorali" e questo non potrà che segnare - almeno lo spero - il prossimo appuntamento elettorale, quello europeo: le promesse - ora che i due partiti stanno passando dall'infanzia all'adolescenza - saranno più realistiche. Da qui, poi, a maggio, si vedranno i primi ostacoli a livello "applicativo": pensare che che gli uffici degli impieghi siano in grado nell'arco di pochi mesi di riconvertirsi e diventare quello che sono in Germania (si è copiato dalla vituperata Germania!) pare ai più poco realistico. E si vedranno, poi, i primi risultati: se la manovra in questione sia davvero coraggiosa ed espansiva (che faccia da motore dello sviluppo) o deflattiva lo si potrà vedere - credo - prima di maggio. Che sia più espansiva delle manovre dei governi precedenti sarà difficile dimostrarlo, considerato che il deficit effettivo degli ultimi anni si aggira intorno al 3% e che l'avanzo primario negli ultimi anni ha evidenziato una politica più espansiva della media europea (di sicuro dal 2014 al 2016).

Francesco Torrisi ha commentato:

18 dicembre 2018 alle 01:05

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

.....Rita, ustiasa, ta l'et fat dientà "Di Mario!!! Correttore , ééé .....of course

Ivano Macalli ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 18:56

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Io dico e ridico che il problema della povertà in Italia esiste, eccome, e va affrontato. Ma l'affronto dev'essere strutturale, non tampone. E mi verrebbe anche da dire, e non da solo, che in Italia esiste un sommerso che aldilà dei dati ufficiali consente ad un sacco di gente di sopravvivere. In tutti i casi il problema va affrontato alla radice. Se esiste un problema lavoro, e conseguente sostentamento, tutto questo non può essere delegato alla politica che da sempre amministra le briciole. Per questo vedrei più efficace un aiuto alle imprese, e incentivi ad assumere che non regalie, che sarebbero in tutti i casi temporanee, come lo sarebbe la quota cento per un breve periodo che poi lascerebbe spazio ad un reiterato spostamento progressivo che riporterebbe allo status quo. E poi cosa volete che vi dica. Quando sento parlare di contratto col solito slogan "l'abbiamo promesso e quindi lo dobbiamo mantenere" mi viene la pelle d'oca. Ne sappiamo più del diavolo? Non sono assolutamente d'accordo. O magari sì, ma sempre ricordando che il diavolo fa le pentole, ma non il coperchio, e forse un'occhiata non di parte al contenuto farebbe bene a tutti, all'economia, alla politica e a noi poverini che ne raccoglieremo i frutti.

RITA R ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 18:30

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Concordo. Il bello dell'esperimento italiano (siamo riusciti e riesumare persino la triade di matrice indoeuropea: il re-sacerdote/Conte, il guerriero-sacro/Salvini, l'artigiano-divino/Di Mario!!!) è che nel 3 c'è già tutto dentro: governo, azione, opposizione. Non per rubarti il copyright, Franco, ma "sem trop fort!" Ne sappiamo una più del diavolo.

Francesco Torrisi ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 17:32

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

….raga, sem trop fort! Riusciamo a ….riesumare un post di “padron” Piero del 22 Gennaio (praticamente un anno fa'!) e da li, far ripartire i ….”duellanti”. Quante, troppe.... troppissime parole, praticamente abbiamo già detto tutto! Mi sono rivisto (per sommi capi) i 170diconsi170 e, con spirito dichiaratamente “partigian/narcisistico”, ripropongo il mio del 1^ Marzo: “....senza entrare nel merito specifico, anche perché, da un lato non intendo in alcun modo partecipare allo “sport condiviso dai partitoni” di individuare nei i five stars il “nemico da battere” (al solito ci si accanisce a combattere l’effetto e non la causa, il sintomo e non la malattia!) e dall’altro non credo affatto al “potere salvifico” della formazione del “capo-DiMaio” per portare l’Italia fuori dalla palude nella quale tanti anni di pessimo governo delle istituzioni democratiche l’hanno impelagata, ho semplicemente detto (e lo ripeto) ” nn ho difficoltà a riconoscere che la scelta del Movimento 5 Stelle ha ….sparigliato le carte”. Nessun potere salvifico ( temo assai di più il possibile delinearsi di un “potere salvini/fico”!), eccimancherebbe, però provare a uscire dai “riti” di ….collaudata inefficacia” dei “partitoni”, questo non si può non riconoscerglielo! Ho parlato di “sparigliare le carte”, non di …”sol dell’avvenire”. Credo che dai risultati di queste elezioni e dall’innesco di ….. “scosse di assestamento” che ne seguiranno, potremo capire se si delineino orizzonti di possibile recupero di credibilità ed efficacia per questa democrazia parlamentare, oppure se il suo declino debba essere irreversibilmente inarrestabile. Le mie possibilità personali di influire su tutto ciò sono talmente irrilevanti che …..sono tranquillo! Come quando prendo posto in un aereo: totalmente inutile, avere paura! Mi accomoderò in …. cabina, farò il mio dovere di cittadino elettore e se ne riparlerà a ….atterraggio avvenuto! “ Devo ammettere, col senno del poi, che le “scosse di assestamento” (leggasi “ossimoro” 5*/lega) sono state fuori da ogni mia possibile ….fantasia possibile, il primo Marzo. Devo però anche ammettere, con soddisfazione, che quello che sta gestendo la “trinità” (absit!) Conte/DiMaio/Salvini (strettamente in ordine alfabetico ovviamente) nel metodo e nella sostanza è un esempio di “democrazia applicata” che, soprattutto considerate le “condizioni al contorno” (giornaloni tutti contro, partitoni non parliamone neanche, poteri forti ….lassem pert!) ,….era follia sperar!!! Fare evolvere contenuti “a effetto” di programmi elettorali tanto (a dir poco) diversi, in operatività di governo contando sul solo “CONTRATTO” sottoscritto tra le due parti, è fatica che …..nemmeno Sisifo! Sempre stato per il bicchiere mezzo pieno, e continuo ad esserlo anche in questa folle temperie. E pensare che se il primo Marzo uno mi diceva “Conte” pensavo all'ex allenatore della Juve!

RITA R ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 15:50

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Hai proprio ragione, Ivano. Gli italiani muoiono tutti dalla voglia di tornare nelle amorevoli braccia di Speranza e Boldrini ridando fiato al Business Compact, rivogliono indietro il tosco-cipiglio-fiero di Renzi e Boschi che sanno come investire i nostri soldi, desiderano sorbirsi le minestrine di Tajani e Bernini, che se non la pianta con la chirurgia plastica tra un po' non la riconosciamo più. Messo sull'attenti dall'ubriaco e dall'incarognito, finalmente il popolo ha aperto gli occhi e reclama un rapido ritorno al passato. Tira aria di cataplasmi e pannoloni, ognuno pretende il suo clandestino nel presepe, la sua "O bella ciao" della vigilia al posto di "Jingle bells". Arridatece l'italica monnezza, vogliamo trascorrere un Natale sereno. Firmato: quelli che il 27 (o l'1) arriva ogni mese.

Ivano Macalli ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 12:34

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

"noi non abbiamo una testa con cui pensare?" Rita, te lo dovresti chiedere anche tu, perché per informarsi e riflettere ognuno sceglie i propri editoriali o fonti. E tu lo dimostri quanto me, ti incaponisci allo stesso modo. È mai per arrivare a riconoscere, e non sono pettegolezzi, che il tempo sta dimostrando che buona parte delle promesse elettorali se le stanno rimangiando in buona percentuale. Già la base se ne è accorta, come sta avvenendo in Ungheria dove in molti si stanno rendendo conto delle balle di Orban. A questo punto lo dico io: forse inizia a tirare un'altra aria. Anche i sovranismi e populismo stanno mostrando delle pecche.

RITA R ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 11:18

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Ma dai Piero, la Francia è "politicamente corretta", ovvero allineata, basti dire che il suo odiatissimo presidente è un impiegato Rothschild, il segreto è tutto qui. I "numeri" sono nient'altro che manovre politiche. È bastato un “provocatorio” 2,4% di deficit, che lo Spread ha ricominciato a crescere. Prevedibile come il sole che sorge all’alba. A conferma che l’art.1 della Costituzione andrebbe cambiato: “L’Italia è una Repubblica non democratica, fondata sulla schiavitù. La sovranità appartiene alla Finanza, che la esercita nelle forme e nei limiti dei mercati finanziari“.

RITA R ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 11:13

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Guarda, io l'ultima parola la lascio sempre ai fatti. Non è nelle mie corde commentare libri che non ho letto o riforme istituzionali che ancora non sono state scritte. Commenterò quando ci sarà qualcosa da commentare, non prima. Lascio volentieri ai media e ai loro adepti i giochini di società.

guido antonioli ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 11:02

CRONACHE DELLA PESTE NERA

Grazie Piero per le tue parole. E per le tue domande, che alimentano in me la voglia di capire meglio e di conoscere.

Piero Carelli ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 10:57

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Il problema non è creato dagli ubriaconi: non dimentichiamo che il via libera alla procedura di infrazione è stato dato a tutti i partner europei, inclusi i governi amici di Salvini. Il problema, poi, non è neppure l'Europa, ma siamo noi: non è tanto il disavanzo quanto la qualità del disavanzo stesso (la Francia spende molto più di noi in innovazione e in istruzione, come spende di più per sostenere la natalità). Il problema, poi, a monte di tutto, è costituito dai mercati: la Francia, nonostante il suo debito pubblico che pare abbia superato quello italiano, ha uno spread che si aggira intorno! a quota 45 quando noi siamo arrivati negli ultimi due mesi a toccare quota 320! Possiamo soddisfare tutte le richieste degli elettori (o, meglio, tutte le promesse dei partiti) solo se troviamo le risorse per farlo non perché ce lo impedisce qualche "nemico": risorse che possiamo trovare o tagliando le spese improduttive o contenendo con misure drastiche l'evasione fiscale e contributiva nonché la corruzione o chiedendole ai mercati. Più... lapalissiano di così!

Ivano Macalli ha commentato:

17 dicembre 2018 alle 10:08

Promesse demagogiche? Ragioniamo.

Cara Rita, ormai si sta tutto così ridimensionando che comunque l'ultima parola te la lascio. Del resto sei stata la prima a credere in tante promesse demagogiche da governo del cambiamento. In tutti i casi i miliardi a disposizione stanno diminuendo parecchio. Staremo a vedere, anche se a pensar male qualche volta ci si azzecca.

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