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GIORGIO CINCIRIPINI

COVID: ma perché tanti morti?

 

Ho scoperto il link ad una pagina di wordometers.info in cui si confrontano i dati epidemiologici di tutti i paesi del Mondo.

 

https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries

 

Come vedete l’Italia è in 12^ posizione, con 594 morti/1 Milione di persone. Mentre siamo 40^ per numero di test sulla popolazione.

 

Suggerisco di leggere la tabella e confrontarci con i ns partner europei e non.

 

 

GIORGIO CINCIRIPINI

01 Ott 2020 in Salute

9 commenti

Commenti

  • Giorgio, grazie dell’input. Ho linkato e compulsato la tabellona.
    Giusto che la domanda sorga spontanea perchè il dato delle “morti Italiane” è abbastanza inquietante sia come casi totali che come percentuale (ho rapportato i dati con Francia e Germania).
    Una prima spiega (da profano qual sono) la individuerei nell’essere stati “capofila” dell’esperienza di contagio, impreparati alle modalità di corretta prevenzione, diagnosi, prima cura sul territorio, di ospedalizzazione (con conseguente creazione di focolai) e cure che miravano principalmente, con pazienti già in fase gravissima. alla ventilazione meccanica/intubazione.
    Ma credo che chi ne sa (Adriano ad esempio) potrà essere più efficace.

    • Hai visto che Sanmarino è al top della ‘graduatoria’ per i casi e la mortalità sulla popolazione? Come mai? Io una mezza risposta … ovvero dei fatti concreti ci sono…

    • Penso proprio che la spiegazione sia quella da te proposta Franco. Infatti se vai a vedere la curva delle morti su https://statistichecoronavirus.it/coronavirus-italia/ che seguo ogni giorno su tuo suggerimento, ti accorgi che la curva delle morti in Italia è piatta da lungo tempo, mentre si impenna all’inizio di questa brutta storia. Noi contavamo i morti mentre il mondo ci stava a guardare e, come da un perfetto esperimento da laboratorio, imparava. Ma imparava dalla nostra scienza, perchè il merito delle prime autopsie, che erano considerate inutili, tanto si saperva che era una polmonite, è stato nostro. Solo così si è compreso l’inaspettato ruolo della coagulopatia.
      Per inciso la stessa cosa avvenne nel 500, quando a Padova l’ostinazione del De Monte nel fare autopsie in serie cambiò la medicina mondiale dopo secoli di stasi.
      Incredibile comunque, dalla stessa fonte, come il Cremonese si matenga anche oggi quasi immune dalla nuova ondata di contagi.
      Penso che la risposta sia il solito “visto che la lezione vi è servita?”
      Già, pare che negazionisti e sbruffoni vari facciano tanto rumore, ma di sola bocca.

  • Grazie Ivano. Ho qui mio fratello, medico di P.S. Sorrentino, che la situazione lì l’ha fra le dita. Se De Luca è riuscito a domare il cinghialacio vulcanico con sferza chiodata ora sta effetttivmente perdendo il controllo, pare, ma sempre sull’onda del negazionismo di extradestra ed extrasinistra. Mio fratelo è uomo di destra, acceso, come capita a chi è stato un comunista plagiato più che convinto nell’adolescenza, ma è medico e non ci casca, ma pare che più conti ora all’ombra del Vesuvio il brivido della sfida. Accompagnando la figlia che studierà a Milano ha subito telefonato alla moglie, rianimatrice, per tranquillizzarla sul tema, e ascoltavo non volendo: “Qui hanno provato cosè, cosa è stato, ce n’è pochi che fanno gli spiritosi!” E già, eravamo insieme all’UNI pronta a riaprire a numeri ridotti, e commetavamo e lui sentiva, apprezzava, forse sorrideva dietro la sua mascherina artigianale ultrafiltrante, artigianale perché non si fida di quanto esistente in commercio, e approvava col capo vedendo gli studenti di cosmesi tutti distanzati e bardati con giusti filtri.
    Ma tranquilli, non siamo mica Inglesi, anche sovversivi caleranno le arie,la fifa prenderà il sopravvento sulla politica, che sia fifa di alte multe come di lasciarci le penne.

  • P.S. Direi che il tema si trasferisce sul post di Giorgio, cui non rispondo subito in quanto molto preso.

  • Cavolo pensavo di essere ancora sul mio ultimo: studio e rispondo Giorgio

  • Il tema introdotto da Giorgio è molto interessante e mi pare, da profano di queste cose, che dovrebbero essere le scienze mediche, non del tutto ma soprattutto, a trovare una risposta. La quale risposta forse arriverà, come spesso è accaduto nella Storia, a qualche tempo di distanza dai fatti esaminati, come frutto di analisi, valutazioni e conclusioni opportunamente meditate, dimostrate e validate scientificamente.
    Può darsi che in Italia si sia pagato lo scotto del fatto di essere stati investiti prima di altri dal problema. Si tratta, per ora, di una delle ipotesi di lavoro in tal senso, diciamo pure abbastanza credibile.
    Di certo, i confronti tra i fatti, i numeri e i risultati di questa pandemia andrebbero, almeno per ora, svolti tra le varie realtà nazionali dei paesi civili e democratici nei quali la gestione delle informazioni non è troppo palesemente verticistica, nascosta e strumentalizzata. Succede un po’ dovunque, certo, ma ci sono parti del mondo in cui le distorsioni e le dissimulazioni, pure in tal senso, sono palesi e scandalose. Per questo, è meglio evitare confronti, anche in merito a tale letalità da pandemia, che riguardino i bugiardi già sbugiardati e pure i bugiardi a forte rischio di sbugiardamento. E sappiamo chi siano i primi e i secondi, in Cina e in Russia.
    Anche nei numerosissimi paesi in cui le statistiche si basano su sistemi di rilevazione della mortalità insufficienti e poco credibili, è prudente prendere i dati “con le pinze”. Ci sono realtà, anche molto importanti demograficamente, in cui non si sa per davvero, a voler essere onesti, quanti siano i vivi o i morti. Figuriamoci quindi quanto poco si possa fare affidamento sulle statistiche riguardanti questo genere di mortalità.
    Ciò posto, è indubbio che il confronto tra i Paesi più civili e più credibili, ad esempio quasi tutti quelli europei, sia molto utile e possa forse darci elementi di attenzione sanitaria e di orientamento scientifico per il futuro.

  • L’ultimo fattore, inaffidabilità dei dati che citi è certo fondamentale: i grafici con curve che saltellano su e giù di tanti paesi parlano da soli, maìemtre in stati nordafricani è normale incontrare persone ufficialmente non esistenti, figurimamoci da morti. Tuttavia l’effeto sorpresa per noi penso sia la spiegazione fondamentale, quindi teniamo alto l’orgoglio, anche in questa brutta storia.

  • Vedo che anche pochi mesi fa qualche tentativo di spiegazione l’avevamo fatto. E non mi sembrano tentativi molto diversi da quelli svolti a seguito dell’ultimo post di sabato scorso.
    Sarebbe interessante sapere, adesso che in più abbiamo ricevuto la “terza ondata”, se esiste qualche ragione nuova adducibile in proposito. Ache alla luce delle statistiche che oggi derivano da una base di dati maggiore, sulla mortalità, sulla letalità, sui ricoveri ospedalieri nei loro diversi livelli di gravità e sugli altri principali elementi di analisi e valutazione del fenomeno. I decessi infatti sono la parte forse più eclatante di un contesto epidemico che presenta un insieme di fattori abbastanza articolato.
    Magari, come concausa, salta fuori qualcosa di nuovo, di inaspettato. Qualcosa di specificamente riferibile alla situazione italiana che fino a oggi nessuno ha identificato. Vediamo, parliamone.
    Se no, più o meno si resta entro il perimetro delle spiegazioni viste finora, convincenti o meno che siano.

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