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FRANCESCO TORRISI

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FRANCESCO TORRISI

08 Feb 2020 in Attualità

5 commenti

Commenti

  • Pensa Francesco che il mio giornale, sto parlando di Sanremo, questa mattina dedica una pagina intera alla lite tra Morgan e Bugo. Il primo già sentito nominare, il secondo per me uno sconosciuto. E pensa che io la pagina l’ho anche letta. Comunque una cosa bella Sanremo l’ha fatta. Non hai trovato bello il primo spot promozionale con Amadeus che in tre età diverse della vita canta tre canzoncine d’epoca, “deliziando” i suoi familiari e fidanzata? Secondo me uno degli spot belli degli ultimi anni.

    • Non so entrare nel merito, Ivano, xché il Festival nn l’ho visto!

    • Ho scritto più volte, anche su questo blog che l’Italia è una non-nazione profondamente provinciale, se si eccettuano pochissime realtà municipali. La stampa riflette questa realtà. Le ragioni sono tante, la Storia dell’Italia è di un paese conquistato. Le notizie dall’estero arrivano, ma non hanno il peso che c’è nelle nazioni più importanti dell’Italia. Chi segue l’informazione questo lo sa, e cerca le notizie fuori, altrove. Persino la testata “El Pais”, spagnola, è meno provinciale dei giornali italiani. Ma è anche vero che le notizie dall’estero interessano solo una certa categorie di persone. In Francia, da diversi anni, il quotidiano più venduto è un giornale regionale dell’area sud-ovest francese, non “Le Monde”, o “Le Figarò”, o “Liberation”

  • Neppure io, l’ho visto a Blob. Però lo spot è andato in onda martellante sulle tutte le reti Rai.

  • Dopo anni ne ho visto abbastanza, a tratti, leggendo, ma sul sottofondo. Perché dopo tanti anni, boh?
    Penso che vivere dentro quella grande pancia mediatica sia, per chi c’è, una cosa che pregna. Sul fatto poi che polarizzi in modo abnorme la visione di un mondo da ben altro angosciato, non ti stupire Franco, sei troppo grande di età e tutto il resto per stupirti. Non mi piace ciò, ma poi mi son detto: “quando facevi lo scalpellino, non vivevi anche tu in un mondo così? Tutto quello che poi diventava scienza, non nasceva da un mondo esclusivo ma con lustrini e abbuffate così? E sarebbe stata possibile la scienza senza quel mondo che faceva costruire rapporti e scambiare idee?” Quindi serve. Non alla musica, perché la qualità è migliorata, certo, e la vincitrice non è mica male, nel senso di un melodico all’italiana che torna ad alternare il confidenziale all’urlato, ma che si sia tornati al concetto di canzone… umh. Mi vien da dire, questo è il refrain, bene, questa è l’aria, ma l’opera intera quando si può sentire? Perché l’idea di canzone era stata già superata negli anni settanta-ottanta, ma Nerone non cantava forse canzoni? E allora…
    E torniamo all’eccesso di visibilità: bene, l’uomo è così, la musica ci deve entrare, anche con la tragedia, e la mondanità con il lutto.
    E dopo il giretto a piedi in centro, un centro deserto alle 9,30, perché tutti avevano fatto tardi per la manifestazione e dormivano, mi spiega mia moglie, prendo la macchina e vado per il sopravvivenziale, radio accesa. Carina questa, chi sa da dove, ma credo in coda alla Santa Messa radiotrasmessa, un parere ecclesiatico: “quell’Achille Lauro, col suo gesto della spoliazione ben evoca San Francesco, ma non era il luogo, e poi, quella guaina color pelle coi lustrini sotto il mantello… Ma son ragazzi! lasciamoli fare!”
    E, se lo dicono i prelati, noi laici agnostici, lo diciamo anche noi: “son ragazzi e li lasciamo fare?”

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