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ADRIANO TANGO

Super batterio al debutto: il New Dheli

Succede in Toscana, e si spera per ora soltanto. Il New Dheli è l’ennesimo ceppo mutante intestinale di superbatterio, cioè resistente ad ogni antibiotico, associato alla morte di individui defedati, e per dire causa diretta e fondamentale di morte ancora è presto. Tuttavia sentir parlare di una mortalità del 40% dei pazienti contagiati che sviluppano

Succede in Toscana, e si spera per ora soltanto. Il New Dheli è l’ennesimo ceppo mutante intestinale di superbatterio, cioè resistente ad ogni antibiotico, associato alla morte di individui defedati, e per dire causa diretta e fondamentale di morte ancora è presto. Tuttavia sentir parlare di una mortalità del 40% dei pazienti contagiati che sviluppano una sepsi non rassicura certo, soprattutto se non c’è cura. Una normale klebsiella, quale tutti ne ospitiamo, ma rotto l’equilibrio con gli altri ospiti intestinali, la prima barriera di difesa che dobbiamo al nostro microbiota, questa non la ferma più nessuno! Un batterio a diffusione solo ospedaliera, si dirà, e poi si diffonde da ospite a ospite tramite le mani del personale, basta osservare l’igiene! Non credo che il personale sanitario toscano sia costituito da soli zozzoni però. Darei molta più importanza a tre fattori:
1 Ospedali vecchi: dai miei studi di igiene ospedaliera la vita tecnica di un ospedale è di 25 anni! Infatti la corretta prassi sarebbe quella di predisporre un’area per il nuovo ospedale al momento dell’inaugurazione del precedente.
2 Troppi viaggi turistici: come ha viaggiato dall’India alla Grecia e Italia, principali paesi di diffusione?
3 La risaputa regola del corretto utilizzo di antibiotici, la loro proscrizione in zootecnia, sono ancora carenti. L’educazione della popolazione deve iniziare fin dalla tenera età, ma a quest’osservanza ormai credo poco. Nel mio ultimo soggiorno marino ho ascoltato involontariamente la conversazione di una signora che addirittura “assumeva antibiotici per punture di medusa”. Altro che fai date! L’ignoranza impera.
E intanto gli inquietanti scenari geopolitici evocati dai ricercatori assumono sempre maggior consistenza, nonostante alcuni negazionisti continuino a seminar dubbi.
Quesito: nel dimezzare l’umanità vincerà il calore africano o la comunità batterica? Non c’è bisogno di competizione, perché tutti sanno dalla comune esperienza del deperimento degli alimenti in estate che il caldo, bastano pochi gradi in più, accelera la moltiplicazione batterica. Il numero di duplicazioni, sotto la pressione di un ambiente “antibioticizzato” è direttamente correlato alla comparsa di resistenze. I due fattori quindi convergono.
Pessimista? Vi ho esposto solo una nota di cronaca dovuta, fra i temi di mia competenza. Ma come mi piacerebbe parlare solo di progressi e cose belle!

ADRIANO TANGO

21 Set 2019 in Ambiente

4 commenti

Commenti

  • ChissĂ  se i virus, che c’erano su questo pianeta molto prima di noi, si ricorderanno, visto il lungo elenco di bellissime specie da loro sopraffatte, di quando hanno sopraffatto noialtri sgraziati scimmioni presuntuosi.
    Un tema fondamentale, Adriano, quello del proliferare di questi nuovi ceppi virali e del nostro facilitare la loro diffusione per ignoranza o sconsideratezza.
    Surriscaldamento ed epidemie virali, una combinazione micidiale, hai ragione.
    Invece di “in cauda venenum”, potremmo dire “in calida venenum”.
    Bei tempi, quando i problemi erano gli scorpioni.
    Oltretutto, soggetti meno scemi di noi.

    • Tutto si incentra nel concetto di armonia: i virus hanno contribuito alla nostra evoluzione, ad esempio inglobando pezzi di DNA, trasportandoli, cedendoceli (la funzione placentare un esempio). Batteri convivono fra di loro, unico organismo mondiale multispecie che si scambia informazioni fra le entitĂ  apparentemente distinte e con noi, il famoso microbiota intestinale a esempio, da cui dipende la buona salute. Anzi, i mitocondri verosimilmente sono batteri divenuti ospiti stabili (infati hanno diverso DNA). Non si possono rompere gli equilibri senza prevedere gravi conseguenze, nella vita di tutti i giorni, ma nei meccanismi fondamentali ancor di piĂą!

  • Adriano, fratello mio, ma quante cose sai, mi sento un verme (non un virus o un batterio che, ho visto, hanno grosse , importanti responsabilitĂ !).
    Dacci qualche dritta, semplice manuale di coportamento quotidiano, per …..scapolarla. E grazie!

    • Fratellone alla larga dagli ospedali e affoollamenti in genere e lavarsi le mani. Sul sapere mi permetto di proporre queste selezioni di notizie perchĂ© ricevo stampa e notizie online di settore. Il punto è che considerarci “individui” è erroneo, siamo un unica colonia in equilibrio instabile, e guai a chi lo tocca. Sono stati cresciuti topi sterilizzati in ambiente sterile: senza batteri crescono malaticci.

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