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GIACOMO CANGINI

… a luglio scadono!

“Dalla protesta la proposta” dicevano, ma qui non voglio protestare e se anche qualcuno pare, ragionevolmente, farlo, non saprei fornire una proposta seria. Gli aspetti sono due: la patente del “terapizzato covid” e la durata dell’effetto della terapia. Dall’articolo (https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/04/21/news/pass_vaccini_green_pass_operatori_sanitari_scadenza_luglio_agosto_lazio_coronavirus_covid-297441327/) apprendiamo una preoccupazione che qui intenderei come blanda “protesta”. Alcuni medici terapizzati in gennaio con

“Dalla protesta la proposta” dicevano, ma qui non voglio protestare e se anche qualcuno pare, ragionevolmente, farlo, non saprei fornire una proposta seria.
Gli aspetti sono due: la patente del “terapizzato covid” e la durata dell’effetto della terapia.
Dall’articolo (https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/04/21/news/pass_vaccini_green_pass_operatori_sanitari_scadenza_luglio_agosto_lazio_coronavirus_covid-297441327/) apprendiamo una preoccupazione che qui intenderei come blanda “protesta”.
Alcuni medici terapizzati in gennaio con la seconda dose contro il virus del “momento” si accorgono che a luglio la terapia non sarà più efficace. Non leggo che si preoccupino di morire come mosche per questo, ma di non godere del loro bravo green-pass (“green” è sempre bello).
La “proposta” banale che potrei fare sarebbe ovviamente: “fate la terza dose!”
Ma essendo una proposta molto semplicistica non ho l’ardire di avanzarla. Se fosse così, non sarebbe una “notizia” da Repubblica (anche se lì siammo abbituati a ben altro in termini di “notizie”).
Sarebbe come dire “non c’è il due senza il tre”, ma credo che dal punto di vista medico non possiamo anche affidarci a proverbi, anche se ormai ci siamo abbituati a tutto.
Daltra parte, oltre al “banale” problema dell’approvigionamento delle dosi (e qui ci penserà il nostro Generale pluridecorato), c’è quello della prospettiva, credo ragionevolmente poco piacevole, oserei dire preoccupante (ma non vorrei passare per bestemmiatore) di assumere intramuscolo terapie sperimentali ogni sei mesi; non tanto per tenere in vita la patente verde, ma per non morire come mosche non essendo “protetti”.
Non c’è il tre senza il quattro! Mi dirà qualcuno…? Insomma non riesco a fare una “proposta” seria, grazie.

GIACOMO CANGINI

05 Mag 2021 in Antropologia

19 commenti

Commenti

  • Giacomo, immagino che Lei il vaccino non l’abbia fatto.

    • Caro Paolo Maccalli,… mi sto informando. (Vado coi piedi di piombo come mio solito anche nell’acquisto di aspirapolveri, enciclopedie, bonus110 ecc. La fretta potrebbe giocare brutti scherzi. Come ingegnere conosco le procedure “scientifiche” per l’Analisi dei Rischi)
      Forse ero poco attento, ma da quando si è cominciato a parlare di strumenti terapici anti covid è la prima volta che vedo scritta questa particolarità della “efficacia (%?) semestrale”(si direbbe – > 0% a fine semestre). Siccome nell’articolo non era sviluppato il tema né la “soluzione” (cfr. Cremascolta “proposta” ), ma solo la “preoccupazione” (cfr. Cremascolta “protesta”) ho messo l’articolo, qui, per capire.
      In effetti sto capendo qualcosa in più.
      Grazie Giacomo.

      Non a Lei Paolo, che ha fatto una domanda più che lecita a cui ho concretamente risposto, ma ad altri che commenteranno in futuro, chiederei di stare cortesemente al tema della “protesta” dei medici su Repubblica, non dilungandosi possibilmente in aspetti aiurvedico/politico/cultural/antropico/filosofici, ma cercare di fare, se possibile, una proposta concreta alla protesta.
      Scusate se no non capisco.

  • Giacomo la tua proposta è serissima, ma credo che ci sia bisogno di un cambio di visuale.
    Qui siamo tutti in attesa che il mondo torni come prima, nella nostra vecchia e beata sicurezza social-individuale. Basata su cosa? Un paio di miserabili centinaia di anni in cui abbiamo combinato più guai dell’apprendista steregone?
    Se vogliamo essere utili a noi stessi e quindi alla società, dobbiamo cambiare d’abito: la vita sarà molto presto dfficilissima, le ondate si susseguiranno, oltre alle altre calamità.
    Il vaccino che ci vuole è quello contro l’insensato ottimismo.
    Nessuno ne sa niente, si naviga a vista, qundi di qualsiasi vaccino che ci dia una possibilità in più, e indirettamente agli altri, ingurgitiamone più che possiamo: terza, quarta, quinta dose., come tu anticipi nella proposta. Tossici? Vogliamo organizzare dei turistici in India per vedere l’alternativa?

    Biden ha fatto uno sbaglio clamoroso mettendo in discussione i brevetti delle farmaceutiche; perché ci manca anche di discutere le loro attese di guadagno! Da loro dipendiamo! Piuttosto che gli Stati li acquistino in proprio questi brevetti, e statalizzino, perché da questo dipende la nostra possibilità di sopravvivenza.
    Fleming è passato per eroe per aver rinunciato alle sue competenza sulla penicillina, ben consigliato nella decisione, quasi costretto, ma in realtà il merito è stato finaziarne la produzione stornando fondi dal bilancio come si trattasse di una nuova arma bellica, e tutto ciò dopo la sperimentazione clinica… su un unico paziente (londinese, fra l’altro)!
    Se tutti allevassero caprette, come te, e non porci in batteria, il problema non esisterebbe, ma questo sistema o crolla per crisi o per pressione di opinine pubblica. Penso che il meccansmo sarà combinato, con conseguenze non belle da vivere.
    Del doman non vè certezza, chi vuol esser bucato sia!

    • v’è

  • Giacomo, la domanda le é stata posta da Ivano Macalli, con una c, non da Paolo Maccalli. Grazie comunque per l’attenzione.

    • Ah si, scusi una “c” sola. Paolo Macalli.

  • Bene, d’ora in poi, nel caso che l’epidemia non si arrestasse, sapremo a chi dare la colpa: ai no vax e agli spiritosi. E ai siciliani!

  • Beh!, capisco dare la colpa ai no-vax, ma anche agli “spiritosi” mi sembrerebbe eccessivo.
    Volevo solo far notare che i “nomi” hanno la loro importanza e quindi chiamare vaccini ciò che non lo è, mi sembra fuorviante.
    Tutto qui. Ma se la reazione è questa mi ritiro in buon ordine perché non vorrei essere corresponsabile del protrarsi della “pandemia”.
    Grazie per la “proposta” comunque.

  • Su Giacomo, non sia permaloso.

  • Mi hanno vaccinato con l’AstraZeneca; tutto molto professionale, veloce, e ho ringraziato. Era il mio turno, e non ho avuto neppure il tempo di leggermi una pagina del libro che mi ero portato. Sono contento che il vaccino era gratis, i volontari gentili ed efficienti. Cosa volere di più? Essere nati poveri è un vantaggio, a volte, poche fisime, e ci si sorprende a tanta attenzione ricevuta.

    • Caro Mario, mi sono commosso per il racconto che lascia trapelare una certa positiva sensibilità umana. Ma mi domando che relazione esiste tra il suo racconto e l’articolo che ho proposto in questo articolo.
      Il “legame” è forse il “VIRUS”?
      Resto, curioso, in attesa.

  • “di gratis c’è solo il veleno dello scorpione” (proverbio arabo, da un mio scolaro)

  • Si usa dire che quando qualcosa è regalato è perché la merce sei tu. Ma forse è considerazione da complottisti, o forse no.

  • Ho avuto un attacco di autismo scusate:
    L’immagine di questo articolo non lo scelta io. Infatti così, sembra che”scadano” le dosi conservate nei boccetti. Invece nell’articolo ciò che “scade” è l’efficacia nel corpo dei bi_terapizzati (scaricatori di porto,… no scusate medici romani,… ma fa lo stesso).
    Ma va bene ugualmente. Anzi è meglio, così c’è più casino, e la chimica aumenta il fatturato.
    Tanto Paolo o Ivano, Giacomo o Gualtiero è lo stesso.

  • Credo di essere “il Mario” tirato in questione, e non so se debbo rispondere a Gualtiero, o Giacomo, ma non ha importanza, tutti facciamo confusione, chi per un modo, chi per un’altro. Di gratis ho avuto tante cose, dalla comunità tutta; non passo la vita a lamentarmi di ciò che mi spetterebbe, come singolo. Ho cominciato a lavorare seriamente a sedici anni. Alla Fondinox di Sergnano i proverbi arabi non ne conoscevano. Sarebbero finiti fusi come le coltellerie inox nelle lavorazioni, che in fonderia faceva un caldo da crepare. Quando ricevo attenzioni da parte della comunità, grazie alle avversità in cui sono cresciuto, ringrazio sempre. Sono contento. E non sono esperto di virus come il signor Gualtiero/ Giacomo. Se servirà la terza dose di vaccino ce lo diranno. I competenti, gli esperti. Qui di virologi non ce ne sono.

    • Caro Mario, se ha letto l’articolo che ho proposto si parla di “allarme di medici”.
      Quindi io, di solito, capisco quello che leggo anche se anch’io mi sono giocato il 5% di validità sul lavoro schiacciandomi un braccio sotto un trattore il “sabato” (capisce?) prima di una domenica di Pasqua di parecchi anni fa.
      E tutt’ora non mi funziona male.

      Le mie traversie lavorative non mi esimono dal cercare di capire quello che qui si cerca di non analizzare, parlando di tutt’altro.

      Ma tanto è uguale Gualtiero o Gicacomo, braccio destro o sinistro, cura o vaccino, che scadano i vaccini o l’efficacia della terapia nei soggetti trattati è lo stesso. Questo è quello che si capisce qui, e su cui, mi spiace, ma non sono d’accordo.
      La protesta c’è, ma la proposta non si vede ancora. Ne vale: “farete il terzo e il quarto”, altrimenti, perché proprio dei medici dovrebbero “allarmarsi”?
      Allarmarsi di che cosa? di una cosa così ovvia?!
      Dai forza, parliamo di qualcosa!

  • Una proposta? Ne avremmo le competenze? Perchè ci vacciniamo? Semplicemente perchè non abbiamo altra scelta. Tutti abbiamo visto morti o malati guarititi, ma con strascichi mica da ridere. In tutti i casi i ricoverati diminuiscono, le terapie intensive lasciano spazio ad altre patologie. Saranno le misure precauzionali, sarà la stagione che cambia, saranno i vaccini, di fatto le curve si abbassano. I vaccini ci daranno breve copertura? Pazienza, ci puntureranno di nuovo. Parliamo di qualcosa? Di che cavolo vuole che parliamo? Neppure i novax fanno proposte se non nella protesta. Che proposte fanno? E lei Giacomo cosa propone? Certo, ci fossimo isolati in casa ognuno per sè fin dall’inizio senza contatti con nessuno per mesi magari il virus sarebbe scomparso già, ma a che prezzo? Il prezzo d’andar fuori di testa tutti e senza comunque arrivare vivi all’immunità. Nella vita reale sarebbe stato impossibile. Poi è vero che poco fa accendendo il cellulare leggo che la Norvegia starebbe per bloccare AstraZeneca e Jonshon per gli effetti collaterali gravi, ma infrequenti, rarissimi. Allora cosa facciamo? Che li sospendano tutti a questo punto, così da raggiungere un’immunità di gregge selettiva, evolutiva per un nuovo mondo di uomini forti e resistenti al virus. Una nuova umanità. O altrimenti faccia Lei una proposta, ma seria però.

  • Ho molta fiducia nel lavoro silenzioso, dei ricercatori nella medicina. Sono convinto che stanno lavorando per sapere se servirà una terza, quarta dose di vaccino; se dovremo essere vaccinati ogni anno, per un certo numero di anni, eccetera. Il caos informativo; gli allarmi sono frutto, anche delle troppe notizie, spesso, contraddittorie che ci vengono propinate ogni giorno. Mentre c’è chi blatera e fa mille illazioni, ci sono persone che analizzano, discutono, testano, si rompono la testa cercando soluzioni, che combattono silenziosamente nei loro laboratori, anche per tutti noi. A loro va tutta la mia stima e la mia riconoscenza.

  • Raga, io seguo la strada indicata dal saggio (e competente) maestro Adriano: il disastro pandemico non si fermerà certamente qui con “questo” Covid, figlio come è di uno squilibrio planetario globale, con enne padri!
    Da ragazzini, settantanni fa, ci facevano due vaccinazioni (ci ho ancora le “arole” sul braccio sinistro) e pensavamo così di essere “al sicuro”!
    Se l’assetto del pianeta non ritrova un suo equilibrio (e ci vorrebbero comunque a dir poco decenni) non c’è altro che finanziare adeguatamente la ricerca, da un lato, e la medicina pubblica territoriale di base, dall’altro, in modo che la sanità possa prevenire/intervenire con competente efficacia e, soprattutto tempestività.
    Metterla su …. “Complotti” e “tifoserie” lascia il tempo che trova, anzi, lo peggiora!

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