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FRANCESCO TORRISI

E il popolo di Napoli scese in piazza sventolando il tricolore!

  Non ci posso credere! Cos’è? Parli delle gloriose 4 giornate di Napoli del settembre ’43! E’ si, una pagina di Storia che ci riempie di orgoglio democratico, repubblicano, antifascista che ci fa sentire Napoli davvero Italiana, fuori dai soliti abusati luoghi comuni: terroni, parassiti, camorristi ….! Ma no, è roba vecchia quella, è la

 

Non ci posso credere!

Cos’è? Parli delle gloriose 4 giornate di Napoli del settembre ’43!

E’ si, una pagina di Storia che ci riempie di orgoglio democratico, repubblicano, antifascista che ci fa sentire Napoli davvero Italiana, fuori dai soliti abusati luoghi comuni: terroni, parassiti, camorristi ….!

Ma no, è roba vecchia quella, è la notte scorsa che i popolani sono scesi in piazza, ad affollare eroicamente le vie di Napoli a clacson e sirene spiegate dimentichi di ogni precauzione contro il contagio (ma quali mascherine e distanziamenti sociali! I tifosi avevano “già dato” a San Siro a metà Febbraio, Atalanta-Valencia, in piena pandemia con ….erba di San Siro trattata con luce artificiale prima della partita di Champions, lerbetta doveva essere al top, e diffusione del virus Bergamasco/Valenciano, a paletta!), sventolando i tricolori e gridando a squarciagola “ ….chi non salta juventino è /è /è ….”!

 

 

Si perchè a Roma (con stadio tassativamente a porte chiuse, però diretta free su Rai1 ! ) si era disputata la finale di Coppa Italia (calcio!) che vedeva l’un contro l’altra armate la JUVENTUS (la “beneamata di mezzitalia” ) contro il NAPOLI guidato dal novello “Masaniello” Gennaro (detto Rino) Gattuso da Corigliano Calabro.

I favori del pronostico, ovviamente erano tutti per la “beneamata”, “figlia” di Boniperti e degli Agnelli, vincitrice di mille scudetti, coppe e trofei (oddio, dopo che Moggi non è stato più della partita (ops!), lui che aveva le ma….mani in pasta, e sapeva …aggiustare tutto l’aggiustabile, i trionfi si erano un pochetto affievoliti, ma la Juve è sempre la Juve, ecchecazzo!) e invece, quel …. “brigante” di Rino Gattuso è riuscito a farcela ed a portare la “Coppa Italia” a Napoli! Ebbravo Rino, bravo davvero!

A dire il vero la partita era finita zero a zero (anche se il Napoli, l’aveva giocata meglio, con più impegno, meglio ”messa in campo”) e il tutto è stato deciso dalla famosa “lotteria dei rigori”!

Lotteria un belino però, perchè i rigori, se li tiri alle stelle o te li fai parare, lotteria non è più, ma solo ….”matematica”! Vujadin Boskov avrebbe commentato filosoficamente: “gol è quando pallone finisce in rete”!

Adesso, mattina del day after, vediamo come buttano queste aggiornate gloriose gesta del novello “Masaniello” che hanno risvegliato l’amore per il tricolore nel popolo napoletano, tricolore sventolato nella notte di vittoria, a Napoli con tanto entusiasmo e ….. sprezzo del pericolo!

Chissà che il Covid-19, depotenziato come sembra, non sia davvero più in grado di dare “colpi di coda”, e la nottata di Gloria Napoletana resti solo una bella festa di tifo (ops!) calcistico y nada mas!

Lo auguro con tutto il cuore ai tifosi del Napoli e a Napoli tutta!

FRANCESCO TORRISI

18 Giu 2020 in Società

6 commenti

Commenti

  • Mai alcuno sport mi fu più alieno, da individualista avendo sempre praticato sport individuali, appunto, eppure lo sento un evento così, e avendo percorso da giovanotto di notte quelle vie, quel lungomare, mi riesce più facile immedesimarmi.
    E circa questa condivisione mi viene in mente Spinoza, quando, prmai escluso dalla sua fede e lontano dagli affetti, si commuove essendo stato, non riconosciuto come un rinnegato, invitato e incluso in un gruppo in non so che celebrazione rituale annuale in cui si buttava il pane in acqua. Bravi Napoletani, bravi per la pazienza e disciplina che avete avuto… e se non Conte o Borrelli San Gennaro in persona vi ha premiato!

  • Auguro, anch’io, Franco ai napoletani che hanno festeggiato ieri sera (anch’io ho visto in diretta) senza alcuna misura di sicurezza ogni bene. A Napoli, forse, tutto è più tollerato, ma quello che accade qui a Crema, in una situazione in cui i numeri sono ancora preoccupanti, non dovrebbe essere tollerato: gruppi di ragazzi che si comportano tra loro come se fossero dei “famigliari”, senza alcuna distanza e con la mascherina abbassata. E non vedo vigili: non hanno ancora il compito di… vigilare?

    • Ha avuto ragione Matteo Salvini, a prendersela con il governatore De Luca che minacciava (prima della vittoria del Napoli calcio) di fare fuoco e fiamme a chi non rispettava le regole. Ma Salvini sa bene che siamo tutti italiani, napoletani (non più nemici, per i leghisti di oggi) che la Padania era una stupidata perchè gli eserciti bossiani dalle valli bergamasche sarebbero venuti giù dalle valli incazzati con Roma ladrona, ma si sarebbero dispersi lungo i bar a contarsela su con soste prolungate. Il pieno di rosso, necessario, della Val Calepio; i bresciani. il bianco della Franciacorta, con tanto di pennichella russando lungo gli incroci, gli stradoni, e addio marcetta su Roma ladrona….

  • Ma sai Piero, da quando si chiamano “Polizia Urbana” l’atteggiamento è cambiato, e non solo non “vigilano”, ma non ci sono proprio, in città!
    Limiti di velocità in auto (delle moto meglio non parlare, pare che loro abbiano un altro “non codice” della strada!) 50, zona 30, ma chi se ne importa? Sosta vietata con rimozione! Eddeche? Guida con una mano (quando va bene, perchè se fumano….) perchè con l’altra si regge il telefonino! Il motto sembra essere : o la va o la spacca!
    E tornando ai fatti …..di Napoli, c’è davvero da sperare nello scadimento dell’aggressività di Covid-19 (ed il riscontro, lo sappiamo, lo si avrà una settimana dopo!) perchè se così non fosse …… incrociamo le dita, perchè una vittoria di Coppa Italia potrebbe avere conseguenze da ….Caporetto! E davvero, come ho detto esprimo voti perchè assolutamente non accada! Potrebbe essere davvero il segnale definitivo del “liberi tutti”!

    • E tutavia avendo un filo diretto, non con napoli, ma con la penisola alle spalle della Sorrentina, vi dico che per fare un bagno ci vuole una prenotazione in apposito ufficio in base alla quale sarà dato un pass per due soli giorni a settimana con precedenza ai residenti. Ora scende giù il mio piccolo e mi farà sapere. Vale comunque il concetto espresso tecnicamente, quando si riuscìva a parlare senza che finisse in rissa, del fattore di protezione costiero. Comunque per quanto sono stati rigorosi un effetto liberatorio così era più che prevedivìbile.

  • Stralcio da un’intervista di oggi col professor Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri:
    Coronavirus, Remuzzi: «I nuovi positivi non sono contagiosi, stop alla paura»
    Professor Remuzzi, richiudere la Lombardia?
    «Ma per carità. Piuttosto, l’Istituto superiore della Sanità e il governo devono rendersi conto di quanto e come è cambiata la situazione da quel 20 febbraio ormai lontano. E devono comunicare di conseguenza. Altrimenti, si contribuisce, magari in modo involontario, a diffondere paura ingiustificata».
    La vostra ricerca?
    «Abbiamo condotto uno studio su 133 ricercatori del Mario Negri e 298 dipendenti della Brembo. In tutto, quaranta casi di tamponi positivi. Ma la positività di questi tamponi emergeva solo con cicli di amplificazione molto alti, tra 34 e 38 cicli, che corrispondono a 35.000-38.000 copie di Rna virale».
    Cosa significa?
    «Che sono casi di positività con una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamiamo contagi, ma sono persone positive al tampone. Commentare quei dati che vengono forniti ogni giorno è inutile, perché si tratta di positività che non hanno ricadute nella vita reale».

    Altre conferme:
    «Uno studio del Center for Disease Prevention della Corea su 285 persone asintomatiche positive ha rintracciato 790 loro contatti diretti. Quante nuove positività? Zero. E le risparmio altri studi che vanno in questa direzione».
    Il sistema dei tamponi «sta andando avanti in modo burocratico con delle regole che non tengono conto di quello che sta emergendo dalla letteratura scientifica».
    Come si spiega che la stragrande maggioranza dei nuovi casi viene registrata solo in una regione?
    «C’è stata una enorme quantità di malati, il virus è girato moltissimo, e questi sono i residui di quella diffusione».
    Non la preoccupa il fatto che anche ieri siano stati registrati 216 nuovi casi in Lombardia su 333 in tutta Italia?
    «No, se sono positivi allo stesso modo di quelli della nostra ricerca, ovvero con una positività ridicolmente inferiore a centomila. Perché non possono contagiare gli altri».

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