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MONICA

La Primavera non sa:

  Sono Monica Gentile di Crema, condivido queste mie riflessioni sul momento presente. Mi trovo vicino a Philadelphia (Usa), ero venuta qua i primi di Febbraio a trovare il mio compagno e sono rimasta bloccata qua!   Un mattino mentre cammino nel parco vicino alla casa dove abito, mi accorgo che la primavera è arrivata.

 

Sono Monica Gentile di Crema, condivido queste mie riflessioni sul momento presente. Mi trovo vicino a Philadelphia (Usa), ero venuta qua i primi di Febbraio a trovare il mio compagno e sono rimasta bloccata qua!

 

Un mattino mentre cammino nel parco vicino alla casa dove abito, mi accorgo che la primavera è arrivata. Ci sono i primi piccoli fiori gialli nei prati, che non conoscevo, trovandomi nello Stato del Pennsylvania (USA), ma riconosco le prime Forsizie in fiore, altrettanto gialle e fra i rami degli alberi i primi boccioli di fiori e foglie. Nell’ aria si respira un intenso profumo di un qualche fiore sbocciato, ma che non riesco a vedere, molti sono i dettagli a cui prestare attenzione attorno a me. Ci sono uccelli che non ho mai visto prima i Robins  si avvicinano senza timore, è pieno di scoiattoli grigi che si rincorrono e saltano fra i rami di grandi alberi.

Mi sono fermata un momento respirando profondamente l’aria di primavera e ricordando a me stessa che è la stagione che preferisco e mi coglie sempre di sorpresa, sorrido!

Poi sento una voce sussurrare:

 

la primavera non sa…

 

Mi sembra surreale non sono io ad aver formulato quel pensiero, io mi sento un tutt’uno con la natura, da dove arriva quella voce che continua a sussurrare in modo sempre piu deciso che la primavera non sa? Cosa non sa?

Dopo poco mi guardo intorno sono da sola nel parco solo gli alberi quasi in fiore, gli uccellini che cantano, gli scoiattoli che giocano e un sole tiepido. Poi di nuovo quella voce che sussurra:

 

Alla primavera non importa di noi essere umani? E a noi è mai importato della primavera?

 

E ancora:

 

La primavera non sa quello che ci sta accadendo, non sa del virus, la natura continua imperterrito nel rituale di far rinascere la primavera dopo un periodo di stasi. Tutto germoglia e sboccia senza fermarsi, senza dubitare minimamente”.

 

Mi chiedo, ma sarà vero? Forse alla primavera importa di noi, forse si è accorta che l ‘umanità intera sta male….

Con questi pensieri nella testa, mi avvio verso il sentiero che mi conduce fuori dal parco e   continuando a riflettere.

Ora do ragione a quella voce, che forse è venuta dalla mia mente pensante, e continuo a chiedermi:

 

A noi umani quanto importa della natura? Ci accorgiamo dei grandi e piccoli cambiamenti che avvengono nel corso di un anno intero?

Riflessioni dal parco…

Nel nostro mondo contemporaneo sono poche le persone che si sentono veramente connesse alla natura, che celebrano i cambi stagionali, che sanno come adattarsi seguendo un alimentazione stagionale, che rispettano la natura e tutti i suoi esseri, che sono sensibili ai cambiamenti climatici e che fanno delle scelte per cercare di preservare il pianeta terra, che è la nostra unica casa.

Siamo solo noi umani i responsabili della sesta estinzione di massa e solo noi abbiamo fatto ammalare la terra, la nostra vera casa e casa di moltissimi esseri viventi animati e inanimati.

Fermiamoci ora e ascoltiamo! Ascoltiamo quello che accade dentro e attorno a noi. Come sta il pianeta terra e il suo ecosistema? Come stiamo noi umani?

Ora è giunto il momento di portare la nostra attenzione in profondità, indirizzando la nostra mente all’ autoriflessione, di come abbiamo vissuto da quando eravamo bambini, fino ad ora. Come siamo cresciuti con quali valori, che scelte abbiamo fatto, che strade abbiamo percorso? Quelle dell’autoconsapevolezza dando valore a ogni creatura del pianeta terra, studiando e informandoci, coltivando il buon senso e aiutando il prossimo o quelle dell’ ignoranza, dell’egoismo pensando solo a noi stessi, alle nostre vite viziate, agendo in modo irresponsabile manipolati e imparando a manipolare?

Queste sono solo alcune delle riflessioni che potremmo portare alla nostra mente, su cui concentrare la nostra attenzione e meditare, andiamo finalmente in profondità. Nel momento in cui siamo in quarantena e di tempo ne abbiamo per riflettere, studiare e meditare, non ci sono più scuse, non dobbiamo correre  più da nessuna parte, nessun aereo da prendere, nulla da perdere, siamo soli con noi stessi.

Abbiamo tanto da imparare da questa esperienza di collettiva sofferenza, ora la tua sofferenza è anche la mia e quella dei miei cari. Io vedo il problema attuale come un opportunità e tu come lo vedi, a quali riflessioni stai pensando, quali azioni stai attuando per il futuro di tutta l ‘umanità e del pianeta terra?

Come ci prendiamo cura della nostra casa o stanza così dovremmo fare anche per il pianeta terra, la nostra casa di sempre. Perché quando tutto questo sarà finito e potremo uscire dalle nostre case, ci sarà bisogno di celebrare nuovamente l’unione con quel che ci circonda, potremo riabbracciare i nostri cari e avremo occhi diversi per apprezzare veramente l’ambiente in cui ci troviamo. Solo se incominciamo da ora questa trasformazione e presa di consapevolezza  possiamo scegliere di condurre il nostro stile di vita in modo consapevole e responsabile. Il cambiamento non accade, noi stessi dobbiamo cambiare e incominciare a metterlo in atto da ora sia a livello individuale che collettivo, ce ne sono molte di scelte per il nostro bene  e per il bene delle generazioni in avvenire.

Senza parlare delle cause di come è nato il coronavirus, ma è uno delle problematiche dell’uomo contemporaneo e del modo cieco in cui scegliamo di vivere e abitare.

Il riscaldamento globale porterà a una crisi di massa ad impatto molto  più  elevato, la mia vocina interiore dice:

 

gli effetti saranno dieci volte più catastrofici del coronavirus, immagina!

 

Già ne vediamo gli effetti e continuiamo a condurre le nostre vite senza prendere decisioni importanti e immediate, anche se ognuno di noi può mettere in atto dei cambiamenti.

Si sa che esiste la corruzione di chi ha in mano il potere economico e mi sento di dire chi governa non è competente e responsabile, non pensa al futuro mettendo in atto dei cambiamenti ora per assicurare un futuro al pianeta terra e agli esseri umani.

Siamo troppo concentrati sui nostri problemi personali, senza vedere che ci sono anche gli altri, abbiamo la tendenza a separare la nostra esperienza personale ed esistenza da quella degli altri e dalle altre esistenze. Nessuno ci ha insegnato che siamo tutti interconnessi dagli umani ad animali, piante, rocce ecc…

A scuola cosa ci hanno insegnato?

Oppure siamo troppo pessimisti, non crediamo che anche solo il più piccolo gesto responsabile piò insegnare agli altri ad aprire gli occhi. Abbiamo imparato ad avere paura e giudicare gli altri, non sappiamo fare altro che ascoltare notizie negative, cospirazioni, polemiche  isolandoci sempre di più.

In questi giorni le poche volte che esco di casa vedo che alcune persone quando  passano con la distanza di sicurezza, riescono a irradiare amorevolezza e sorridono e io le ricambio con un sorrido accogliente. Nonostante chiunque potrebbe essere portatore del virus, bisogna sentirci portatori di amorevolezza per il prossimo e uniti nel nostro intento di guarire noi stessi, l’umanità e la terra.

E infine ho sempre collezionato le frasi “sagge” delle bustine del tè e una in particolare mi sembra in tema:

 

Le piante hanno abbastanza spirito da saper trasformare le nostre visioni limitate “.

 

Monica Gentile

 

 

 

MONICA

06 Mag 2020 in Ambiente

54 commenti

Commenti

  • Grazie Monica, per la tua ….fiaba, tanto fresca e spontanea quanto carica di stimoli alla riflessione ed all’azione.
    Il rapporto uomo/natura è fondamentale per la vita sul pianeta, la natura “sa” assai bene di quanto siamo capaci a operare nel bene e nel male , magari solo per il solo nostro bieco tornaconto.
    Ma sa altrettanto bene ripagarci con gli interessi nel bene e nel male, secondo le sue leggi che noi, troppo spesso obnubilati dal nostro becero egoismo, non temiamo di ignorare!
    Che questa ampia pausa di riflessione (almeno per qualli più fortunati di noi ….questione di C..O!?!) ci possa servire per cambiare approccio, facendoci illuminare , magari ( perchè no ?) anche dalle ….bustine del tè!!!

    • Grazie Francesco! Non avei pensato a una fiaba, ma è bello se la vedi così! In effetti quel giorno era fiabesco, ero da sola al parco, gli alberi sembravano ricoperti di una neve rosa o di batuffoli di cotone bianchi…..Pieno di scoiattoli per nulla timidi, sembrava di essere in un cartone di Miyazaki, surreale!

  • Cara Monica
    la presenza fresca, gentile, di ragazze come te, o Anna Zanibelli nel blog ci dà il senso di continuità che serve a chi come noi ha seminato, e vede crescere, nel vostro caso fiori. Abbiamo apprezzato il tuo precedente, più tecnico, sullo yoga della risata, e questo, floreal-primaverile d’oltreoceano, ci dà il senso della globalizzazione del bello. Già, perché l’altra faccia è la pandemia. E i dati U.S. del contagio e morti statunitensi li controllo ogni giorno, subito dopo quelli Italiani e i nostri della Provincia.
    Mi piacerebbe che tu ci aggiornassi sul vissuto emotivo che hai intorno.
    Dimenticavo: scrivi davvero bene!

    • Preciso meglio Monica: circa il clima che gira lì oltreoceano mi riferivo in linea di massima anche alle responsabilità politiche dell’enorme impatto che la situazione epidemica ha avuto sugli Stati Uniti. La gente digerisce il cinismo del suo imperatore, che solo tardivamente, oltre il limite utile, fa marcia indetro e prende provvedimenti? Circa l’argomento ambientalista, un cuore pulsante di Cremascolta, mi risulta che, nonostante l’insensiblità di Trump, interessato solo all’economia onde avere la rielezione, la popolazione sia sensibile, e anche i vari Governatori, specie degli Stati costieri, agiscano per un programma di salvataggio in extremis del pianeta. Il programma idrogeno ad eseempio, che ora in Italia e Francia sta portando gà all’immissione nelle condutture del metano di idrogeno ottenuto con energia solare, fu lanciato negli Stati Uniti molto prima.
      Certo, in questa situazione avrai dei limiti comunicativi, ma forse qualche impressione ce la puoi trasmettere.
      E scusa se ti tratto come un corrispondente estero!

    • Grazie Adriano, grazie a tutti per i vostri commenti densi e sentiti!
      Queste mie riflessioni sono emerse davvero in modo inaspettato, mentre camminavo le “vocine” nella testa si sono fatte sentire, tornata a casa ho scritto tutto d’un fiato! Come qualcuno forse sa, il mio mezzo principale di espressione è la danza e ora non potendo interagire con altri professionisti del settore, valorizzo altri mezzi di espressione come il disegno e la scrittura.
      Vado al parco ogni giorno ed è meraviglioso poter uscire di casa. Mi ritengo fortunata a essere qui invece che essere stata bloccata in casa in Italia, all’inizio speravo di tornare per timore del sistema sanitario americano. Anche qui non è rose e fiori (restando in tema primavera), ma almeno possiamo uscire e interagire con l’ambiente esterno e vivo. Mi trovo vicino al parco del Wissahickon dove qui un tempo viveva il popolo nativo americano Lenni Lenape, fra i primi a relazionarsi con gli europei.
      Sulla situazione americana posso aggiungere che siamo anche qui in quarantena, ma con la possibilità di uscire, le persone hanno incominciato a mettere le mascherine, ma ci è voluto tempo! Posso dirvi che purtroppo la maggior parte delle persone che non sopravvivono al virus hanno problemi di diabete e cardiaci dovuti all’obesità, sono soprattutto le persone di colore (Afro-latinoamericane) a nutrirsi di Junk Food. Costa poco e sono molte le persone con un reddito molto basso o senza, in molti i senza tetto che si vedono per strada in ogni angolo di Philadelphia. In effetti non avere la sanità pubblica è assurdo, molti americani stanno lottando affinchè la situazione sanitaria negli Sati Uniti possa migliorare. Chi è al governo ora è ridicolo, una specie di clown folle! Greetings from America !!

    • A proposito di Yoga della Risata, da Febbraio quando è scoppiato tutto, ho lanciato il mio canale Youtube con video sullo Yoga della Risata, semplici tecniche per ridere in modo incondizionato e respirare. Inizialmente volevo solo dare supporto ad amici e famigliari bloccati, poi in molti mi hanno chiesto di continuare. Per chi sente il bisogno di ridere condivido il canale Youtube oppure ogni martedi offro sessioni di Yoga della Risata online di gruppo come finestra di supporto, scrivetemi macrema2@yahoo.it

  • Cara giovane Monica, chi non ha mai invidiato gli alberi? Con la loro bellezza e il loro ciclo stagionale, la loro capacità di assopirsi, spogliarsi in quella morte apparente che è l’inverno, e rinascere a primavera. Del resto tanta letteratura, tanta filosofia, le arti figurative, da Nietzsche a Segantini, dagli affreschi pompeiani a Leonardo del castello sforzesco, la genealogia, l’albero della conoscenza, la Bibbia, l’Eden ne hanno fatto la metafora della vita dell’uomo, e del tempo che si rinnova, anche se inesorabile. E gli alberi antichi, protetti come monumenti del regno vegetale quando il regno animale è contrassegnato da vita e morte, e allora quelli a darci consigli, senza troppe citazioni, ad insegnarci cose, Storia, tempo, bellezza, ospitalità, accoglienza, ombra, ristoro.
    Nel giardino davanti a casa vedo due cedri atlantici maestosi in un giardino condominiale deserto di uomini, malati o timorosi di virus come in questi due mesi, con merli, tortore, corvi, gazze che se ne sono riappropriati, così che il giardino è diventato il loro. E fotografare i maestosi tronchi sgrossati di rami, dal basso in una salita verso il cielo che verrebbe desiderio di essere gatto e arrampicarvisi mentre si pensa che le loro radici ne reggono il peso, l’altezza, la vertigine dell’aspirare al cielo, quando noi, altri esseri viventi, vorremmo somigliare a loro con le loro morte stagioni che si rinnovano quando a noi questa primavera è stata negata. Come ci è stato negato il cielo. Da un mese, forse più, abbandonati i percorsi lungo il Serio, ci sono ritornato ieri, dove un verde ormai estivo riempie le chiome a testimonianza che prima c’erano gemme e magari fiori. Segno di un tempo interrotto, ma che comunque ha fatto il suo corso, anche senza di noi.
    Cara e giovane Monica, se la primavera non sa di noi è perchè noi non sappiamo di lei. Dimentichiamo troppo spesso che anche la nostra vita è fatta di stagioni anche se la mente paranoica e perversa degli uomini l’ha ridotta solo a due: la nascita e la morte. E in mezzo solo il nostro egoismo e delirio di onnipotenza che mai capiranno quanto gli alberi hanno da insegnarci. Come con tutta la natura li abbiamo piegati ai nostri materialistici bisogni. Ma la pacchia è finita.

    • Assolutamente si, grazie Ivano!

  • Grazie, Monica, una bella boccata di ossigeno ci dai!
    Solo una breve considerazione a margine del tuo fresco intervento: anche se non sappiamo ancora bene la genesi del Covid-19, credo di poter dire che, in ultima analisi e almeno in qualche misura, c’entriamo anche noi: c’entriamo anche noi perché abbiamo rotto gli eco-sistemi della natura e perché abbiamo avvelenato il pianeta.
    La natura, in altre parole, ci sta facendo pagare il conto.

    • Grazie Piero hai colto l’essenza, delle mie riflessioni e condivido!

  • La natura è saggia e ci ha regalato tutto ció di cui abbiamo bisogno, ovvero meccanismi, istinti e impulsi atti a farci sopravvivere e a renderci felici. Del resto è questo l’obiettivo primario della nostra vita. Invece passiamo la maggior parte del nostro tempo ad agire contro natura. Lavoriamo tantissimo, ci spostiamo sempre di fretta, talvolta sopravviviamo in preda all’ansia. E ogni volta soffriamo, è inevitabile. Per questo è importante tornare a connettersi con la natura, con i suoi ritmi, la sua ciclicità. A riscoprire le nostre antiche radici, che non appartengono certo ad esseri onnipotenti e invincibili come pensiamo di essere, ma solo a piccoli ospiti della MadreTerra, in balia dei suoi ordini prestabiliti, che ci piaccia o meno.
    Ed è arrivato il momento di rendercene conto.
    Grazie Monica!

    • Sai una cosa Anna? Cremascolta è poliedrica, politicamente, divisa fra ortodossi e dissiddenti, dietrologi (e guai a chi si offende, che vuol dire che ha la coda di paglia), eppure prova a leggrne qualcuno d questi interventi, e al tema terra troverai una schiera compatta di commenti a tema amor di… Ma se siamo tutti uniti su questo fronte, e variegati su altri, possibile che non si riesca a lanciare qualcosa di concreto? L’iniziativa dei miei sugheri, la raccolta differe3nziata, è naufragata è naufragata sul finire per il recipitare degli eventi, ma sarà pure un’iniziativa da lanciare! E ora abbiamo anche i giovani, femminucce e maschietti! Coraggio, far fumare le meningi, facciamone il pensierino della buona notte e vediamo se a qualcuno la notte porta consiglio.

    • Grazie Anna, io invito a promuovere uno stile di vita piu conforme ai ritmi e cicli della natura, e noi donne siamo l’ embodyment della natura e i suoi cicli. Ogniuno puo fare tanto per nutrire uno stile di vita piu semplice e sano, lo faccio ogni giorno nel mio piccolo e questo sta delineando una mia futura professionalità, senza abbandonare il lavoro da artista, che al momento è uno dei settori piu gravemente in crisi!

  • Cara Monica Gentile, una forte stretta di mano (virtuale) per il tuo scritto. Davvero bello. Penso che mia figlia, che ha ventidue anni, ed è in semiquarantena come te all’estero, avrebbe detto le tue stesse cose. Quando mi parla, le sue domande, persino certe sensazioni di stupore verso la Natura, sono le tue. Mi domando, a volte, senoi, quelli più in su con gli anni, se abbiamo la capacità di stupirci, ancora, di fronte allo spettacolo delle stagioni. A volte mi sento a disagio, perchè lei, come te, non sopporta l’incuria di molti, della società, il maltrattamento, lo sfruttamento delle risorse naturali. Anche i piccoli dettagli, come la quantità di mozziconi di sigarette buttati a terra, spazzatura ovunque, la quantità di cemento, di brutta architettura creata a casaccio. Ricordo, per esempio, le proteste dei commercianti di una piccola realtà come Crema, le manifestazioni con l’appoggio di certi politici contro le isole pedonali, la scusa che se la gente non può arrivare di fianco al negozio in automobile, non compra. Oggi, a fatica, le isole pedonali sono una realtà, e i commercianti, a denti stretti, se ne sono fatti una ragione. Spero in quelli come te, che sono il futuro. Scrivi ancora. A presto.

    • Dai amici, non molliamolo questo pertugio che si è aperto nella lugubre caligine che circonda il CoronaVirus!

    • Grazie Marino! Che belle parole, sento che sono in molti i giovani oggi a voler attuare una svolta verso nuovi (o piu antichi e rurali) stili di vita, vedi il movimento degli ecovillaggi per un vivere piu sostenibile, in Italia sono tanti! Io ad esempio negli anni scorsi ho voluto vivere sulla mia pelle cosa siglnifica abitare all’ insegna della semplicità e della rinuncia, lavorando come pastora sulle Apli Svizzere e Dolomiti Italiane per due stagioni. Avevo 250 capre, 150 pecore e 100 mucche libere, pascoli di alta montagna (2000- 3000 m), lavoro tostissimo! Mi ha insegnato tanto, soprattutto sulla catena alimentare e sulla stretta relazione fra vita e morte. I nostri valori di oggi non sono piu gli stessi di quelli dei nostri genitori, almeno parlo per me, non una casa, un lavoro fisso, sicurezze, famiglia al 100%….. Che dire, alle volte il mondo mi fa paura, soprattutto mi preoccupo per il futuro, nostro e delle prossime generazioni, ho l’età per pensare a figli si o figli no, e non credo che generazioni passate se ne siano dovuti preoccupare tanto, ma non so se ci saranno risorse sufficienti per i nostri figli o fra due generazioni?
      Come artista (danzatrice e coreografa) io mi reinvento ogni giorno, ho fatto delle scelte alle volte coraggiose e non sempre in linea con quello che i miei famigliari avrebbero pensato per me! Per chi ha sempre avuto un lavoro fisso e ha perso il lavoro o non sa cosa accadrà nel prossimi mesi, sarà dura, forse non è allenato a creatività e resilienza come chi ha un lavoro da freelance, ma soluzioni ci sono e si possono creare e reinventare! Io immagino e sogno l’utopia dell’ Universal basic income….
      Consiglio di leggere “21 lezioni per il xxi secolo” dell’autore e storico Juval Noa Harari. Scusate il dilungo fuoripista e scusate se il mio italiano suona un po strano, ma non sono piu abituata! 🙂

  • “…all’inizio speravo di tornare per timore del sistema sanitario americano.” e ” in molti i senza tetto che si vedono per strada in ogni angolo di Philadelphia. In effetti non avere la sanità pubblica è assurdo, molti americani stanno lottando affinchè la situazione sanitaria negli Sati Uniti possa migliorare. Chi è al governo ora è ridicolo, una specie di clown folle! Greetings from America !!”
    Monica una testimonianza così vale quasi il tuo sacrificio, che comunque riesci a compensare con dolcezza. Si potrebbe dire, ma noi, qui, che ci possiamo fare con la situazione statunitense? Innanzitutto stare alla larga da certi comportamenti che contagiano anche politici localii, e poi i ponti Italia-US sono tanti: fare opinione! In effetti fare Cremascolta

    • “Chi è al governo ora è ridicolo, una specie di clown folle!!”
      Siamo sicuri che la cartolina sia un “greetings from America” anziché “from Italy”?

  • Ti basti che conosco la persona che si è messa in contatto con me chiedendo se poteva accedere a Cremascolta e come si faceva,.

    • Senso dell’ironia = zero. Chiaramente era un riferimento al vezzo antico di guardare in casa degli altri per non vedere quello che c’è in casa propria. Semplice associazione di idee.

    • per via dei “clown” folli che Rita adombra possano riguardare anche l’Italy, consiglio con serena amicizia la lettura dell’intervista al nostro Presidente del Consiglio, spesso prurtroppo gratificato di appellativi che ne individuerebbero comportamenti tirannici, che ritengo del tutto estranei al suo agire sia come persona che come premier! Un solo ….”assaggio”:
      ” …..Anche lei è insoddisfatto dell’ultima conferenza stampa?
      Sì, ero molto stanco. Io non me n’ero accorto, ma me lo han detto tutti. Venivo da 10 ore di maratona di riunioni, mi ero pure scordato di pranzare. Sono stato poco brillante. Del resto non avrei potuto rimandare all’indomani, perché la bozza del Dpcm l’avevano ministri, Regioni, comuni: dovevo evitare fughe di notizie, che poi inevitabilmente sarebbero state imputate a me, così come la confusione e l’incertezza che queste anticipazioni generano…..”
      https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/05/06/se-gli-italiani-continuano-cosi-il-contagio-non-risale-ma-la-crisi-sara-dolorosa/5792744/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=speciale-coronavirus&utm_term=2020-05-06

  • I beg your pardon.
    La mia allergia al biondo e il tripudio per ogni terrestre che vedo condividerla motiva il fraintendimento. Il bello è che, sì, ho trovato anche Italo-americani sostenitori, ma gli Americo-americani che incontro non son per niente scemi. Una bella serata l’ho passata con una scrittrice, che pubblica solo in inglese pur essendo italiana residente nel nord Satati Uniti, e proprio non si spiegava cosa fosse successso per mettere quel coso dentro la Casa Bianca. Il filmato dell’aquila white head che cerca di beccarlo non credo proprio sia un montaggio.

    • Adriano il “cosa fosse successo per mettere quel coso dentro la Casa Bianca” è presto detto: chiamasi voto democratico. Un privilegio che a noi è stato negato.
      Grazie Franco per la segnalazione della milionesima intervista al presidente del consiglio, sono sicura che qualcuno la leggerà. Per quanto mi riguarda preferisco andare a lavare i pavimenti, non ho intenzione di farmi del male, ci pensano già i governanti e gli specialisti.

  • Franco, non ho letto l’intervista. Le poche parole che hai riportato son bastate a commuovermi. È vero, è così umano, così poco tirannico. Non mangia, lavora tutto il giorno e poi c’è anche chi lo critica e lo accusa di confusione e di incertezza. Non pensiamo sempre e soltanto che con i suoi dpcm ha mandato l’Italia in malora. Pensiamo piuttosto che lui già salta i pasti.

  • Grazie per i vostri commenti, il mio articolo è solo una riflessione e un invito a guardarsi dentro e a coltivare gentilezza amorevole verso se stessi e verso il prossimo, a essere Uno! Un aprire gli occhi per renderci conto di quanto siamo separati da noi stessi, dagli altri, dalla natura e visto che abbiamo il tempo ora, a meditare e pianificare un futuro migliore, ho 34 anni e ho bisogno di sperare!
    Lascio a voi le dispute politiche, a me non viene bene, manco dall’ Italia da 7 anni! Ho vissuto a Berlino e nel mondo, me ne sono andata perchè ero stanca delle lamentele e dell’inerzia, ma desiderei tanto tornare in Italia. Nonostante tutte le difficoltà, quando sei lontano valorizzi il luogo da cui vieni e mi mancano le cose piu semplici, a cui non avrei dato valore!

    • Be’ Monica, pensa a me che a Crema ci son venuto a vivere secondo un preciso programma! Doppiamente ti capisco non è solo nostalgia, questa città vale, anche nelle effervescenze sessantottine dei più anziani, perché i più giovani non si sono espressi! Scusa se ti abbiamo tirata in ballo su cose estranee alla bellezzza, ma in questa situazione chiunque veda gli eventi da una prospettiva diversa è una fonte inestimabile.

    • Cara Monica, sei davvero una boccata d’ossigeno, ha ragione Piero Carelli; ossigeno che a volte manca, leggendo certi commenti di questo blog, ma non farci caso: pure negli Stati Uniti, come dici tu, non tutto è rose e fiori. Ci sono sette religiose tante come i coriandoli a Carnevale, e per grattarsi il naso, qualcuno laggiù usa la rivoltella, visto che ce l’ha a portata di mano. Tu citi l’obesità, e fai bene: ho letto un articolo su un giornale americano, a fine aprile, a firma Bari Weiss che parla dell’obesità come “una seria malattia di moltissimi americani”; e con il covid-19, gli obesi sono fra le categorie ad alto rischio. Visto che sei una voce fresca, sei curiosa e tra l’altro possiedi un’ottima qualità di scrittura, e non sei una di quelle che gira intorno alla cittadina dove è nata e cresciuta, come i moscerini intorno ai lampioni, ma hai iniziativa, coraggio, apertura mentale perchè non scrivi, quando ti va, le tue impressioni “americane” dalla semiquarantena? Qualsiasi cosa. Delle dispute politiche, o se ci sarà e quando ci sarà la fine del mondo, o quando arriveranno gli alieni, fregatene; è roba di una noia mortale, che fa venire il voltastomaco anche al sottoscritto. Leggere te, invece, è aria rigenerante. Ma un consiglio te lo voglio dare per il tuo futuro, facendo arrabbiare Adriano; torna pure dagli affetti, ma non fermarti a Crema, non ti inchiodare nella piccola città, se ami la danza. A Crema potresti danzare per gli anziani, o il giorno della tortellata d’agosto. E’ difficile staccare dagli affetti, le abitudini, gli amici, ma può essere necessario. Il resto, poi è sempre impronosticabile.

  • Ho letto con piacere l’articolo di Monica che ha dato una bella ventata di freschezza, ho letto tutti i commenti piacevolmente, ma anche io in questi giorni ho riscoperto la nostra campagna con giornate soleggiate e ventilate e nuvole bellissime sopra di noi .Ho apprezzato lo stare soli, in silenzio e ascoltare i suoni ed i rumori della natura e voglio condividere con voi questo breve filmato che ho fatto .
    https://youtu.be/b_sNUhWiu80 camminata in solitaria nella natura

  • Bel filmato, ben costruito tecnicamente, in una serena natura che aiuta! E bell’idea, Cremascolta dovrebbe ospitarne di più, fatti artigianalmente, non prodotti professionali. Brava.

    • Davvero brava Adreina, complimenti. Dopo la semiquarantena, costretto a Crema, dove vivo, senza la possibilà di scappare, ho considerato persino oro che luccica il Canale Vacchelli dove spesso cammino, che non è lo stesso piacere dei navigli milanesi che è un pezzo di Parigi a Milano, dove non c’è il piatto verde della pianura, ma tanta bellissima gioventù, e il piacere, che spero tornerà presto di potersi gustare un aperitivo, la vita che pulsa, tante voci che arrivano da lontano, e non le solite facce da struscio cremasche, sempre quelle, e si può trascorrere la serata ascoltando musica all’Auditorium con l’Orchestra Verdi, un bellissimo luogo, in Corso San Gottardo.

    • Grazie mi fa piacere che vi sia piaciuto il breve filmato, fai da te, con il cellulare. Quella giornata era magnifica e l’spirazione è stata forte , la natura mi ha catturata, ero felicissima come un a bambina, sola, senza sentire la solitudine, mi sentivo in compagnia di tutto ciò che mi circondava, tutto aveva un suono ed una voce che mi parlava dentro me stessa, la natura, gli animali.

    • Adriano, il breve filmato l’ho inviato quasi per scherzo su consiglio di una persona, al regista Gabriele Salvatores che sta raccogliendo video per il suo prossimo film” Viaggio in Italia”, è stato selezionato ho già dovuto mandarlo in un formato da loro richiesto, non so come lo utilizzeranno, ma aspettiamo a vedere cosa succederà prima di farlo sapere in giro, naturalmente mi ha fatto piacere.

  • E otra le altre risposte: a Marino: Adriano non si arrrabbia. Quando parlo di Crema dico solo che qui sono guarito dalla sindrome di E.T. , ma resto un cosmopolita vero, e anche il mio lavoro l’ho basato, per una vita, sugli scambi internazionali (e per i cagnoni universitari ero Tango che apre ai Francesi, poveri idioti timorosi di farsi rubbar l’osso, i Burioni dell’epoca, per capirci) e lo sai, visto che sei stato, tu mi ricorsi, da me operato con una tecnica messa a punto negli U.S. da Onik, un immigrato, hee nessuno conosceva quasi qui!
    Ma anche per turismo con i miei genitori facevo campeggio negli anni 50, quando non si usava, con una tenda piantata nei campi in giro per l’Europa (incoscienti). Appena ho avuto un’auto le ho tirato il collo, facendo anche due volte di fila l’Italia su e giù, quasi patologico wanderismo. E questo ho insegnato ai miei figli, e me ne sono grati, ad alzare il culo e andare. Forse c’è della gentica, visto che il mio bi-cugino DarioTango per tutta la vita è vissuto on the road, parlando sei lingue e procurandosi da vivere con le risorse, anche commerciali, del territorio. Tuttavia quando da giovane mi chiedevano dove avessi sempre da andare, rispondevo che andavo per il piacere di ritornare. Bene, Crema è il miglior ritorno che io abbia mai avuto, ma resto nel mondo, con i primi acciacchi di età un po’ più tranquillamente, certo.

  • Ma dimenticav di ringraziare Monica, che conto di avere ancora su Cremascolta, magari cogliendo l’invito di Marino.

  • Un libro, quello di Harari, che ho letto: lo consiglio anch’io. Come consiglio anche gli altri, forse ancora più stimolanti, che ha scritto in un brevissimo lasso di tempo.
    Naturalmente, come tutti i saggi, da leggere con un approccio critico.

  • Bellissimo, Andreina, il video: ne abbiamo di bellezze anche noi.
    Bellezze da preservare e – perché no? – da vendere ai turisti.

    • Ci tengo a farvi sapere per primi che il breve filmato l’ho inviato quasi per scherzo su consiglio di una persona, al regista Gabriele Salvatores che sta raccogliendo video per il suo prossimo film” Viaggio in Italia”, è stato selezionato ho già dovuto mandarlo in un formato da loro richiesto, non so come lo utilizzeranno, ma aspettiamo a vedere cosa succederà prima di farlo sapere in giro, naturalmente mi ha fatto piacere.

    • A proposito del video che ho fatto, tempo fa avevo letto il libro “LA PARETE ” di Marlen Haushofer scrittrice austriaca, me lo aveva consigliato Monica mia figlia, una storia incredibile di una donna una Robinson Crusoe che all’improvviso era rimasta separata dal resto del mondo dove doveva sopravvivere con un nuovo rapporto con la natura e gli animali ese stessa. Un libro per me ispiartore, ho pensato tanto a quello che ho letto in questo periodo di isolamento e mi ci sono ritrovata molto in quel personaggio. A me è piaciuto molto, so che hanno fatto anche un film, ma non l’ho ancora visto. In quella giornata durante la camminata mi sentivo
      bene e felice

  • Grazie Adriano, a tutti e un particolare grazie a Marino Pasini per il commento e il consiglio! Sicuramente non ho intenzione di tornare a vivere a Crema, sono on the road dal 2004, dall’ Australia a Bologna, Berlino e nel mondo….Ci torno per gli affetti e la apprezzo sempre di piu, è davvero una bella città, ma mi rattristisce come si è appiattita, fino a qualche anno fa c’era qualche iniziativa internazianale interessante! Sono stata sulle piattaforme della danza internazionali e nazionali con mie creazioni http://monicagentile.com/ . Al momento bisogna capire quale svolta avrà anche il lavoro del danzatore e dell ‘artista in generale! Mi faccio sentire se avrò altro da condividere con immenso piacere!

    • Sai Monica, mia moglie ha due nipoti, fratelli tutti e due ballerini professionisti. Il maschietto è rientrato da Israele, la sorella è bloccata a Madrid, ma soprattutto tutti e due implacabilmente disoccupati!
      Ti capisco bene. Circa la cremaschità, ho messo radici sì, ma lo spirito è nel mondo. Certo, vorrei che Crema fosse all’attenzione come merita, quest’anno avevo in programma il congresso dell’associazione medici scrittori a Crema, e non ti viene il vìirus? Mi spiace vedere che certe notizie su Crema, ad esempio, sono attribuite a Cremona, meglio conosciuta, ma purtroppo anche l’attrazione culturale segue i flussi di capitale. Tuttavia non è una legge proporzionale, perché Mlano e Bergamo non rendono cultura secondo la loro ricchezza, in rapporto a Crema, quindi non ci arrendiamo.

    • Cara Monica, non far mancare la tua voce. L’America, diceva mia madre “l’è granda”, e le tue impressioni, le tue emozioni di cremasca itinerante sono un tesoro che non va sprecato.
      Oggi hanno liberato Silvia Romano, una cooperante, una volontaria partita per l’Africa per un progetto importante. Una bellissima notizia. Una venticinquenne coraggiosa, che come te non ha avuto paura di staccarsi dai legami stretti, le comodità e le certezze del focolare, e muoversi per il mondo. C’è chi lo fa per studiare, per lavorare, per aiutare gli altri, e sono giovani che non passano il tempo a brontolare, lasciandosi trascinare dalla corrente che spinge, vascheggiando avanti e indietro nel borgo natio, tirando sera, ma si caricano il sacco in spalla e con tutte le difficoltà che è una partenza, un distacco, un’altra realtà, lo fanno senza troppi indugi. Persone così, come te, come Silvia Romano, le ammiro; certo poi la vita è complicata lontano e vicino casa, ma il coraggio, l’intraprendenza, anche un pizzico di fortuna, di rischio c’è, anche di sentirsi persi, lontano dagli affetti. Non è un caso che i grandi viaggiatori, i giovani che intecciano i rapporti con altri giovani di differenti nazionalità hanno una mente aperta, e non sono annebbiati da mentalità bigotte, tradizionaliste, e tantomeno populiste. L’essere cosmopoliti, europeisti vien spontaneo a chi è abituato a muoversi, a frequentare altre culture, altre abitudini. A presto.

    • La giovane cosmopolita, nonché europeista con la mente apertissima, Silvia Romano, dopo averci fatto sborsare qualche milione di euro in favore dei terroristi di ash-shabab, è felicemente rientrata in Italia oggi pomeriggio. Ha dichiarato di essersi spontaneamente convertita all’islam e, secondo alcune voci, pare che sia anche incinta. Piccoli cosmopoliti crescono.
      As-salamu ‘alaykum wa rahmatu Allahi wa barakatuhu

    • Tra i gruppi eversivi islamici è risaputo che “gli italiani sono gli unici che pagano”, cosa ci vuoi fare. Se ti rapiscono in Italia congelano immediatamente il patrimonio per non fare cedere i famigliari al ricatto, se ti rapiscono all’estero paga lo Stato. Questo il paese delle contraddizioni.
      Pare che il riscatto della Romano ci sia costato tra i 4 e i 6 milioni di euro, più il lavoro di intelligence di diciotto mesi di una squadra, più le innumerevoli trasferte all’estero del personale, più l’aereo militare che è andato a prenderla perché un volo normale non bastava. Una bella sommetta, insomma.
      Visto che i fan della fanciulla (che è visibilmente incinta e dunque il ricongiungimento familiare con il jidhaista è prossimo) sono tutti innamorati dell’America e della Germania, dovrebbero anche pensarla come gli americani e i tedeschi, che prima della partenza fanno firmare ai cosiddetti cooperanti diretti nei territori a rischio una liberatoria (mai pensato di cooperare in patria, visto che anche noi abbiamo 10mln. di poveri?) in cui l’interessato dichiara di assumersi la piena responsabilità delle conseguenze. Sarebbe un primo passo verso un futuro di civiltà.

  • “Il 30 giugno di dieci anni fa ci lasciava Pina Bausch (1940-2009), coreografa stella della danza contemporanea e direttrice della Tanztheater Wuppertal, che aveva fondato negli anni Settanta”. Cara Monica, Wuppertal non è una metropoli, è una città di 350.000 abitanti, non è New York. Dopo tante esperienze la grandissima Pina, di cui ho visto tutti gli spettacoli arrivati a Milano, partendo da una città, anche se non piccolissima, ha esportato il suo lavoro in tutto il mondo. Non è escluso che anche una piccola città come Crema possa esprimere grandi talenti. Tutto il mondo è interconnesso e anch’io non la penso esattamente come Marino. Non è sempre necessario viaggiare fisicamente il mondo, lo si può percorrere benissimo con la mente. E siccome voi donne siete una risorsa, mi viene sempre in mente Emily Dickison che senza mai uscire dalla sua camera da letto, e osservando il mondo dalla finestra, capì l’animo umano e i sentimenti meglio di un qualsiasi viaggiatore o mondano della sua epoca. Raccontandoli nelle sue grandi poesie.

    • Sì caro Ivano, si può essere ballerini professionisti anche stando a Crema, anche perchè la metropoli, Milano è vicina, l’importante è non avere fretta e non preoccuparsi se a Casaletto Vaprio il trenino s’inchioda aspettando, come in Scozia che arrivi l’altro in senso contrario, sperando che sia in orario. Il problema magari è un’altro, la frequentazione dell’ambiente. La signora Dickinson scriveva poesie, e le poesie le puoi scrivere anche alle Cascine Capri, non c’è bisogno che vivi a Buenos Aires. Dipende dal lavoro, la professione che vuoi svolgere. Se fai il bidello anche a Crema ci stanno le scuole; o il medico chirurgo, anche Crema c’è un ospedale; ma se vuoi fare del teatro, del cinema, direi che la piccola città non aiuta. Da quando frequento Milano, finchè non è arrivata la pandemia, ho capito la differenza tra Crema che conosco benissimo, e la grande città, con i suoi problemi, e le opportunità, le biblioteche fornite, le librerie fornite, i locali tanti di ogni tipo, la musica di qualità, i grandi teatri, i musei quelli veri, le mostre d’arte, l’aria internazionale e non i quattro soliti che fanno avanti e indietro per Via Mazzini sempre quelli. Poi, una città di 350mila abitanti non è una cittadina di 35mila abitanti. Firenze ha poco più di 300mila abitanti, mi pare, e rispetto a Crema, il paragone non è proponibile. Perchè non si vuol riconoscere la realtà? Poi ognuno può vivere fielice dove gli pare, ma lo ripeto, dipende cosa si vuol fare nella vita, se si è giovani. L’agricoltore? Anche Monte Cremasco va bene.

  • Cara Monica, a proposito di danza contemporanea, a Milano ogni anno c’è un importante festival che sicuramente conosci, oltre a diverse scuole. Una ragazza conosciuta in treno mi parlò di una scuola di gran livello riguardo la danza a Reggio Emilia. In Europa, ci sono grandi città e compagnie di danza notevoli. Ha ragione Ivano, assistere a uno spettacolo di Pina Bausch è una grande esperienza. A Crema e nel cremasco sono specializzati nel ballo liscio, con la festa dell’Unità, a settembre; uno spicchio di Romagna a Ombrianello. Questo è quello che offre Crema, a proposito di danza, ma c’è un’importante cultura del tortello, e una bella “università” per gli anziani, che non mi sembra proprio il tuo caso. Torna a Crema per farci un giretto e vedere i tuoi cari, ma rimetti il sacco in spalla e vattene altrove. Non abdicare ai tuoi sogni.

  • ACHILLE MAINETTI10 Mag 20:33. Forse è presto per trarre conclusioni tranchant. La conversione di Silvia Romano, apparsa a molti come un’inutile provocazione, può essere letta in tanti modi e imprevedibile negli sviluppi. Credo si debbano considerare i tempi e la situazione: non si pensa allo stesso modo da liberi o incarcerati. Sindrome di Stoccolma, subalternità psicologica, paura, calcolo. Tutte queste ragioni possono indurre a cambiamenti dell’anima. Certamente vederla scendere dall’aereo in divisa islamica ha sconcertato un po’ tutti, fino allo scatenamento via social dei soliti odiatori. Ma la vicenda andrebbe letta più in chiave politica per gli ipotetici sviluppi ed equilibri. La presenza della Turchia , gli interessi economici in Somalia, va bene anche per gli italiani, e i soldi del riscatto che finanziano una feroce organizzazione terroristica, che per ora agisce giusto in Somalia o limitrofi, provocando centinaia di morti nell’impresa di assoggettare tutto il paese alla sharia. Tanti soldi che poi potrebbero essere spesi in atti terroristici anche fuori dall’Africa. E sono questi i possibili accadimenti che dovrebbero preoccuparci. Non riduciamo tutto al folklore di un abito verde ed un velo forse più indicativi di una psicologia che si crede forte, ma che in quella situazione era forse debolissima.
    A prova che forse quell’associazione umanitaria di Fano non ha agito con quella preparazione e prevenzione che dovrebbe essere un imperativo per quelle organizzazioni che mandano una ragazza di ventitre anni allo sbaraglio. Non riduciamo tutta la vicenda al caso umano di Silvia, che in condizioni psicologiche normale potrebbe anche ricredersi.

    • Non direi proprio che Silvia Romano sia un caso umano: è andata in Africa di sua spontanea volontà, si è innamorata e sposata di sua spontanea volontà, si è convertita di sua spontanea volontà, l’abbiamo vista radiosa e felice per sua stessa ammissione …. se vuoi vedere qualche caso umano te ne presento due o tre.
      Il problema, qui, è un altro e mi stupisce che gente come te che ha sempre puntato il dito contro Erdogan (che ci ha dato un calcio nel sedere anche in Libia) non se ne avveda. La scelta adottata dall’Italia è stata alquanto pericolosa e i rischi sono evidenti. Quale ruolo hanno avuto i nostri servizi di intelligence in Somalia? Sabato 9 maggio, subito dopo la sua liberazione, è stata scattata una foto diffusa dall’agenzia di stampa turca Anadolu che ritrae Silvia Romano a bordo di un veicolo del Mit, i servizi segreti della Turchia. Uno scatto che mostra la ragazza indossare un giubbotto antiproiettile con la mezzaluna e la stella, le stesse presenti sulla bandiera nazionale turca. La collaborazione tra gli 007 italiani e quelli di Ankara è stata resa nota da subito, ma quella foto è un chiaro tentativo dell’intelligence agli ordini di Erdogan di rivendicare un ruolo determinante (non semplicemente di appoggio, quindi, siamo di nuovo dei servi).
      Cosa ci ha chiesto in cambio la Turchia? Non lo sappiamo e anche in questo caso probabilmente non lo sapremo mai. Sappiamo però che in una nostra ex-colonia per recuperare un ostaggio italiano siamo costretti ad affidarci ai servizi “neo-ottomani”. Questo la dice lunga sulla nostra capacità di operare in certi contesti e su quanto terreno abbiamo perso negli ultimi decenni. Senza contare che i soldi dei contribuenti italiani, al posto di finire nelle tasche di chi fa la fila davanti al banco dei pegni, sono scivolate in quelle dei tagliagole di al-Shabaab. Bel colpo.

    • Le confesso che ho trovato stucchevoli le difese d’ufficio di Silvia Romano da parte della stampa e dei telegiornali (vedi Enrico “il maestrino” Mentana) che hanno prontamente bollato come “schifosi odiatori” (haters) tutti quelli che hanno osato criticare il comportamento irresponsabile (nonché dannoso per tutti noi) di questa ragazza.
      Stiamo parlando di una ragazza che si affida ad una ONG sconosciuta per andare in Africa a fare non si sa bene cosa, forte della sua laurea triennale in mediazione culturale (alias Scienza delle Merendine Surgelate). In Africa hanno bisogno di medici, ostetriche, farmacisti, veterinari, ingegneri e tecnici specializzati. C’è bisogno di gente che sappia assistere un parto, medicare una ferita, curare un animale o scavare un pozzo. In Africa non sanno che farsene di una neolaureata triennale in mediazione culturale che si fà i selfie con i bambini. Come se ciò non bastasse, una volta giunta sul posto, decide di recarsi in un villaggio isolato dove tutti le hanno sconsigliato di andare.
      Mi chiedo se queste critiche siano sensate o se, invece, siano le farneticazioni di uno schifoso hater.

  • Adesso mi incazzo. Ho scritto della Turchia perchè ne riconosco il pericolo, molto più di te. Il giubbotto con la mazza luna pare sia un fotomontaggio. Ho detto chiaramente che gli equilibri politici, e non solo nel Corno d’Africa, potrebbero avere sviluppi pericolosi. La Turchia non fa niente per niente. Fossero solo interessi economici posso anche capire, l’economia turca è messa peggio della nostra, ma sono altre le derive che mi preoccupano. E una ragazza sequestrata per un anno e mezzo è un caso umano. Ma per una disumana come te evidentemente no.

    • Allora siamo d’accordo. E adesso esco per andare a provvedere alle necessità di uno dei casi umani di cui mi sono fatta carico. Quelli autentici, che non vanno in prima pagina in quanto reali.

    • Si, Achille Mainetti le tue critiche sono sensate ed in questi termini è assai bene che si conducano riflessioni che sfocino in provvedimenti operativi che registrino meglio i rapporti Stato/ONG.
      Dopodichè uno e sempre libero anche di arruolarsi nella ….”legione straniera” se la ritiene la sua mission, ma che non chieda poi di essere ….. tutelato se lo mettono ai ferri perchè ha disobbedito a un ordine!

  • Questo ti fa onore naturalmente, se poi si pensa anche che hai origini liguri…

    • Nessun merito, naturalmente, ognuno ha il suo karma e segue un destino, di questo sono più che convinta. Se nasciamo per andare da Milano a Roma, possiamo scegliere se andarci in calesse, in aereo o in porsche, ma sempre da Milano a Roma possiamo (e dobbiamo) andare. Memorabile è rimasta in casa mia l’esternazione di mio figlio che a cinque anni mi ha chiesto con aria di rimprovero: “si può sapere perché tutti quelli che hanno un problema vengono a raccontarlo in casa nostra?”. A causa di questo marchio di fabbrica non sopporto gli egocentrici con velleità umanitarie, i castelli mediatici, l’inganno, l’occultamento, l’irrealtà e tutto quanto viene costruito per impedire alla massa di distinguere il fattuale dal fittizio. Insieme ai cretini che compiono azioni avventate sperando di cavarsela a buon mercato e inguaiando il prossimo, perché la responsabilità viene prima di tutto. Sempre.

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