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MATTIA BRESSANELLI

La maschera di Salvini

L’8 agosto scorso il leader della Lega Matteo Salvini ha innescato la crisi politica, segnando la fine dell’esperienza del Governo gialloverde.

 

In attesa della crisi istituzionale, le cui tempistiche non controlla il ministro dell’interno, ritengo utile come esercizio intellettuale ragionare sugli scenari che si prospettano nei prossimi mesi.

Credo che un buon modo di capire cosa succederà passi dalla domanda: cosa c’è sotto la maschera di Salvini?

 

Opzione 1: crisi di mezz’età

Il ministro del Papeete, invecchiato dal suo trottolare per le piazze italiane, invece di comprarsi una decappottabile, vuole farsi chiamare Presidente del Consiglio. La fama di Conte nei sondaggi, e il dover condividere lo scranno coi cinque stelle non lo fa dormir di notte, deve essere lui il volto dell’Italia.

Questo soggetto non avrebbe particolari intenti politici, ma solo interessi personali e degli amici di partito da soddisfare (vedi ruberie varie, corruzione, condoni e compagnia cantante), come lo psiconano e la ballerina prima di lui.

Opzione 2: l’Italia sovranista

Salvini ha il chiaro obiettivo di fare della Repubblica liberale uno Stato sovranista, nostalgico dei bei tempi del balcone (non quello dell’abolizione della povertà XD), chiuso alle importazioni, fuori dall’euro e dall’Europa.

Opzione 3: il burattinaio di Arcore

Berlusconi un’anno fa ha lasciato che Salvini si alleasse con i 5 stelle, sapendo che il cazzaro verde avrebbe continuato la campagna elettorale e scaricato le responsabilità sugli pseudo-alleati, crescendo nei consensi come B non riesce più a fare. Ora è il momento di incassare portando il centro destra unito al governo, con obiettivi politici più o meno nobili, lascio giudicare al lettore.

 

Il governo è caduto in un momento inusuale (agosto), il che costringe a votare a fine settembre e ottimisticamente averne uno nuovo a inizio dicembre, non in tempo per una manovra economica che disinneschi l’aumento dell’iva e imposti riforme strutturali (buone o cattive che siano).

Questo mi fa scartare l’ipotesi di un piano studiato da tutto il centro destra. Avrebbe avuto più senso scaricare la finanziaria ai 5s, e mollarli subito dopo per incassare in primavera.

Il piano funzionerebbe soltanto se ci fosse un governo tecnico senza la fiducia delle camere a fare la legge di bilancio, che mi sembra improbabile perché a sostenere l’idea c’è solo Renzi (e spero non ci creda nemmeno lui).

Più verosimile l’opzione sovranista, che da una finanziaria limitata da vincoli istituzionali e trattati europei potrebbe trarre argomenti di rottura definitiva per giustificare all’elettorato misure drastiche (e molto pericolose) per il prossimo anno.

Ancora più realistico è che ci troviamo davanti all’ennesimo uomo del Popolo che dura per una stagione e poi si sgonfia per dare spazio al successivo, senza ambizioni politiche di lungo termine ma solo manie di grandezza del “bomba” di turno.

 

Nell’attesa delle prossime mosse, in primis in Senato questo pomeriggio… parliamone nei commenti.

 

 

Perdonate se l’analisi non è delle più raffinate ma dopo giorni dai fatti nessuno buttava l’amo; mi è toccato farmi pescatore.

MATTIA BRESSANELLI

13 Ago 2019 in Politica

16 commenti

Commenti

  • Naturalmente solo quello di Salvini e le sconfitte. Ciao

  • Comunque, indipendentemente dalle analisi io non sottovaluterei tutto il corollario di folklore che il Capitano si porta dietro, dalle medagliette di Medjugorje che regala, ai figli di cui parla continuamente, delle lacrime che a volte esibisce alle visite alle famiglie in lutto. Evidentemente anche questo cattura e porta consenso, più di tante analisi.

    • Spero che siano solo strumenti elettorali e che non ci creda veramente, così come alle pontificate di Borghi.

  • Bel titolo quello che hai scelto per il tuo post su un tema di evidenza totalizzante che avevamo più volte solo sfiorato.
    Grazie del coraggio Mattia!
    Bel titolo perchè nel caso del “capitano” mi risulta davvero difficile definire i limiti tra il “PERSONAGGIO” e l'”INTERPRETE”!
    Non solo, ma, mantenendo la allegoria teatrale, mi risulta parimente assai difficile individuare, delineare con chiarezza l’autore del “soggetto”, della “sceneggiatura”, la “regia” e la “produzione”!
    Credo che a suo tempo, la “maschera” “il Capitano” non sia stato estranea alle lezioni del “living” e quindi la “rappresentazione” in atto non disdegni affatto accadimenti “in progress”, fuori copione, secondo le migliori tradizioni della “Commedia dell’Arte”!
    Del resto la “compagnia cantante” non manca certo di ….. “prime donne” che aspettano solo di poter mettersi in in evidenza!
    Per noi “spettatori”, si tratta solo di seguire con attenzione, secondo ….. copione di CremAscolta!

  • Nuova mossa, l’apertura al taglio dei parlamentari (non per la prossima legislatura ma per quella dopo) da parte della Lega; la palla passa a Di Maio che rilancia, chiedendo anche il taglio degli stipendi, e non chiude al centro-sinistra appellandosi al Presidente della Repubblica.
    Numericamente si prospetta una nuova maggioranza (per altro meno risicata di quella attuale) tra centro-sinistra e Movimento.
    Politicamente sarebbe molto innaturale e dovrebbe basarsi su un accordo molto solido. Infatti, se a Salvini sarà impedito di incassare i voti, la nuova maggioranza dovrà durare per anni perché l’elettorato se ne dimentichi (che la memoria sia corta è un dato di fatto, si veda il caimano che è ancora lì). Inoltre non potrebbe essere un governo tecnico, perché né Mattarella né i partiti lo consentirebbero, sono passati i tempi di Re Giorgio e il Nazareno che decidono per il parlamento.

    Personalmente non so cosa pensare.
    Di pancia direi che è sbagliato che si formino maggioranze diverse senza passare dal voto. Tuttavia abbiamo votato solo un anno fa; se ad ogni variazione dei sondaggi si ferma la legislatura si continua con la moda nazionale dei governi di durata media due anni, che ci lascia in campagna elettorale perenne. Inoltre la nostra è una repubblica parlamentare, quindi la caduta di un governo non preclude la continuazione del quinquennio.

    Dal punto di vista della convenienza elettorale dei partiti, se Salvini è quello delle opzioni 1 o 3 (mi riferisco al mio articolo) conviene lasciare che si prenda la responsabilità di governare. Se è quello dell’opzione 2, il rischio è decisamente più alto, perché l’uscita da Europa ed euro sarebbe un colpo durissimo.

    Riguardo cosa convenga agli italiani, nulla all’orizzonte.

    • Beh, sai Mattia piu’ innaturale della gialloverde…. ed anke quella senza passare dal voto!
      E adesso, quando sei davanti al precipizio e ti si prospetta una caduta dolorosa e rovinosa, tutti gli ….appigli possono diventare buoni!
      Vediamo l’effetto Conte, prima e Mattarella poi, non manca la suspence.
      Quando il gioco si fa duro……

  • Mi è difficile commentare, dopo nove giorni passati in Germania nel totale silenzio i notizie italiane, gli ultimi sviluppi.
    Ciò che mi viene spontaneo dire è che, nonostante l’apparente isolamento di Salvini in seguito al discorso in Facebook (lo leggo solo ora) di Conte, ritengo che il Capitano (o… Condottiero o… alla latina Duce) continui ad avere il vento in poppa: alla tanta gente che non legge i giornali e che non è interessata ai talk show, Salvini piace perché è l’uomo forte, determinato, deciso (finalmente) a sgominare gli scafisti e i loro complici e a sloggiare (finalmente) le case occupate abusivamente; l’uomo che si adopera di ripristinare (finalmente) il rigore della legge…; è l’uomo della Provvidenza (senza alcuna allusione col passato); è infine l’uomo del “fare” contro i tanti “no” dei pentastellati.
    Quella di Salvini è una narrazione perfetta per raccogliere il consenso.
    Riuscirà a diventare premier con un governo di destra (dico “destra” perché la stessa Forza Italia sarà fagocitata da Salvini e dai Fratelli d’Italia)?
    Io credo di sì, a meno che nei mesi prossimi (non mi azzardo in ipotesi di governi nominati per condurre al voto), Salvini faccia qualche passo falso (la sua decisione al taglio dei parlamentari è elettoralmente un passo pagante) da toccare direttamente l’opinione pubblica (non solo i giornali).

  • Siamo di fronte alla confusione più totale, non solo per noi che leggiamo e ascoltiamo, ma soprattutto per loro, che vogliono restare dove sono a tutti i costi. Ma la mossa più strana è quella di Salvini che accetta il ricatto del piccoletto della riduzione dei parlamentari a cui si è aggiunto ora il taglio degli stipendi. Abbiamo poi dall’altra parte un Renzi, al solito prevaricatore, che bypassa Zingaretti in totale spregio del fatto che segretario dei Pd non è certamente lui. Oltretutto dimenticando la batosta subita col suo referendum. Poi c’è Conte tentato di mettersi da solo con i sondaggi che dicono che alleandosi con le sinistre porterebbe un sacco di voti. Stiamo solo assistendo al soliti giochetti dei numeri con vertenze sindacali aperte e migliaia di lavoratori in angoscia come la mancata assunzione di tanti insegnanti in attesa di veder regolarizzata la loro posizione. E loro lì, col pallottoliere a fare due più due, con Di Maio terrorizzato di ritornare a vender bibite al San Carlo, e come Lui tanti grillini senza arte né parte. E magari con la prospettiva di formare un governo con le sinistre dopo essersene date di santa ragione. Verrebbe da dire che se per primi fanno i populisti loro, bene, che lo facciano anche gli elettori, mandandoli di pancia a casa tutti. Col rischio, purtroppo non calcolato, dell’uomo solo al comando, che però anche lui la coerenza te la raccomando. O magari assisteremo, con la scusa delle riforme, ad un ricompattamento di questo governo che in questo lungo anno non so cos’ha fatto di buono, con un debito che sta aumentando a dismisura e con Salvini che minaccia, e a ragione, di annullare la misura bandiera dei 5stelle. Caro Piero, non è necessario essere stato in Germania in questi giorni. Noi che qui, “da più vicino” , abbiamo seguito gli sviluppi, siamo più interrogativi di te. Aver seguito i casini di ieri e oggi verrebbe da dire che questo governo è il più opportunista, pro domo sua, della storia della nostra Repubblica.

  • Anche ammettendo che Salvini abbia voluto ostacolare fantomatiche alleanze tra il Pd e i 5stelle, un governo di tal genere sarebbe altrettanto innaturale come il precedente/attuale. Insomma, loro sono nel casino, ma noi anche di più.

  • Chi sosteneva che Destra e Sinistra fossero superate dovrà farsene una ragione: non è vero.
    PD, Cinquestelle e LeU da una parte.
    Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia dall’altra.
    Dietro tanti bisticci e pasticci, dietro tanti colpi di teatro e sceneggiate mediatiche, si intravede la contrapposizione di sempre. Dopo tante acrobazie e invenzioni verbali, dopo tante trovate e sparate, tutti i trasformismi e contorsionismi riportano ai vecchi schematismi e conformismi basati sul ceto e sul censo.
    Ognuno può seguire l’etica e l’estetica che crede ma in politica le categorie dello spirito cedono a quelle dell’economia. Essere pro o contro gli assetti sociali costituiti, vale a dire pro o contro l’attuale distribuzione della ricchezza e delle risorse materiali e immateriali disponibili, non è faccenda mistica o trascendente ma organizzativa e istituzionale.
    Salvini serviva a evitare il fronte della Sinistra, cioè l’alleanza tra PD e Cinquestelle. Se invece adesso, per tracimazione psicosensoriale causata da delirio neuropatico di onnipotenza, Salvini ha confuso lo strapaese per il Paese, se invece di fare il suo mestiere di garante politico del potere economico italiano (l’Europa non c’entra, serve solo alle solite filastrocche da bar) pretende di fare il messia salvatore invocato dalle sagre di piazza, è meglio che venga sostituito da qualcun altro più capace di svolgere il compito che da sempre l’economia delega alla politica, quello di custode dell’ordine sociale vigente.
    Se per colpa di Salvini la Sinistra si compatta e ci si avvia a un governo a guida PD e Cinquestelle, è meglio che Salvini chieda rifugio politico in una dacia, molto isolata, procuratagli dal suo amico russo.
    Ha ancora buone possibilità di recuperare gli svarioni di questi giorni, riacciuffare il gatto per la coda e riprendere il suo mestiere di mallevadore dell’ordinamento economico costituto.
    Se non ci riesce, ha fatto un autogol clamoroso.

    • Pietro, io andrei piano a definire i 5stelle un movimento di sinistra. Secondo me sono dei populisti, magari di sinistra, ma la sinistra storica è stata altra cosa. Che poi tutti si tirino il naso pur di restare o ritornare, anche qui, è altra questione. Comunque sono d’accordo con te, le ideologie non sono mai scomparse, e meno male, dopo l’esperienza raffazzonata di quest’ultimo governo, e del probabile prossimo.

    • Caro Ivano, che i Cinquestelle come Sinistra lascino a desiderare e che certe volte non sappiano nemmeno loro da che parte siano voltati, è una cosa su cui non avrei proprio alcunché da eccepire.
      D’altra parte, non è che, come Destra, la Lega sia una gran bella cosa. Anzi.
      Ma è questo, al momento attuale, ciò che passa il convento.
      Anzi, i due conventi. Quello di chi sta bene e vuole continuare a star bene e quello di chi sta male e vuole star bene anche lui. Conventi contrapposti (su interessi economici e sociali concreti, altro che ONG e TAV e bioetica sodomitica e balle varie). La torta della ricchezza e delle risorse è quella che è. E, a seconda di come tagli la fetta, le cose cambiano, per gli appetiti degli uni o degli altri.
      Si sa, l’orto della politica offre nelle varie epoche ortaggi di qualità molto variabile.
      Dobbiamo accontentarci dei cocomeri attuali. E ciascuno si deve gustare i suoi.
      Buon Ferragosto.

  • Anzi, tra i pentastellati é pieno di fascisti, qualunquisti, oltre che di delusi della sinistra.

    • Direi che sono pieni di ex-sessantottini che hanno riconvertito l’amore per la Cina e la Russia e l’odio per l’America dei loro vent’anni e dei loro tazebao marcusiani, nel loro attuale amore per Cina e Russia e nel loro attuale odio per l’America sotto nuove, diverse, mentite spoglie.
      Formidabili, questi ex-sessantottini.
      I catto-sessantottini, poi, hanno nove vite come i gatti.

  • A parte i contenuti politici, e seguo la politica, ma esprimo pareri in relazione al basso impegno personale, cioè pochi, dicevo, apprezzo il nuovo scilinguagnolo che mostri. Non ti avevo mai visto esprimerti così per esteso, ma anche chiaro. Un salto di qualità è in atto.

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