menu

WALTER VENCHIARUTTI

Cascine soresinesi

  Al rifugio degli Artisti di Crema espone fino al 10 c.m.  Roberto  Dellanoce. Per chi scrive l’interesse verso questa mostra non è solo artistico. I quadri  raffiguranti le strutture abbandonate delle cascine costituiscono un tuffo nelle emozioni dell’infanzia e i ricordi si  affacciano prepotenti  alla memoria. Il Paradiso,  il Castello, il Serraglio sono alcuni

 

Al rifugio degli Artisti di Crema espone fino al 10 c.m.  Roberto  Dellanoce. Per chi scrive l’interesse verso questa mostra non è solo artistico. I quadri  raffiguranti le strutture abbandonate delle cascine costituiscono un tuffo nelle emozioni dell’infanzia e i ricordi si  affacciano prepotenti  alla memoria. Il Paradiso,  il Castello, il Serraglio sono alcuni nomi delle dimore rurali. Nella prima metà del  secolo scorso, alla stregua di piccoli paesi, vere e proprie fortezze a corte chiusa,  questi centri erano ancora  popolati da una miriade di bambini intenti  a giocare e rincorrere sull’aia gli animali da cortile. L’artista ha saputo riprodurre con estrema fedeltà le tinte, i giallini, i tenui rosati delle facciate arse dal sole estivo, il buio delle imposte e dei portoni,  col legno corroso dal tempo,  le minacciose finestre che pendono mosse dal vento. Negli interni consunti,  presso le ciclopiche cappe dei camini annerite dal fumo, tra le macchie  dell’umidità che  impregnano  i muri, sembrano rivivere  e prendono corpo le ombre degli antichi abitanti. L’avvedutezza contadina tinteggiava di  verde e d’azzurro le pareti degli interni per allontanare l’assalto degli insetti molesti.  Qui il genius loci  si esprime prepotente nelle stalle. Ĕ testimoniato dall’elegante sequela  dei colonnati, dal sorprendente succedersi dei voltini , degni di una cripta romanica; trova riscontro  nei soffitti a capriate di enormi fienili,  dalle ambiziose travature composte da catene, ometti, puntoni, che conservano intatta  l’imponenza degna delle antiche cattedrali medioevali. Ovunque regna un desolante abbandono, ma  l’elemento umano è solo apparentemente assente,  di lui ci parlano, in modo  assordante, innumerevoli testimonianze.

WALTER VENCHIARUTTI

03 Nov 2019 in etnologia

4 commenti

Commenti

  • Il mondo e il clima della tua infanzia, Walter, ma anche della nostra: i tanti ragazzi che giocavano nei cortili (anche senza rincorrere gli animali).
    Quel mondo ora è scomparso. Quei… tanti ragazzi si sono drasticamente ridotti in un Paese come il nostro che ha il triste primato della piĂą bassa feconditĂ  al mondo.
    Allora, nei cortili vedevi il… futuro.
    Oggi, non piĂą, ma solo il declino.

  • Grazie dell’info Walter!
    Al proposito, “il Rifugio degli Artisti” si trova in Via Piccinardi 10, zona SS TrinitĂ  !

  • Caro Piero purtroppo i nostri giovani piĂą preparati, alla ricerca di lavoro e di una situazione migliore, si trasferiscono all’estero e formano lĂ  le loro famiglie

  • Molto bello Walter, grazie. Visiterò la mostra, ma come può partecipare a queste atmosfere un Terrone? Come noto sono romano di nascita, laziale nell’infanzia, bolognese fino all’adolescenza. Eppure sulle atmosfere posso garantire che è facile accorgersi dell’universalitĂ . Un soffitto può essere stato piĂą basso, o un camino piĂą o meno ampio, il richiamo della mamma in lombardo o in romanesco (veramente a casa mia era vietata anche una semplice inflessione, tuttavia…), dicevo gli elementi c’erano tutti. Indipendentemente dai paralleli vigeva un parallelismo, e bene hai fatto a indurci a vedere la cosa con gli occhi stupiti di un bambino. Proprio un bambino ha le piĂą alte probabilitĂ  di entrare in queste tele. Ci andrò, ti ringrazio.

Scrivi qui la risposta a Piero Carelli

Annulla risposta

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sui nostri contenuti