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GIORGIO CINCIRIPINI

Il grande fallimento delle società democratiche: la grande massa di evasione fiscale

E’ sempre bene indignarsi ma con dei numeri davanti!   Se andate a leggervi il report  https://taxjustice.net/reports/the-state-of-tax-justice-2021/  prodotto dal network TAX JUSTICE (giornalisti investigativi internazionali) si viene assaliti dalla sintesi: I paesi stanno perdendo 483 miliardi di dollari in tasse all’anno a causa dell’abuso fiscale globale – che è abbastanza per vaccinare completamente la popolazione

E’ sempre bene indignarsi ma con dei numeri davanti!

 

Se andate a leggervi il report  https://taxjustice.net/reports/the-state-of-tax-justice-2021/  prodotto dal network TAX JUSTICE (giornalisti investigativi internazionali) si viene assaliti dalla sintesi:

I paesi stanno perdendo 483 miliardi di dollari in tasse all’anno a causa dell’abuso fiscale globale – che è abbastanza per vaccinare completamente la popolazione globale contro il Covid-19 più di tre volte.

Dei 483 miliardi di dollari persi all’anno, 312 miliardi di dollari di questa perdita fiscale sono dovuti all’abuso fiscale transfrontaliero delle multinazionali e 171 miliardi di dollari sono dovuti all’abuso fiscale offshore degli individui ricchi.

 

Aggiungo che mi colpiva qualche giorno fa una news di borsa  che riportava con enfasi che la capitalizzazione di borsa di Microsoft aveva raggiunto i 2500 Miliardi di $.    Che è una cifra vicina ai 2700 Miliardi di EUR del nostro enorme, pesantissimo, vituperato da tutte le genti europee … debito pubblico.

Concludo riportando una frase della introduzione del libro  “Misurare ciò che conta – Al di là del Pil”  by Joseph E. StiglitzJean-Paul FitoussiMartine Durand  in cui nella prima riga parla di tre crisi capitali: climatica, di disuguaglianza e democratica

 

GIORGIO CINCIRIPINI

19 Nov 2021 in Società

13 commenti

Commenti

  • Quadro netto e chiaro, che aggiungere? Penso che si debba partire da una condanna degli errori filosofici di gestione dei Paesi che improntano la nostra condotta individuale. Franco c’era quando ho messo a confronto, in una relazione UNI, le due curve di una sovrappopolazione selvaggia e di una monetizzazione incosciente per finanziarla. Se si cerca con attenzione le “tre crisi capitali: climatica, di disuguaglianza e democratica” vengono a unificarsi.

  • Il piacere dell’onestà è una parola di cui si riempiono tutti la bocca. Poi, in privato se ne fanno, per addebitare al pubblico, socializzare le perdite, che è abitudine frequentata. Ho detto a Gianni Barbacetto che conosce bene Milano, che ci vive: come mai la Feltrinelli ha potuto costruire il palazzone a piramide in Piazza 25 aprile, creandoci la fondazione che non è costata spiccioli, quando i suoi dipendenti sono stati in stipendio ridotto per quattro anni, con orari ridotti e integrazione stipendio da parte dello Stato? L’ho chiesto ai dipendenti e tutti hanno sorriso facendomi capire che non potevano rispondermi. Come mai, poi, la Feltrinelli ha potuto comperare il Libraccio e l’IBS? Barbacetto mi ha assicurato che avrebbe indagato. Pota, è lui il giornalista che può conoscere bene la faccenda. Il dubbio è fondato. Anzi, è un dubbio all’italiana.
    Le tasse non le paga nessuno se non obbligati. E in Russia, che non è una democrazia occidentale, gli oligarchi del governo, e quelli contro il governo, hanno evaso e messo al sicuro, ieri e ancora adesso, montagne di soldi fuori dalla Russia. Ci sono tanti libri che lo raccontano; l”ultimo è di Catherine Belton “Gli uomini di Putin”. Nelle grandi democrazie le tasse le pagano da sempre, soprattutto, chi è costretto a pagarle, così in Russia. Chi sa come fare, scantona. Sui soldi dicono bugie in tanti. E la maggioranza è favorevole a pagare le tasse: se le pagano gli altri, soprattutto gli altri, allora va bene.

  • Premesso che non sono nient’affatto “nativo” rispetto a queste tematiche (sono al mondo dal 1943!) mi pare interessante, per inquadrare/ragionare sul tema proposto da Giorgio, partire da questa …spiega del “Finanzcapitalismo” tratta da wikipedia alla voce “Finanza”:
    “Dagli anni 80 del secolo scorso, la finanza ha raggiunto uno sviluppo enorme rispetto alle altre attività economiche, massimizzando le strategie di “estrazione” ed accumulazione di valore, a differenza del capitalismo industriale votato invece alla “produzione” di valore, ciò ha portato a trasferire gli investimenti di capitali dall’industria manifatturiera al sistema finanziario determinando il finanzcapitalismo o capitalismo dell’arbitraggio con volume di affari globalmente superiore ai valori reali”.
    Da “produzione” di valore a “estrazione” ed accumulazione di valore…….chepprurito, un pò di orticaria, allergia?!?

  • Sto leggendo il libro “Misurare ciò che conta – Al di là del Pil” che è molto illuminante. Fa anche una storia dal 2008 analizzando cosa non fu fatto (rimanendo incollati al PIL) e quindi ulteriori disastri causati …
    Argomento che Piero Carelli ha ben illustrato nelle sue lezioni!
    Consiglio di leggerlo. E’ anche discretamente scorrevole! non un classico mattone da libro-di-economia !

    • Lo leggerò. Certo che uno dei miei temi tormentosi è il passaggio, pur rimanendo in ambito PIL, cioè senza stravolgere il sistema valutativo passando a una delle varianti proposte, compreso l’italiano BIL (Benessere Interno Lordo), dicevo in ambito di acquisto di beni, e quindi promozione dei relativi produttori, premiare quelli immateriali, frutti di intelletto. La nostra Società del futuro sarà basata su pensieri, non su cose! E questa, se ci arriveremo, sarà la salvezza.

  • Ci credeva anche Luciano Bianciardi, l’autore de “La vita agra”, ai beni immateriali frutto d’intelletto. Solo parole. Lui, veniva da Grosseto e arrivo’ a Milano più di quarant’anni fa, perché aveva fame, più che di lavoro, d’imparare. Di cultura alta, tenendo la barra bassa, a terra. Ando’ a Milano, che non poteva andare a Treviglio, perché Milano era vicina all’Europa. Treviglio, l’Europa doveva cercarla sull’atlante, e i molti trevigliesi dell’Europa se ne fregano anche adesso. Grosseto, provincia bella era adatta per far melina. Gli stava stretta. Doveva cambiare le lenti, per vederla l’Europa. Il problema, per Bianciardi che andò a lavorare per la Feltrinelli, frequentando ambienti intellettuali, era che per essere uno che aveva fame, non bastava essere un intellettuale affamato, serviva la postura. E non lui non l’aveva. E così capi’ la fregatura, degli ambienti intellettuali.

  • Il fisco va appaltato, almeno localmente.
    Agenzie private di esattori con percentuale transitoria sull’accertato, da conguagliarsi poi sul definito.
    Soprattutto giovani, in particolare ragazze, esperte di diritto tributario, così diminuiamo la disoccupazione giovanile e femminile.
    Gente sveglia, senza compromessi, motivata, tosta. Giovani, appunto. Soprattutto ragazze, appunto.
    Indagini amministrative e di scartoffia, certo, però anche più “operative”, boots on the ground, appostamenti, pedinamenti. Insomma, investigazioni di quelle giuste. Dei team di lavoro preparati, agguerriti, che sanno dove cercare. Si divertirebbero tantissimo, porterebbero a casa un sacco di quattrini e ne nascerebbero addirittura nuove professionalità.
    Semplice, semplicissimo.
    Del resto, niente di nuovo. La Storia insegna.
    Pensate, anche a Crema, che soddisfazioni!

    • Aggiungo: big data, data analysis: ovvero incrociare i database che non si parlano, per individuare quelle persone con una Ferrari (magari noleggiata) ed imponibile di 20000€ ! etc etc etc …

      Provengo oggi dalla visita di uno studio notarile ed entro nel regno … della carta … pareti e pareti piene di raccoglitori, pile di cartelline appoggiate su tavoli grandi … in risposta alla mia battuta il notaio mi risponde che il processo di digitalizzazione non parte per l’elevato costo della scansione dei documenti!!!

      Questo mi ricorda un’altra mia esperienza personale – sempre in zona Emiliana – dove scopro che per far si che la pratica di modifica dei dati catastali dell’immobile completato presso l’Ufficio Tecnico di tal Comune passi all’Ufficio Tributi (in modo da avere un IMU ridotto) … avviene solo quando IO dovetti prendere copia dell’output del primo ufficio per passarlo … a poche decine di metri, all’altro ufficio !!!

      Il Grande Cambiamento della ns società deve cavalcare la Digitalizzazione: il Governo lo vede realizzato attraverso … il Clouding. il 5G, l’Internet delle Cose … questi investimenti enormi (che porteranno a due sole certezze: forte incremento dell’inquinamento elettromagnetico ed aumento delle temperature per la forte ulteriore, esponenziale richiesta di altra energia elettrica ). E’ credibile? Per me no!

      “cui prodest” ?!

    • Sai Pietro? La tua eccitante (provocatoria?! “pensate a Crema, che soddisfazioni”) proposta mi riporta prepotentemente alla mente (ma in tutt’altro campo) l’atmosfera creatasi in Cina con la rivoluzione culturale innescata dal presidente Mao (rivedere in proposito la parte finale de “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci.
      Irriguardoso comparare la “repubblica del tortello” alla Repubblica Popolare?!?
      Mi hai fatto sognare (epperò la, in Cina, l’hanno fatta per davvero!).
      E mi dico anche, però: occhio che quello che …..aveva un sogno (“I have a dream”), nell’evoluto, pragmatico occidente, è stato ….”disconnesso”, peraltro in ottima, abbondante compagnia, senza tanti complimenti!
      Si, di evasione fiscale è bene parlarne, moraleggiando magari, ma guai a tentare anche solo di entrare davvero nel merito!
      Far volare un pò di stracci, quello si, ma fare proposte serie, operative, di quello non se ne parla proprio, crollerebbe tutto il castello di carte (ops!) costruito negli anni con appassionata perizia!

    • Hai ragione, Francesco, se una cosa si può fare e non la si fa, vuol dire che non la si vuol fare. E mi rendo conto della ovvietà di questa mia frase, però a volte i meccanismi di difesa del “castello di carte”, come lo chiami tu, non sono grossolani ma più elaborati. Ti faccio un tipico esempio argomentativo di questa modalità elusiva. Per depistare e lasciar correre, riuscendo così a non toccare nulla, basta a volte enfatizzare l’evasione fiscale delle “multinazionali”, delle “grandi aziende”, delle persone giuridiche magari “straniere”, con tutto il corollario di “paradisi fiscali” e “Stati rifugio” in termini tributari. Ebbene, non ci sono dubbi che questo tipo di evasione fiscale ci sia, non sia irrilevante e vada combattuta. Ma suonandosela e cantandosela sempre su questo leitmotiv, intonando sempre e soltanto questo refrain, si “svicola” e “ce la si cava” su due aspetti cruciali dell’evasione fiscale italiana. Il primo aspetto. A evadere sono molto, troppo, soprattutto le persone fisiche. Certi pregiudizi anti-aziendalistici e anti multi-nazionalistici, a volte di patetica ascendenza sessantottina (ah, gli amerikani! ah, gli sfruttatori yankee! ah, che bravi i compagni russi, i compagni cinesi, poi!), si scontrano con dati, statistiche e consuntivi. Quelli evadono, però gli altri non sono da meno, anzi. E gli altri sono italiani. E gli altri non sono azionisti di società per azioni o titolari di quote in società a responsabilità limitata ma sono gli specifici Tizio, Caio, Sempronio e al massimo l’impresa in questione è un’impresa familiare, una società in nome collettivo di quattro gatti o poco più, magari una società di fatto. Ma sono in gran parte le persone, i singoli, gli individui ad evadere. Naturalmente, sia le imposte sul reddito (IRPeF, soprattutto), sia quelle sui consumi (IVA, soprattutto). E sono persone italiane, dalle Alpi alle Madonie. Il secondo aspetto. La disparità di imposizione, e quindi di evasione, tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. Dipendenti privati e pubblici, pensionati privati e pubblici. Retribuzione e pensioni pagano l’evasione degli altri, non di tutti, certo, perché ci sono lavoratori autonomi integerrimi e ammirevoli, però di molti, anzi moltissimi. Lavoro autonomo anche come lavoro professionale. In vari settori economici: commercio, artigianato e via dicendo. Anche qui, basta leggere i dati e le statistiche, passando, come direbbe un filosofo, dal mythos al logos.
      Per cui, meno livoroso rancore verso i board delle big companies e più realismo sui vicini di casa, sui concittadini, sui propri fornitori quotidiani, magari su noi stessi. Quella più brutta, sporca e cattiva è “l’evasione che è in noi”. L’evasione fiscale in Italia è il tipico “next door crime”. Anche per questo, nessuno osa metterci mano per davvero. Metà italiani pagano e metà evadono. E metà sono trenta milioni. Sono troppi voti da perdere. Ecco perché siamo il paese dei condoni, dei colpi di spugna esattoriali, delle rottamazioni bis, ter, quater, sixties, ……….

    • Ho saltato la rottamazione quinquies.

  • Sì, certamente, la relazionalità interna ed esterna dei database e lo sviluppo di sistemi di reporting e supporto alle decisioni, specifici per l’investigazione sia induttiva che deduttiva, sarebbero uno dei presupposti organizzativi e tecnologici di un team di ricerca e “sanificazione” tributaria. E ci sarebbero software house in grado, già da adesso, di mettere sul mercato ottimo prodotti. Però la parte più divertente sarebbe quella dell’indagine sul territorio, magari connessa ai sistemi informativi in sede per orientare di volta in volta, in modo situazionale e molto flessibile, l’azione sul campo. Gli evasori si sentono tranquilli, protetti e impuniti. Soprattutto nei primi tempi, si farebbero sorprendere e smascherare come allocchi. Sarebbe un massacro per loro e i circa 120 miliardi di evasione oggi stimati si dimezzerebbero in pochi anni. Anche per questo, caro Giorgio, questa idea non sarà mai realizzata.

  • Nelle aziende che conosco c’era una preoccupazione, e me lo confidavano anche amici impiegati d’azienda; e se arriva la Finanza!
    La Finanza, o Madonna Santa! Metti via, metti via, imbosca! Chi non ha lavorato nel privato, quasi tutti qui, non sa come funzionano nei dettagli le ditte, e come evadono il Fisco. Come diceva mia madre: non farmi aprire il libro (dei conti). L’evasione fiscale è talmente enorme, e la praticano quasi tutti in Italia, eccetto quelli impossibilitati, che non si può combattere seriamente. Incontrerebbe troppe resistenze.

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