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ADRIANO TANGO

Il riso che fa buon sangue, o ridere del sangue altrui?

Effetto secondario delle vacanze in corso di restrizioni tardo-epidemiali: o ci si vede con amici a mangiar fuori, o… vecchia TV (niente spettacoli di piazza, manco il cinema è aperto!)

E questa volta poi, con figlio e compagna in casa (smart working), un televisore acceso è d’obbligo.

E così si scoprono programmi che vanno per la maggiore: per essere esplicito la nota “Paperissima”.

E certe cose si scoprono con raccapriccio: ma possibile che ci divertiamo a vedere la gente che si fa male?

Uomini che atterrano violentemente in spaccata su travi (poveri didimi), capocciate fragorose, sprofondamenti in acqua gelata di camminatori del ghiaccio…

E i bambini poi! Ingrugnati contro pali di cemento o pavimento, e, mentre “fanno il mestolo” prima che le lacrime e l’urlo scoppino, ridiamo, ridiamo!

Che l’essere più crudele del regno animale sia l’uomo lo sapevo, ma fino a questo punto di spettacolarità…

Una precisazione sulla visione della suddetta trasmissione: ottima la parte di inchiesta, poco mi aggiungono le “veline”, nonostante gli sforzi di briosità, ma ci sarà chi si emoziona, i conduttori variabili, ma la parte crudele… no, quella proprio no!

E a chi mi chiede perché guardo allora, rispondo per convivialità familiare, e non è detto che certi spunti non mi interessino!

Al proposito mi è tornata alla mente l’interpretazione del riso che davo, anni addietro, quando collaboravo con la rivista “Diogene – Filosofare oggi” (mica mi do delle arie, un paio di articoli e qualche opinione).

Bene, partivo dal gesto fisico, e dalla ritmicità del verso: si mostrano i denti, e si fa “ah – ah – ah …” come scimmie.

E sì, è proprio una reazione aggressiva.

Avete presenti le pagine di Jack London, la muta che si pone in cerchio intorno ai due cani in lotta, lingue pendenti, denti scoperti, bava.

Improvvisamente uno cade, e la muta addosso!

Fiumicino, stessi anni, e vedendo la gente in capannelli che rideva dei malcapitati che correndo verso il gate scivolavano su uno sversamento d’olio, ho capito che le cose stavano proprio così.

Controprova? Se ridono di noi abbiamo una risposta aggressiva, di difesa, mica ci facciamo a nostra volta una risata!

Ma allora lo spirito inglese? Tutto si raffina e si concettualizza: aggressività verso le sventure sublimata fino a esorcismo situazionale e sociale.

Ma allora, scoperta questa deriva evolutiva, che dobbiamo fare, vergognarci e piangerci sopra?

Almeno esserne consci, e, per favore, i bambini no!

A proposito, complimenti sig. Ricci, non me ne voglia, ci rida su invece di mandarmi un vaffa, che tanto è la stessa cosa!

 

ADRIANO TANGO

17 Lug 2021 in Antropologia

12 commenti

Commenti

  • A me che fa paura è la voglia di gogna, mediatica o da provincia che sia. Tutti lì tirare le proprie conclusioni assetati di rivincita, di vendetta o semplicemente sfogo alla propria miseria culturale. Che potremmo chiamare sadismo ideologico. Io ho sempre pensato che l’uomo per natura è ostile, intollerante, aggressivo, tutto un suonare di clacson alla minima infrazione od errore degli altri. Il giovane attore che muore, alla prima informazione, è morto di overdose di coca. Certo, il passato, ma si muore anche di morte naturale anche se si è giovani, e passare dalla fake all’accanimento ci vuole niente, ma non aspettiamo conferme perchè i nostri pregiudizi sono più forti della notizia fondata. Un amico mi ricorda spesso che al mondo esistono le cose reali e le cose supposte, e queste si sa dove finiscono.

    • Il presupposto stersso del vecchio malocchio: dipingere un quadro esagerato del male altrui come un baratro in cui attirarlo, e via un contendente in meno! Sì, hai ragione, in un modo o nell’altro vogliamo il male altrui.

  • Del resto anche la delazione ha sempre fatto la Storia, dall’incendio di Roma attribuito a Nerone ai roghi dell’inquisizione per streghe ed omosessuali od eretici, fino ai rastrellamenti nazisti nei ghetti. Del resto anche Giuda per 30 denari ha tradito Gesù. Ma sto uscendo dal tema, forse no. Del resto non c’è quel proverbio cinese che dice di sederti sulla riva del fiume per vedere passare il cadavere del nemico. Ritornando al tema quanti di noi non hanno riso vedendo qualcuno cadere in bicicletta? E per farla più greve, hai ragione quando dici, o lo dico io, che il massimo della soddisfazione sarebbe veder soccombere uno per uno i nostri nemici o i nostri fantasmi credendo che poi la vita sarebbe più live. A chi è più fortunato riesce.

  • Sto provando un’azione “educativa” sull’altro versante: sulla strada del Marzale (che tu conosci bene, Ivano!) dare una lampeggiata/ alzando una mano per ringraziare chi rallenta/accosta per facilitare l’incrocio.
    Chissà che ….a lungo andare!?!

    • Quando ero all’isola di Skye, dove la strada costiera era a corsia unica con piazzole, avevo mal di spalla a forza di ringraziare. Quindi si ribadisce che per far educata la gente ci vuole uno stato di necessità… o una genetica vichinga? Oppure tutta la birra che bevevano, tanto da avere il primato mindiale di avvistamento di fantasmi.

  • Francesco, transitandoci spesso mi pare di osservare che il comportamento è mediamente quello, o per lo meno chi non ringrazia per primo poi risponde. E’ l’esempio che rende efficace un’azione educativa, non le chiacchiere. Vale per genitori e figli, insegnanti e alunni, per tutte le agenzie. Mi pare che invece non esista per la politica che continua ad essere piena di cattivi maestri. La triste prospettiva di una quarta ondata pandemica ce lo sta dimostrando.

    • Ma dai, Ivano che quel pazzo scatenato di Grillo (che però non è stupido e lo sa che il consenso delle sue “creature” gli è essenziale) ha fatto retromarcia con “pochette”-Conte, che domani presenta (nomen omen) il “conto” a super Mario the drake e, se la capiscono, i “già”-grillini possono uscire dal guad/no!
      Si certo gradasso-Renzi non mollerà certo l’osso, ma oramai credo si sia auto-disinnescato e sarà costretto a giocare a …..carte scoperte!
      Mi piace continuare a credere nel “buon maestro”, avvocato degli Italiani, anche se, non lo nego, a volte mi chiedo: “scusi lei, quanti anni ha?!?

  • Ma sai Francesco, Conte ha già dichiarato che al Reddito di cittadinanza non rinuncerà mai. Così com’è? Se va da Draghi a contrattare quello parte malissimo. In tutti i casi, avendo seguito il percorso dei 5stelle di questi anni io non cambio idea rispetyo al Movimento e ai suoi teoremi. Se però fossero strumentali al centrosinistra potrei anche turarmi il naso. Ma non c’e solo il Reddito, c’è anche la giustizia. Vedremo cosa succederà, ricordiamoci però che l’investitira di Conte ( figuraccia da entrambe le parti ) non é stata indolore. Quindi secondo me non darei per scontato niente, potrebbero riservarci altre sorprese.

  • Correggo: funzionale, non strumentale. Suona meno opportunistico. Sai…quando non ti vengono le parole.

  • Ormai fuori tema Salvini lo scienziato dice che sotto i 40 anni i vaccini non sono urgenti e Draghi sotto ricatto dei 5stelle sulla giustizia. Il Pd cerca una mediazione. Si ricordino i grillini di tutti i consensi che han perso e che forse contare su Conte, nonostante i sondaggi, non basta più.

  • E senza contare la fake che fa dire a Montaigner che dopo due anni dal vaccino si muore tutti. Non andrà tutto bene. 😪

  • E vien da ridere che non riusciamo ad ammettere quanto siamo scarsi, che l’onesta è anche tragica, dentro un nero di anni come scrisse Vittorio Sereni in una poesia memorabile. E ci facciamo bruciare dall’invidia, o dalla supponenza di valere qualcosa più del poco che siamo. Forse dovremmo ridere di piu’ della nostra pochezza, nascosta pubblicamente in discorsoni che riteniamo importanti. Ridere delle disgrazie altrui è il sollievo misero di averla scampata. Non puoi addossarti il dolore degli altri. Tuttalpiù della figlia o della morosa.
    Ridano alcuni: tu scriverai per l’Arte!, e giù una pernacchia che non ti fila nessuno.
    Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro. Si scrive per scrollare un peso e passare al seguente. Ma c’è sempre qualche peso si troppo. Dentro un nero di anni.
    (poesia manomessa, modificata di Vittorio Sereni, non un esteta con le dita nel naso; apprezzato da Attilio Bertolucci, Dante Isella. Era di Luino, lago Maggiore, paesone anche di Piero Chiara, terra di lago che guarda la Svizzera, sponda povera del lago del turismo lombardo, che lavora in Svizzera, e in quattro quattrotto sei nel luganese, scolli fra colline e montagne, Val Veddasca, o vai sulla sponda piemontese, dentro Cannero Riviera, fra gli sciuri stranieri, le seconde case, risalendo la bellezza della Val Cannobina. Dentro un nero di anni, ma in paesaggi mossi, che hanno fruttato vera poesia).

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