menu

FRANCESCO TORRISI

E si comincia a parlare di programmi

Ed entriamo “in corpore vili” sui programmi della destra data oramai per vincente a mani basse elle prossime elezioni di Settembre:

Dalla rivista on line Start Magazin estraggo un ….gustoso spunto:

da “Appunti, idee e proposte del programma economico di Fratelli d’Italia

ecco che cosa emerge dagli “appunti per un programma conservatore”.

………LE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO NELLA PROPOSTA DI FRATELLI D’ITALIA

L’idea è di costruire un sistema organizzato “basato su un sistema di intelligenza artificiale che a regime rintracci l’elenco dei giovani che terminano ogni anno le scuole superiori e l’universitĂ  e li agganci a imprese del settore, agenzie per il lavoro e centri per l’impiego, attivando un sistema concorrenziale tra gli operatori che avranno una dote finanziaria ingente per la loro collocazione”. L’approccio potrebbe essere un po’ (troppo) rigido quando sostiene che il “giovane non potrĂ  piĂą scegliere se lavorare o meno, ma è vincolato ad accettare l’offerta di lavoro per sĂ©, per la sua famiglia e per il Paese” arrivando ad immaginare persino “l’applicazione di un sistema sanzionatorio”…….

Da chiedersi: ma che tipo di Repubblica Meloni, Crosetto, LaRussa e company si prefigurano di ri/costruire qualora ne ricevano mandato dal popolo sovrano?

FRANCESCO TORRISI

25 Lug 2022 in elezioni

3 commenti

Commenti

  • A quando la fustigazione?

  • Ok per incentivare politiche attive per il lavoro, soprattutto per l’inserimento dei giovani, ma i …..”lavori forzati”, no è!
    Mi sembra un approccio davvero squalifiante che arriva da “Fratelli d’Italia” ( quasi da….fratelli coltelli!).

  • Si voterĂ  con il “Rosatellum” (che prende il nome dal suo ideatore, il deputato Pd Ettore Rosato, ed è lo stesso meccanismo delle elezioni 2018) l’usanza vuole che si “latinizzi” il nome della Legge elettorale (significativo in proposito il “Porcellum” che derivava da una peculiare definizione che ne dette il suo stesso ideatore, Roberto Calderoli: “una porcata”!
    Di seguito una sorta di sintetico manuale elettorale:

    Il Rosatellum prevede un sistema misto: circa un terzo dei seggi del Parlamento viene eletto con il sistema maggioritario, in scontri diretti nei collegi uninominali, i restanti due terzi con un sistema proporzionale.
    Il Rosatellum non prevede il voto disgiunto. La soglia di sbarramento è fissata al 3% per i partiti e al 10% per le coalizioni.
    Il 37% dei seggi alla Camera e al Senato sarĂ  eletto tramite collegi uninominali: in cui ogni partito o coalizione presenterĂ  un solo candidato, verrĂ  eletto il candidato che prenderĂ  almeno un voto in piĂą degli altri.
    Il 61% dei seggi viene poi assegnato con il proporzionale dalle liste “bloccate” (non si può esprimere la preferenza per un candidato) compilate dai partiti o dalle coalizioni. Il resto dei seggi (otto alla Camera e quattro al Senato) è assegnato nelle circoscrizioni estere. Alla Camera i seggi sono assegnati a livello nazionale, al Senato a livello regionale.
    Le circoscrizioni sono 28 alla Camera e 20 al Senato. La legge prevede un massimo di 5 pluricandidature nei listini proporzionali, che non sono previste nei collegi uninominali. Possibile invece una stessa candidatura in un collegio uninominale e nei plurinominali fino a un massimo di cinque: in caso di elezione, il candidato varrĂ  per il collegio uninominale. Al candidato in piĂą collegi plurinominali che dovesse essere eletto in diversi listini, sarĂ  assegnato il collegio plurinominale in cui la lista a lui collegata ha ottenuto il minor numero di voti. In caso di pareggio tra due candidati, sarĂ  eletto il candidato piĂą giovane.
    L’elettore avrà un’unica scheda per il maggioritario e il proporzionale, una per la Camera e una per il Senato. Per le coalizioni non vengono computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell’1%. Nessuno dei generi maschio e femmina, sia nei collegi uninominali che in quelli plurinominali, può essere rappresentato in misura superiore al 60%.  La novità più rilevante che riguarderà le prossime elezioni consiste nel nuovo Parlamento che il voto andrà ad eleggere: dopo il referendum del 2021 i deputati passeranno da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. La legge elettorale non verrà modificata in virtù di questa novità. Alle due aule saranno applicate le percentuali previste dalla norma.
    I numeri delle proporzioni diventeranno quindi 148 collegi uninominali, 244 proporzionali e 8 circoscrizioni estere alla Camera, 74 seggi uninominali, 122 proporzionali e 4 circoscrizioni estere alla Camera. Al Senato saranno ammesse alla ripartizione di seggi anche le liste che otterranno almeno il 20% dei voti su base regionale.
    Il Rosatellum favorisce la formazione di coalizione e penalizza i partiti che si presentano da soli alle urne. I simboli dovranno essere presentati entro metà agosto.
    Auguri!

Scrivi qui il commento

Commentare è libero (non serve registrarsi)

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sui nostri contenuti