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FRANCESCO TORRISI

Solidarietà a Nicola Grattieri

  Un breve estratto dall’articolo di Gianni Barbacetto sul Procuratore di Catanzaro Nicola Grattieri, Magistrato dalla “schiena dritta”, pubblicato sul FattoQuotidiano di oggi. L’articolo si basa su quanto il Procuratore scrive sul suo nuovo libro: “Complici e colpevoli. Come il Nord ha aperto le porte alla ’ndrangheta”. Crema, è ……ben piazzata nel cuore della Lombardia

 

Un breve estratto dall’articolo di Gianni Barbacetto sul Procuratore di Catanzaro Nicola Grattieri, Magistrato dalla “schiena dritta”, pubblicato sul FattoQuotidiano di oggi.

L’articolo si basa su quanto il Procuratore scrive sul suo nuovo libro: Complici e colpevoli. Come il Nord ha aperto le porte alla ’ndrangheta”.

Crema, è ……ben piazzata nel cuore della Lombardia e credo proprio che quanto citato dall’articolo dal nuovo libro, non possa che suscitare la nostra preoccupata attenzione!

 

    <Quali business, legali e illegali, praticano i gruppi di ’ndrangheta insediati nelle regioni del Nord?

In alcuni casi hanno iniziato a vendere prima eroina e poi cocaina, in altri a garantire manodopera a basso costo e servizi a prezzi stracciati, come il trasporto degli inerti. L’edilizia ha fatto da traino, ma la droga, soprattutto la cocaina, ha garantito gli investimenti successivi, quelli che hanno portato i prestanome delle cosche a conquistare fette di mercato nell’ambito dell’edilizia, dei servizi, della ristorazione e del mercato immobiliare.

Quanto pesano finanziariamente i boss del Nord?

Oggi sono molto potenti. Sono gli unici che hanno grandi liquidità e riescono a rilevare aziende in difficoltà soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria ed economica. Gestiscono la loro ricchezza in modo oculato, cercando di evitare il sequestro e la confisca dei beni. Spesso vanno alla ricerca di Paesi meno resilienti nella lotta ai patrimoni mafiosi. In Europa, come ricordiamo nel libro, si riesce a confiscare meno dell’1% dei soldi e dei beni accumulati dai mafiosi.>

 

E ancora:

    <A Milano, diventata probabilmente la capitale della ’ndrangheta al Nord, è ora libero il posto di procuratore della Repubblica. Perché lei non ha fatto domanda per continuare a Milano il lavoro che ha iniziato in Calabria?

In questo momento storico ho preferito restare nell’ufficio che dirigo da cinque anni per varie ragioni.

Spera invece di poter diventare procuratore nazionale antimafia?

Certo che lo spero, altrimenti non avrei fatto domanda. Non faccio domande per “sondare” il campo, ma per i posti per i quali sono realmente interessato. Lo dimostra il fatto che non ho fatto domanda alla Procura di Milano.>

 

Personalmente mi auguro che Grattieri diventi Procuratore Nazionale Antimafia, diventi un “simbolo” della Magistratura che opera esclusivamente per il bene della cosa pubblica Italiana e, come tale, consolidi un modus operandi diffuso per tutta la Magistratura.

FRANCESCO TORRISI

17 Nov 2021 in Legge

9 commenti

Commenti

  • Incredibile: 2013, il giudice Giuseppe Gennari, di Milano, presenta a Crema “Le fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla ‘ndrangheta”. I due libri sono uno sotto l’altro nel catalogo IBS, controllate. Stesso titolo quasi, e nulla succede. Ero seduto in prima fila accanto alla moglie, tremebonda, che mi confida: “Questi me lo ammazzano!”. E non è successo niente, a parte qualche arresto che descrive, lo smantellamento della base di viale Porpora, ma niente, e per fortuna manco l’omicidio del Giudice. Del resto non lo fanno volentieri, ma alla richiesta di una licenza di uccidere a Milano da parte della Camorra campana risposero: “No, se è necessario lo facciamo noi, vuol dire che ci dovrete un morto”. Infatti la Camorra ha il suo avamposto a Reggio Emilia, e non va oltre (come i pidocchi che non invadono il territorio delle piattole!)
    Ci credete che se comperate la frutta da un ambulante alle porte di Crema questi probabilmente ha pagato 300 euro di pizzo? No? E un camioncino dato alle fiamme lungo la Paullese allora non ve lo ricordate?
    Ironia della sorte: il taglieggiato commerciante di agrumi che con me si è confidato era calabrese, venuto fin qui per subire la stessa oppressione. Ma è passato un decennio, forse la tariffa è stata aggiornata.
    Ma c’è di peggio: questi son pronti a buttarsi in politica, altro che pizzo!
    Ricordiamocene al voto: scegliete solo chi conoscete, personalmente e magari dalla nascita.
    Come so queste cose? Ho la faccia da ingenuo e parlo con la gente.

  • Si Adriano: ricordiamocene al voto e, usiamo la testa, come si sono create certe veloci facili ricchezze?!?

    • In effetti le ‘ndrine giuste sono rimaste tra i pochi “ascensori sociali” ancora funzionanti.
      Il nuovo che avanza. Anche a Crema?
      Potrebbe essere una semiseria argomentazione per essere socialmente “conservatori” (non nei musei, alle urne).
      Sarebbe mala’ndrino trarne un’ulteriore cautela verso i “foresti”?
      CDQ, ogni tanto è meglio delle nibelungate.

  • Non hanno mai voluto ascoltare i consigli di Nicola Gratteri. Governanti, politici, magistrati.
    Non mi stupisce, in un paese che ha due quotidiani, Il Dubbio e Il Riformista che sono più che altro la voce del garantismo alle vongole in Italia, dove i reati finanziari mandano in Parlamento gli autori della furbata. Uno come Gratteri non può neanche uscire a fare due passi da solo per comperare La Settimana Enigmistica; andare nranche una volta a Milano per sfiorare per sbaglio le belle donne, che c’è un ricambio quotidiano: sembrano aliene venute dal pianeta della bellezza, che al Gratteri gli tocca andare con l’auto a manetta, con il clacson e il lampeggiante, che se lo fa a Salvirola, non perde niente, ma a Milano, è un peccato. E in più, sono in tanti a detestarlo, il Gratteri.

  • Pietro, confesso di ignorare il significato dell’acronimo CDQ!
    Aiuto!

    • Era stata, anni fa, un’invenzione tua o di qualche blogger spiritoso, per indicare i commenti poco impegnati, “leggeri” e però non troppo molesti, in caso di argomenti giustamente seri e impegnativi.

  • A Crema il nuovo nom avanza neanche a spingerlo. Le littorine, i trenini sono in ritardo, come martedì, perché passa l’orario delle otto e venticinque (orario previsto ma falso) e il treno non arriva; sono le 0835 e improvvisamente il display dello schermo scrive che il treno sarà in ritardo. E come no!
    Poi, la voce registrata dice, finalmente che il treno arriverà in ritardo di dieci minuti. Balle. Il ritardo è di venti minuti. E poi, parte non subito, che il ritardo è poco, che siamo a Crema, paese che non ha fretta. Il nuovo non avanzerà; che l’ex meccanico, ora negozio Natura Si’ è rimasto un rottame per oltre quarant’anni. Il mostro dei Sabbioni non lo vuole nessuno da un bel po’, nonostante tanti parcheggi e panchine per una bellavista sul mostro. E c’è un’altro mostro in Via Indipendenza con le colonne rotonde, i vetri rotti a specchio sporco che è ancora uguale uguale ai tempi che la Fiat Uno era ancora un prototipo. A Crema il nuovo avanza verso solo l’Ospizio, adagio adagio, ma avanza, a passettini.

  • Per PIETRO MARTINI 18 Nov 10:47: mi hai colto in castagna (ops!), ma, come dire? erano …..altri tempi!
    Il tutto nacque (ed io modestamente lo nacqui, cfr Totò) così: CDQ ©2016.
    Correva quell’anno li e con Livio ci si divertiva anche (a tempo perso) e ci inventammo all’uopo il “cazzeggio di qualità”!
    . Poi, negli anni gli accadimenti …..sono precipitati, l’alchimia è in/e-voluta, e con lei anche la ….”formazione della squadra in campo”.
    Sic transit …..con quel che segue.
    Cmq grazie per il recall, Pietro; non è la prima volta e, credo/spero non sarà l’ultima; chè tu, ci hai una capozza formattata in modo più solido assai della mia!

    • Ti ringrazio, Francesco, troppo buono. Figurati che ho appena finito di commentare dall’altra parte a proposito di ospizi in cui dovrei cominciare a dare un’occhiata, altro che capozza formattata. Forse ogni tanto do l’idea di essere uno pronto per il brodino delle sei di sera, col tovagliolo legato dietro le orecchie. Meglio così. La buona creanza consiste anche nel passare inosservati.

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