BIG DATA:opportunità e paure

Camilla Cervi Eventi

BIG DATA:opportunità e paure

“Big Data: opportunità e paure” è il titolo della conferenza organizzata dalla associazione Ipazia per il 12 ottobre prossimo con l'apertura del terzo anno di presenza sul territorio cremasco. La conferenza si terrà proprio presso l'Aula Magna del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano (Sede di Crema), Via Bramante 65, Giovedì 12 Ottobre 2017 alle ore 21. L'argomento trattato è centrato su tema attualissimo di ambito informatico e con varie ripercussioni. Come spesso accade quando nuove problematiche iniziano ad avere una certa diffusione, anche per quanto riguarda la gestione di enormi quantità di dati è stato coniato un nuovo termine: Big Data. Il termine Big Data è nato per descrivere i patrimoni informativi di aziende Internet come Facebook, Google o Yahoo! che registrano e gestiscono quotidianamente miliardi di interazioni online, ma è stato ben presto esteso anche ad aziende di altri settori ad altissima densità di informazione. Una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà richiede tecnologie e metodi analitici specifici per contestualizzarli e interpretarli. Se da un lato se ne potranno ottenere informazioni utili per semplificare e migliorare la vita e ottenere previsioni più accurate, dall’altro il potenziale di utilizzo che comportano pone seri problemi legali ed etici. Il rischio è che siano accentrate in poche mani informazioni preziose, che consentiranno di manipolare gusti, coscienza, preferenze di ampi strati della popolazione, come sta già avvenendo nel contesto politico internazionale. L’associazione Ipazia riguardo il mondo dei Big Data ha pensato di proporre al pubblico un incontro con Antonietta Mira, professoressa di Statistica presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Como) e l'Università della Svizzera Italiana (Lugano), dove è stata vice-preside della Facoltà di Economia , attualmente è direttrice dell’InterDisciplinary Institute of Data Science, da poco nato presso l’Istituto di Scienze Computazionali dell’Università della Svizzera italiana. I suoi studi sono concentrati sul processo di estrazione di informazioni e conoscenza al fine di supportare decisioni partendo dalle grandi basi di dati che noi tutti generiamo nel momento in cui affidiamo le nostre vite alla tecnologia. Si tratta di un complesso processo che richiede competenze interdisciplinari. Analizzare i Big Data significa rispondere a domande quali 'Come e’ possibile migliorare la gestione del traffico in una città usando I dati raccolti da sensori disseminati sul territorio?', 'Come migliorare la programmazione televisiva o radiofonica attraverso l'analisi di quanto la gente commenta attraverso i social media?' ma anche 'Come possono algoritmi supportare decisioni finanziarie di investimento attraverso l’analisi automatica dei rapporti prodotti dalle aziende o degli articoli che appaiono sulla stampa specializzata?'. Questi sono solo alcuni degli esempi delle meraviglie che la data scienza consente di realizzare. Trattandosi di un tema di carattere informatico quale luogo migliore della sede di Crema dell'Università degli atudi di Milano per accogliere l'evento? L’invito a partecipare è aperto a tutti, non solo agli appassionati di informatica. In allegato la locandina dell’evento Camilla Cervi Presidente dell'associazione Ipazia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.associazioneipazia.altervista.org pagina fb https:// www.facebook.com/IpaziaAssociazione

Comments (3)

  • Rosalba

    Rosalba

    09 Ottobre 2017 at 20:54 |
    Argomento di grande attualità, con una relatrice eccezionale.
  • Giacomo

    Giacomo

    16 Ottobre 2017 at 01:02 |
    C'è chi dice: "io sono contro la privacy, tutto alla luce del sole".
    Purtroppo non comprende che di lui tutti se ne fregano.
    Quello che interessa è il suo profilo unito a quello di milioni di altri suoi simili.
    Già con 50anni di TV li hanno lobotomizzati, adesso li analizzano per categorie variamente "estratte", poi cominceranno ad infilare un microchip ai neonati.
    Dopo poco saranno inevitabili, per la Sicurezza di tutti ovviamente, dei bei server che lavorano direttamente sui microchip sottocutanei col loro bravo IP-number.
    Perché no?! un display che proietta direttamente sulla retina e un canale audio connesso direttamente al nervo uditivo. Basta installare un'interfaccia trans-cutanea.
    Che problema c'è?
    Quando si tratta della sicurezza, ... ci mancherebbe altro?!
    E poi cosa vuoi opporti?! ad una offerta di maggior sicurezza?!
    Non sarai mica il solito complottista, magari un po' comunista?!
    Ah ah ah !
    Auguri ragazzi. Io non ci sarò più.
    Adesso scrivo il CAPTCHA ("Barros Barrow" rispettando le maiuscole)perché Cremascolta ha paura che io sia un robot.
    Ma un robot, queste stupidaggini non le scrive mica.
    Un robot fa parte del sistema. Non può dissentire.
    Come i teledipendenti.
    • RITA R

      RITA R

      16 Ottobre 2017 at 11:37 |
      Concordo pienamente. E difatti mi becco puntualmente della complottista, non che la cosa mi riguardi. Semplicemente ogni giorno mi chiedo: come si fa a non vedere?

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