Biciclette, auto, pedoni… e cantieri

.... ma dove vai bellezza in bicicletta ..... - Adriano Tango Questioni Locali

Biciclette, auto, pedoni… e cantieri

Crema si rivitalizza, si abbattono certi monumenti di vera bruttezza, si risanano vecchie costruzioni, ma un problema più volte segnalato si riacutizza così: il conflitto di sicurezza per la frequente circolazione promiscua, e inaspettata, di autovetture, biciclette e pedoni. Inaspettata perché se la recinzione del cantiere occlude la visione, occupando tutto lo spazio fino al margine di un incrocio, capita che i ciclisti, provenendo da una ciclabile, forti dei propri diritti, schizzino letteralmente in strada "al buio", sfidando le capacità di reazione di un guidatore medio. Vediamo cosa ne dice il codice stradale: Art. 41 co. 15 “In assenza di lanterne semaforiche per velocipedi, i ciclisti sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comportamento dei pedoni”. Sembrerebbe che siano tenuti a smontare e portare la bici al fianco, detta così, ma la dizione è confusa, per cui ha meritato un parere interpretativo: Prot. n. 513 del 24 gennaio 2013 a firma dell’Ing. Francesco Mazziotta: “Ai sensi dell’art. 41 co. 15, in assenza di lanterne per velocipedi, il comportamento dei ciclisti sulle intersezioni semaforizzate deve essere analogo a quello dei pedoni, ossia deve conformarsi al disposto dell’art. 41 co. 5”. E cosa ci dice l’art. 41 co. 5 del C.d.S.? ...i ciclisti possono attraversare in sella alla bicicletta”. Bene, ma, conclude: “I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”. Quindi, per il buon vivere cordiale e sicuro di tutti, o cambiare corsia riservata (ce n'è una libera quasi sempre dal lato opposto della strada!) o adeguarsi. Nessuno di noi esce di strada per fare il birillo o giocare alle bocce con altri cittadini, questo è sicuro, tuttavia è il gioco della capra, il cavolo e il lupo! E… Istituzioni, qualche cartello provvisorio tipo "biciclette a mano e procedere al passo" no? Guardate le foto: non c'è proprio né spazio né visibilità, e guardate il comportamento di quel coraggioso ciclista a destra, magari esasperato e quasi costretto. Già, ma il coraggio ognuno se lo misuri sulla propria pelle, senza coinvolgere altri! Esagero amico Costantini?

Comments (7)

  • Renato Costantini

    Renato Costantini

    12 Ottobre 2017 at 22:56 |
    No non esageri.
    C’è un vecchio detto che non va mai dimenticato “organizzare sempre tutto a prova di distratto”. Vale nel mondo del lavoro per scongiurare infortuni agli operatori e, naturalmente, vale anche nella circolazione stradale.
    Ricordo il vecchio post su via Diaz che sponsorizzava l’opportunità di dedicare corsie divise a: pedoni, ciclisti ed auto per armonizzare il traffico in quella via, ma sappiamo tutti che l’idea è stata archiviata nel dimenticatoio.
    Concordo sulla necessità di una segnaletica mirata a ridosso dei cantieri. Non disdegnerei vedere una maggiore attenzione nel fissare i tempi d’intervento. Almeno le ristrutturazioni che intralciano il traffico, in zone strategiche, non dovrebbero avere tempi biblici.
    Visto la larghezza delle nostre vie, aggiungo che, per poter canalizzare in modo ordinato il traffico bisognerebbe avere il coraggio di incrementare i sensi unici utilizzando una delle due corsie per pedoni e ciclisti.
    • Adriano Tango

      Adriano Tango

      13 Ottobre 2017 at 14:18 |
      Ma via Diaz ha realmente già due corsie distinte, pedonale ciclistica, contro senso di marcia delle auto, e una mista ma ampia al lato opposto! Eppure un automobilista distratto si trova le biciclette contro mano sulla carreggiata.
      Sarò distratto, e lo so dalle elementari, e lento di riflessi, ma quante frenate d'emergenza mi trovo a dover fare! Non credo di essere contestativo o esagerato. Dico, alternarsi e dare la precedenza a chi viene in senso opposto, per utenti che non dovrebbero superare i 10 KM/h no? Evidente che si sta passando da un eccesso all'altro. Comunque segnalavo solo un pericolo nuovo a cui il cittadino, invece di prendere atto e rispondere con comportamenti prudenti, sembra opporre una reazione di invulnerabilità presunta. Con tutta l'amicizia e stima.
  • .graziano  calzi

    .graziano calzi

    13 Ottobre 2017 at 01:04 |
    Rischio ! ...Già schivato un paio di volte ciclisti sbucati sul pedonale a velocità da bici...Rallentare e farsi vedere.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    13 Ottobre 2017 at 11:53 |
    Fai bene, Adriano, a sollevare il problema.
    Problemi analoghi li ha sollevati anche lo stesso (nostro) Davide Severgnini a nome della Fiab su La Provincia.

    Il nostro compito è vigilare, segnalare, avanzare proposte.
  • RITA R

    RITA R

    13 Ottobre 2017 at 13:49 |
    Una proposta io l'avevo avanzata, forse un paio d'anni fa, ma non aveva avuto alcun seguito. Non che ci sperassi, comunque posso provare a rilanciarla: : in tutte le capitali nordeuropee ci sono sia una segnaletica sia dei semafori dedicati ai ciclisti mentre in Italia chi viaggia sulle due ruote si sente autorizzato ad andare dappertutto contravvenendo alle piu' elementari norme del codice della strada. E' una questione di educazione civica, ovvio, ma forse se qualcuno vigilasse ..... e magari desse qualche multa. Basterebbe distaccare un paio di vigilantes dei parchimetri, non c'e' bisogno di altro personale.
  • Adriano Tango

    Adriano Tango

    13 Ottobre 2017 at 14:39 |
    Ho sentito un commento radio in cui si denigrava il fatto che il ciclista "debba chiedere il permesso per passare all'automobilista". Ma che sciocchezza! Il reciproco riconoscimento, un cenno di intesa che è un saluto, un puro atto di cortesia, meglio se accompagnato da un sorriso, fa parte dei civili e solidali rapporti umani. Personalmente nel dar precedenza a chi si "avventura", spesso è il caso di dirlo, sul passaggio pedonale, pedone o ciclista che sia, sento anche di proteggerlo con la massa del mio veicolo da possibili impatti. Tutto qui: torniamo uomini e non corridori, più gentili e meno titolari di diritti.
  • Renato Costantini

    Renato Costantini

    16 Ottobre 2017 at 23:23 |
    Non vorrei avvitarmi sulla viabilità di via Diaz ma faccio fatica a considerare “pedonale ciclistica” la corsia sul lato dove abiti Adriano. E’ un marciapiedi con rappezzi, un po’ sconnesso con cancelli, porte e portoni a ridosso del marciapiedi con rischi intuibili per abitanti e passanti. Abbraccio invece una tua vecchia idea di separare, in modo chiaro, le corsie di marcia facendo diventare il lato dove abiti corsia solo per pedoni (per intenderci lato destro della via da Velodromo direzione Porta Serio) e quello più largo sul lato opposto corsia per ciclisti. Una piccola sistemazione del fondo col un’appropriata segnaletica completerebbe l’opera. Purtroppo in città su troppe vie questa idea non è realizzabile.

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