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ADRIANO TANGO

Ravvedimenti graditi, ma le ammende?

22.4: si festeggia il pianeta secondo le esigenze del momento, dettate da una calamità pandemica che noi stessi abbiamo provocato. Così si moltiplicano gli eventi online, ma quello che colpisce maggiormente l’opinione pubblica è il grazioso invito di Joseph Biden a Vladimir Putin e Xi Jinping al summit virtuale. Gradita mossa, per carità, e gran

22.4: si festeggia il pianeta secondo le esigenze del momento, dettate da una calamità pandemica che noi stessi abbiamo provocato.
Così si moltiplicano gli eventi online, ma quello che colpisce maggiormente l’opinione pubblica è il grazioso invito di Joseph Biden a Vladimir Putin e Xi Jinping al summit virtuale.
Gradita mossa, per carità, e gran furbacchione, lui e il suo staff: dopo aver chiarito che, giunto dopo l’impetuoso e cortocircuitato predecessore (e spero per lui che la disinfezione della poltrona sia stata accurata), lui non è proprio la rammollita colombina che si poteva immaginare, ritira il guanto con cui aveva schiaffeggiato e porge questo irrifiutabile invito.
Certo, si potrebbe dire che l’evento stesso è una manifestazione “made in USA”, e chi se non lui potrebbe fare gli inviti?
Ma ne avrebbe titolo il Presidente, o quegli studenti universitari che negli anni ‘60 promossero il movimento che il 22.4.1970 dette il via alla mobilitazione di venti milioni di Americani che si attivarono per il clima?
Ma che c’entra, mi direte! un Presidente rappresenta il suo popolo, quindi tutto il suo pensiero, la sua storia!
Io vedo solo due figure che abbiano titolo morale di fare una chiamata al ribaltamento culturale: Papa Francesco (inutile ogni spiegazione) e un Presidente del passato sincero, che davvero ha sofferto col suo popolo: Franklin D. Roosevelt, l’uomo che, capito il trucco, impose la separazione fra banche commerciali e banche d’affari.
Altrimenti, se l’attuale Presidente rappresenta tutti i predecessori, senza fare un’abiura, parla anche a nome di Richard Nixon, il colpevole della deregulation!
E con lui i successori più o meno acquiescenti alla follia economico-finanziaria.
Calma, non mischio i cavoli con le pere, perché lo spirito rapace è lo stesso che ci ha fatto sbranare il pianeta, sui cui resti, stimati nel 3%, ora ipocritamente si piange; ma mostrando una voglia di fare così entusiastica si fa credere in una volontà di resurrezione! Già, senza redenzione…
E allora no, prima si chiede perdono, anche per quella massa di pionieri sbandati che iniziarono lo scempio (dei poveracci, poveri, ma iniziarono loro), anche per i nemici politici a cui si è imposto di fatto di tenere il passo con questo scellerato metodo gestionale, adottandolo contro il proprio stesso credo, anche per le nostre amministrazioni finanziarie, cui si è fatto credere che si potessero moltiplicare i pani e i pesci!
Come? Ma che bisogno c’è di tenere il 50% di risorse stagnanti come deposito bancario, basta un 2-3% e un gioco di leve, il resto deve derivare dal frutto dell’operazione! E così, dopo aver indebitato i cittadini del mondo, infettato le banche del mondo, adesso si chiama alla ripresa della natalità, semplicemente perché il debito è tale da dover essere spalmato su almeno tre generazioni future, e così si decreta l’atto finale, perché questo povero mondo non ce la fa più a essere sempre gravido!
E intanto la gravità della situazione è tale da non poter guardare troppo per il sottile nel prelievo di risorse!
Ma sì, spacchiamo le rocce, che così ne spremiamo ancora un po’ di petrolio, insemensiamo le vacche con sperma surgelato, che si sbrighino a far vitelli e latte, e se non basta quello che fanno, modifichiamole geneticamente, perché devono fare il loro dovere arrivando a cinquanta litri la giorno, che se poi hanno bisogno di trecento litri d’acqua da bere ed emettono ruttando il diciotto per cento dei gas serra chi se ne frega!
Gli Americani sono il popolo della bistecca, e gli altri prendano esempio e imparino!

 

E allora Joe, sei nella giusta direzione, ma chiedi perdono per le follie del passato per questo spirito individualista spietato che quasi tutti ancora pervade, e che ormai è chiaro che è tragicamente autofago.
Chiedi perdono per i tuoi antenati e predecessori come si è fatto per gli eccidi di guerra, per le vittime di atroci inquisizioni, perdono per questa strage ancora in corso.
Poi avrai la nostra benedizione (perché anche il Papa dice pregate per me) se la tua campagna sull’orlo del burrone è guidata da un cuore puro e pentito.
E noi non ci arrendiamo: quando la notte è più buia si avvicina l’alba, fredda e viscida di pioggia, o bollente di miasmi, per un’Umanità lacera e provata magari, ma che ancora conserva la fiammella della parte sana, della sua migliore cultura. Quella della socialità.

ADRIANO TANGO

22 Apr 2021 in Ambiente

6 commenti

Commenti

  • Ma che bel post, fratello!
    Arrivo solo ora, perchè come ben sai, ieri …..sere ciapat, diciamo fuori sede.
    In modo sacrosanto, continui a martellare sul tema che sta alla base di tutti i nostri guai, tema che, Biden o non Biden, ci deve comunque vedere impegnati, persona per persona, anche, magari soprattutto (perchè quello dipende solo da noi stessi, e li non ci sono scuse che tengano!) nel viver quotidiano.
    I nostri “secondi cugini” yankee, nella loro breve storia, ne hanno combinate …..peggio che Bertoldo.
    Per parte nostra, quelli che gli abbiamo mandato “in gentile omaggio”, molto spesso non erano certo “dei migliori”, e abbiamo innestato su un’essenza già dedicata alla coltivazione intensiva della colt nel cinturone, l’infestante con la coppola e la lupara!
    Tu dici: chiedano perdono prima!
    Ma “loro non lo fanno”! (e, mentre lo dico, ho nelle orecchie lo strazio della giovane vedova, nella Cattedrale di Palermo, alla quale avevano ucciso il marito, agente di scorta a Borsellino martire!)
    Anche io sono per natura un ottimista, di quelli del “bicchiere mezzo pieno”, e che, d’acchitto, sono portati a credere alla “dichiarazioni d’intenti”, ergo, solo braccia aperte e condivisione al tuo entusiasmo.
    Il fatto è che sto cazzo di “bicchiere” è inesorabilmente ….quasi vuoto, e sono in troppi, oramai, anche qui, a casa nostra, nel “buffo stivale”, che facendo finta, continuano imperterriti a sversare in altri “contenitori”, mentendo spudoratamente, fieri della loro iattanza, impuniti come sono perche “amici dell’amici”!
    Never mind, dai, almeno qui, su questa nostra piazza, abbiamo “mano libera” e possiamo dire la nostra!
    Evvai, Presidente!

  • Grazie fratellone.
    La psicologia di un popolo che sfugge a una situazione in patria di oppressione per motivi dall’economico al religioso all’ideologico, o magari solo dalla forca, è comprensibile. Poi si trovano in una terra incontaminata, ed ecco che scatta la “visione terra promessa”, dell’espansione irrefrenabile, economica e moltiplicativa. Ma la storia dovrebbe insegnare che Bengodi non esiste, e la vita ai duri, che fanno del celodurismo l’arma estrema, che c’è sempre un Sistema, di persone sensate, ma che nel complesso sono più duri, a spaccargli la faccia, colt o meno. Ma noi, come tutti i bambini viziati, ci vogliamo credere che l’espansione eterna, col debito a fine gioco, in stile Ponziano, possa esistere. E’ una questione globale e ideologica, di temperameto rapace e truffaldino, non esiste questo o quel problema, ma “il problema”.

  • Grande Adriano, un intellettuale e anche un artista oltre che uomo di scienza. Colto, mai improvvisatore.

    • Mi farò un selfie per vedere quanto si può diventare rossi, per le tue parole. In realtà sono stato sempre un uomo in cerca di cooperazione in alternatiìva all’imposizione, ma fermo nella necessità di programmazione, ostile al casino spontaneistico, ma promotore dell’individualismo nell’ideazione, che poi però va sussidiato col sistema! Mica io ammazzo due bisonti tu accoppa due indiani, o quanti ti pare a te…

  • Sarà che non sei del tutto cremasco 😆

    • Te lo dico che sarà: son cresciuto in una famiglia con idee di destra, ma mio padre era comunque un uomo dell’esercito, e poi del parastato, organizzazioni e purtroppo non ha potuto capire che la “destra” si identifica con sopraaffazione , spontaneiismo che sfocia nel casino, una logica del profitto che non era la sua di vita ed è questo che io ho assorbito, il gusto di vivere in modo societario., e il mio lavoro me ne ha dato modo

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