CURE PALLIATIVE - CORSO VOLONTARI 2017: PROGETTO

....quattro mani che si stringono .... - Emilio D'Ambrosio Etica e Filosofia

ASSOCIAZIONE CREMASCA CURE PALLIATIVE ALFIO PRIVITERA ONLUS

CORSO VOLONTARI 2017: PROGETTO

 Il CORSO VOLONTARI 2017, proposto dall'ACCP Alfio Privitera, richiama alla memoria l'impegno di una donna straordinaria, coraggiosa e determinata, CICELY SAUNDERS. Da autentica pioniera riuscì nel 1967 in Inghilterra con il supporto delle autorità ecclesiastiche inglesi e con l'aiuto economico dei cittadini, a realizzare la nascita del primo HOSPICE moderno, cura del dolore e rispetto della persona. Nel suo libro "VEGLIATE CON ME HOSPICE UN'ISPIRAZIONE PER LA CURA  DELLA VITA" a pag. 44 si legge l'architrave del suo pensiero. "Il nostro fondamento piu importante é la speranza che nel vegliare possiamo imparare non soltanto come rendere i pazienti liberi dal dolore e dalla sofferenza come capirli e non abbandonarli mai, ma anche come stare in silenzio, come ascoltare, come esserci. Nel comprendere ciò capiamo anche che il vero lavoro non è affatto il nostro. Stiamo costruendo qualcosa molto più grande di noi".

 In Italia il primo che vide la luce fu l'HOSPICE DOMUS SALUTIS a Brescia nel 1987.

 Il corso per la strutturazione degli argomenti e la scelta di qualificati esperti si proietta nel presente e nel futuro carico di suggestioni e stimoli, una presenza viva e dinamica "sarò una finestra nella tua coscienza". E' la percezione della "comune vulnerabilità umana con la presa a carico del dolore totale come complesso di elementi fisici, emozionali, spirituali e sociali. Include ansietà, depressione e paura; preoccupazione della famiglia che si avvia al lutto. Natura e controllo del dolore nella fase terminale e sulla famiglia come unità di cura. Il corso nella sua fase realizzativa registra l'elevata qualità e competenza degli esperti con interventi mirati evidenzia l'importanza, l'eccellenza, e la forza da consolidare della rete cremasca cure palliative. I suoi operatori, medici, infermieri e volontari si sono dimostrati coerenti nelle buone pratiche di unità, integrazione e cooperazione. Saperi, competenze ed esperienze specifiche assumono la fase terminale della vita con l'approccio globale alla persona. Le cure palliative sono "cure attive globali dei pazienti la cui malattia (oncologica e non) non risponde ai trattamenti che mirano alla guarigione. Il controllo del dolore, degli altri sintomi e dei problemi psicologici, sociali e spirituali é prioritario. Il traguardo delle cure palliative é lo sviluppo della migliore qualità di vita per i pazienti e le loro famiglie".

 ISTITUZIONE DELLE CP

 L'approccio palliativo é garantito dalla legge n° 38 del 2010 la cui finalità é chiarita nel primo articolo:

 Art. 1 - 1. "La presente legge tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. 2. E' tutelato e garantito l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato... al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell'autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza. Le strutture sanitarie assicurano un programma di cura individuale per il malato e la sua famiglia, nel rispetto dei seguenti principi fondamentali:

a) tutela della dignità e dell'autonomia del malato, senza alcuna discriminazione;

  b) tutela e promozione della qualità della vita fino al suo termine;

  c) adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale dellapersona malata e della famiglia".

  IL CORSO VOLONTARI:  DESCRIZIONE   SINTETICA, MODALITA' DI SVOLGIMENTO E CONTENUTI

 In una visione unitaria gli esperti designati svolgono temi e argomenti riguardanti:

 1) la medicina palliativa e il controllo del dolore. Si prospettano il modello di medicina condivisa, la gestione di fragilità e complessità, principi di etica clinica e fine vita, rispetto volontà del malato, architettura funzionale dell'Hospice;

 2) la psicologia delle relazioni umane, gestione delle emozioni e fragilità con riferimento, al malato, al lavoro di cooperazione in èquipe nel rispetto delle regole esistenti all'interno dell'Hospice;

 3) le dimensioni sociali di etica, spiritualità come ricerca aperta di senso e trascendenza. Il sentimento religioso come religione, istituzione, fede e trascendenza considerate nel rispetto della dignità e autonomia della persona;

 4) il servizio di assistenza domiciliare. L'infermiera professionale descrive nell'intensità relazionale un'esperienza vissuta, emozioni, sentimenti, solidarietà e competenze nell'ospedalizzazione domiciliare. Si delinea l'organizzazione istituzionale e l'attivazione di un servizio globale di competenze specialistiche. La RETE CURE PALLIATIVE é l'insieme degli interventi volti a garantire continuità assistenziale del malato. La rete si articola nei servizi:

 - Specialistica territoriale di cure palliative;

 - Hospice della Fondazione Benefattori Cremaschi;

 - Ambulatorio di cure palliative presso l'Ospedale Maggiore di Crema;

 - Consulenza specialistica nei reparti Ospedale Maggiore di Crema, Rivolta, Soncino, FBC, RSA del territorio convenzionate con l'Ospedale Maggiore di Crema.

 L'ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO sopra descritto può aversi su richiesta:

 - Medici di famiglia;

 - Specialisti ospedalieri;

 - Medici delle case di riposo;

 - Famigliari;

 - Assistenti sociali;

 - Uffici ATS e CEAD, Centro di Assistenza Domiciliare. 

 Illustra lo svolgimento di una una giornata tipo, il coinvolgimento con modalità interattiva della famiglia nel setting di cura a domicilio e in Hospice.

 5) Il volontariato ruolo e codice deontologico. Sono stati presi in cosiderazione i valori di riferimento, le buone pratiche con le cose da fare e non fare, le testimonianze intensamente vissute e rielaborate alla luce delle esperienze e della cooperazione in èquipe. Inoltre si é precisato l'impegno nei vari ambiti, scuola, eventi, supporto organizzativo all'ACCP Alfio Privitera, all'Unità cure palliative Ospedale Maggiore di Crema e all'Hospice presso il complesso F.B.C, Fondazione Benefattori Cremaschi.

 6) Sicurezza alimentare. Igiene personale, regole e procedure da rispettare per evitare contaminazioni, infezioni e intossicazioni al malato già gravato da fragilità. 

 7) Sicurezza sul lavoro. Responsabilità e prevenzione, piano emergenza e squadra di emergenza con la descrizione di compiti e funzioni.

 8) L'interculturalità. Cultura, radici e processi di conoscenza veicolati in saperi, esperienze, condivisione, accoglienza, comprensione, fiducia, comunicazione e incontro. Il processo comunicativo, nella relazione io/tu si sviluppa attraverso i filtri, sensoriale, modello culturale/educativo e le esperienze personali. La malattia si presenta come incontro/scontro con entità invisibili e conflittualità non risolte. Nelle dinamiche di cura delle culture é fondamentale l'ascolto attivo accogliendo lingua, cultura e religione.

 "La gioia é la bellezza di esserci!" CECILY SAUNDERS, infermiera e medico, laurea ad honorem conferita dall'Università di Yale nel 1969, nel suo lungo e travagliato cammino, nell'opera sopra citata, descrive l'incontro: "L'unica risposta appropriata per una persona é il rispetto: un modo per vedere e ascoltare ognuno nel contesto complessivo della propria cultura e delle proprie relazioni, dando a ciascuno il proprio valore intrinseco."

 Ogni relatore nell'ambito dell'argomento assegnato, nella sua dotta e articolata esposizione si é proposto con una modalità specifica utilizzando, cartelloni, diapositive, comunicazione verbale e tecniche di coinvolgimento attivo dei partecipanti. Ognuno raggiunge il risultato di una comunichiazione chiara ed efficace nel promuovere conoscenza, saperi ed esperienze condivise. 

 Si realizza un processo formativo con stimoli e sollecitazioni volte a determinare una funzione di volontario consapevole e responsabile con un forte aggancio alla formazione permanente con la partecipazione attiva a tutte le iniziative di riflessione programmate.

 Il lavoro di ELISABETH KUBLER-ROSS, LA MORTE E IL MORIRE, é stato il riferimento per affrontare domande impegnative. "La morte é per molti ancora un tabù. Eppure é un evento umano che fa parte della vita e ci riguarda tutti da vicino. Che tipo di comunicazione ci arriva da interviste ai malati all'ultimo stadio della vita? Quali sono i bisogni e i diritti di chi muore? Il modo di affrontare la morte é legato a come si sono risolti i problemi della vita?" Un prezioso materiale, socialmente utile per domande e ricerca di risposte per i volontari e chiunque voglia avvicinarsi alla morte per scoprirvi la vita.

 Si condensa in un viaggio impegnativo il riconoscersi in una comune umanità, il ritrovarsi lungo un cammino in cui il saper accompagnare nella cooperazione in èquipe delinea un umanesimo integrale dal volto universale contrassegnato da accoglienza, ascolto, conoscenza, condivisione e rispetto di vite al tramonto.

 CONSIDERAZIONI FINALI

 GRAZIE! All'ACCP Alfio Privitera e a quanti della RETE si sono prodigati con intelligenza, passione e creatività nell'elaborazione del progetto formativo, ricco di umanità, competenze multidisciplinari, conoscenze e testimonianze vissute direttamente. Si é cosi delineata l'impresa per cogliere il mistero della vita, la sua sublime bellezza di alba e tramonto.

 Di rilevante significato é la decisione dell'ACCP d'investire una parte delle generose donazioni alla sistemazione dell'atrio dell'Hospice. Si tratta di una scelta qualificante e lungimirante espressione di creatività progettuale. Inoltre:

 - si coniuga con l'eccelenza di un servizio che vede protagonisti la RETE e l'ACCP con i volontari;

 - promuove l'accoglienza solidale per ospiti e familiari in un ambiente reso più gradevole;

 - valorizza una mirata esperienza di formazione e collegamento con gli studenti, i docenti e il mondo della scuola. Con impegno e dedizione costante i volontari coordinati da Ombretta Clarke sono riusciti ad attivare un canale per promuovere la cultura delle CP.

  Informazione e formazione costituiscono un riferimento la cui centralità é fondamentale per l'attivazione visibile di buone azioni a sostegno di un nobile impegno di promozione socio-culturale e solidarietà umana;

 - l'ingresso, forme colori, simboli e contenuti veicola un impatto visivo e psicologico che evoca serenità, bellezza e suggestioni con la ricomposizione di natura e cultura in armonie e linguaggi comunicanti.

 La centralità assoluta della persona osserva il dispiegarsi di preziose risorse, nel saper accompagnare per promuovere, nelle tre chiavi richiamate da una relatrice, solidarietà, comunicazione verbale e non verbale, ascolto come relazione d'aiuto incentrate sulla qualità di vita. Si alimentano la speranza e l'opportunità di un sereno bilancio  esistenziale per stemperare i vissuti di lacerazione, i conflitti irrisolti, i dolori e le ferite. Prende forma la dimensione omeostatica interiore, pacificata in verità, equilibrio e autenticità. Il ciclo vitale nell'incontro di inizio e fine svela il mistero della vita, il ritorno all'origine come sintesi suprema, bellezza  di libertà e amore.

 Nello svolgimento del corso alla fine di ogni incontro della durata di circa due ore, i partecipanti hanno manifestato sintonia relazionale esprimendo segni di gratitudine, con  applausi e ringraziamenti personali.

 Infine, la gioia e la bellezza di esserci con passione, sensibilità, entusiasmo e solidarietà!
"TU sei importante perché sei TU e TU sei importante fino alla fine della vita. Faremo tutto il possibile non solo per aiutarti a morire in pace, ma anche a vivere fino a quando morirai" Cecily Saunders.La vita é quattro mani che si stringono insieme! 
Crema, aprile2017                                               Emilio D'Ambrosio

 

 

 

Comments (35)

  • Ivano Macalli

    Ivano Macalli

    27 Aprile 2017 at 10:34 |
    Io ne ho parlato spesso, anche annunciando un convegno sul tema, ma senza successo.
    • Emilio D'Ambrosio

      Emilio D'Ambrosio

      02 Maggio 2017 at 14:23 |
      egr. sig. IVANO, sono arrivato alla scoperta delle cure palliative attraverso la curiosità, mia fedele compagna di viaggio. Di questo avvincente e straordinario incontro, racconto nel mio lavoro "UN VIAGGIO TRA SENTIMENTI, EMOZIONI E SOLIDARIETA' Frammenti di storia". Casualmente sono venuto a conoscenza del convegno che mi portato a scoprire "Un'eccellenza della comunità cremasca! Le cure palliative".
      "La scoperta dell'associazione si lega alla mia partecipazione a due iniziative che si sono svolte a Crema. La prima riguardava la spiritualità nel contesto della quale si ponevano come centrali le relazioni umane, in quella circostanza, ho avuto modo di ascoltare e apprezzare il dottor Orsi luciano per il suo equilibrato e articolato contributo. In seguito ho preso contatto per chiedergli della possibilità di recuperare il testo del suo intervento svolto nel novembre 2012. Così ho avuto il piacere di beneficiare delle sue preziose diapositive riguardanti "LE DECISIONI DI FINE VITA: ETICA CLINICA E QUALITA' DELLA VITA". Il limite della cura... con cura al limite: le cure palliative accanto a quelle attive. "Fare le cose giuste nel modo giusto alla persona giusta".
      Catturato dall'interesse per l'argomento, ogni anno ho ripetuto l'iscrizione al convegno (preposto solo per medici e infermieri) per essere ammesso e per potervi partecipare.
      "Rispetto al passato sono notevolmente aumentate le richieste di cure palliative in pazienti non oncologici, come é emerso nel convegno "SIMULTANEOUS CARE. INTEGRAZIONE TRA OSPEDALE E TERRITORIO NELLA COMUNITA' DI CURA" di sabato 17 ottobre 2015 a Crema, organizzato dall'Unità Operativa Cure Palliative dell'Ospedale Maggiore di Crema e dell'ACCP (Associazione Cremasca Cure Palliative Alfio Privitera Onlus). I questa occasione il dottor Sergio Defendi responsabile dell'Unità Operativa ha sostenuto la necessità di sinergia tra i diversi specialismi per migliorare la qualità della vita degli assistiti e per rispondere ai bisogni di assistenza degli stessi e delle famiglie. Insieme si può insieme é meglio".
      • Ivano Macalli

        Ivano Macalli

        02 Maggio 2017 at 15:26 |
        Grazie signor Emilio, con l'augurio che la cultura palliative si diffonda anche i regioni italiane dove ancora non esiste, con l'auspicio che gli interventi si estendano anche agi anziani nelle Case di riposo e ai bambini con malattie degenerative, quasi sempre eclusi da questa assistenza. Anche se per esperienza noto ancora in certi ambienti una diffidenza " culturale" perché queste cure trovino giusta applicazione. A tutti i soggetti che potrebbero beneficiarne. Del resto basterebbe ricordare le pene di un malato oncologico, e non solo, fino a pochi anni fa. E la dignità, e anche la serenità, che ora queste cure garantiscono. Grazie
        • emilio

          emilio

          03 Maggio 2017 at 18:58 |
          Egr. sig. IVANO
          Sono lieto di comunicare che venerdì 5 maggio alle ore 21 presso la Sala dei Ricevimenti del Comune di Crema si terrà un incontro pubblico con il dr LUCIANO ORSI dal titolo "TESTAMENTO BIOLOGICO" disposizioni anticipate di trattamento e questioni di fine vita.
          • Ivano Macalli

            Ivano Macalli

            03 Maggio 2017 at 19:47 |
            Grazie signor Emilio. Ne sono a conoscenza. Cercherò di esserci.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    27 Aprile 2017 at 19:26 |
    Già, avvicinarsi alla morte per scoprirvi la vita.
    E' proprio così: è solo cogliendo il... nulla della morte, noi percepiamo la bellezza dell'esserci, la bellezza dell'esserci anche della persona che sta morendo ("Tu sei importante perché sei Tu").

    Vi invidio, voi volontari, che avete questo privilegio, giorno per giorno.
    E beati coloro che, nell'attesa della morte, si trovano intorno degli... angeli della vita che regalano un sorriso, una carezza, l'ascolto: poca cosa, certo, ma è tutto ciò che desiderano, essere cioè accompagnati nel viaggio verso l'ignoto.
    • Emilio D'Ambrosio

      Emilio D'Ambrosio

      02 Maggio 2017 at 16:19 |
      Egr. Piero
      Già, si tratta di un'esperienza che si connette con le radici dove alberga la bellezza sublime della solidarietà umana che si apre all'altro nel rispetto assoluto della sua unicità, culturale, spirtuale e religiosa.
      "Angeli della vita", che si preparano come volontari attraverso un iter di formazione permanente accompagnato con intelligenza, passione e sensibilità dall'Associazione Cremasca Cremasca Cure Palliative. Nel solo anno 2016 l'Associazione ha realizzato sul territorio per i volontari, mi limito a citare lo svolgimento:
      - il 19 novembre 2016 il corso "SAPER ASCOLTARE" tenuto dal monaco, sacerdote e docente universitario Guidalmerto Bormolini;
      - il 1° ottobre, convegno dell'Unità Operativa Cure Palliative Ospedale Maggiore di Crema "Cure Palliative: Quali problemi emergenti?";
      - il 23 settembre 2016 la conferenza "Cambiare lo sguardo sulla vita" con Guidalberto Bromolini.
      Inoltre sono da registrare le partecipazioni:
      - al XXIII Congresso Nazionale SICP-Roma (Società Italialiana Cure Palliative;
      - alle iniziative della Fondazione Floriani," La sedazione palliativa, 29 gennaio e 19 febbraio", "Competenze relazionali in cure palliative, 5 febbraio e 12 febbraio", "Cure palliative nei malati in condizioni cliniche END STAGE, 26 febbraio e 4 marzo, "Il fine vita di un bambino, iaprile, 15 aprile e 6 maggio.
      Oggi nella nostra società multiculturale acquista importanza la conoscenza di radici lontane é la dimensione interculturale.
      Nel svolgimento di questa generosa e gratuita funzione si assume l'approccio globale, che si coniuga con il saper:
      accompagnare, ascoltare, stare in silenzio, offrire sguardi e gesti di tenerezza, rispettare la sua qualità della vita, fino alla fine della vita. pe TU sei importante e resti importante nella memoria dell'umanità..
  • sauro bellodi

    sauro bellodi

    28 Aprile 2017 at 11:26 |
    Non ho capito.

    Si tratta dell'annuncio del "CORSO VOLONTARI 2017" che è da farsi e al quale ci si potrebbe iscrivere, o di un progetto già realizzato?
  • Emilio D'Ambrosio

    Emilio D'Ambrosio

    02 Maggio 2017 at 15:04 |
    EGR. SIG. SAURO
    II corso é iniziato il 18 gennaio 2017 con sequenza settimanale di due ore fino al 19 aprile. Ha registrato il coinvolgimento qualificato della RETE CURE PALLIATIVE con alcuni operatori a cui si sono aggiunti esperti esterni con contributi di conoscenza specifici. Il 6 maggio alle ore 11 presso il Comune di Crema avverrà la consegna del cartellino di identificazione come VOLONTARIO dell'Associazione Cremasca Cure Palliative Alfio Privitera Onlus. A conclusione di questa fase seguirà presso l'Hospice l'affiancamento di un tutor per il tirocinio pratico di 10 interventi. La partecipazione al corso è libera, per poter esercitare la funzione sociale di VOLONTARIO é richiesta l'adesione all'Associazione Alfio Privitera
    • emilio

      emilio

      05 Maggio 2017 at 04:12 |
      In merito al VOLONTARIATO, per completezza devo citare la deliberazione della REGIONE LOMBARDIA "DGR 5918 del 28/11/2016. Disposizione in merito alla evoluzione del modello organizzativo della rete Cure Palliative della Lombardia: integrazione dei modelli organizzativi sanitario e sociosanitario". Un testo molto articolato, in riferimento all'argomento in questione, riporto testualmente:
      "... La Rete Locale Cure Palliative promuove e facilita la presenza nei nodi della rete di volontari con formazione specifica in cure palliative, sulla base di protocolli d'intesa / documenti formalizzati che regolino l'attività, la responsabilità le forme d'integrazionetra l'équipe professionale e la componente di volontariato. Devono a tal fine essere previsti processi di selezione, di formazione di base e continua dei volontari. Promuove l'umanizzazione delle cure". .. "Valutazione globale e multisciplinare dei suoi problemi per promuovere la dignità della persona e la qualità della vita con la particolare attenzione per gli elenti soggettivi e le condizioni di fragilità sociale, familiare ed economica che si associano ai problemi clinici e assistenziali nel principio di umanizzazione delle cure".
      Nella richiamata DGR n. 5513 del 2/8/2016, viene disposto che:
      " l'organizzazione delle cure palliative della ASST rappresenta un insieme funzionale di nodi erogativi e degli enti di volontariato coinvolti nel processo assistenziale di cure palliative che si integra all'interno del percorso di cura, relativamente all'ultima fase di vita del paziente adulto cronico e/o fragile e della rete materno infantile per le specificità pediatriche".
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    04 Maggio 2017 at 09:43 |
    A proposito dell'iniziativa programmata per domani sera, posso aggiungere che il dott. Luciano Orsi è forse la persona più qualificata a trattare il tema del testamento biologico: sono anni che se ne occupa, come sono anni che si occupa di tematiche bioetiche e lo fa con le competenze di un medico che, a livello professionale, è quotidianamente a contatto con malati terminali (oggi) e con situazioni drammaticamente critiche (ieri).
    Dopo tanto dibattito su CremAscolta su tali tematiche, potrebbe davvero essere utile confrontarci con lui, a prescindere dal nostro punto di vista (Luciano Orsi è un... laico doc!).
    • emilio

      emilio

      04 Maggio 2017 at 15:26 |
      Egr. Piero le sue argomentazioni mi stimolano ad approfondire il contributo del dott. Orsi all'evoluzione della medicina.
      Il dott. Luciano Orsi é una personalità di grande rilievo e spessore scientifico con una lunga storia di realizzazioni per la promozione e diffusione delle cure palliative che vale la pena di sintetizzare senza alcuna pretesa di completezza.
      Laureato nel 1983 presso l'Università degli Studi di Pavia dove consegue anche le specializzazioni in Anestesia e Rianimazione e Scienze dell'Alimentazione.
      - Inizia la sua attività nel 1984 come assistente a tempo pieno corresponsabile del servizio di Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Crema per proseguire senza interruzioni fino ad assumere dal 30/10/2002 la funzione di Responsabile dell'U.O. (Unità Operativa) di Cure Palliative. Dal 1991 al 1996 é stato docente presso la Scuola per Infermieri di Crema svolgendo l'insegnamento teorico e pratico di Rianimazione T.I. (Terapia Intensiva) e Presidente del Comitato Etico Azienda Sanitaria di Crema dal 1995. Viene coinvolto dai docenti delle scuole di Crema per illustrare le finalità delle cure palliative in relazione al fine vita. Il corso che si é appena svolto per la formazione dei VOLONTARI 2017 ha registato il suo coinvolgimento.
      - Dal 1995 partecipa alla ripresa dell'attività del Gruppo di Studio "VITA, MORTE, PERSONA della Consulta Bioetica di Milano, e dal 1996 diventa membro effettivo del direttivo.
      - Dal 1996 é docente del SIMPA (Scuola Italiana Medicina Palliativa) e dal 2003 entra a far parte del Comitato didattico.
      - Dal 2000 é membro fondatore della commissione Bioetica della SIAARTI contribuendo come coordinatore alla stesura di due documenti di raccomandazioni etiche: "Linee guida per l'ammissione, la dismissione e il trattamento T.I. e la limitazione dei trattamenti" e "Le cure di fine vita e l'anestesista rianimazione: approccio al malato morente".
      - Dal 2004 é professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione di Pavia sui temi etici in T.I. (Terapia intensiva).
      - Nel 2008 collabora con l'Università di Firenze nel progetto europeo Tempus.
      - Dal 2001 al 2003 é Presidente del Comitato di Etica dell'A.O (Azienda Ospedaliera) "C. Poma" di Mantova.-
      - Dal 2005 membro effettivo della Commissione "Etica e culture della SICP (Società Italiana Cure Palliative).
      - Ha frequentato a scopo formativo numerosi Centri di Rianimazioni ed Unità di Cure Palliative di riferimento in Italia e all'estero.
      - Dal 1980 ha relazionato in numerosi corsi e convegni locali e nazionali su temi di bioetica e fine vita.
      - Autore di altre 70 pubblicazioni nei campi della bioetica e delle cure palliative, in particolare sulle riviste Minerva Anestesiologia, Bioetica, Monitor, Janus, Rivista Italiana di Cure Palliative.
      - Nel 2007 partecipa al gruppo di lavoro delle "Raccomandazioni della SICP sulla Sedazione terminale/Sedazione Palliativa". E' l'estensore del documento emerso dal lavoro del gruppo di studio su Cultura ed Etica al termine della vita.
      - Nel 2016 si svolge il Congresso Nazionale SICP " Il tempo delle cure palliative". Il dottor Orsi fa parte del Comitato Scientifico e del Consiglio direttivo, inoltre é relatore di specifiche comunicazioni, mi limito a segnalarne alcune: " Il senso della cura e della fine vita attraverso lo schermo cinematografico e il suo utilizzo con il malato"; "La carta delle religioni per le cure palliative pediatriche"; "Il paziente, la famiglia e l'équipe tra dissonanze temporali e sconfinamento etico"; corso "La sedazione Palliativa: dal documento del Comitato Nazionale di Bioetica alla pratica clinica".
      Si tratta, in questo condivido Piero Carelli, di una persona attiva esperta, rigoroso nello studio, nella ricerca, coerente nell'impegno professionale e sociale con risonanze che volano alto oltre le dimensioni dell'Italia e dell'Europa.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    04 Maggio 2017 at 22:58 |
    Grazie, Emilio: vedo che Luciano Orsi ha un curriculum di tutto rispetto. Una ragione in più per andare a sentirlo (l'unico... neo è che è stato invitato in un contesto di campagna elettorale).
    • emilio

      emilio

      05 Maggio 2017 at 03:20 |
      Il 12/11/2016 ho inviato una mail alla Sindaca Bonaldi per promuovere una riflessione pubblica sulle direttive anticipate o TESTAMENTO BIOLOGICO coinvolgendo l'illustre dott. Luciano Orsi.
      • emilio

        emilio

        07 Maggio 2017 at 15:43 |
        DUE EVENTI DI STRAORDINARIO SIGNIFICATO: IL TESTAMENTO BIOLOGICO E IL VOLONTARIATO NELLE CURE PALLIATIVE
        La prima iniziativa si é svolta presso la Sala Ricevimenti del Comune di Crema il giorno 5 maggio alle ore 21, con relatore il dott. Luciano Orsi che esposto in modo coinvolgente la lectio magistralis sul tema del TESTAMENTO BIOLOGICO. Una serata caratterizzata da una partecipazione intensa. Un pubblico numeroso accorso per ascoltare in un silenzio attento carico di ascolto attivo partecipante. E' l'esposizione pacata e argomentata di un protagonista competente fautore della medicina condivisa, con un curriculum che unisce le passioni per la ricerca scientifica, la vulgazione con oltre 70 pubblicazioni, i temi di bioetica, le partecipazioni a convegni e congressi e una pratica clinica coerente valorizzante lo "stare" invece che il fare. Rispetto, autodeterminazione e dignità del paziente sono anche i valori presenti nei codici deontologici dei medici e degli infermieri, oltre ad essere i valori presenti nella nostra Costituzione negli art. 16 e 32. Il dott. Marco Venturino, medico in terapia intensiva, da oltre ventanni, gli ultimi otto passati, in un ospedale oncologico, nell'introduzione al libro "SAPER ACCOMPAGNARE" spiega come" i professionisti della salute, nell'accettare la morte di un paziente nasce dal considerare questo evento come una sconfitta. A bbiamo cercato di strappare una vita umana alla morte e abbiamo perso. Il nostro orgoglio è ferito". Il Testamento Biologico nella proposizione del suo passaggio approvato alla Camera del Parlamento Italiano accoglie il contributo dei qualificati esperti consultati. E poi il dibattito con interventi carichi di domande esplorative di chi vuol capire e anche di chi esprime condivisione per un processo sociale che chiede il riconoscimento per la positiva evoluzione culturale.
        Il giorno successivo, il 6 maggio alle ore 11 presso la prestigiosa Galleria del Palazzo Comunale la cerimonia di consegna dell'attestato di partecipazione al corso di formazione VOLONTARIO NELLE CURE PALLIATIVE 2017. L'obiettivo fondamentale ha dichiarato il Presidente, avv. Ermete Aiello, dell'ASSOCIAZIONE CREMASCA CURE PALLIATIVE ALFIO PRIVITERA " é accompagnare con professionalità e delicatezza le persone in fase di malattia avanzata o terminale. Siamo giunti all'11° anno di vita come ACCP e al 4° corso di formazione con nuovi 21 volontari. Vi sono 50 che già operano all'interno dell'hospice della Fondazione Beneffattori Cremaschi e all'Ospedale Maggiore di Crema". La Sindaca Stefania Bonaldi, presente alla cerimonia ha espresso gratitudine per un patrimonio fondamentale per la città e la specificità di questa forma di solidarietà umana. Ha suscitato grande emozione l'intervento di un volontario che ha espresso nell'intensità del suo sentire sentimenti di gratitudine verso gli esperti, il gruppo dei partecipanti al corso e all'ACCP per l'opportunità del corso e dell'impegno con cui misurarsi in una funzione socialmente utile.
        Oltre all'attestato ai nuovi 21 volontari é stato consegnato il tesserino di riconoscimento e il libro "SAPER ACCOMPAGNARE Aiutare gli altri e se stessi ad affrontare la morte di Fran Ostaseski. L'autore é il fondatore nel 1987 dello Zen Hospice Project il tentativo di coniugare spiritualità e azione sociale.
        Di grande valore é la partecipazione alla cerimonia del dott. SERGIO DEFENDI responsabile dell'UNITA' Operativa Cure Palliative Ospedale Maggiore di Crema. Un segno di attenzione, condivisione e apprezzamento per la formazione qualificante di una risorsa preziosa a favore di vite che attraversano la fase finale per affermare, dignità, e rispetto nel saper accompare. Da non trascurare il fatto che che alla riuscita e organizzazione del CORSO VOLONTARI 2017 vi é il contributo qualificante della RETE e dell'Unità Operativa di Cure Palliative.
        • emilio

          emilio

          11 Maggio 2017 at 15:44 |
          SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
          Organizzato dalla lista "CAMBIARE SI PUO' con la candidata sindaco Mimma Aiello, il 5 maggio a Crema si é svolto un intenso e appassionato dibattito sul testamento biologico. Il 20 aprile é approvato dalla Camera il BIOTESTAMENTO, proposta di legge, "SULLE NORME IN MATERIA DI CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO SANITARIO" con voti favorevoli 326, contrari 37, astenuti 4. Hanno votato a favore, PD, Movimento 5 Stelle, Mdp e Sinistra Italiana. Hanno espresso voto contrario, Lega, Forza Italia e AP, Scelta civica ha lasciato libertà di coscienza. Il dott. Luciano Orsi, con esperienza, competenza e auterevolezza scientifica ha svolto il tema in modo eccellente con ricchezza di informazioni e argomentazioni. "Il decreto approvato alla Camera ci permetterà di allinearci all'Europa".
          Nell'ambito del dibattito, ho espresso la mia "condivisione per un processo sociale che chiede il riconoscimento per la positiva evoluzione culturale". Finalmente una scelta di civiltà che si coniuga con l'articolo 13 della Costituzione che recita: "La libertà individuale é inviolabile". ( In riferimento, all'intervento del dott. Orsi il riferimento corretto é agli articoli 32 e 13 e non 16 come erroneamente ho trascritto. Le mie scuse più sentite). Ritengo opportuno richiamare alle ragioni che si trovano indicate nel coinvolgente libro "IL DIRITTO DI NON SOFFRIRE", editore Mondadori, 2012, dell'illustre dott. Umberto Veronesi.
          A pagina 103 descrive il suo testamento biologico. "Per riaffermare le mie convinzioni sulla libertà di disporre della propria vita. Per l'amore profondo verso i miei familiari, che non voglio siano straziati dal dubbio sul che fare della mia esistenza. Per rispetto verso i medici che si prenderanno cura di me... Nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta dispongo quanto segue: in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (nutrizione e idratazione)... queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me..."
          - Più avanti prende in considerazione "La saggezza pietosa del cardinale". "Al rispetto della persona é ispirato nel 2007 l'intervento del Cardinale Carlo Maria Martini sul supplemento domenicale del Sole 24 ore... E' di grandissima importanza in questo contesto distinguere tra eutanasia e astensione dell'accanimento terapeutico che non devono essere confusi. La prima riferisce a un gesto che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte; la seconda consiste nella "rinuncia... all'utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo" (Compendio Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 471). Evitando l'accanimento terapeutico "non si vuole ... procurare la morte si accetta di non poterla impedire" (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2278) assumendo così i limiti della condizione umana mortale" (pag. 97 e 98)
          - "L'iniziativa del testamento da depositare presso un notaio é stata lanciata nel marzo 2006 dalla Fondazione Veronesi e ha trovato la collaborazione del notariato... E' stato istituito uno sportello incaricato di ricevere i testamenti biologici, come é stato fatto in varie città quali, Bologna, Pisa, Genova, La Spezia Lecco, Gorizia, Massa, Firenze Torino, e in piccoli comuni Calenzano e Fiesole (Firenze), Ciampino e Cerveteri (Roma), Polistena (Reggio Calabria).
          - A Milano la Chiesa Vaidese ha istituito un registro aperto a tutti gli abitanti, e altrettanto hanno fatto a Trieste le Chiese valdese e metodista su petizioni sottoscritte dai cittadini. Il testamento biologico, o volontà anticipate, é una realta in tutti i paesi più avanzati, in cui esiste da anni: addirittura dal 1991 negli Stati Uniti, al 1993 in Gran Bretagna" (pag.104).
          Queste sono le considerazioni non svolte nel corso del mio intervento.
          Oggi registriamo, la presa di posizione di 11 deputati cattolici che hanno commentato " ...nel nostro ordinamento giuridico l'eutanasia vi entra nel modo più barbaro: la morte per fame e per sete". Pro vita Onlus insieme ad altre associazioni, promuove una petizione: "Firma anche tu per dire NO ALL'EUTANASIA Chiediamo ai senatori di respingere il disegno di legge sulle Dat che introduce l'eutanasia! Secondo l'Associazione medici cattolici italiani Amci, saranno migliaia i medici che opteranno per l'obiezione di coscienza, peraltro prevista dal codice deontologico medico rifiutandosi di attuare delle terapie per i malati in condizioni estreme con prognosi infausta.
          Sull'altro fronte, LA CARTA DEI MEDICI E DEGLI OPERATORI SANITARI, sostiene:
          - La prevalenza dei poteri del malato;
          - la pssibilità di rinunciare a qualunque misura terapeutica senza eccezione;
          - la possibilità di accedere alla sedazione palliativa profonda.
          Marco Cappato informa che " sono in migliaia le persone che hanno depositato le loro volontà all'Associazione Luca Coscioni, di cui é tesoriere, l'elemento determinante é la possibilità d'inserimento delle disposizioni anticipate di trattamento nella tessera sanitaria, perché tante persone potrebbero essere spaventate dall'idea di andare dal notaio".
          Dalla lettura del testo, non risultano l'eutanasia e la somministrazione delle sostanze per togliersi la vita. Di fronte ai temi "sensibili" emergono libere interpretazioni e il formarsi, come il passato della storia italiana insegna, contrapposizioni forti e determinate.
          • PIERO CARELLI

            PIERO CARELLI

            11 Maggio 2017 at 19:08 |
            Concordo, Emilio: la legge sul testamento biologico non contempla per nulla l'eutanasia, trattandosi della facoltà di interrompere dei trattamenti sanitari.
            Ma io non ho dubbi che - lo ripeto - prima o poi arriveremo anche ad approvare per legge la facoltà di ricorrere al "suicidio assistito". Ci vorrà tempo. Forse molti anni (pensiamo agli anni che sono trascorsi da quando sono stati depositati in parlamento i primi disegni di legge sul biotestamento), ma arriveremo anche noi.
            • Ivano Macalli

              Ivano Macalli

              11 Maggio 2017 at 19:42 |
              Per Cappato chiesta l'archiviazione. Poi arriva il gip e stoppa tutto. Ci vogliono indagini. Per questo ci vuole una legge che legalizzi anche in Italia il suicidio assistito. Per non essere soggetti alla discrezionalità dei magistrati.
            • emilio

              emilio

              12 Maggio 2017 at 08:23 |
              Egr. Piero, il testo proposto all'approvazione del Senato costituisce un passaggio importante, un passo avanti, la registrazione di una conquista faticosa.
              Ieri il dott. Mario Riccio medico anestesista di Cremona é stato imputato di omicidio; successivamente prosciolto dal giudice dall'accusa di "omicidio del consenziente" per aver interrotto la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire. A Peppino Englaro é toccato essere chiamato "assassino" da una folla imprecante.
              Oggi, nel testo richiamato della petizione Pro vita Onlus, si legge: "Il medico può essere obbligato a lasciar morire il malato di fame e di sete... In virtù di un malcompreso diritto all'autodeterminazione piuttosto lo distruggono: non cc'é libertà senza vita. In nome di un assurdo "diritto a morire" si introduce il conseguente "obbligo di uccidere"... Il malato si trasforma in peso sociale, il titolare di un diritto alla vita non più indisponibile".
              Libere interpretazioni!
              Oltre al Codice Deontologia medica(16/12/2006) e il Codice Deontologia Infermieri 2009, la Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo e la Biomedicina, Consiglio d'Europa 4/4/1997; ratificata dal Parlamento Italiano, 28 marzo 2001 n. 145, l'art. 9 recita: "saranno prese in considerazione le volontà precedentemente espresse nei confronti dell'intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non é più in grado di esprimere la propria volontà".
              Nel suo recente "Scambiarsi la veste. Stato e Chiesa al governo dell'uomo" Gustavo Zagrebelsky sostiene che tra la Chiesa Cattolica e lo Stato laico esiste un contrasto insanabile perché la religione propone la sua dottrina morale e il suo sistema di valori a tutti gli uomini, e non solo ai suoi fedeli. Lo stato pluralista é garante di tutte le fedi. Questioni di principio hanno sempre provocato quelle sofferenze evitabili che proprio per questo sono più ingiuste.
              Nel libro "TESTAMENTO BIOLOGICO Idee ed esperienze per una morte giusta" di Giorgio Cosmacini, a pagina 121 si legge: "Riconosciuto che "l'obiezione pro vita, motivata da un'autonoma decisione individuale e/o dal richiamo religioso al potestà non discutibile del Creatore, ha pieno diritto di essere sostenuta" va però altrettanto riconosciuta che tale obiezione "non può essere imposta a chi non la condivide: lo stato democratico non può fare propria la tesi pro vita nel senso di impedire le libere decisioni individuali, che comprendono la cessazione delle terapie della nutrizione, senza con ciò trasformarsi in uno stato etico, portatore di concezioni etiche e religiose che rappresenterebbero una deformazione non solo autoritaria ma totalitaria in aperto contrasto con lo spirito e con la lettera della Costituzione repubblicana".
              Da non ignorare la CARTA DEI DIRITTI DEi MORENTI che prevede:
              1 A essere considerato persona sino alla morte
              2 A essere informato sulle sue condizioni, se lo vuole
              3 A non essere ingannato e a ricevere risposte veritiere
              4 A partecipare alle decisioni che lo riguardano al rispetto delle sue volontà
              5 Al sollievo del dolore e della sofferenza
              6 A cure ed assistenza continue nell'ambiente desiderato
              7 A non subire interventi che prolunghino il morire
              8 A esprimere le sue emozioni
              9 All'aiuto psicologico e al conforto spirituale, secondo le sue convinzioni e la sua fede
              10 Alla vicinanza dei suoi cari
              11 A non morire nell'isolamento e in solitudine 12 A morire in pace e in dignità.
              Ecco il cammino per la conquista della libertà e della dignità umana ha i suoi tempi: esperienze, fatiche per comprendersi, relazioni sociali complesse tra diversità culturali comunicanti. Comunità viva e dinamica caratterizzata dai travagli, dalle sintesi necessarie dopo le rotture di chi ha osato testimoniare e anticipare traguardi per essere condivisi.
  • Ivano Macalli

    Ivano Macalli

    07 Maggio 2017 at 16:26 |
    Grazie signor Emilio, c'ero anch'io venerdi sera, anche se infastidito, come Piero ha già detto, all'interno di una campagna elettorale.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    07 Maggio 2017 at 18:48 |
    Sì, Ivano, la cornice politica, ha infastidito coloro che sono andati all'incontro esclusivamente per sentire il dott. Orsi.
    Il fatto positivo, però, è questo: forse, proprio grazie alla cornice politica, molti hanno avuto l'opportunità di ascoltare una vera e propria lezione (di un vero specialista a livello nazionale) su un tema così delicato.

    Luciano Orsi (che io ho inviato un sacco di volte al Liceo scientifico), comunque, non si è fatto contagiare dal clima elettorale: limpido come sempre, di grande umanità (non è vero che i "laici" hanno meno sensibilità umana dei cattolici), ha chiarito tutti gli aspetti della legge (finora approvata dalla sola Camera) e ha precisato che non siamo in presenza di una decisione - quella, appunto, del testamento biologico - presa in forma solitaria, ma a conclusione di un percorso "condiviso" non solo con un medico, ma anche con i propri parenti o persone care.
    • Ivano Macalli

      Ivano Macalli

      07 Maggio 2017 at 19:30 |
      Piero, a qualcuno che ti legge saranno fischiate le orecchie. Mi fa piacere che anche tu abbia colto. Grazie.
      • sauro bellodi

        sauro bellodi

        07 Maggio 2017 at 21:17 |
        Se ti riferisci a me, non hai (avete) capito il senso del mio intervento. O, più probabilmente, io non so stato in grado di esplicitarlo meglio.
        Se tu avessi visto quella puntata di Forum che ti avevo segnalato (non so se è recuperabile sul WEB), avresti certamente capito.
    • sauro bellodi

      sauro bellodi

      07 Maggio 2017 at 21:26 |
      "ha precisato che non siamo in presenza di una decisione - quella, appunto, del testamento biologico - presa in forma solitaria, ma a conclusione di un percorso "condiviso" non solo con un medico, ma anche con i propri parenti o persone care."

      Piero, questo può non essere vero. La legge l'ho letta anch'io. Una persona può "eleggere" esecutore del suo testamento anche una persona estranea al nucleo familiare. Per esempio un amico, un collaboratore. Nel caso del FORUM che cito in risposta a Macalli, era la segretaria (lui un imprenditore). La moglie non ne sapeva niente, e in quella puntata è venuta fuori una dramma affettivo lacerante o una lacerazione affettiva drammatica.
      • Ivano Macalli

        Ivano Macalli

        07 Maggio 2017 at 21:40 |
        Cosa dire? In quel caso specifico, che credo non faccia testo, c'era già un vizio, non emerso prima, ma meno male emerso. Un fine vita nella verità, non nell'ipocrisia di una "lacerazione affettiva" che evidentemente c'era già stata. Evidentemente quell’uomo non si fidava della moglie. Anche se mi rendo conto che senza elementi anche questo mio giudizio risulterebbe azzardato. Mi astengo. Non ho visto Forum.
        • sauro bellodi

          sauro bellodi

          07 Maggio 2017 at 21:59 |
          Se mi permetti, il tuo errore è che pensi al testamento biologico solo in riferimento a chi si trova in fine vita, mentre sottovaluti le ripercussioni in chi continuerà a vivere. A vivere con una "presenza assente"!

          Una presenza nell'assenza che tu ostinatamente neghi (in tutti i contesti di Cremascolta) ma che non hai mancato di testimoniare tante ma tante volte.
      • sauro bellodi

        sauro bellodi

        07 Maggio 2017 at 22:06 |
        Piero, quanto ai "percorsi", che tanto ti piacciono, vedeti quelli previsti dalla 194. Poi ne riparliamo.

        (Scusa la brevità, ma il Milan sta perdendo e vorrei godere per rifarmi del dramma Inter...)
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    08 Maggio 2017 at 10:13 |
    Hai fatto bene, Sauro, a porre pubblicamente quella sera il tema della "condivisione".
    In un mondo sempre più dominato dall'individuo, dal singolo (un singolo-monade), si rischia di prendere decisioni tragiche proprio a causa della solitudine.
    Poi, come giustamente dici, anche in un mondo di... solitudini, abbiamo tutti "relazioni" e non possiamo fare a meno di fare i conti con le persone che ci stanno vicine (parenti o persone care).
    Ho controllato il testo di legge e, in effetti, questo tema è assente: si parla solo di... pianificazione condivisa tra paziente e medico.
    E' vero che Luciano Orsi ha fatto riferimento alla sua esperienza (esperienza che gli dice che il percorso del paziente è per lo più... condiviso con le persone care), ma questo - che mi risulta - non c'è nella legge.

    Una seconda considerazione.
    E' vero che il biotestamento è concettualmente altro dall'eutanasia (l'ha sottolineato con forza Luciano Orsi: il testamento biologico ha a che vedere con la possibilità di rifiutare i trattamenti sanitari), ma è anche vero che il confine con l'eutanasia (o, meglio, con il suicidio assistito) è molto labile.
    E questo rafforza l'opinione di chi teme il cosiddetto piano... inclinato.
    Io non ho dubbi in proposito: presto o tardi (più tardi in Italia rispetto ad altri Paesi) si arriverà a una legge che legittimerà il suicidio assistito.
  • Ivano Macalli

    Ivano Macalli

    08 Maggio 2017 at 10:39 |
    Piero, ci mancherebbe solo di legiferare sulla relazioni.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    08 Maggio 2017 at 10:49 |
    Lo so, Ivano, che il tema è delicato, ma si tratta di creare tutte le condizioni perché una decisione così... vitale non sia presa in solitudine (nella disperaziobe della solitudine). Si tratta cioè di creare le condizioni perché la decisione sua davvero... libera e non generata dalla solitudine.
    Il testo di legge prevede (se non ho compreso male) solo la condivisione col medico. Non è così?
  • sauro bellodi

    sauro bellodi

    08 Maggio 2017 at 12:46 |
    No, Piero, ancora non ci siamo. Io volevo dire un’altra cosa.

    Non parlo solo di una decisione presa in solitudine, potrebbe anche essere presa con tutti i propri cari, anzi, è auspicabile che sia sempre così.

    Io parlo della solitudine che ti arriva addosso DOPO la decisione presa, COMUNQUE presa.

    Firmato il mio testamento biologico, ora tra me e la mia fine c’è solo il tempo; le condivisioni di una vita si fermano, si interrompono. Le ultime ore, gli ultimi giorni, le ultime settimane, li vivo staccato dai legami che avevo. Sono programmato per morire in un certo lasso di tempo e le vicinanze, i sospiri, i sorrisi, le carezze, gli incoraggiamenti non possono più trasmettere altro che congedo.

    Nel caso poi che l‘abbia sottoscritto per conto mio, all’insaputa dei famigliari, la lacerazione è drammatica per chi resta, quando verranno a conoscenza delle mie nascoste volontà. Anche se negli ultimi respiri dovessi affannarmi a spiegare che ho taciuto per amore, resta il fatto che alla fine ho tradito una condivisione che c’era stata per una vita intera, ho sciolto a loro insaputa un legame al quale credevano di essere ancora avvinti, HO RESPINTO l’amore che essi credevano di avermi dato.

    Io, morto, continuerò a risvegliare nel loro ricordo questa amara sensazione. Aggiungo (apposta per fare incavolare Ivano): per un piatto di lenticchie.

    Erano queste le cose che volevo dire l’altra sera ma, come vedi, faccio fatica a chiarirle a mente fredda, per cui non mi illudo di essermi fatto capire nel corso di un intervento pressato dal poco tempo a disposizione. Del resto, di questo già mi ero accorto, perché uscendo, sono stato avvicinato da due persone. Anzi, tre. Il primo mi ha detto che la pensavano tutti come me ma non lo dicevano, e che “una mamma non chiederà mai che il suo bambino di 4 anni sia fatto morire anche se è malato grave”. E qui metto un punto interrogativo perché non capisco il collegamento con il mio intervento. Il secondo mi ha detto “bravo, perché negli ospedali ci riempiono di medicine solo per far soldi”. E qui potrei tranquillamente spararmi. Il terzo, era il sig. Emilio, che ne capisce per scienza ed esperienza, ma che, secondo me, tende a sovrapporre testamento biologico e cure palliative.
    A livello valoriale la differenza è abissale!
    Per questo ho concluso quell’intervento dicendo che il testamento biologico è una conquista nel Diritto ma una perdita nei Valori, anzi dissi “sul piano umano”.
    Così come lo è una camera del commiato

    E concludo questo intervento richiamando Adriano Tango in quota L’UCCELLINO E LA VOLTA DEL CIELO: at 10:41; at 18:49.

    Adriano, sbrigativo come sempre ed efficace come sempre, punta il dito sulla vera questione.

    E concludo (per la seconda volta…) ponendoti una domanda: secondo te il testamento biologico arriva in Italia in ritardo rispetto agli altri paesi per l’oscurantismo cattolico o perché lo “sgretolamento” di cui dice Adriano è venuto da noi anch’esso in ritardo?
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    08 Maggio 2017 at 15:10 |
    Concordo con te, Sauro: siamo di fronte a una decisione... estrema che potrebbe essere angosciante, ma anche... liberante.
    Quando si parla di testamento biologico, ho sempre pensato a condizioni "estreme": penso allo stato vegetativo persistente o alla fase ultima della sclerosi laterale amiotrofica. Ho visto con i miei occhi un caso di stato vegetativo che è durato oltre vent'anni e ho visto l'ultima fase di una persona affetta da sla: attaccata a un ventilatore e a un aspiratore di catarro, alimentato e idratato prima con la peg e poi col sondino, incapace di parlare (solo un badante boliviano riesce a captare riesce a decifrare i movimenti delle labbra.

    Sono casi estremi. Io personalmente non avrei alcuna difficoltà a scegliere, una volta abbia piena cognizione dello stato vegetativo persistente, (naturalmente oggi che sono cosciente e mi sento libero), di interrompere le cure dopo un certo periodo, delegando sempre ai miei cari una decisione diversa se nel frattempo dovessero esserci nuove possibilità di... risveglio.
    Non so che cosa fare nel caso fossi nella fase ultima della sla, ma comprendo benissimo che, non sopportando più, nonostante l'affetto dei suoi cari, opta per l'interruzione del ventilatore...
    Si tratta di scelte personalissime, dolorose, forse (nel caso della sla), ma forse anche... liberanti.
    Certo, sarebbe bello che chi vive quelle condizioni estreme prenda una decisione del tutto libera, non per... liberare i parenti e le persone care dal loro... peso.
  • Ivano Macalli

    Ivano Macalli

    15 Maggio 2017 at 08:41 |
    Sauro, sono andato a rileggermi queste pagine, anche perchè questi giorni di calma piatta sul blog cominciano a preoccuparmi. E nel tentativo di ridare nuova linfa... E allora ritorno sul tema della solitudine del prima o dopo le disposizioni anticipate di trattamento, anche a seguito del sentimento della condivisione che tu hai sollevato. Ci torno con una semplice domanda, anzi più d'una: tu credi che un qualsiasi parente abbia il diritto di interferire con scelte che in tutti i casi rimandano comunque alla solitudine del morente? Quale famigliare avrebbe mai la presunzione di interferire egoisticamente su un addio inevitabile prima o dopo? Quale dovrebbe essere l'indirizzo, la mancanza per chi resta, o la consapevolezza ineluttabile che prima o dopo si muore? Non credi che in tutti i casi la scelta, anche se apparentemente condivisa, non sia alla fine solo del morente? Perchè non c'è niente di più personale della propria morte. Nella vita qualcosa si condivide, nello sgomento o paura della propria morte non c'è condivisione che tenga, nè in un letto di ospedale nè nel proprio letto circondato da che ti vuol bene. Si muore sempre soli.
    • Adriano Tango

      Adriano Tango

      15 Maggio 2017 at 18:17 |
      Ringrazio i farmaci sedativi, a mio padre in rianimazione, a mia madre la morfina in cerotti, che hanno reso loro accettabile, anzi dolce, questo momento. E non avevano quasi conforto, da due figli lontani, io in particolare che dovevo prendere un aereo per andarli a trovare in quelle condizioni di degrado, anzi, due diversi aerei, perché finalmente, prima di finire, erano riusciti ad allontanarsi abbastanza da non condividere nemmeno la sponda dello stesso mare. Ringrazio chi, e non saprò mai il nome, ha praticato l'eutanasia su mio nonno, eroe di guerra, uomo dal coraggio indomito, ridotto a una larva.
      Non ringrazio chi ha lasciato l'altro mio nonno da solo nella scelta di un suicidio con modalità orribile, dopo due tentativi sventati dagli infermieri (tutte cose mai ammesse, intendiamoci, ma… io so). E spero che avrò anche io qualcuno da ringraziare, e non dover ricorrere al già citato gruzzoletto di pillole accuratamente nascosto in un taschino del pigiama!

      Circa la calma piatta… e se preludesse, non alla tempesta, ma a una grande ventata rinnovativa? Sono in partenza, ma i miei amici ne parleranno, o forse ne discuteremo a lungo ancora prima.
  • sauro bellodi

    sauro bellodi

    15 Maggio 2017 at 11:10 |
    Le tue non sono né semplici domande né domande semplici. E le risposte non possono che avere valore relativo perché nessuna vita è uguale a un’altra e ciascuna morte è il riassunto di ciascuna vita. Quindi potremmo discuterne all’infinito, ma non troveremo mai risposte soddisfacenti per entrambi.

    Inoltre, bisognerebbe sapere se l’interrogarsi è un esercizio accademico, puramente intellettuale, o se provocato da un’esperienza vissuta.

    E ancora non basta, perché potrebbe trattarsi di un’esperienza vissuta sui propri cari o vissuta su se stessi, scampandone.

    Ma siamo su un blog e dobbiamo accontentarci così.

Leave a comment

You are commenting as guest. Optional login below.