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FRANCESCO TORRISI

Caro amico, tiscrivo…

Un caro amico, addirittura, pensate un pò un mio ex alunno dei tempi del “Marazzi”, mi ha messo in contatto, tramite La Provincia, il quotidiano locale CR, con Mr Covid-19, che, in tutta confidenza, tramite una sua (ipotetica) lettera, mi ha messo a parte delle ragioni per le quali ha deciso di …..occuparci di noi.

Ecco il link al video, sono 5 minuti di pacata terribile riflessione:

https://crema.laprovinciacr.it/video/cremona-e-il-cremonese/244786/video-ciao-sono-covid-19-ecco-perche-vi-ho-colpito.html

FRANCESCO TORRISI

26 Mar 2020 in Mondo

18 commenti

Commenti

  • Che retorica, qualcuno del blog potrebbe dire.

  • Indubbiamente temi incontestabili. Se poi ci agiungiamo la sagggezza precolombiana del popolo sardo… o almeno l’accento di chi declamava era quello. Certo, una bella lezione! E mica finisce qui!

  • Che stronzata, qualcuno potrebbe dire.

  • Una stronzata retorica.

    • …..beh, fa davvero piacere sentirsi in compagnia di persone tanto positive!!!!

  • Ci manca solo il virus che fa la predica.

  • Retorica o meno, predica o meno, il messaggio è chiaro e non può che essere condivisibile: un invito a riscoprire i valori autentici, a interrogarci sul nostro consumismo, sul nostro… sprecare la vita (la vita di ciascuno di noi, la dignità di ognuno) che è ciò che di più prezioso che ci sia.
    E’ più o meno, la sintesi dei valori che noi sul nostro blog abbiamo più volte evidenziato.

    • Piero non ti capisco. Delle due, una: il globalismo ci salverà, abbasso il consumismo che è sempre globalismo. Dopo il trauma Coronavirus i consumi caleranno vertiginosamente perché nessuno avrà più un soldo da spendere, e a quel punto le persone non si sentiranno più belle e più buone ma incavolate nere. Tutto cambierà, su questo siamo d’accordo, ma in peggio. Molto peggio, perché una platea furibonda 7 mld. e mezzo di persone è peggio dell’atomica. Vaglielo a raccontare, all’impoverito, che deve prodigarsi per l’altro …

  • I sermoni non hanno mai cambiato nessuno.

  • E poi Piero tutta stè tirata contro il consumismo, cos’è se non l’ammissione che la nostra economia si basa solo su quello? Azzerando quello cosa succederebbe? Quale rivoluzione immaginare, e come tradurla poi nella pratica? In quanto tempo? Forse sarebbe meglio smettere di sognare e non illudersi che alcuni valori riscoperti (la solidarietà? ) possano poi tradursi in buone pratiche future. Sai Piero cosa sono queste riscoperte? Sono solo la risposta alla paura che attaglia tutti perchè il virus non guarda in faccia a nessuno. Quando ritorneremo a “virus” più selettivi, meno democratici, tutto ritornerà esattamente come prima. Illudersi che questo virus possa essere propedeutico a chissà quale cambiamento e isolarlo ad esempio dal contesto economico destinato a peggiorare è magari fiducioso, ma assolutamente irreale. Ci aspettano mesi e anni di recessione, di crollo dei consumi, non perchè più virtuosi, ma perchè nella necessità di farlo. E le rinunce non hanno mai santificato nessuno. Anzi, hanno sempre fatto incazzare popoli interi. Certamente la vita è importante ( in primis la nostra ), ma lo sono di più le palanche. Del resto abbiamo visto la reazione di fronte alla morte dei tanti, e alle sfighe del mondo, che hanno riempito la Storia o cronaca di sempre. Niente solidarietà e ognuno per sè. I singoli casi o episodi poi sono irrilevanti. E inutile che ci commuoviamo perchè in queste notti c’è che si sbatte per i senza tetto, anche loro a rischio contagio, quando noi le mani non ce le sporcheremmo mai e le usiamo solo, al massimo, per metterle più o meno generosamente, alcuni di noi neanche quello, sulla carta di credito, così la coscienza è a posto. Ma l’ipocrisia no. Ma chiudo qui, anche perchè questo mio commento risulterebbe retorico e melenso, proprio come il sermone (Cadè) del virus. Poi riflessioni o previsioni geopolitiche mondiali, peggiori del virus, le lascio a chi è più bravo di me.

    • Gli impoveriti saranno quelli che già sono poveri. Per altri, che di fieno in cascina ne hanno, anche se non lo dicono, il problema ancora non c’è. Quelli con il gruzzolo, le case qua e là, i terreni, non la famiglia da mantenere, non un lavoro perso o quasi perso che hanno da piangere già da subito, e non hanno nemmeno voglia di pontificare, non vogliono parlare di empatia, di sorrisi, perchè hanno seri problemi, per loro sarà molto dura. Altro che empatia. L’empatia se la può permettere chi ne ha, chi ha scorte, riserve, una bella pensione, la fortuna di sponda ricevuta dalla nascita. I poveri, i quasi poveri, sanno che il domani potrebbe essere triste, preoccupante; invece, per quelli a cui le palanche non mancano, ne soffriranno, se soffriranno, un bel pò dopo. Molto dopo. Quindi, andiamo per ordine, mettiamo le cose bene in scala.

  • Io non mi aspetto che questa vicenda (in cui il virus c’entra poco) cambi in meglio le persone. Mi aspetto che fomenti rabbia e ribellione. Ma forse questo sarebbe un cambiamento in meglio.

    • Concordo, la reazione sarà potente, ma ci voleva.
      Andare avanti così com’eravamo messi “prima”, era impossibile.

  • ….e siamo arrivati al dunque!

    • Si, siamo arrivati al dunque con addosso solo le mutande. Non abbiamo più niente. Zero. Non si riparte senza una solida base culturale e l’Occidente non ha più alcuna cultura. E’ fin troppo evidente che non salveremo il mondo con il “metodo Greta”, dando cioé una pennellata di verde alle logiche di mercato che ci hanno portato al fallimento, né con la “kultura made in Capalbio”, asserragliata nei soliti tre-quattro salotti televisivi, ultimi baluardi di un’oscura tribù rimasta ai margini della civiltà, quella dei giornalisti sinistri. Tutte queste cose appartengono al passato.
      Un passato che ha fallito alla stra-grande è perciò non può più essere riproposto. Nessuno, al momento, è in grado di prevedere la piega che prenderà il cambiamento. Ma di una cosa possiamo dirci sicuri: non sarà una rivoluzione pacifica. Non ci vorrà molto prima che si facciano sentire quelli che non hanno portato a casa un euro a marzo, non lo porteranno ad aprile e probabilmente neppure a maggio … ah, dimenticavo i 600€ magnanimamente elargiti dallo Stato. O meglio, annunciati, perché sembra che la trafila burocratica per prenderli sia talmente complicata che a molti non converrà pagare il commercialista per ritrovarsi due lire in saccoccia.

  • Alcuni dicono che fra un po’, grazie a ‘sto governo, non avremo più pane. Dov’è il problema? Mangeremo brioches…

  • #ioarrestoacasa (da immaginare scritto sotto la foto di Conte)

    • Meglio sulla lettera di licenziamento, è più sicuro.
      Sulla faccia di certi personaggi non si può contare.

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