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ADRIANO TANGO

La scuola che fa spettacolo

Ben volentieri do voce a quest’avviso della Prof. Barbara Pagliari. Ma perché tanto entusiasmo da parte mia? Semplicemente perché a scuola ero un ciuco, esploso affermandosi solo quando all’Università, e dopo, ho potuto fare a modo mio. Ma dopo una vita trascorsa a turare le falle di una preparazione con picchi di luce ed ombre

Ben volentieri do voce a quest’avviso della Prof. Barbara Pagliari. Ma perché tanto entusiasmo da parte mia? Semplicemente perché a scuola ero un ciuco, esploso affermandosi solo quando all’Università, e dopo, ho potuto fare a modo mio. Ma dopo una vita trascorsa a turare le falle di una preparazione con picchi di luce ed ombre profonde con un apprendimento serale autonomo, mi resta il rimpianto di uno studio sistematico e assistito quando era ora di farlo! Ma forse, mi dico, la scuola era diversa, nessuno si sforzava di renderla appetibile! E allora a iniziative come questa tutto il mio plauso. E quindi, sperando in un afflusso nutrito alla manifestazione, diamo uno sguardo al programma:

Ore 20.00
AULA 2°B CLA (n. ): Performance della 2° B Liceo Classico:
“Lo dici ma non sai il perché”. Laboratorio etimologico.
Durata: 15 minuti (Docente referente: prof.ssa Barbara Rocca)
AULA 1°D CLA (n. 8): Performance della 3° A Liceo Classico:
“Romeo and Juliet: The Prologue” (recitazione in lingua originale)
Durata: 15 minuti (Docente referente: prof.ssa Lucia Valsecchi)
AULA 1°D SCI (n. ): Performance della 5° A Liceo Classico
“Le nozze di Peleo e Teti”
Durata: 15 minuti (Docente referente: prof.ssa Barbara Rocca)
AULA 2°A CLA (n. ): Performance della 2° A Liceo Classico:
“ATHENAZE: Un giorno in Grecia”
Durata: 10 minuti (Docente referente: prof.ssa Simona Della Torre)
Ore 20.30
Corridoio 1° piano: BUFFET
Ore 20.45
Esibizione musicale di Cassandra Tomella
“Impromptu opus 86”, di Gabriel Fauré (1845-1924)
Ore 21.00
Al suono delle trombe, gli intervenuti sono invitati a raggiungere la palestra dell’Istituto
Ore 21.15
PALESTRA: Rappresentazione teatrale

“Sciolti dalle catene” a cura della classi 4°A CLA e 4°C SCI
Durata: 1 ora 15 minuti (Docente referente: prof.ssa Sara Locatelli)
Ore 22.30
PALESTRA: Concerto di musica pop e rock. Sul palco:
 Francesco Donarini (chitarra e voce)

 Band “EXCAPE”

CONCLUSIONE DELLA MANIFESTAZIONE

I.I.S.
“Racchetti-da Vinci”
di Crema
via Ugo Palmieri, 4
COORDINAMENTO GENERALE DELL’EVENTO A CURA DELLA prof.ssa Viviana Gambino
ORGANIZZAZIONE EVENTO A CURA DEI SEGUENTI PROFESSORI:
Simona Della Torre, Luca Donarini, Viviana Gambino, Sara Locatelli, Alessandra Lorenzini, Barbara Rocca, Alessandra Tam-burrino, Ilaria Tresoldi, Lucia Valsecchi
E DEL PERSONALE ATA:
COORDINAMENTO GENERALE DELL’EVENTO A CURA DELLA prof.ssa Viviana Gambino
ORGANIZZAZIONE EVENTO A CURA DEI SEGUENTI PROFESSORI:
Simona Della Torre, Luca Donarini, Viviana Gambino, Sara Locatelli, Alessandra Lorenzini, Barbara Rocca, Alessandra Tam-burrino, Ilaria Tresoldi, Lucia Valsecchi
E DEL PERSONALE ATA:
Angela Fichera, Severina Freri, Giovanna Guerini, Giuseppina Rocchetta, Carmelina Simeone.
HANNO COLLABORATO i proff. Cesare Alpini, Gabriele Cavallini, Paola Confortini, Francesca Duranti, Barbara Gandolfi, Gabriele Ornaghi, Barbara Pagliari, Giulia Regazzetti e tutto il personale ATA

ADRIANO TANGO

15 Gen 2020 in Scuola

7 commenti

Commenti

  • Continuiamo ad attaccare la scuola, ma quanto stanno facendo al Racchetti non è la prova che c’è una vitalità-creatività invidiabile?
    Ci sono tanti professori (giovani, ma anche meno giovani) che fanno scuola con grande entusiasmo e professionalità.
    Bravissimi, ex colleghi!

  • Ottima l’iniziativa e bravissima la prof. Pagliari, così come i suoi colleghi e il dirigente scolastico.
    Che da tempo il Racchetti stia dando prova di vitalità e creatività, caro Piero, ma anche di capacità progettuali e di risultati tangibili, è a mio parere evidente.
    Una cosa positiva è anche questo spazio offerto da CremAscolta.

  • Spiace che tra le tante lodevoli iniziative presentate non ce ne sia una sola di carattere scientifico-tecnologico. Purtroppo viviamo in un paese nel quale la scienza non è considerata cultura. E’ cultura sapere chi ha scritto i Sepolcri o ricordare la data di morte di Anita Garibaldi. Non è cultura, invece, conoscere il teorema di Pitagora o il secondo principio della termodinamica. Le conseguenze di questo orientamento sono gravi e si ripercuotono anche (anzi, sopratutto) sull’economia. Per maggiori approfondimenti mi permetto di suggerire la lettura del libro “Ingegni minuti” di Lucio Russo. Lo si trova anche in biblioteca.
    Distinti saluti.

    • Concordo, e aggiungo: la scienza è fondamentale per la filosofia. La nostra concezione della realtà parte inequivocabilmente da dati. Il citato secondo principio della termodinamica, ad esempio, è fortemente impattante. E poi la scienza è divertente, sa stupirci, stuzzicare la fantasia, fa bene alla mente. eppure la gente considera la scienza qualcosa di meccanico. Basterebbe leggere certe frasi di eccelsi ricercatori, i mostri sacri del pensiero scientifico, per capire quanto affini la sensibilità nel senso più umano del termine, più della poesia, adesempio.

    • Caro Adriano, egregio signor Mainetti, alcune precisazioni.
      Innanzitutto, grazie signor Mainetti per la segnalazione editoriale. Ho già ordinato il libro e lo leggerò con molta attenzione.
      Poi, concordo pienamente con entrambi sulla rilevanza della Scienza e credo che nessun essere senziente possa negarne il valore nella storia della nostra specie e i meriti inoppugnabili che sono sotto gli occhi di tutti. Tra l’altro, è grazie alla Scienza che stiamo scambiando questi commenti senza prendere il biroccio per parlarci (anzi, no, anche il biroccio era una realizzazione scientifica). Per cui, senza buttarla troppo sull’epistemologico, direi che sulle vostre affermazioni non ci piove. Solo sul fatto del rapporto tra scienza e filosofia starei attento e ci andrei cauto. Ma su questo punto direi di non fare, almeno qui ed ora, le zampe alle formiche.
      Inoltre, concordo abbastanza con il signor Mainetti sul fatto che la Scienza in Italia abbia spesso trovato determinate difficoltà. Sul fatto che la responsabilità di ciò sia imputabile soprattutto ai fondamenti della nostra cultura classica e della nostra formazione umanistica, invece che ad altri motivi, altri soggetti e altri avversari, mi permetto di sollevare qualche dubbio. La riforma Gentile è ormai di circa un secolo fa e fin dai primi anni Sessanta i percorsi scolastici italiani si sono arricchiti di contenuti e obiettivi scientifici non indifferenti e veramente cospicui. Se poi ci sono ancora persone che non spregiano Ugo Foscolo o Anita Garibaldi, vale a dire la Letteratura e la Storia, suggerirei sommessamente di non imputare a questi gli scarsi risultati di quegli altri che, avendo scelto percorsi scientifici e tecnologici, avrebbero avuto tutti i mezzi, da sessant’anni a questa parte, per primeggiare in campo scientifico e, fino ad ora, non ci sono riusciti oppure ci sono riusciti in numero limitato e solo con alcune riconosciute eccellenze individuali e, purtroppo, non certo a livello più generale. Se in una nazione è possibile scegliere se fare l’idraulico o il falegname e poi gli idraulici non sono poi così bravi coi tubi, accusare di questo i falegnami non mi sembra molto corretto.
      Infine, temo che non abbiate ben capito, e direi entrambi, di quale evento si trattasse il 17 gennaio scorso. Era la “Notte dei Licei Classici”. E, nella “Notte dei Licei Classici”, i Licei Classici valorizzano la cultura dei Licei Classici, non dei Ragionieri o dei Geometri, che sempre sian lodati loro e pure i Periti. Guardate che era un evento nazionale, noto a tutti. E voi vi rammaricate che a Crema il Liceo Classico non abbia valorizzato in questa “Notte dei Licei Classici” la cultura scientifica e tecnologica?
      Non so se esista una “Notte dei Licei Scientifici”. Ma credo che dovreste verificare che sia lì, qualora questo evento esista, che certe valorizzazioni della Scienza vengano, giustamente, realizzate.
      Con rinnovata stima e cordialità verso entrambi.

  • Cari amici, il problema della diffusione della Scienza è la confusione nella visone comune con la tecnologia, una delle possibili applicazioni, quella più naturale, certo, ma non dimentichiamo che in epoca classica molti scienziati disdegnavano i loro colleghi che usavano le loro conoscenze per così “basse finalità”. La scienza è bella per una sua coersenza intrinseca che sa di opera d’arte, per la sua incompiutezza che sa di nuove promesse. Circa i rapporti con la filosofia Pietro non dico che ne sia una derivazione, ma solo che la nostra concezione del reale si nutre di dati ogettivi. Inoltre alcune produzioni tecnologiche, vedi informatica, possono servire bene da pietra di paragone per visioni teoriche.

  • Caro Adriano, in queste cose il Maestro sei tu, avendo tra l’altro scritto quanto sappiamo su scienza medica e altre aree del sapere umano. Comprendo le specificazioni che fai su scienza e tecnologia, come quelle sui rapporti tra scienza e filosofia. Si tratta però di temi di una vastità e di una enormità tali da rendermi poco preparato a trattarli. Anche perché forse il diaframma di molti ne soffrirebbe.
    Volevo solo confermare che siamo arrivati alla VI Edizione Nazionale di un evento che era “in re ipsa” (beccati questa) necessariamente dedicato, su tutto il territorio italiano, alla cultura classica e umanistica, trattandosi della “Notte Nazionale del Liceo Classico”.
    Mi permetto rispettosamente di segnalare che nel post è pubblicato solo un terzo del programma svoltosi sabato scorso al Racchetti e negli altri Licei Classici della penisola. Si è copiata solo la quarta facciate del dépliant, dalle ore 20 in poi. Prima ci sono altre due facciate di eventi, dalle 18 in avanti. Ma non c’è problema e comunque i concetti del nostro discorso non cambiano.
    In ogni caso, sono un grande e sincero estimatore di meccanica, elettronica, informatica, termodinamica e via dicendo. Tra l’altro, ogni tanto in certe sedi (penso per esempio all’Umanitaria) questi temi scientifici sono ben collocati in ambiti anche umanistici. E viceversa. La Vita è una, l’Uomo è uno. E sono molto grato alla Scienza perché la mia esistenza, quella dei miei familiari, dei miei amici e persino dei miei animali è oggi molto più agevole e longeva rispetto a quella dei miei avi e dei miei genitori.

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