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RITA RAME

Pensiero sinistro

Attualmente il Pensiero Sinistro è il maggior azionista della nuova tratta degli schiavi di stampo neo coloniale esercitata dalle Ong, soggetti politici in teoria operanti sulla base di obiettivi svincolati da interessi di parte o da finalità economiche, ma di fatto molto impegnati nelle attività di “advocacy” e di “lobbying”, attraverso le quali mirano ad

Attualmente il Pensiero Sinistro è il maggior azionista della nuova tratta degli schiavi di stampo neo coloniale esercitata dalle Ong, soggetti politici in teoria operanti sulla base di obiettivi svincolati da interessi di parte o da finalità economiche, ma di fatto molto impegnati nelle attività di “advocacy” e di “lobbying”, attraverso le quali mirano ad influenzare i governi costituiti nell’intento di indurli ad adottare decisioni favorevoli ai propri sponsor. La guerra in atto tra il governo italiano e alcune delle più scalcinate Ong presenti sul pianeta ne è un esempio, ma è ricchissima la bibliografia riguardante le frequenti ingerenze di queste opache aggregazioni nello scenario politico di Paesi sovrani, basta cercare e si trova di tutto.

 

Che le suddette, oggi, abbiano preso di mira l’Italia, dove c’è un governo “dissidente”, l’ha capito il mondo intero. Avete mai sentito un’attivista Ong chiedere un porto di sbarco alla Francia? Né mai lo sentirete, essendo la Francia parte in causa nel traffico di esseri umani. Se solo in Africa occidentale i giovani si fermassero un momento a riflettere, potrebbero ribellarsi ai loro governi collusi, ma per levarglielo dalla testa “i Macron” e le Ong li spingono verso l’Italia, disinnescando così ogni desiderio di riscatto. E il Pensiero Sinistro cosa fa? Dà ragione ai prepotenti, ovvio, persino quando i gendarmi francesi massacrano di botte i clandestini che varcano i loro confini (comprese le donne incinte) e in Africa il Franco CFA (insieme alle multinazionali USA) affama i popoli.

Per il Pensiero Sinistro i confini sono cose d’altri tempi e parlare di Patria è roba da fascisti. Mentre trasformarsi in fanatici nazionalisti di un macrostato di nome UE va benissimo perché la patria dell’uomo è il mondo, soprattutto quando si possiede il passaporto giusto (Carola docet), si è bianchi e si ha il portafoglio a fisarmonica. Peccato che quel guastafeste di Putin, in coda al G20 di Osaka durante un’intervista al Financial Times, abbia lanciato nel mucchio la bomba che nessuno si aspettava: “l’idea liberale … ha esaurito la sua utilità”, ha detto, perché non serve più ai bisogni della maggioranza dei popoli. Non del “popolo“ ma dei “popoli,” tutti diversi (quelli vitali), uniti nella loro salda adesione al principio che Famiglia e Nazione (dal verbo latino nasci, essere nati) sono i valori più alti.

 

L’Italia, il Paese più vecchio d’Europa, è la patria elettiva del Pensiero Sinistro, che non ha nulla a che vedere con “le sinistre” di novecentesca memoria e si distingue per la sua viscerale anti-italianità, presente soprattutto nelle alte cariche istituzionali. Persone da poco disposte a tutto pur di apparire, persino a prendere ordini da Capitan Missile (“Rackete” in tedesco significa “missile”), o speronare una motovedetta della Guardia di Finanza, con il rischio di farla saltare in aria causando morti e feriti, senza neppure chiedere scusa ai danneggiati, all’Italia e agli italiani. Giudicati dal Pensiero Sinistro degli ignoranti che “ragionano di pancia”, azione forse più nobile dal ragionare con l’organo che le sta dietro.

Se poi qualcuno parla di progetti di ridimensionamento della popolazione terrestre (siamo in troppi, c’è poco da fare), il Pensiero Sinistro grida subito al “gombloddo”. Non è vero che stanno aumentando a dismisura gli additivi per cibi e bevande (soprattutto per l’infanzia, ricchi di sostanze neurotossiche, diabetizzanti, obesizzanti, cancerogene), l’uso di farmaci è fuori controllo e innumerevoli altre sostanze tossiche vengono diffuse quotidianamente nell’ambiente dall’industria, dall’agricoltura, dalle attività militari. Sono le solite balle divulgate dal web, mica come i giornaloni che dicono la verità, solo la verità. Dall’asilo alla tomba un grande e articolato story telling protetto dalle regole del politically correct e dal gatekeeping, ormai copre tutto: dall’economia alla moneta, dalla difesa alla salute, dalla politica all’ingegneria sociale. E tanti utili idioti sui quali il lavaggio del cervello ha avuto successo, ne sono soggiogati.

 

Più in generale, il Pensiero Sinistro consiglia di starsene di quel che passa il convento. A suo dire il modo corretto di osservare le cose è questo: “Greta è brava”, “Carola è buona”, “se sei per Bergoglio sei di sinistra se sei per Ratzinger sei di destra”, “se trovi di pessimo gusto i gay pride sei omofobo”, “se parli di scafismo delle Ong sei razzista”, e via di questo passo. Al Pensiero Sinistro piacciono le persone addestrate a ragionare solo in superficie, vedasi i “millennials” perennemente connessi che non si distraggono con cose futili come la politica e le mafie finanziarie. Sono sempre troppo occupati a “stare bene con se stessi”, non sapendo esattamente cosa questo significhi. Ma va bene così. Almeno finché vivrà la generazione degli ultra-sessantenni, perché il Pensiero Sinistro morirà con loro e probabilmente non entrerà neppure nei libri di storia. Certe cose è meglio dimenticarsele.

RITA RAME

07 Lug 2019 in Attualità

99+ commenti

Commenti

  • No, Rita, non sono d’accordo. Tu dici che questo Grande Schifo va dall’asilo alla tomba. No, va dal concepimento alla tomba. Non aspetta certo l’asilo, non spreca anni preziosi.

    • Si, in effetti è così. Già nell’utero materno è possibile udire gli starnazzamenti dei mass-media, araldi del Pensiero Sinistro. In decenni di racconto personalizzato e drammatizzato costoro hanno trasmesso una rappresentazione della realtà falsata in cui esistono soltanto buoni e cattivi, vincitori e perdenti, segnetti + o -. Con il loro linguaggio semplificato, sincopato e aggressivo, hanno alimentato uno standard comunicativo al quale i leader politici si sono poi allineati. Sbaglia chi crede che l’attuale “linguaggio urlato” sia un’invenzione della politica, la quale non ha fatto altro che adeguarsi al linguaggio dei media, allo “sbatto il mostro in prima pagina” per fare audience e vendere. Uno strapotere che ha conosciuto il suo periodo di gloria, ma ora non più, e di questo possiamo ringraziare internet, con tutti i difetti che può avere. Se la forma del comunicare politico ormai è importante almeno quanto il contenuto, la “colpa” è dei media, oggi spiazzati dalla scarsa gestibilità dei nuovi “barbari” giallo-verdi, che viaggiano via social e delle loro parole se ne fregano altamente.

  • Io credo che Internet, nato per fini strategici e di potere, sia sfuggito di mano ai suoi ideatori. Probabilmente non ne hanno previsto alcune variabili, la probabilità che creasse anticorpi.
    Il risultato è stato, secondo me, di tre tipi. Da un lato ci sono quelli che Internet ha reso ancora più succubi del pensiero di regime (come si prevedeva).
    Dall’altro ci sono quelli che, sottoposti all’inondazione di informazioni, di smentite, bufale, contraddizioni ecc., non credono più a nulla e diventano indifferenti (altro effetto previsto e desiderato).
    In questo senso Internet è stato una specie di virus indotto nel sistema che ha creato tanto un ‘ordine’ quanto un ‘caos’ funzionali al sistema stesso.
    Ma c’è anche chi attraverso Internet e canali di controinformazione, di ‘resistenza’, ha acquisito più consapevolezza e ha mostrato comportamenti e opinioni non più eterodirette ma elaborate autonomamente. E queste ‘coscienze ribelli’ rappresentano certo una minaccia per il sistema. Internet si è quindi rivelato un’arma a doppio taglio.
    Tuttavia, credo scatteranno misure di censura sempre più scrupolose (con pretesti più o meno ridicoli).
    Solo che sarà difficile censurare un flusso così vasto di pensieri.
    Quindi, il mago ha creato il golem, ma il golem si è rivelato una minaccia anche per il mago.

    • Comunque, in merito al post di Rita, penso sarebbe un grave errore identificare il Male nel ‘pensiero sinistro’. Quest’ultimo, questa melma ideologica, è solo uno strumento che il Male usa.
      Certo, si dirà: parlare di Male è da medioevo. Io invece credo sia fondamentale capire che dobbiamo resistere a un potere maligno che non è mai stato tanto forte come oggi: il potere del Denaro opposto al potere della Vita. Bisogna capire da che parte si sta, senza troppe ambiguità. In questo caso, bisogna anche avere il coraggio di dire: la realtà è semplice. O di qua o di là.

    • Come no, il Pensiero Sinistro adora la censura. Una settimana prima delle ultime elezioni europee, Facebook ha bloccato in Italia 23 pagine, tutte legate all’area politico-culturale populista/sovranista, oppure simpatizzanti dell’attuale governo giallo-verde. La segnalazione della presenza di questi siti e dei loro contenuti, considerati non conformi alle regole del social, sarebbe partita da Avaaz.org – Italia, una ONG americana di ispirazione liberale fondata da Ricken Patel, persona notoriamente vicina alla Rockfeller Foundation. La motivazione di tale oscuramento era che le pagine avevano “violato l’etica del social in tema di migranti, vaccinazioni e antisemitismo.”

      Come sappiamo l’operazione è stata inutile. Quelli che “ragionano con la pancia” hanno capito (la pancia è dopotutto il nostro secondo cervello) che i media “ufficiali” sono dei passivi portavoce del pensiero unico neoliberista, sicché non li ascoltano più. Lo si è visto anche all’estero in occasione dell’ultima campagna presidenziale americana, del voto inglese sulla Brexit, del referendum sulla costituzione italiana del dicembre del 2016, delle elezioni politiche vinte da Lega e M5S, delle successive elezioni europee stra-vinte da un partito populista. Eppure circola ancora la tesi delirante secondo cui queste batoste sono il prodotto delle manipolazioni maturate nell’oscuro mondo di Internet. E la macelleria sociale degli ultimi 20anni, se la sono scordata? Da come corrono ai ripari per mettere il bavaglio alle “fake news” che circolano su Facebook e Twitter, sembra di si. Curano il sintomo senza incidere sulla malattia.

  • Mi sembra, Rita, che su temi come questo si possa ragionare in ambiti di buona concretezza e consistenza. Il tuo discorso, che sia condivisibile o meno, mi pare piuttosto definito e coerente, oltre che rappresentativo di molti elettori italiani (circa un terzo). Soprattutto, il tuo testo mi sembra chiaramente “politico” o comunque tale da indurre a riflessioni “politiche”.
    Bene, questo mio commento è svolto soprattutto per porti una domanda.
    Quale credi sia il collegamento, il nesso, il rapporto tra questa situazione che hai descritto e il problema della giustizia (o dell’ingiustizia) sociale? Ammesso che tu ritenga ci sia. Si potrebbe infatti dire che non ce ne sia alcuno e che sia giusto così, essendo quel tema attinente ad altri contesti discorsivi.

    Mi spiego meglio. Parlando di “popolo”, “nazione” e altre formazioni comunitarie, mi sembra che tu contrapponga “verticalmente” sfruttatori e sfruttati, affamatori e affamati, oppressori e oppressi, opponendo tra loro queste realtà politico-sociali nella propria interezza. Questo è un primo livello di contrapposizione. Un secondo livello mi pare quello di una ristretta cerchia sovranazionale asservitrice dell’intera popolazione mondiale. Entrambe queste visioni prescindono quindi dalla tradizionale impostazione della “lotta di classe”, in cui la contrapposizione è “orizzontale”, dentro ogni singolo popolo e nazione. Lotta che mirava a sanare l’ingiustizia sociale, intesa non come ingiustizia spirituale, numinosa, sacrale bensì economica, riguardante le reali condizioni della vita quotidiana, magari la stessa sopravvivenza fisica.

    In questa tua visione “politica” del mondo e dell’esistenza effettiva delle persone, fatta anche di situazioni di vita pratica e di livelli di sussistenza specifica, le “classi” sociali interne agli Stati sarebbero scomparse? Sarebbero annullate dalla contrapposizione geopolitica tra forze internazionali vocate a compiti metastorici oppure dall’asservimento planetario operato dalle oligarchie sovranazionali? Forse il problema è Metafisico, per cui la lotta al Male, al Maligno, al Denaro come Sterco del Demonio rappresenterebbe il vero cimento risolutivo? Oppure il problema della giustizia sociale resta ancora tutto da risolvere ben dentro ogni Stato, ogni regione, ogni città? Volendo rimediare a una distribuzione delle risorse e della ricchezza tremendamente sperequata, in che direzione ci dovremmo rivolgere? Fuori casa o dentro casa? La risposta “in entrambe” sarebbe elusiva. La globalizzazione c’è, però comincia fuori dal nostro uscio. Il “pensiero sinistro” era nato per rimediare all’ingiustizia sociale, per combattere una lotta di classe tra realtà sociali contrapposte dentro ogni realtà nazionale. Il fatto che questo “pensiero sinistro” abbia deragliato, significa che il problema non c’è più o che il problema è ancora tutto da risolvere? E, tornando alla mia domanda, nello scenario “geopolitico” da te tratteggiato, da risolvere come? Rimettendo al centro del dibattito politico il tema dell’ingiustizia sociale oppure allontanandolo per trattare altri argomenti?

    Essendo un borghese, è chiaro il mio interesse nella domanda.

    • Il discorso è evidentemente politico, per cui la discussione è aperta. Il problema delle sperequazioni sociali, che però è più europeo che italiano, dipende principalmente (così, almeno, la vedo io) da un passaggio di consegne mancato tra quelle che un tempo erano “le sinistre” e le aggregazioni successive che hanno dato vita al Pensiero Sinistro. In Italia piangiamo ma non è che altrove ci sia granché da ridere. In pratica, il Pensiero Sinistro ha rappresentato la degenerazione delle antiche “sinistre”. Sono sicura che se i Togliatti e i Berlinguer, lasciando perdere Gramsci per non farlo rivoltare nella tomba, assistessero alle fesserie quotidiane dei vari Delrio, Fratoianni, Faraone, Speranza, Orfini e compagnia bella, senza naturalmente dimenticare Zingaretti, sparerebbero ad altezza d’uomo.

      Il mio discorso non c’entra nulla con “la lotta di classe”, argomento che non mi ha mai appassionata neppure quand’ero studente (per togliermela dagli occhi, infatti, sono partita per l’Oriente), mentre c’entra moltissimo con l’imbecillità accertata di un’intera classe dirigente che mostra limiti al confine col patologico. Non ha più neppure una connotazione perché il Pensiero Sinistro (di sua produzione) ha completamente abbandonato le fabbriche e le periferie, finendo per rappresentare l’establishment politico e quello che il “popolo” percepisce come l’élite. Non sono un’estimatrice di Cacciari, ma trovato divertente e azzeccata la sua definizione di Pd: “A furia di spostarsi verso il centro, sono rimasti prigionieri del centro storico.” Un altro pentito, Federico Rampini, che forse si è schiarito le idee guardando l’Italia dagli Usa, ha messo in discussione nel suo bel libro “La notte della sinistra” molti dei totem ideologici dei progressisti chic, chiedendosi come sia stato possibile che lo spread tra Btp e Bund diventasse una Linea Maginot dietro la quale il Pensiero Sinistro si è asserragliato, un baluardo a cui continua ad aggrapparsi pur di fare opposizione ai populisti-sovranisti. Anche tu come tutti, Pietro, sentirai ogni giorno Zingaretti che dice la sua ai Tg. Programma alternativo di governo: Salvini è un pirla.

      Renzi ci aveva anche provato a rottamare questa marmaglia, ma in cambio offriva Lotti e la Boschi, insieme ad altri personaggi similari, per cui gli italiani non hanno accettato. Scemi del tutto ancora non siano, in fondo. E mi taccio sulla crociera in Sea Watch del gruppo parlamentare di rappresentanza, comprensivo di speronamento di una nave della Guardia di Finanza nazionale. Cosa sarebbe successo se ci fosse scappato il morto?

    • Dimenticavo, sulla “Alex” tra l’equipaggio c’era anche il figlio del ministro Tria (ovvio che per giocare a guardie e ladri nel Mediterraneo devi essere mantenuto dal papino con le palanche, senno’ saresti a lavorare), il quale si sarebbe prodigato per far scendere tutti a Lampedusa. So che il mondo ride di noi e me ne dispiaccio, sono altresi’ convinta che senza il Pensiero Sinistro noi italiani vivremmo molto meglio.

  • Ti ringrazio per la risposta, Rita, che mi sembra, nel complesso, molto chiara.
    C’è un mancato passaggio di consegne storico-politico a sinistra, almeno in Italia, nel senso da te citato riprendendo Cacciari; c’è un sostanziale mantenimento dell’ingiustizia sociale, sia in Italia che nel resto del mondo, in termini di ripartizione della ricchezza (ed anzi, la sperequazione è aumentata); cambia tuttavia la possibile e auspicata modalità, diciamo così, “riparativa” di questa ingiustizia, nel senso che la “lotta di classe” non va bene (mi pare tu dica che non andasse bene neppure allora, menzionando la tua andata in Oriente), forse anche perché il tessuto sociale non si presenta più (forse nemmeno allora, mi pare tu dica) articolato in “classi” sociali secondo l’impostazione marxista.

    Quest’ultimo punto, nello specifico, non mi è però chiarissimo. Mi permetto di continuare a interloquire su questo aspetto perché mi sembra cruciale, in riferimento ai frequenti cenni su questo blog alle dinamiche di sfruttamento delle masse da parte delle “élite”, cercare di comprendere quale potrebbe essere, in questa visione “politica”, se non anche “geopolitica”, espressa da te e da altri portatori di analoghi punti di vista, la nuova modalità risolutiva, il metodo aggiornato e oggi più funzionale, per affrontare e sanare, se non del tutto almeno in parte, l’evidente situazione di disparità di distribuzione delle risorse tra le varie fasce sociali in Italia, in Europa, nel mondo.

    In concreto, non riesco a capire bene, secondo la vostra opinione, quali possano essere, nell’immaginare una società meno ingiusta economicamente e quindi più equa socialmente, il punto di arrivo, il percorso per arrivarci e le modalità operative per riuscirci.
    La stessa “verticalizzazione” del conflitto, supponendo un enorme insieme di masse popolari sfruttate e una ristrettissima nicchia oligarchica sfruttatrice, a livello globalizzato e non più locale, starebbe a significare che, abbattuta quella nicchia, la giustizia sociale sarebbe raggiunta o almeno in parte realizzata? E poi? Quale modello sociale si instaurerebbe rispetto a questa ultima evoluzione del liberalesimo economico, figlio, fratello e padre sappiamo di chi (forse), portatore ancor oggi della più volte citata, palese, sempre peggiore ingiustizia sociale?

    Se l’insistenza sulle contrapposizioni tra interi popoli, nazioni, Orienti e Occidenti, istanze geopolitiche continentali, culture e civiltà, ha un rapporto causale diretto, un nesso eziologico specifico con la soluzione del problema dell’ingiustizia sociale, quale è questo rapporto, questo nesso, ai fini della soluzione del problema?

    • Provo a porre la domanda in un altro modo: immaginando la fine di ogni arrivo di clandestini, il nazionalismo e il sovranismo e tutti gli “ismi” che si vogliono e come li si vogliono, immaginando esattamente quello che Salvini dice, vuole e rappresenta, la distruzione di ogni élite attuale, la dannazione eterna di Macron, Sassoli, Trump, Bergoglio e di tutti coloro che si vogliono dannare, ebbene, fatto questo, il problema dell’ingiustizia sociale in Italia, così come lo vediamo, lo viviamo, lo soffriamo ogni giorno, sarebbe risolto o almeno in parte risolto?

    • Naturalmente il Pensiero Sinistro è un’esclusiva italiana. Non più tardi di un mese fa, ad esempio, i sovranisti danesi sono stati battuti alle elezioni dalla sinistra anti-migranti e antiglobalista mentre in Svezia l’anti-Greta che furoreggia sui social (i giochi per i giovani ormai si fanno lì) è impegnata contro la tratta degli schiavi neri e l’ideologia gender (che secondo il Pensiero Sinistro non esiste).

      Potrei citare altri esempi ma non voglio farla troppo lunga. Il Pensiero Sinistro è qui, e solo qui, e credo che non la lotta di classe non sappia neppure cosa sia. Personalmente mi è sempre sembrata un’arma spuntata anche in passato, forse andava bene nei «tempi difficili» descritti da Dickens, dominati dalle macchine, ma è inadatta ai «nuovi tempi difficili» afflitti dal primato della finanza che ha fatto evaporare la centralità umana del lavoro. Cercherò, comunque, di farla ancora più breve: siamo in troppi e dobbiamo drasticamente diminuire, l’infertilità umana sarà dunque uno degli obiettivi futuri, i mezzi ci sono; tutte le fantasie istituzionali intarsiate di auspici, tutti i sogni irenici insieme ai mondi del Mulino Bianco sono andati in malora, lasciando nudo il mondialismo-globalismo-universalismo, uno sgorbio irrealizzabile all’atto pratico; il mondo che aspetta le prossime generazioni sarà un mondo con pochissimo spazio per cortesie e riguardi, un mondo senza paracadute (come, del resto, è sempre stato), un mondo desueto per chi ha creduto nell’illusione “diritto-universalista” dell’ordine mondiale a guida USA, ma assolutamente attuale e reale; oltre al ridimensionamento demografico sarà necessario ricostruire gli “stati-nazione”, non com’erano ma sotto forma di agglomerati a misura d’uomo in cui disparità e criticità sociali possano essere gestibili, grazie anche alle tecnoscienze applicate.

      Preciso, per non essere fraintesa, che i moduli qui sommariamente tracciati non mirano alla decrescita felice ma hanno la valenza di un approccio economico innovativo. L’economia circolare, a cui sarà dedicato il “prossimo giro” di conferenze organizzato da Franco e Piero e promosso da Cremascolta, potrebbe essere un inizio. L’economia circolare è consona all’uomo: se gli esseri viventi si nutrono di sostanze che vengono elaborate e utilizzate, per poi essere reimmesse nel ciclo biologico, sostanzialmente, rigenerandosi, forse lo possono fare anche i sistemi economici, rigenerandosi da soli. Sarebbe questa l’idea: una “economia circolare” in contrasto con il tradizionale modello economico “lineare” incentrato sugli imperativi “estrai, produci, usa e getta”, il quale, pur avendo consentito un progresso accelerato del benessere di una gran parte dell’umanità, si sta oggi rivelando insostenibile sotto il triplice profilo ambientale, sociale ed economico.

      Chiaro che una cosa del genere non si può fare in 7-8 miliardi contemporaneamente su tutto il pianeta. Non funzionerebbe mai. Perciò ne sono convinta, andremo diminuendo e torneremo agli “stati-nazione”. Spero che nessuno tiri fuori la carta sgualcita della guerra fra vicini di casa perché guerre e morti condotte negli ultimi settant’anni dal mondo globale, senza confini e multietnico, non hanno eguali.

      Quanto al vituperato (dal Pensiero Sinistro) Salvini, credo di avere già detto in altre occasioni che si tratta di un “passaggio”, non della meta. Personalmente non condivido tutto ciò che dice, alcune cose si ma molte altre no. E’ senza dubbio un animale politico di razza e in questo specifico momento non ha antagonisti nell’arena capaci di batterlo, ma una volta attuate le 3-4 cose importanti che si prefigge di fare, anche lui dovrà passare la mano. E forse a quel punto il Pensiero Sinistro sarà morto e sepolto. Amen, pace all’anima sua.

    • Scusami Pietro, non ti ho risposto sulla tratta dei clandestini. Stamattina su La7 (rete pidina), mentre stiravo le camice e piegavo la biancheria, ho visto l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli su “come la pensano gli italiani sui fatti degli ultimi giorni che hanno coinvolto le Ong nel Mediterraneo”. Il 58 virgola qualcosa per cento stava dalla parte di Salvini, circa il 12 per cento non si esprimeva e poi c’erano i fans di Capitan Missile. Il sondaggio registrava anche una generale caduta di gradimento nei confronti delle Ong (sia lodato Gesù Cristo), che non vengono più guardate con l’occhio benevolo di una volta.

      Disgraziatamente la maggioranza parlamentare è targata M5s e quand’anche Salvini proponesse un blocco navale, questo non passerebbe mai, difatti non lo propone. Sarebbe tuttavia la cosa giusta: nel mondo delle immagini vediamo tutti chi scende dalle navi degli scafisti-Ong, persone assolutamente NON bisognose, ben pasciute e armate di tecnologia, che andranno a ingrassare le mafie. Ma questo non interessa minimamente al Pensiero Sinistro più propenso a stare sotto i riflettori, favorire tempeste mediatiche, stracciarsi le vesti, lanciare invettive morali, organizzare arrembaggi di deputati in cerca di gloria o infuocate prese di posizione internazionali. Le navi vengono in esistenza intorno al limite della acque territoriali libiche e scompaiono nel nulla quando i giornalisti vanno a casa, a sbarco avvenuto. Chi se ne frega di dove vanno a finire gli sbarcati, l’importante è dire che devono sbarcare per contraddire l’avversario che sostiene l’opposto.

    • Per Rita 7 luglio, 17:07
      Sto approfondendo i rapporti tra giustizia sociale e sovrappopolazione. Ho trovato anche qualcosa di interessante e recente.
      Intanto, però, sei sicura che la vostra quarta edizione tratterà il tema dell’economia circolare?

  • Che domanda Pietro. Non sai che basta rivolgersi al Sacro?

    • Signor Macalli, ho seguito il suo consiglio. Ho telefonato al Sacro. Stranamente era in casa. Forse stava dormendo. Comunque, mi ha detto che è inutile fare tante analisi e cercare soluzioni. Per la società occidentale non c’è più speranza. Ognuno pensi a salvarsi come può. Mi ha detto anche che a lui non gliene frega niente.

  • Capisco, Rita. In effetti, anche in passato avevi toccato questi argomenti. Qui però mi rendo conto che sarebbero rilevanti, secondo te, anche per dare soluzione al problema della progressiva sperequazione nella distribuzione della ricchezza. Quindi, il “pensiero sinistro” è solo italiano. Poi, buona parte dei problemi di ingiustizia sociale deriverebbero dalla sovrappopolazione mondiale. Abbattendola drasticamente, saremmo già a buon punto. Inoltre, il modello di società futura che possa evitare l’attuale ingiustizia sociale è quello della “economia circolare”, così come da te indicata. Tu non l’hai detto ma mi pare di comprendere che si tratti di una soluzione generale che possa succedere all’attuale modello economico liberale capitalista in via di globalizzazione. L’attuale fase politica italiana, infine, sarebbe una transizione in questa direzione, un passaggio obbligato. Scusa se ho semplificato ma era per poter proseguire senza incomprensioni da parte mia.

    Adesso cercherò di approfondire in che cosa consista questa nuova società basata sulla “economia circolare”, di cui il nuovo corso di economia di CremAscolta, da quanto dici, sarebbe antesignano. Infatti, per ora non saprei in che cosa consista e come funzioni, soprattutto a livello mondiale. E visto che cambierebbe il nostro mondo economico, ponendo fine all’attuale ingiustizia sociale, la cosa mi interessa molto. Infatti, che la destra e la sinistra esistano ancora, può essere argomento di discussione. Invece, che esistano ancora i poveri e i ricchi, in varie gradazioni, mi sembra evidente. Di solito, se si è ricchi o comunque benestanti, non è che ci si lamenti tanto. Magari si fa finta. Se invece si è poveri o comunque indigenti, ci si lamenta e si cerca di risolvere il problema. Che poi, attualmente, il problema non lo si risolva attraverso la sinistra o i sindacati o la lotta armata, questo è un altro discorso, che nulla toglie al fatto della povertà o comunque dell’indigenza e al conseguente, mi si perdoni il termine, scazzo.

    Se questa “economia circolare” è la soluzione, saranno contenti i poveri. I ricchi, mi sa di no. Perché si potrà dire che ci sono problemi maggiori, ad esempio l’inquinamento planetario, e va bene. Si potrà dire che sugli aspetti umani materiali dovrebbero prevalere quelli spirituali, e va bene. Ma se si fanno discorsi di politica e società, invece che di origami e ikebana, questo problema dell’ingiustizia sociale sempre più accentuata ed evidente non è proprio un optional, tra tanti discorsi sull’oppressione dei popoli, sulle migrazioni planetarie e sui destini geopolitici. Non è che parlare di masse sfruttate sia come parlare di tante personcine contente e pasciute. Da quando ci siamo messi a seminare graminacee e domesticare animali, la schiavitù diretta o indiretta, formale o sostanziale, ce la portiamo appresso, con giustificazioni varie. L’importante è sapere se ci va bene così oppure no. E prevedere se la politica opererà per questo cambiamento oppure per il mantenimento dello status quo economico e sociale. Capito questo, capito tutto (o comunque parecchio). Sono cose che cambiano la vita (quella vera, non sognata o transustanziata), la nostra, dei nostri figli e dei nostri nipoti.

    • Bè, Cremascolta antesignana dell’economia circolare mi sembra eccessivo. In realtà se ne parla da anni, ma è solo ultimamente (forse per disperazione) che si sta prendendo questa possibilità sul serio. Ovvio che stiamo parlando di “processi”, non del piano quinquennale di un’azienda, ci vorranno anni prima che se ne raccolgano i frutti. Non abbiamo tuttavia più niente da perdere. Neanche noialtri che, tutto sommato, non ci possiamo lamentare ma viviamo nel terrore che l’assatanato di turno ci sfondi la porta di casa, per cui siamo costretti a vivere con le sbarre alle finestre, come in galera, dietro una fitta rete di sensori antifurto. E andando avanti sarà sempre peggio, anche grazie all’immigrazione selvaggia studiata a tavolino (non raccontiamoci frottole) per destabilizzare il nostro Paese. Costellano il Mediterraneo 750 porti normali e 286 porti turistici ma gli scafisti-Ong hanno deciso di scaricare il loro carico proprio qui. Avranno un debole per gli spaghetti cu ‘a pummarola ‘ncoppa? O la pizza?

      Già nel XIX secolo Alexis de Tocqueville notava con sagace lungimiranza che nei Paesi europei che avevano sposato per primi la causa dell’industrializzazione si registrava un numero di poveri decisamente superiore rispetto a quelli più arretrati. “Allorché si percorrono le diverse regioni d’Europa”, scriveva il visconte francese, “si resta impressionati da uno spettacolo veramente strano, e all’apparenza inesplicabile. I paesi reputati i più miserabili sono quelli dove si conta il minor numero di indigenti, mentre tra le nazioni che tutti ammirano per la loro opulenza, una parte della popolazione è costretta, per vivere, a ricorrere all’elemosina dell’altra”.
      In effetti, la ricchezza delle Nazioni ha poco a che fare con il benessere e la qualità della vita dei suoi abitanti. Grecia docet: i numeretti cominciano a tornare ma i greci continuano a crepare di fare e non hanno i soldi per curarsi. Ecco perché oggi hanno dato il benservito a Tispras, a lungo idolatrato dal Pensiero Sinistro, tanto da farci un partito: “L’Altra Europa con Tsipras”, un fallimento totale.

      Ora il problema è come «tornare indietro», come uscire dal globalismo. Mica sarà uno scherzo per un’umanità ridotta ormai al punto di dover produrre compulsivamente per poter continuare a consumare: se non lo facessimo saremmo senza lavoro e moriremmo di fame, ma se andremo avanti perseverando su questa strada moriremo a causa dei disastri ambientali causati dall’attività frenetica dalle nostre macchine. Come se ne esce? Pian piano, tornando a forme di produzione «umane» che non sono cessate del tutto e si ispirano all’economia circolare.

  • Ingrato. Comunque non fa niente, la nostra futurologa una soluzione l’ha trovata. Una bella sterilizzazione di massa, non lotta di classe, ma di apparati genitali. Mundus interruptus.

    • Caro Ivano, io chiedo. Se la soluzione all’ingiustizia sociale è il Sacro, io ascolto.
      Se è la rivoluzione armata, il riformismo parlamentare o la “economia circolare”, io ascolto.
      Ho un sincero interesse in proposito. Se l’attuale maggioranza di governo è un passaggio verso qualcosa di successivo, visto che tutti teniamo famiglia e quando si scherza si scherza, quando si cazzeggia si cazzeggia e quando si fa sul serio si fa sul serio, è meglio prevedere dove andremo a parare.
      Questo post di Rita mi sembra stimolante, tosto e coi piedi per terra.
      Mi sembra che il “pensiero sinistro”, per dirla con Rita, sia storicamente nato per risolvere il problema dell’ingiustizia economica e sociale. Se non ci è riuscito, sarebbe opportuno capire se ci mettiamo una pietra sopra e andiamo avanti così oppure se qualcuno ha qualcosa di concreto da proporre in alternativa.
      Scusa l’invadenza ma sarei interessato alla tua opinione.

  • I soliti balletti accademici, e non si affronta la questione del ‘pensiero sinistro’ posta da Rita, si porta il discorso altrove. Forse questo non è il posto giusto per criticare il ‘pensiero sinistro’.

    • Ci tengo a precisare, Pietro, che “le sinistre” occidentali novecentesche erano nate per risolvere il problema dell’ingiustizia economica e sociale. E hanno fallito. Il Pensiero Sinistro, di fatto, se ne frega delle ingiustizie (non ha mica cacciato a calci in culo i neri da Capalbio?), è solo un’aberrazione tutta italiana. Un bitorzolo politico, un esperimento nato male e finito peggio.

  • Pietro, pc in panne, e le abitudini senili mi impediscono di seguire con la dovuta attenzione tutte queste parole tramite cellullare o tablet. Concordo su una cosa. Abituati alla short economy tipica delle multinazionali e alla short politicy di questi governi italiani o mondiali, senza aver capito bene come sia realizzabile un’economia circolare, mi riesce difficile andare oltre l’ironia del primo giudizio. Seguirò con attenzione gli interventi.

    • Fai di meglio, informati nel frattempo. Il web (se non si vuole affrontare la lettura di libri) offre una ricca bibliografia sull’argomento, in italiano e non. Su un blog si esprimono pareri ma non ci si può istruire, altrimenti finisce in pappa come sul Sacro. Puoi leggere agevolmente pareri pro e contro l’economia circolare e gli “stati nazione”, farti una tua idea personale, dopo di che esprimere un parere. Di solito, si fa così.

  • Grazie del consiglio. Spero però di incappare nei siti giusti. Anche se i pareri, per quello che servono, già la dicono lunga. Comunque ridico quanto detto a Pietro. Da ignorante in materia sospendo gi interventi. Continua pure tu.

  • Quanto al Sacro, non poteva che finire in pappa, nonostante siti e libri. Mi sa che anche con l’economia circolare…

  • Quanto al Sacro, non poteva che finire in pappa, nonostante siti e libri. Mi sa che anche con l’economia circolare…

    • Non conosco siti seri che trattino il Sacro.
      Puoi consigliarmene qualcuno?
      Anche sull’economia circolare, grazie.

  • Cerco di riportare l’attenzione sul tema. Io credo che il ‘pensiero sinistro’ sia una forma di religione laica, e che di fatto esprima uno stato putrefattivo del cattolicesimo.
    Il pensiero sinistro provvede a una secolarizzazione dei dogmi e delle eresie e quindi si avvale di un sistema di inquisizione, di censura e di punizione di tipo teologico-ecclesiastico.
    In questo senso, arriva a fornirsi di un apparato di ‘intellettuali organici’ che attribuiscono al pensiero sinistro dignità esclusiva, al punto che ‘intellettuale di destra’ o ‘di centro’, suoni come definizione assurda o ossimoro.
    Il pensiero sinistro implica una interdizione della ‘bestemmia’, intesa laicamente come una qualsiasi espressione ideologica od opinione che si discosti dal dogmatismo ufficiale.
    A livello ancora più profondo, il pensiero sinistro crea dei temibili tabù culturali. Affrontare argomenti seganti dal tabù comporta già di per sé una contaminazione e il rischio di un sacrilegio.
    Il pensiero sinistro è celebrazione di alcune categorie (ebrei, omosessuali, migranti) intorno alle quali costruisce una narrazione edificante, che serve a costruire il mito laico della ‘santità del pensiero sinistro’, opposta alla malvagità delle altre ideologie.
    Il pensiero sinistro è demonizzazione del ‘fascismo’ come entità metafisica, strumentalizzazione di un teorema antifascista di carattere perenne, senza nessi con la realtà contingente.
    Il pensiero sinistro è una forma di puritanesimo politico, sociale e culturale, che immediatamente si indigna e si scandalizza di fronte alla ‘immoralità’ del pensiero non politicamente corretto.
    Il pensiero sinistro si incarna in movimenti politici (tipo PD) che si ritengono custodi di un messaggio messianico, guide di un popolo eletto e spiritualmente superiore.
    Il pensiero sinistro demonizza la destra ai fini di una polarità posticcia che serva a nascondere un pensiero unipolare, capitalista-liberista.
    Il pensiero sinistro finge di esaltare il singolo e i suoi diritti ma in realtà tende a dissolvere le identità collettive – la famiglia, la patria, il genere sessuale, i confini territoriali, la lingua, la religione tradizionale – a favore di un individualismo separativo.
    Il pensiero sinistro celebra il globalismo, l’internazionalismo, il meticciato, come degenerazioni laiche di un universalismo religioso.
    Il pensiero sinistro predica la religione del mercato, delle natura economica del mondo, come unica fede razionale.
    Il pensiero sinistro usa la retorica della libertà e della democrazia come valori trascendenti per intraprendere azioni politiche e militari che distruggono la sovranità e la libertà dei popoli.
    Il pensiero sinistro è per essenza totalitario e repressivo.
    Potrei andare avanti. Alcune caratteristiche del pensiero sinistro sono più tipicamente italiane , altre più genericamente occidentali.

    • Errata-corrige: “segnati dal tabù”…
      Si potrebbe aggiungere che il falso ‘amore del prossimo’ teorizzato dal pensiero sinistro e che apologizza alcune categorie sociali – i più deboli (le donne), i perseguitati (gli ebrei), i discriminati (gli omosessuali e simili), i diseredati (i migranti), categorie di cui è costantemente ricordato il ruolo di ‘vittime’ – così come il suo alimentare falsi sensi di colpa verso le suddette categorie, l’invocare false espiazioni per i peccati, come anche il suo falso irenismo, il suo falso interesse per i diritti umani, il suo falso predicare misericordia e tolleranza, i suoi messaggi falsamente evangelizzanti, il suo ipocrita sermoneggiare moralistico, tutto ciò conferma il carattere pseudo-religioso del pensiero sinistro e, per altro, gli permette un’affettuosa vicinanza alla ‘Chiesa sinistra’, che è altrettanto falsa e ipocrita.

    • Il catechizzare è naturalmente prerogativa di ogni sistema totalitario, religioso o politico. Quindi anche il pensiero sinistro, come ogni religione, ha un suo catechismo. Non ne esiste una redazione ufficiale ma i suoi articoli di fede sono costantemente ribaditi da un sistema mediatico e di propaganda. La ripetizione continua permette il loro radicamento nell’inconscio collettivo.
      Credo sia anche interessante notare come il pensiero sinistro sia per molti versi analogo a un più generale ‘pensiero borghese’. Pensiero borghese e pensiero sinistro hanno in comune una malcelata invidia per il ‘pensiero aristocratico’ che hanno soppiantato. Il pensiero sinistro pretende infatti di rappresentare una aristocrazia politica e culturale. ‘L’altro pensiero’ sarà quindi volgare e populista, plebeo e demagogico.
      Il pensiero sinistro cerca di apparire razionale e umanitario, colto e pragmatico, in antitesi al pensiero ‘scorretto’, che fomenta irrazionalità e disumanità, ignoranza e opportunismo.
      Insomma, il pensiero sinistro ambisce a rappresentare la nuova ‘nobiltà’ opposta alla barbarie.
      Temo che per questa grave malattia – il pensiero sinistro – non vi sia per ora terapia. Anche perché chi ne è affetto pensa di esser sano.

    • Si, Livio, qualche “disturbo” della personalità negli adepti del Pensiero Sinistro (che si autodefiniscono “laici”) va messo in conto. Mentre bevevo il caffè e facecevo zapping tra i Tg, mi è capitato di sentire poco fa che l’ala renziana del Pd, visto il tracollo del M5s nelle ultime tornate elettorali, ha pensato di proporre ai grillini un dialogo, un gemellaggio, un progetto comune. Si tratterebbe, in buona sostanza, di una joint venture tra falliti. Fico e il Bomba, perché Di Maio è un piccolo democristiano e non ci starà mai. Notizie quotidiane come questa mi hanno convinto che oggi non ci sono competitor nell’arena e Salvini sta giocando la partita in solitaria, nell’attesa di qualcosa di nuovo che verrà.

      Comunque, non mi stanco di ripeterlo: “le sinistre” occidentali del secolo scorso non sono né parenti né conoscenti del Pensiero Sinistro. Si tratta di due entità profondamente diverse. La grande frattura iniziò con la cosiddetta “terza via” (mai perdere la propria identità!) e la resa completa dei progressisti nei confronti del neoliberismo. Da allora ciò che è rimasto di quel popolo si è immerso nel pensiero unico tanto da perdere la memoria di se stesso.
      Risultato: il Pensiero Sinistro.

      E’ stato un errore madornale accettare il pensiero unico in maniera acritica e credere, presuntuosamente che, in quanto detentrici del pensiero unico, le élites dovevano guidare un popolo ignorante e rozzo, irritante per la sua mancanza di educazione politica. Avrebbe potuto funzionare, forse, se quelle élites fossero state carismatiche e illuminate, ma ormai i grandi personaggi di riferimento erano tornati al creatore e il loro figli e nipoti cresciuti nella bambagia si rivelarono presto quanto di peggio potesse offrire il mercato.

      Tuttavia nel piccolo mondo dominato dal Pensiero Sinistro, va detto, qualcuno sta cominciando a fare autocritica. Ho citato Rampini, ma c’è anche Carlo Galli, che nel suo bel libro “Sovranità”, un saggio filosofico-politico denso di considerazioni, affronta una tematica ormai ineludibile che va trattata seriamente, in chiave storica e politica, e non con anatemi da tribunale della Santa Inquisizione. Parliamo sempre di quattro gatti, certo, persone che prima o poi si dissoceranno e andranno per la loro strada. La Storia, d’altra parte, è piena di ondate di pensiero che vanno e vengono con le maree. Niente di nuovo sotto il sole.

    • Mi sembra una ciofeca new age.
      Non so che motore di ricerca usi, ma io non l’avrei mai trovato.

  • Pensavo anche: forse le multinazionali non dovrebbero sapere di questa economia circolare, perché se partissero loro il povero lavoratore consumatore continuerebbe a prenderlo in quel posto. Questa realizzabilissima rivoluzione dovrebbe proprio partire dal singolo così che nel….lo prenderebbero loro. E finirebbe la benedetta lotta di classe che nella sua espressione contingente ha perso il nobile significato che aveva. Si ritorni al baratto, in modo da scambiare la mia stuoia artigianale con un aratro. Nel frattempo io potrei imparare a fare il fabbro e Vulcano a tessere al telaio. Più circolare di così. Si ritornerebbe a non avere più bisogno di soldi e l’alta finanza sarebbe fottuta. E non staremmo più qui a romperci i coglioni col pensiero sinistro e destro. La giustizia sociale sarebbe realizzata e il fancazzista sarebbe costretto ad imparare a fare qualcosa. Altrimenti che dorma sulla nuda terra. Io ad esempio potrei fare uno scambio col signor Cade’: in cambio di una suonata di Chopin, senza pagare il biglietto, potrei dare un mio disegno. E in più Rita non sarebbe più costretta a scappare in Oriente come faceva da giovane.

  • Ma come Rita, una che sa tutto come te ha bisogno di consigli? Quanto al Sacro tu sei la massima espressione. Continua a confidare nella tua interiorità e spiritualità. 😂😂😂

    • Guarda, l’asilo e la scuola elementare io li ho finiti da un pezzo, e non ho né tempo né voglia di perdere tempo con i tuoi giochini mentali. Se vuoi mettere sul piatto un tema, posso dire come la penso al riguardo, ma se il tuo modo di argomentare è la solita compilation di stupidate copia-incollate la cui funzione è unicamente quella di dare dello scemo all’avversario dialettico, grazie non m’interessa. Attaccati a qualcun altro.

  • Rita, è pleonastico dire che il pensiero sinistro non ha niente a che vedere con le sinistre storiche. Povero Marx, povero Gramsci, povero Lenin, povero Togliatti etc., se vedessero a cosa si è ridotto il comunismo…
    E a proposito di autocritica del ‘pensiero sinistro’, spero sia autentica e non la solita imitazione di un ‘esame di coscienza, confessione dei peccati, pentimento, atto di contrizione e di penitenza’, come si usa in ambito cattolico, senza nessun vero proposito di cambiar vita.
    A proposito invece di ‘mancanza di educazione’, ora che ci penso, questo è un blog di ‘pensatori sinistri’. Quindi non è forse opportuno criticare qui il pensiero sinistro…

    • Ma signor Cade, è sicuro di quello che dice, perché a me pare, almeno quantitativamente, che questo blog rappresenti soprattutto il pensiero destro. Vada a contare i Suoi interventi e quelli dalla nostra futurologa so tutto.

    • Ho rimarcato, però, le responsabilità delle sinistre storiche individuando nella cosiddetta “terza via” l’inizio della fine. Oggi i Marx e i Gramsci guarderebbero inorriditi a ciò che accade “a sinistra”, o meglio nel Pensiero Sinistro, che con le loro teorie non ha più nulla in comune. Basti vedere chi in Occidente si preoccupa “del popolo”, delle sue difficoltà e dei suoi disagi: le destre. Le quali, anche questo va detto, a loro volta non hanno più nulla in comune con i loro antichi fondatori. Hai presente la piramide rovesciata? Ecco, noi ci siamo dentro.

    • Ho rimarcato, però, le responsabilità delle sinistre storiche individuando nella cosiddetta “terza via” l’inizio della fine. Oggi i Marx e i Gramsci guarderebbero inorriditi a ciò che accade “a sinistra”, o meglio nel Pensiero Sinistro, che con le loro teorie non ha più nulla in comune. Basti vedere chi in Occidente si preoccupa “del popolo”, delle sue difficoltà e dei suoi disagi: le destre. Le quali, anche questo va detto, a loro volta non hanno più nulla in comune con i loro antichi fondatori. Hai presente la piramide rovesciata? Ecco, noi ci siamo dentro.

  • Ma cara Rita, riconoscerai che su questo blog non ho molta scelta. O tu o Livio. Rispetto alle altre firma devi ammettere che sono più serio. Vuoi che mi attacchi a Pietro o Piero o Adriano? 🙂🙂🙂

    • E’ perché sei un’incarnazione del Pensiero Sinistro: hai individuato il nemico e lo punti. Niente di diverso dall’inquisitore che godeva nel mettere sul rogo la strega e lo stregone. Con la differenza, sostanziale, che il Pensiero Sinistro rappresenta oggi una sparuta minoranza, non ha alcun potere e non può bruciare nessuno fuorché se stesso. Buona combustione.

    • Mi sembra, Rita e Ivano, che la tentazione di “personalizzare” in senso soggettivo le argomentazioni oggettivamente poste a confronto, per quanto umana e comprensibile, potrebbe non facilitare la reciproca comprensione dei temi trattati. Lo dico con la massima umiltà e senza alcuna pretesa che non sia quella di poter cogliere le opportunità di confronto e di dialogo che questo blog ci offre. Quando il “io dico questo” e il “tu dici quello” diventano un “tu sei” e un “io sono”, si rischiano entrate fallose sugli stinchi degli avversari. Siccome a giocare duro siamo capaci tutti e poiché ogni azione provoca una reazione, forse varrebbe la pena di evitare brutti falli e successivi falli di reazione ancora peggiori.
      Ogni tanto su CremAscolta succede. Ma mi sembra che un ottimo sistema di gestione abbia sinora evitato certe derive.
      Ciò detto, in effetti vedo che stiamo commentando questo post, così interessante, in soli (scusate l’espressione) “quattro gatti”. E che, in tema di “pensiero sinistro”, Ivano sia il solo a dichiararsi, se non ho capito male, di sinistra o comunque non lontano dalle istanze di una determinata parte politica.
      D’altra parte, il bello di questo blog è proprio che ciascuno commenta dove e quando vuole.

  • Signor Macalli, io non rappresento certo il pensiero destro. Semmai ho una certa propensione all’anarchia. Ma non mi stupisce che Lei fraintenda quello che scrivo. E comunque, indipendentemente dal numero dei miei interventi, è innegabile che in questo blog siano in assoluta maggioranza i pensatori sinistri.

    • …. che difatti disertano l’argomento. Eppure, il confronto sarebbe stimolante e utile a tutti. Altrimenti, a cosa serve un blog? A chiacchierare con quanti ci compiacciono, dandoci conferme di ciò che pensiamo e complimentandosi con noi per la bella scrittura e la buona cultura acquisita dopo anni di studio? Meglio incontrarsi nel salotto di casa, a questo punto, che magari si beve anche qualcosa di fresco.

    • Rita, i pensatori sinistri si sottopongono regolarmente a vaccinazioni contro i virus del politicamente scorretto. Questo garantisce loro l’immunità di gregge. Ma il contatto con persone infette preferiscono comunque evitarlo. Lo strumento per difendersi dal contagio del politicamente scorretto è par excellence la lettura quotidiana di certi giornali. Ma se ti si avvicina uno ammalato di PIS (politically incorrect syndrome) è meglio tenersi lontani (con indignato silenzio o recitando gli esorcismi di rito).

  • Cara Rita, tra le 19 di ieri e le 11 di oggi vedo molti commenti che precisano, ovviamente in termini del tutto soggettivi e a volte condivisibili, il significato della locuzione “pensiero sinistro” e le asserite conseguenze negative sulla società attuale. Vedo anche toccato l’aspetto del rapporto (o non rapporto) tra le sinistre storiche e il “pensiero sinistro”, sempre nell’accezione da voi proposta all’attenzione dei lettori di questo blog.
    Tutto ciò è molto interessante e facilita la comprensione delle tesi da voi sostenute in proposito. D’altra parte, è giusto che, affermando una propria visione del mondo o anche solo di un “pensiero”, “sinistro” o “destro” che sia, si cerchi di illustrarne i presupposti e di corroborarne la credibilità.
    Ciò posto, nel pieno apprezzamento di tali spiegazioni, non posso non confermarti l’interesse per un aspetto per nulla trascurabile nell’evoluzione dei “pensieri” politici, anche recenti, “sinistri” o “destri” che siano. Il problema dell’ingiustizia sociale, ieri, oggi e domani, sia pure tra altri elementi storici, etici e valoriali, ha sempre rappresentato un punto di impatto fondamentale in queste dinamiche politiche. Per questo ti ringrazio per l’attenzione che, coi tuoi precedenti commenti, hai dato a questo punto nodale, tutt’altro che da dibattito accademico ma vera e propria cartina di tornasole rispetto alle reali volontà economiche di una classe politica e alla sua effettiva collocazione economica e sociale.
    Ho compreso che l’abbattimento della sovrappopolazione e la “economia circolare” sarebbero, a tuo giudizio, non a breve ma a medio termine, i rimedi contro l’ingiustizia sociale. E che le attuali forze politiche stanno attuando consapevolmente una fase di passaggio istituzionale verso tali obiettivi. Le sinistre storiche (ma anche le sinistre attuali sostengono, a parole, le medesime istanze) sono nate e si sono sviluppate soprattutto per porre rimedio all’ingiustizia sociale. Pare che abbiano fallito, viste le sperequazioni sempre più consistenti nella distribuzione delle risorse e della ricchezza. Il problema è quindi di drammatica attualità. Secondo te questo governo sta avviandosi a risolverlo, sia pure a medio termine. Non è un governo di sinistra ma viene considerato un governo di destra. E le modalità non sono più quelle della precedente lotta di classe, tipica della vecchia sinistra, ma del contrasto all’immigrazione clandestina, del populismo e del sovranismo (qui intesi in senso non negativo).
    Questo mi sembra il punto della situazione. Che auspicherei essere un punto di prosecuzione della discussione su questo blog e non un punto di arrivo obbligato.

    • Pietro, ironia e qualche intemperanza a parte, io rilancio il mio commento delle 7:59.

    • Io invece, senza ironia, ritorno al mio commento di ieri h. 17.33.
      Non c’è speranza. Ho combattuto la mia battaglia, sono stato sconfitto. Ora non mi resta che una serena meditatio mortis o, per citare il cardinal Bellarmino, dedicarmi all’arte di ben morire.

    • Va bene, grazie, dopo pranzo vado a guardarmeli entrambi.

    • Grazie del “voi”, Pietro, ma io e Livio non siamo le facce di una stessa medaglia. Comunque mi sembra eccessivo parlare di “rimedi contro l’ingiustizia sociale”, mi limiterei a valutare i “primi passi” per uscire dallo stallo attuale e andare verso un cambiamento. Ci vorranno anni, questo è ovvio. Solo le rivoluzioni si consumano in pochi giorni, un cambio di paradigma necessita di tempi ragionevoli.

      Non direi che il Pensiero Sinistro, seppure a parole, sostenga le medesime istanze della sinistra storica essendo nato “per porre rimedio all’ingiustizia sociale”, condizione della quale si disinteressa totalmente. Un Berlinguer, ad esempio, avrebbe organizzato una colletta tra i compagni di partito per sostenere i lavoratori di “Mercatone 1” e “Whirlpool”, licenziati dall’oggi al domani via whatsapp, non sognandosi neanche lontanamente di raccogliere soldi a vantaggio di una ricca tedesca un po’ picchiatella in cerca di gloria. Forse vale la pena di ricordare che nel 1997, cioé il secolo scorso, un governo di sinistra (il Pensiero Sinistro non era ancora nato) CHIUSE I PORTI quando migliaia di immigrati albanesi tentarono di lasciare i Balcani via mare e approdare sulle coste della Puglia. La decisione fu presa all’unanimità e per il bene dell’Italia da Prodi, Napolitano, Dini, Andreatta, Burlando (D’Alema sempre dietro le quinte), mentre nelle fabbriche i lavoratori (quelli con le mani sporche, non gli scioperati dei centri sociali) applaudivano, alzando i consensi elettorali. Altri tempi, altri uomini, per quanto possano esserci piaciuti oppure no. Un’altra Italia.

      Quanto alle reali possibilità di questo governo di abbassare il divario sociale, potrei dirti che ci stanno provando, vedremo con quali risultati. Ma anche qui, forse, dovremmo fare tesoro dell’esperienza di chi ci ha preceduto. I ricchi dell’antichità non erano gli assatanati di oggi, che hanno concentrato la ricchezza mondiale nelle mani dell’1% della popolazione terrestre. Pur non essendo dei campioni di altruismo (non sarebbero stati «umani») avevano capito che era impossibile vivere bene se il benessere spirituale e materiale non veniva diffuso, se non proprio allo stesso livello, per lo meno in misura sufficiente per tutti. Sempre al mondo ci saranno ricchi e poveri, è normale, tutto dipende dal limite che ci si pone, in quale misura. Se esageri, succede quello che sta succedendo oggi.

      Non ci sono punti di arrivo in questa discussione, Pietro, ma solo di partenza. Quelli stiamo valutando, infatti. Siamo tutti quanti naufraghi in un mare di guai che cercano d’intravedere una salvifica asse tra le onde a cui aggrapparsi.

  • Il pensiero sinistro, farisaico, moralista, perbenista, come certo pensiero cattolico. D’accordo. Ma non sarà anche, come certo pensiero cattolico, ossessionato da sensi di colpa, masochista? Questo spiegherebbe il suo comportamento autolesionistico.
    Sento che la Lega ora è data al 40%. Merito di Salvini? No, Salvini ormai non deve più fare nulla. Basta che lasci fare agli strateghi del Pd. A fine anno, di questo passo, avrà la maggioranza assoluta. E il pensiero sinistro si straccerà le vesti.

    • Si, certo, i due massimi sponsor di Salvini (le minoranze potrebbero tranquillamente non esserci) sono il Pensiero Sinistro e Jorge Mario Bergoglio che stamattina, nel sesto anniversario del suo viaggio a Lampedusa (un posto a caso), ha nuovamente tirato in ballo gli “abusati e violentati nei campi di detenzione”. Ma ha mai svoltato l’angolo, c’è mai stato alla Stazione Termini? Perché gran parte dei minori non accompagnati che sbarcano e poi “spariscono” sono lì a prostituirsi per ingrassare le mafie. Se una volta ai fedeli si potevano raccontare storielle di tutti i generi oggi le cose si sanno, si vedono e si sentono.

      Certo che qui, un ripassino sul Sacro …..

  • Dopo affannosa ricerca, vorrei ritornare al tema dell’economia circolare. Primo perché digitando google non si trova nulla o quasi, se non quel link che ho incollato, che mi piacerebbe capire perché definito New age, magari verde come progetto, secondo perché si è parlato di giustizia sociale e i due progetti dovrebbero svilupparsi parallelamente. Invece l’impressione che ho io, parlando appunto di short economy e politicy , è che tutto proceda appunto separatamente. Da una parte si vorrebbe salvare il pianeta dall’altra l’uomo, pur con le differenze sempre più forti tra chi ne vorrebbe salvaguardata una sola parte e che gli altri si arrangino. E ammettiamo anche che il pianeta sia ormai troppo abitato e una selezione magari naturale sarebbe apocalitticamente necessaria. E ovviamente qui si inserisce di nuovo il dibattito tra sinistro e destro, dove, con prospettive diverse emerge a gran voce la domanda o la necessità di maggiore giustizia sociale. Come si inserisce di nuovo Salvini e il suo 40percento destinato comunque a sgonfiarsi nel suo io ipertrofico e assolutamente solo contro tutti, Italia ed Europa comprese, solo ustituzionalnente intendo. Ora, dopo queste brevi considerazioni, io mi chiedo come si possa andare avanti in questo modo, dove le soluzioni a brevissimo termine del pensiero destro mirano solo all’immediato consenso per smania di potere, per non dire che potrebbero poi portare alla catastrofe. Perché il pensare qui e ora non ha mai portato da nessuna parte, soprattutto quando pianeta e uomini richiedono a gran voce non le soluzioni immediate che non esistono, ma un minimo di progettazione che faccia intravedere un’idea di futuro. Poi se nel disincanto reciproco, pensiero sinistro o destro che siano, non si trova che lo scontro, allora vuol dire che nell’avvicendarsi di governi di nuove o vecchi ideologie, o nuovissime, a nessuno sta a cuore che pianeta e uomini o si salvano insieme o se ne vanno affanculo tutte due. Non é che c’è bisogno di una terza via? Cade’ docet. Che non è certamente l’economia circolare. E scusate eventuali sconnessioni, ma col cellulare fatico ad avere un’idea di insieme.

    • Non ho capito di cosa vuoi parlare: economia circolare o Salvini?

      Cominciamo dall’economia circolare, che, come ho già detto, non è la formula della pietra filosofale ma un “primo passo” per uscire dall’attuale stallo. L’attuazione di questo modello implica, ad ogni latitudine, interventi governativi di promozione e sostegno tra cui fissazione di standard ambientali rigidi, tassazione ridotta (flat), sussidi ed incentivi finanziari di lungo termine. A livello europeo, ad aprile del 2018 è stato approvato un pacchetto di misure sulla gestione dei rifiuti urbani domestici e commerciali che dovrà poi essere adottata dai Paesi membri dell’Ue entro due anni, in base alla quale almeno il 55% dei rifiuti dovrà essere riciclato. Sembrerà strano, ma anche la Cina ha assunto l’economia circolare come modello economico nazionale. Il governo cinese ha infatti introdotto già dal 2002 l’idea di economia circolare come politica di sviluppo capace di alleviare il contrasto tra sviluppo economico e carenza di risorse naturali ed energetiche. Nell’ultimo decennio di esperienza cinese, il risultato è stato significativo nell’incremento di produttività ed efficienza nell’utilizzo delle risorse disponibili, nella fase di produzione e in quella di di consumo. Visto che noi italiani amiamo crogiolarci nell’autocritica esasperata, segnalo che l’Italia all’interno di questo nuovo paradigma economico risulta tra a i Paesi più avanzati a livello europeo con la maggiore quota di materia circolare (materia prima seconda) impiegata dal sistema produttivo. E’ un inizio, certo, ma è pur sempre qualcosa.

      Su Salvini, sinceramente, non so cosa dire. Sono già talmente tante le persone che pensando di criticarlo lavorano quotidianamente per lui (stamattina il tuo tabloid di riferimento titolava “Cattolici al bivio: o il papa o Salvini”; secondo te chi è passato davanti all’edicola cosa si è risposto?), che aggiungere qualcos’altro non è facile. Neppure sulle tue idee nefaste per il futuro posso intervenire, anche perché io vedo il bicchiere mezzo pieno e perciò sono la persona meno indicata a fornire conferme di catastrofe imminente.

  • Che i cattolici, immaturi, vivano in eterna contraddizione, è acclarato. Si è visto anche in momenti più difficili della Storia. In tutti i casi devono decidersi. Quanto all’economia circolare anch’io credo ad un tavolo mondiale di consapevolezza del tempo a cui siamo arrivati. A me servirebbe per ribadire che nazionalismi e sovranismi non potrebbero che portare ad una catastrofe planetaria senza un obiettivo comune, e come si potrebbe trovare un accordo diciamo ecologico, tutti si dovrebbero integrare anche per trovare un accordo diciamo sociale. Se la politica mondiale si impegnasse tutta contro l’economia e la finanza con accordi internazionali, anche i ricchissimi della Terra si darebbero una regolata. Utopia? Può darsi, ma non rimane che perseguire quella. Basta palliative toppe come quelle di quel miope di Salvini.

    • No, di mondiale non c’e’ niente. Piu’ dilati il campo d’azione, piu’ i problemi diventano ingestibili. Non e’ bastata l’esperienza devastante del mondialismo? Vogliamo continuare a farci del male? Siamo masochisti, o scemi che si autoflagellano per far guadagnare sempre di piu’ un pugno di famiglie? Bisogna “rimpicciolirsi”, non c’e’ ombra di dubbio. Nulla vieta, poi, che le parti convergano su alcuni progetti comuni.

      Uno dei grandi drammi del Pensiero Sinistro e’ proprio questo: la coazione a ripetere. Sbagliano, e perseverano nell’errore. Non e’ mica un delitto cambiare idea.

  • Ivano, leggendo il tuo commento delle 7:59, l’idea del baratto non mi dispiacerebbe. Temo che però non sia realizzabile, almeno in tempi brevi. Certo, sarebbe una bella prova di capacità adattativa e di sopravvivenza. L’economia circolare devo ancora andarmela a guardare bene, visto che CremAscolta ne sarebbe voce tra poco.
    Signor Cadè, il suo commento delle 17:33 riguarda uno scambio di battute con il signor Macalli sul sacro. Non capisco il riferimento ma non ho la pretesa di capire tutto. Va bene lo stesso, anche perché vedo ora che il discorso si è sviluppato ulteriormente.

  • Sì, Rita, è chiaro come questa sinistra non sia quella del secolo scorso. In effetti, è cambiato il secolo, è cambiato il millennio, è cambiato tutto, anche la sinistra. Pure la destra.
    Però chiedendo in giro, alla gente che si incontra normalmente anche in una piccola città come la nostra, l’idea che la sinistra tuteli di più le fasce meno abbienti e più disagiate, mentre la destra sia più attenta a certi assetti economici precostituiti, non è proprio scomparsa o addirittura ribaltata. Anche perché insistere sul “popolo” nel suo complesso favorisce una certa evaporazione politica della pur palese differenziazione tra ricchi e poveri. Fino a che reddito annuo arriva il “popolo”? 50.000 euro lordi? 100.000? Inoltre, ci sono molti ricchi (per me, oltre 250.000 lordi, all’incirca 10.000 netti al mese per tredici, senza evasione) che, senza clandestini, starebbero enormemente meglio; che se l’Italia uscisse dall’UE avrebbero problemi infinitamente inferiori di quelli di chi tira la lima in reparto (anzi, nessuno); che magari sono pure aristocratici (veri). Insomma, non dubito che questo governo stia lavorando per i ceti più poveri, non per quelli più ricchi; che stia ponendosi obiettivi concreti di superamento degli squilibri economici e sociali; che stia puntando a una distribuzione della ricchezza più equa dell’attuale. Voglio crederti, Rita. Dico solo che si tratta di un governo considerato piuttosto di destra, in cui Salvini, che non è di sinistra da quando faceva il comunista padano al Leoncavallo, ha una primazia indiscutibile e che, sia in Italia che in Europa, è espressione di partiti che nelle aule parlamentari si siedono da una parte, non dall’altra.
    Ma sto comunque a quanto è emerso nel nostro scambio di commenti, che sin qui mi è stato utile per comprendere il nesso fondamentale e non eludibile tra la critica al “pensiero sinistro” e la conseguente, necessaria alternativa a tale pensiero nella soluzione di un problema di primaria e non evitabile rilevanza: quello dell’ingiustizia sociale.

    • L’ingiustizia sociale è un problema che non risolveremo mai. Si può solo ridurre, compensare.
      Il pensiero sinistro l’ha invece allargata e approfondita. Ma anche in questo i ‘sinistri’ si sono dimostrati evangelici. Infatti è scritto: “a chi ha sarà dato e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”.

    • Non so, Rita, se sia un esponente del “pensiero sinistro”, ma ti consiglio di ascoltare l’audio completo dell’intervista rilasciata da Giorgio De Capitani su Salvini. Ma forse l’hai già sentita.
      Nemmeno la precedente intervista di Aldo Antonelli si era spinta così avanti.
      All’aperitivo con amici, uno di loro mi ha detto di aver sentito alla Zanzara cose grosse (le interviste però, almeno pare, sarebbero precedenti).
      Che cosa sta succedendo all’interno della nostra Chiesa?

    • Caro Pietro, alla domanda “che cosa sta succedendo all’interno della nostra Chiesa?” risponde in primo luogo Bergoglio, il papa argentino al quale poco o nulla frega dell’Italia, un paese che vorrebbe trasformare nell’hot spot d’Europa. Il Vangelo secondo Bergoglio non piace alla maggioranza dei cattolici, e difatti le chiese si svuotano, mentre fa impazzire il Pensiero Sinistro che adora il laico vestito da prete. Avrai letto anche tu, nei giorni scorsi, del parroco quarantenne di Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia, che, tra le rimostranze dei pochi parrocchiani rimasti, ha celebrato una messa per Carola Rackete e per “tutte le donne di coraggio che mettono prima la legge di dio rispetto alla legge degli uomini”. Qui c’è bisogno di un bravo strizzacervelli, non c’è dubbio. Siamo lontani anni luce dall’epoca in cui all’interno di una comunità contavano per prestigio e autorevolezza le figure del parroco, del dottore e del sindaco. Ruoli ormai tutti caduti in disgrazia.

      Pietrangelo Buttafuoco, uno dei rarissimi giornalisti/scrittori che stimo, ha definito il Pensiero Sinistro “il partito della ZTL”. Niente di nuovo, intendiamoci, lo dicono i numeri elettorali. L’espressione tuttavia rende bene l’idea di come soggetti che vogliono abbattere muri e confini, in realtà, se ne stiano ben protetti dietro una cortina urbana e sociale che li avvolge e li protegge. E guai a chi gliela tocca, come hanno dimostrato i residenti di Capalbio. Te l’immagini un centro per clandestini ai Parioli di Roma o in via Borgonuovo a Milano? Durerebbe due ore. Anche questo è Pensiero Sinistro.

      Secondo te, una mentalità ristretta come questa può offrire un’alternativa all’attuale governo giallo-verde? Se alternativa ci sarà, prima o poi senz’altro, non verrà di sicuro dalle ZTL d’Italia, né dai deputati (Palazzotto, LEU) che, lautamente retribuiti dallo Stato, invece di lavorare a Roma vanno a raccogliere i clandestini nel Mediterraneo. Poco ma sicuro.

  • Il primo Agnelli diceva che che far funzionare le cose bisognava che l’operaio che costruiva macchine venisse messo economicamente in grado di acquistarne una. Finiva lo schiavismo ottocentesco precedente. Anche quella era circolarità. Certo, a quei tempi non si parlava ancora di depauperamento di materie prime e di inquinamento. La circolarità del secolo scorso distribuiva “ricchezza”. La circolarità di cui si parla ora invece non so se sarebbe in grado di ridistribuire ricchezza come quando un operaio, con uno stipendio, manteneva la famiglia riuscendo anche a far studiare i figli. Per questo che ieri dicevo della necessità di un cammino parallelo tra giustizia economica e giustizia sociale. Quando il mondo è piccolo, se nel mio paese sto male, cerco di varcare immediatamente il confine di quello vicino, anche quando è grande in verità, ed è quello a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni. E sarà sempre così. Per questo dicevo che un nuovo ordine mondiale dovrebbe basarsi su regole condivise da tutti. Se io elimino il nucleare, ma il paese vicino è pieno di centrali, tutta la mia denuclearizzazione non è servita a niente. Se io vivo in un paese democratico e altri non lo sono, sempre ci sarà qualcuno che vorrà andarsene in un altro paese. Se continueranno ad esserci sperequazioni economiche folli e le politiche dei vari paesi continueranno a garantirle sempre ci sarà qualcuno che vorrà costruire muri e sempre chi vorrà scavalcarli. Per questo dico che se in Europa esistono in fieri regole condivise per il clima non vedo perché non ce ne debbano essere anche in altri ambiti. E questompotrebbe valere per il mondo intero. A cosa serve che i cinesi invadano la Cina portandosi dietro l’operaio? Non è forse una nuova forma di colonizzazione. Non c’è niente da fare, io il bicchiere non lo vedo mezzo vuoto. Sempre di più vedo che chi detiene il potere economico tende a volerlo aumentare. Per questo, magari non credo più alle rivoluzioni, ma non toccando ai singoli cittadini, ritengo che tutte le responsabilità, come è ovvio, ricadano sulla Politica, che non può ritornare ad essere populista e di voto di scambio estemporaneo che io ti mando in pensione prima però tu mi voti. È questa mancanza di lungimiranza e programmazione che a me fa venire la pelle d’oca.

  • Correggo: il bicchiere lo vedo mezzo vuoto, il “non” è un refuso. Anzi, lo vedo asciutto.

  • ….sarei “in vacanza” e dovrei gestire cmq nel fattempo un pochetto di cose molto concrete che richiedono tempo e presenza materiale. In questo contesto, queste 48ttore hanno riempito il blog di un profluvio di commenti, susseguenti al post di Rita, che credo non abbiano precedente alcuno quanto a qualità/quantità nell’orbe, e stamattina, alzatomi presto, dopo aver dato il via al potente post di Elena, che vi raccomando caldamente (ops!) ho cercato di ….recuperare!
    Si, “cercato”, perchè la quantità di …”roba” è sinceramente fuori dalla portata delle capacità di un ingegnereetcetc, come ben sapete!
    Io non so se …”faccia bene” tutta questa iperproduzione in tempi tanto serratamente ravvicinati, non è che vi si surriscalda la capozza? Mah!
    Cmq non mi arrendo e …..lavate per benino le mani, proverò a ….”cogliere fior da fiore”, anche se, ne sono certo, nemmeno nella spledida conca di Colfiorito …..!
    Però, raga, ve lo chedo da ….”terzo”: dateve na dimensione!
    Approfitto per un’info: l’amigo Pasini Marino, sarà assente dal blog (giustificato!) per una decina e si scusa con lorsignori per la non presenza, che, in alcun modo nn deve essere letta come noncurante disattenzione.
    Doveri (…..tutto attaccato neh!)

    • La produzione e la distribuzione della ricchezza, a livello nazionale o sovranazionale, sono sempre state essenziali in ogni società umana. Le istituzioni sociali e l’economia politica sono strettamente collegate.
      Destra e sinistra potrebbero essere categorie politiche obsolete ma sarebbe eccessivo ignorare le diverse se non opposte linee di tutela da loro esercitate nella storia, e spesso anche oggi, a favore dei vari ceti sociali. Che poi svolgano la propria azione male invece che bene, è un discorso prettamente operativo.
      Se si muovono critiche complessive e articolate al “pensiero destro” o al “pensiero sinistro”, sarebbe dunque errato voler ignorare, ai fini di una corretta valutazione, positiva o negativa, le scelte fondamentali fatte da ogni “pensiero” nella distribuzione delle risorse tra le fasce sociali, ai fini di una sempre maggiore giustizia sociale oppure di un progressivo allargamento delle sperequazioni economiche tra i consociati. Sarebbe ingenuo o tendenzioso negare che, nell’evoluzione degli assetti sociali determinati da questo o quel “pensiero”, tra tante istanze spirituali, etiche e valoriali, conti pure il portafoglio della gente, da che mondo è mondo.
      Per questo, caro Francesco, ho commentato a seguito di questo post. L’idea che l’attuale governo operi per un contenimento e non per un allargamento della forbice economica tra gli italiani è stata proposta da Rita adducendo determinate argomentazioni, però in uno scenario complessivo in cui questo governo è generalmente ritenuto di destra e portatore di un “pensiero destro”. Il che invertirebbe la logica politica tradizionale: avremmo una destra che risolve o almeno diminuisce l’ingiustizia sociale e una sinistra che la aumenta. Questo è il punto su cui non riesco a convincermi. Ma di solito dai buoni argomenti mi lascio convincere.
      Buone vacanze, senza troppi “pensieri”.

    • Mentre il Pensiero Sinistro è un soggetto dai connotati riconoscibili e chiari, che difatti si è prestato negli ultimi mesi a una lunga serie di definizioni che lo cristallizzano in un contesto ben preciso, un eventuale “pensiero destro” sarebbe più difficile da disegnare. E non solo in Italia, dove c’è la destra di Berlusconi, iperliberista e coinvolta con molte Onlus d’ispirazione cattolica, c’è la destra proletaria della Meloni molto attiva nei rioni urbani, c’è la destra del ceto medio di Salvini. Diventa oggettivamente difficile racchiudere una compagine sociale così variegata in una ZTL.

      Ora, posto che la destra attualmente rappresentata da Forza Italia sembra ormai destinata a scomparire insieme al suo creatore, rimarrebbero in piedi (e anche in buona salute) le altre due che difendono rispettivamente gli interessi (o il portafoglio, per dirla alla Pietro) del basso proletariato e del ceto medio, ovverosia di quella categoria di persone genericamente chiamata “il popolo”.

      Evidentemente la clessidra si è rovesciata: le cosiddette destre stanno dalla parte della maggioranza dei cittadini, le cosiddette sinistre stanno tra le mura dei centri storici, come dice Cacciari. Tralascio gli appartenenti alla classe medio-bassa che tifano per questi ultimi perché si tratta di quattro disperati che, prima o poi, ritroveranno la loro identità e la loro appartenenza. Non mi sembra di dire nulla di straordinario, sono cose sotto gli occhi di tutti. Il “decreto salva-banche” (e affossa-risparmiatori) l’ha fatto il governo Renzi, non il governo Conte. Con Renzi nel 2015 abbiamo sborsato 712 miliardi, circa 12 miliardi di tasse in più rispetto al governo Monti, che è tutto dire. L’ha detto l’Istat, non lo dico io.

      C’è stata indubbiamente una “mutazione genetica” sia nelle destre che nelle sinistre storiche a partire dall’inizio del millennio. E poiché noi siamo qui e ora, credo sia doveroso parlarne se non vogliamo fare la fine dei vecchi rincitrulliti che invece di guardare in faccia alla realtà continuano a parlare dei “loro tempi”, che ci sono stati, ma sono passati.

    • La clessidra si è rovesciata. Immagine molto chiara. E fai bene, Rita, ad anteporre il termine “cosiddette” davanti a queste “destre” e “sinistre”.
      Sarebbe insomma una sorta di inversione della rappresentanza politica, ovviamente con tutte le cautele e i distinguo del caso. E ricordo che hai riferito questa situazione solo all’Italia.
      La cosa è ovviamente più complessa, lo sappiamo, però mi interessava, su questo punto ineludibile in ambito politico (e geopolitico), proprio la dinamica fondamentale, secondo il tuo punto di vista, che comprendo essere piuttosto condiviso tra la gente normale riguardo a questi concreti aspetti economici, come le ultime elezioni dimostrano.
      Adesso si tratta di vedere se, nei fatti, i nuovi titolari cosiddetti “destri” di tale rappresentanza (titolari solo in parte, ma per una quota significativa), opereranno davvero nel senso promesso. Vale a dire, con politiche sociali realmente favorevoli ai ceti meno abbienti e tali da porre rimedio, in tutto o in parte, all’attuale situazione di sperequazione economica e di ingiustizia sociale. Questo sarà il nocciolo del problema, molto pratico.
      Hanno un’occasione molto ghiotta, questi cosiddetti “destri”. Almeno sino a quando una nuova cosiddetta “sinistra” cercherà di riprendersi la rappresentanza politica in nome degli italiani più disagiati.
      Momento interessantissimo. Con ampi spazi d’azione politica e d’intervento economico. Oltre ai soliti tormentoni mediatici, anti-europei, migrazionisti, etico-sodomitici e via dicendo, esiste un terreno di battaglia, quello vero, quello della divisione delle risorse e della ricchezza, che aspetta nuovi eserciti, nuovi condottieri, nuove strategie. Sarebbe bello avere oggi vent’anni e andarci a combattere. Difficile rassegnarsi alla vecchiaia, al posatoio del gufo, alle solite borre. Mah, vediamo se in Italia qualcuno giovane di età e di sinapsi capisce quanto spazio politico ci sia.

    • In effetti, Pietro, i nuovi titolari del governo italiano non sono propriamente “destri”, essendo la maggioranza parlamentare formata da soggetti del M5s che, come sappiamo, non rappresentano più il Paese reale, epperò sono lì e votano e/o bloccano i provvedimenti. Mi sembra che in questo momento ci si stia impegnando in una specie di tiro alla fune: da una parte i grillini statalisti e incarnazione dell’eterno aspirante al posto fisso sul modello Checco Zalone, dall’altra parte una Lega che vorrebbe riaprire i cantieri, abbassare le tasse del ceto medio (settentrionale) e portare a casa l’autonomia differenziata che, per noi che abitiamo in Lombardia, sarebbe una manna.

      Rovesciati sono anche i legami internazionali sul piano geopolitico: un tempo “i comunisti” adoravano la Russia e i Paesi dell’Est, maledicendo a ogni piè sospinto la Nato, oggi i loro eredi in linea dinastica sono atlantisti sfegatati e guai a chi tocca Bruxelles, che se ci tartassa vuol dire che ha ragione. Non so se hai osservato i filmati di repertorio mandati in onda in occasione della recente visita di Putin a Roma: serissimo e tutto d’un pezzo lo zar (che comunque la si pensi è l’unico vero statista del secolo presente, colui che entrerà nei libri di Storia) ha stretto le mani di Mattarella, Bergoglio, Conte, ministri e sottosegretari; una volta soltanto ha sorriso, quando ha incontrato Matteo Salvini. Anche questo è un segno dei tempi che cambiano, cinquant’anni fa un simile trattamento sarebbe toccato a Togliatti.

      Sono d’accordo con te, il momento è interessantissimo.
      Sotto questo aspetto, è una fortuna esserci e viverlo.

      Credi che il Pensiero Sinistro lo abbia capito?
      Io dico di no.

    • Lo spazio a “sinistra” è notevole proprio perché questi qui non hanno capito e continuano a non capire.
      Si tratta di uno spazio enorme, con l’ingiustizia sociale che c’è e con l’assenza attuale di focus politico sul vero nocciolo della questione, un nocciolo economico, con divaricazioni di ricchezza sempre più accentuate. Tutti guardano da altre parti, tranne forse Landini, che però viene da una scuola sindacale in parte compromessa agli occhi di molti italiani.
      Il terreno sociale è quasi pronto.
      Manca l’uomo. Per adesso.

    • Si, hai ragione, “il popolo” si sta preparando. Ma “la sinistra” è morta e non sarà certo un Fratoianni in versione Jack Sparrow a resuscitarla. Né il Pensiero Sinistro può ormai esprimerne le istanze, dopo tutto quello che ha detto e fatto. A questa gente non “manca l’uomo”, mancano totalmente le idee, non hanno una visione credibile del futuro, nessuna strategia economica per uscire dallo stallo, niente di niente. Parola d’ordine: a morte Salvini.

      Oltre tutto stiamo parlando di un Salvini (anche Di Maio a modo suo) che incontra le piazze e di uno Zingaretti che gira l’Italia muovendosi da una sede di partito all’altra. La scorsa settimana a Genova ci saranno state si e no una cinquantina di persone, inclusa lady Pinotti che faceva gli onori di casa. Bei tempi quando “i compagni” andavano in giro per le fabbriche.

  • Il punto, signor Martini, è stabilire quali siano i ‘buoni argomenti’. Per dimostrarlo servono altri buoni argomenti e così via. A un certo punto, si tratta di pregiudizi più che di argomenti. Se non avessimo dei solidi pregiudizi non ci convinceremmo mai di niente.

    • Stai dicendo, Livio, che il Pensiero Sinistro non sarebbe un “buon argomento” perché, pudicamente, di certe cose è meglio non parlare? Ma allora, m’inviti a nozze.

    • Rita, tu puoi portare tutti i ‘buoni argomenti’ che vuoi. Sono buoni per te. Un altro dirà che non sono buoni. Sulla base di che? Dei suoi pregiudizi. Quindi, in materia di politica, nessuno si lascerà mai convincere dagli argomenti degli altri, se non corrispondono a quello che già pensa.
      E poi, certo, c’è il problema del pudore, del galateo. Se tu parli con un tizio molto grasso, non è bello dirgli: “ma sa che lei è obeso?”…

    • Non penso, signor Cadè, che i buoni argomenti siano sempre così irriconoscibili o che si possano sempre confondere con i pregiudizi. Siamo esseri imperfetti e fallaci ma tentare di dialogare, provare a comprendersi e cercare di mettere alla prova le proprie opinioni non mi sembra sempre così inutile.

    • Infatti, è inutile solo nel 99% dei casi.

    • Ammetto che modestamente rinuncerei, sopratutto su argomenti del genere, ad aver pretesa di simile precisione.

    • Infatti sono stato approssimativo. La percentuale esatta è del 99,37%.

  • Ma siamo sicuri, ad esempio, che la flat tax, voluta dalla destra di Salvini possa essere considerata di sinistra? Siamo sicuri che quota 100 lo sia, senza necessariamente un turn over? Siamo sicuri che il reddito di cittadinanza voluto dai 5stelle metta una pezza alle ingiustizie sociali? Io credo, che oltre le generalizzazioni o giudizi di parte, tutte le riforme in atto andrebbero analizzate una per una, metodo Piero , per classificarle.

    • La flat tax ridurrebbe la tassazione sul ceto medio (e chi se ne frega se pagano meno anche i ricchi, non siamo invidiosi); quota 100 e’ stata usata in prevalenza dai pubblici dipendenti, quindi parliamo ancora di ceto medio; che non ci sia il turn over lo dice il Pd, fingendo di non sapere quanto tempo ci vuole per bandire i concorsi; il reddito di cittadinanza invece l’hanno preso in buona parte i rom e gli stranieri (che hanno la casa in patria e percio’ non risulta sull’Isee), difatti i grillini non vogliono pubblicare i dati dei destinatari.

      Non e’, comunque, che decenni di ingiustizie sociali si risolvono in un anno di governo. Tempo al tempo. Intanto la disoccupazione e’ calata e la produzione industriale e’ su di qualche zero virgola ….. se le minoranze smettessero di remare contro l’Italia (i mercati hanno orecchi e occhi dappertutto), forse, chissa’ ….

  • Ad esempio oggi ho scoperto che per gli over 65, in regione Lombardia, per evitare sprechi diagnostici, una risonanza magnetica al mio ginocchio si paga integralmente: 150 euro. Voluto da Fontana, è di destra o di sinistra?

    • Pensa che nei Paesi scandinavi (socialisti) non li curano neanche piu’ …. piu’ persone accedono al wellfare (hai presente quante “zecche” ci sono in Lombardia?) meno risorse ci saranno andando avanti. Anche per questo speriamo nell’autonomia differenziata, per usare parte delle nostre tasse per noialtri, com’e’ giusto che sia.

  • Io procederei in questo modo: fate pure tutte le analisi che volete, poi se risultate sani pagate tutto. Così i fanatici della prevenzione o gli ipocondriaco si darebbero una regolata.

  • Rita, la tua fiducia in questo Governo, o in Salvini, è commovente

    • Penso che tu ti stia rivolgendo non a me, nello specifico, ma al sessanta per cento degli italiani che di Pensiero Sinistro non ne vuole sentir parlare neanche di striscio. La fiducia è stata data a questo governo non perché sia l’apoteosi dell’amministrazione perfetta ma per il semplicissimo motivo che non c’è nessun altro a cui darla. Comincio a essere stufa di ripetere questo concetto, non so se tu non capisci o sei fai finta di non capire.

      Se hai argomenti in difesa del Pensiero Sinistro, comunque, tirali fuori. Se ne può parlare tranquillamente. Altrimenti ti riduci come il Pd che tutti i giorni dichiara che Salvini è un pirla. Bravi, bene, e poi?

  • No, la fiducia a questo governo è stata data per le loro mirabolanti promesse, che nell’immediato magari qualche risultato lo danno, a lungo termine non credo proprio. O credono di poter andare avanti con quota cento e reddito di cittadinanza? Ma per piacere.

    • Leggere la Gazzetta Ufficiale anziche’ Repubblica, cosi’ si vedono i provvedimenti che vengono quotidianamente votati.

      Comunque qui in casa mia ci stiamo scompisciando dal ridere perche’ due eminenti esponenti del Pensiero Sinistro (Guzzanti, Bonafe’) stanno disquisendo su un tema di vitale importanza per l’Italia: Salvini e’ un sessista maschilista perche’ ha dato della “sbruffoncella” a Santa Carola e tale aggettivo e’ chiaramente denigratorio nei confronti delle donne poiche’ il maschile “sbruffoncello” non si usa. Sull’argomento e’ scesa in campo anche la Boldrini (finalmente qualcosa da fare!). Ha ragione Livio: Salvini non deve fare proprio niente, fa tutto il Pensiero Sinistro.

  • E poi scusa, ti pare che il 60% degli italiani sia un argomento?

    • So che il Pensiero Sinistro ha in odio le libere elezioni, ma siete una minoranza.

  • Gli accadimenti degli ultimi giorni mi hanno fatto cambiare idea: non parlerò più di Pensiero Sinistro, d’ora in avanti, ma di Pensiero Masochista. Solo chi gode nell’autodistruggersi può accusare il nemico (Salvini, ovviamente) di essere “filorusso” (accrescendo così le sue quotazioni), dopo che lo stesso ha dimostrato in svariate occasioni l’esatto contrario. Neanche un mese fa Salvini è volato in Usa e si è allineato con Trump sulle sanzioni all’Iran, in pieno contrasto con la linea europea, senza che i Cinquestelle dicessero una parola. Nel dicembre scorso il ministro degli interni è andato in Israele e ha schiacciato le sue posizioni su quelle dello Stato ebraico come mai aveva fatto un ministro nella storia della repubblica italiana, C’é in tutto questo qualcosa che non quadra: il blocco israelo/americano avrebbe ottenuto da Matteo Salvini il massimo appoggio gratis, mentre la Russia avrebbe pagato per non avere contropartite? Qual è la logica? O per meglio dire, il Pensiero Masochista pensa e agisce secondo una logica?

    Premesso che due russi (qualsiasi, non governativi) e tre italiani (qualsiasi, non governativi) al bar possono, tutt’al più, fornire materiale utile per una barzelletta, anche l’ultimo dei cretini ha capito che la magistratura che ha dormito per tutta la guerra fredda ora va processando “gli sgraditi” all’establishment in ossequio a principi di pulizia morale (che fatta dai magistrati è tutta un programma) che non hanno nulla a che vedere con la giustizia. Ma non è neppure questo l’aspetto peggiore della vicenda.

    Quale differenza di visioni a lungo termine tra “le sinistre” del secolo scorso e il Pensiero Masochista!!! Che diversità di stile!!! Un tempo i politici di sinistra erano larghi di vedute mentre oggi siamo alle prese con un bigottismo disarmante. Cossiga, per esempio, sui finanziamenti dei Sovietici al PCI invitava a non alzare inutili polveroni perché sarebbe stato “assai strano che l’ Urss non avesse finanziato i comunisti italiani” dato che “partiti occidentali erano finanziati soprattutto dagli Stati Uniti”. Cossiga, inoltre, rammentava, che spesso i servizi segreti italiani “scortavano” a distanza i compagni che facevano la spola tra Roma e Mosca affinché il passaggio di rubli avvenisse in tutta sicurezza evitando guai peggiori. La provenienza “sicura” dei fondi impediva ai comunisti di lanciarsi in forme di autofinanziamento più spregiudicate. Adesso in Italia, invece, qualcuno (Bonino, ma non solo) può dichiarare pubblicamente di ricevere soldi “da fuori”, ovvero da Soros, senza che il Sistema e i suoi apparati (magistratura e media) inorridiscano, mentre ad altri la stessa possibilità viene preclusa. Due pesi, due misure.

    E’ arcinoto che da sempre la politica estera e militare dell’Italia viene decisa non a Roma ma a Washington, in barba al «sovranismo» attribuito all’attuale governo. Chi pensa a qualcosa di diverso, o è in malafede oppure è stupido. Zingaretti ha parlato l’altro ieri di “tessuto del multilateralismo internazionale rappresentato dagli Stati Uniti e dalla Nato” come se fosse un discorso per la difesa dell’autonomia nazionale (quale?). Perché la magistratura non indaga sul filoamericanismo del suo partito? Come mai i giornalini di Giamburrasca non gli hanno dedicato paginoni di str****** e/o riservato accuse? Ora io mi chiedo, da cittadina media che paga e subisce: perché continui a farci vergognare di essere italiani, o Pensiero Masochista?

  • Mi ha fatto troppo ridere Marcello Veneziani alle prese con l’ultima “fatica” di Massimo Recalcati, uno degli “intellettuali” più quotati del Pensiero Sinistro, nonché indimenticabile macchietta di Maurizio Crozza. Esilarante :

    https://www.marcelloveneziani.com/articoli/il-venditore-di-baci/

    • A Veneziani piace vincere facile. Vedi l’altro articolo da te consigliato, dove spiega cose che anche un idiota ci potrebbe arrivare da solo. Se è necessario spiegarle vuol dire che siamo invasi dai cretini. Comunque, quelli del Pensiero Sinistro anche se gliele spieghi non le capiscono.

  • Verissimo. Ma senti questo tweet:
    “E’ il caldo. Spero che sia il caldo. Perché tra Gozzi ieri e Scalfarotto oggi vi giuro che stiamo raggiungendo vette di stupidità mai prima conquistate nella politica contemporanea.”

    Non l’ha postato il solito ignorantone xenofobo sessista che sappiamo bensì Carlo Calenda (PD), che comincia ad avere dei dubbi sulla sanità mentale del suo partito. Figurarsi noi italiani che osserviamo da fuori! Sulla visita fatta in carcere ai due americani imputati dell’uccisione del carabiniere Mario Cerciello Rega svolta da Ivan Scalfarotto, deputato dem, credo ci sia poco da aggiungere ma è il caso Gozi (arruolato da Macron) che indica la vera natura del Pd: una organizzazione senza storia né patria, a tutti gli effetti un “partito dello straniero”. Mancava giusto quello che si mette il berretto frigio e pianta l’albero della Libertà per servire il napoleoncino di turno; ma adesso c’è.

    E che dire del povero Zingaretti che ogni santo giorno va in Tv a dire “il governo ormai è diviso su tutto” quando invece è il suo partito ad essere “ormai diviso su tutto”, prova ne è il fatto che volendo sfiduciare un ministro (Salvini, ovvio) hanno fatto partire due raccolte firme: Zingaretti ne ha una sua, Renzi ha la sua.

    Ma a noi italiani, chi ci pensa?

    • Ci pensa Salvini, intanto che le cubiste del Papeete, con costume leopardato, ballano l’Inno di Mameli in versione house. Rita, le tue fonti non lo dicono?

    • Capisco che per quelli come te erano meglio il riserbo snob dei politici in spiaggia con i mutandoni e le cene intime nelle ville di Capalbio, in mezzo alle quali l’ingresso “ai negri” era vietato. Ma fattene una ragione e sorridi al mondo, i tempi sono cambiati.

  • ….mah, in effetti non trovo alcuna soddisfazione nel trovare contrapposti un “pensiero sinistro” con un “pensiero …..maldestro”!
    Poche o nulle le chances per uscire dalla palta nella quale arranchiamo.
    E l’eventualità di elezioni anticipate si presenta drammaticamente come un salto nel buio.
    Che “tenga” almeno l’accoppiata Mattarella/Conte, e resistiamo aggrappati al ….. relitto!

    • Temo proprio che con il “partito del Quirinale”, come ormai viene chiamato da tutti (hai dimenticato Tria, c’è anche lui), non andremo da nessuna parte e rimarremo nel pantano fino alla fine dei nostri giorni. E’ la DC versione 4.0

  • I tempi sono cambiati senza dubbio,
    e senza tirare in ballo il senso delle Istituzioni, mi verrebbe da dire che la differenza di atteggiamenti e comportamenti, vedi il mescolarsi alla folla per far credete di essere uno di loro, non sia un senso politico, ma del potere fine a se stesso. Facendo finta di fare il bene comune non faccio altro che alimentare il mio ego smisurato che senz’altro sottende ad un progetto. Il meno rassicurante, dimenticando che non siamo nella repubblica di Weimar, e che decenni di democrazia a molti hanno creato quegli anticorpi che permettono ancora di criticare, contrastare e giudicare. Con un senso della Storia che i balneari di Milano Marittima non hanno. Speriamo che se lo facciano anche loro prima che sia troppo tardi.

    • So di ripetermi: andate avanti a fare simili “pensieri sinistri” che noi popolo volgare e ignorantone siamo a cavallo!!! Se qui c’è un “ego smisurato”, quello è senz’altro il vostro, ma drammaticamente non ne avete coscienza.

  • Allora mettiamola così. È passato un anno da questo governo, e siamo tutti i giorni in un vicolo cieco. Mi chiedo: come mai Salvini, col consenso che ha, e con le destre avrebbe senz’altro una nuova maggioranza, perché non vuole andare ad elezioni? Se davvero avesse un’ idea chiara di futuro, perché non vede di metterla in pratica? Se davvero i tempi sono cambiati cambiamo anche noi, non credi? Ma poi dov’è questo nuovo che avanza? Nell’aver spostato la sede del Viminale per continuare a parlare di zingaracce? Dove sono le grandi riforme annunciate? E quelle realizzate hanno forse migliorato l’economia del paese? Non sarebbe ora di vedere dei risultati? O siamo ancora qui ad accontentarci dei porti chiusi? Che poi non è vero. Fiat tax, tav, una nuova Europa? Non è forse stato un anno di chiacchiere cavalcando innocue tigri?

    • Non sei un buon osservatore della politica. Salvini non si fida di Mattarella/Europa (mai fidarsi dei democristiani), non è sicuro che alla caduta del governo giallo-verde corrisponderebbe una tornata elettorale ma, anzi, teme l’avvento di un “governo tecnico” (concordato come i precedenti con Bruxelles) che per noi italiani sarebbe la fine del (nostro) mondo. Se i Monti-Letta-Gentiloni ci hanno ferito a morte con le loro insulse ricette economiche dettate dai crucchi, un nuovo governo tecnico ci ucciderebbe.

      Tuttavia l’anno venturo lo scenario potrebbe essere un altro. Forza Italia (la terza gamba) sta cedendo, il bravo Toti (noi liguri ne siamo contentissimi) sta dando vita a una nuova realtà politica, Salvini e Meloni crescono a vista d’occhio, e allora le elezioni politiche potrebbero essere auspicabili.

      Non ho citato PD e M5s perché sono chiaramente vuoti a perdere. Il primo continuerà a raccogliere (finché scampano) i voti dei pensionati post-sessantottini, il secondo dei fancazzisti del Sud, ma più in là di tanto non possono andare, non avendo una vera idea alternativa da proporre al Paese ed essendo entrambi dilaniati da conflitti interni.

    • Caro Ivano, la gente psicologicamente nega non solo le notizie, ma non ascolta le opinioni che sono contrarie al proprio credo. Si arriva, anche, a rifiutare di dar per vero un fatto avvenuto. E se non si può farlo perchè il fatto è riconosciuto, si cerca di sminuirne la portata, dandogli un significato tale da difendere le proprie certezze. Gli individui tendono a usare la ragione per giustificare le proprie convinzioni e azioni e a svalutare gli argomenti contrari che gli altri indirizzano a noi. Tutto ciò è ben argomentato in un libro di Hugo Mercier e Dan Sperber “The Enigma of Reason”. Che poi il pensiero sia sinistro o destro, c’entra poco.
      E a proposito di Marcello Veneziani, anni fa, lessi un suo editoriale curioso sul “Giornale” dedicato all’uomo grigio, Romano Prodi. Perchè grigio? Perchè, secondo Veneziani, fa una vita banale, sempre in giro con la stessa donna (la moglie), neanche un aperitivo con qualche biondona del suo staff; insomma, un insopportabile monogamo, come D’Alema, che tra tanti difetti (e ne ha) è monogamo anche lui, pare. Mentre Berlusconi non è, non è mai stato, un uomo grigio, ma gaudente, spiritoso, capace di meravigliose serate con tante biondone, pure non poche more e color caffelatte, così si è scritto e spifferato.
      In un articolo su “Panorama” (28.11.18) Veneziani si è dedicato al desiderio di dittatura. L’animale che ci portiamo dentro è la voglia di dittatura. “Serpeggia e non da oggi tra la gente un desiderio indecente di dittatura. E’ il desiderio di decisioni rapide, nette, radicali….D’altre parte nel mondo Putin, Trump, Xi, Erdogan, Bolsonaro e via via scendendo, suggeriscono che un decisore, se non un dittatore, un autocrate, ci vuole per governare il caos. Magari a tempo. Come i dittatori d’epoca romana, con mandato circoscritto e controllo”. Tutto chiaro? Non proprio, perchè anche Veneziani si fa cogliere da un velo di malinconico grigiore (poco gaudente) spiegando a fine articolo che, purtroppo: “la dittatura che voglio io non è quella che vuoi tu. La dittatura del vicino è sempre più brutta…E tanta è la paura che diventi una dittatura contro i nostri interessi, i nostri comodi, che alla fine ripieghiamo sull’inconcludente democrazia”. Che uomo grigio, in fondo, il Veneziani, appassionato del dittatore a tempo parziale.

    • Caro Marino, che Prodi sia “un uomo grigio” mi sembra evidente. Ma non banalizzare l’intelligenza critica di Veneziani; non ho dubbi che abbia ironizzato sul noioso monogamismo del “Mortadella”, è il suo stile di scrittura, ma Veneziani è tutt’altro che stupido e il “grigiume” a cui allude è di ordine squisitamente politico. Non dimentichiamo che negli Anni ’90 l’Italia era la quarta potenza industriale del mondo e le sue aziende godevano di ottima salute. Poi ci fu la svendita in prevalenza a gruppi stranieri delle aziende della cosiddetta “galassia Iri” decisa da noti geni dell’economia e della finanza che rispondono ai nomi di Mario Draghi (principali marchi dolciari a Nestlè, Eni ed Enel privatizzati al 70%), Carlo Azeglio Ciampi (privatizzazione di Credito Italiano e Banca Commerciale Italiana, BNL confluita in BNP Parisbas), Romano Prodi (Autogrill ai Benetton, Telecom ad Agnelli/Colaninno/Bennetton, GS ancora a Benetton), Massimo D’Alema (Banco di S.Spirito, poi Banco di Roma, poi Imi privatizzate a pezzi e confluite nell’Ilva), Giuliano Amato (privatizzazione di Finmeccanica).

      Siamo stati svenduti. E’ questo il “vivere nella zona grigia” che fa la differenza.
      Sempre meglio un dilettante, dunque, di un traditore.

      Nel virgolettato di Veneziani che citi non si fa affatto un’apologia all’avvento di una dittatura (bisogna essere dei romantici per pensare oggi a una cosa del genere) ma traspare l’auspicio a farla finita con “il grigio”, il tirare a campare, perché NON C’E’ PIU’ TEMPO! Siccome mi sembra di aver capito che sei un buon lettore, mi permetto di suggerirti l’ultimo libro di Veneziani “Nostalgia degli dei. Una visione del mondo in dieci idee” (Marsilio). Leggilo senza pre-giudizi, sei un uomo sensibile, potrebbe piacerti.

      Che poi, si continua a evocare fantasmi del passato, ma in realtà di cosa stiamo parlando? La dittatura c’è già e ci sovrasta. Giovani e vecchi in misura variabile, siamo tutti schiavi del cartello privato della moneta e della finanza che agisce alle nostre spalle attraverso la creazione orchestrata di una perenne carestia monetaria, giustificata con false teorie economiche e finalizzata ad aumentare le ricchezze della classe globale dominante a scapito della popolazione generale. Non nascondiamoci dietro un dito, dai.

    • So come la pensa Marcello Veneziani, conosco il suo a-fascismo culturale, perchè lo seguo da tempo, come mi capita di leggere di altri intellettuali, Giordano Bruno Guerri, per esempio, che da anni lavora a ripulire gli ottoni del buono che ci fu, nel fascismo. Non passo il tempo ad abbeverarmi solo dei miei succhi preferiti. E’ normale che segua pure intellettuali, giornalisti, scrittori di destra, anche di destra estrema; è rispetto per il pensiero critico, che è inquetudine, curiosità, ricerca. Oggi, il giornalismo e gli studiosi a-fascisti, che disprezzano o detestano la democrazia, sono tanti e in crescita; e grazie alla Rete, sembrano moltiplicarsi. Come ci fu, a lungo, una sorta di egemonia del giornalismo di sinistra, che ho sempre riconosciuto, e, nel mio inutile angolino, spesso attaccato, sui giornali e in televisione, sta lentamente avvenendo l’opposto. Quando posso sfoglio “Il Foglio”, e leggo Feltri e Belpietro, vecchie conoscenze da quando lavoravano insieme all'”Europeo” e all”‘Indipendente” (Feltri, da quando era inviato regionale al “Corriere della Sera” e frequentava i circoli socialisti, simpatizzando per la sinistra di Signorile). L’ironia di Veneziani non è ironia, ma sarcasmo, parlando del “grigiore” di Prodi e di altri personaggi, poco gaudenti, non profittatori del loro ruolo per collezionar conquiste sessuali, che, se non sbaglio, è una regola fissa, una caratteristica del pensiero e dell’azione del fascismo, del nazismo, dello stalinismo; è parte di un’idea precisa di come dev’essere un potente, un politico, come si vuole che sia una vita che vale la pena di essere vissuta. Opinioni maschie. Certe volte si capisce come la pensa qualcuno da piccoli dettagli, che dettagli non sono, ma rappresentano la sua idea del mondo, della società. Veneziani, la democrazia, la disprezza; mentre il sottoscritto, nella democrazia ci crede. E come diceva mia madre, ci sono persone con cui non si condividono neanche le unghie dei piedi: ecco: Veneziani è uno di questi.

  • Non è vero, non ci sarebbe nessun governo tecnico. La destra avrebbe tutti i numeri per vincere e i fuoriusciti da Forzaa Italia con confluirebbero certamente nel centro sinistra. Se Mattarella vietasse le elezioni la destra avrebbe i numeri per scendere in piazza.

    • Ti hanno informato da Bruxelles?
      Ah, bè, allora …….

  • In verità, e non c’è bisogno che lo dica, facendo fatica a far quadrare il mio di bilancio, non vorrei addentrarmi in argomenti che non sono miei. Però, con fatica, ho appena letto su A&F, inserto del giornale che leggo, un articolo che mi pare contraddica l’intervento di Rita sulle privatizzazioni. In sintesi, e copio, “al listino di Milanosu una capitalizzazione totale di 460 miliardi, il 40% è di società a controllo pubblico. E se si guarda alle prime 12, la quota sale oltre il 50%, come se la rivoluzione delle privatizzazioni non ci fosse stata”. Naturalmente chi legge può approfondire.

    • Per amor di contraddizione fai addirittura un parallelo tra le privatizzazioni selvagge del 1992 (a beneficio degli amici degli amici) e il numero di A&F (che non so cosa sia) di stamattina? Allora, immagino, sarai anche in grado di fare un’analisi storico-finanziaria comparata dell’excursus delle s-vendite intervenute negli ultimi anni.

      La faccio semplice, così ci capiamo: se tu trent’anni fa hai venduto i preziosissimi gioielli di tua nonna, tutti pezzi unici lavorati a mano, e in seguito hai ri-comprato delle ciofeche fatte in serie giusto per tenere qualcosa nel cassetto, è la stessa cosa? Sei ricco come prima?

      Il know how che se n’è andato, professionalità e competenze buttate via con incosciente sufficienza, in Italia non torneranno mai più. Anche perché nel frattempo altri Paesi (Cina e India in primis) si sono attrezzati per produrre le stesse cose a un costo inferiore.

  • Hai ragione tu. Comunque il riferimento è Affari e finanza, l’inserto economico di Repubblica di oggi.

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