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GUIDO ANTONIOLI

Una organizzazione criminale

Una volta pensavo, ingenuamente, che l’OMS – l’organizzazione mondiale della sanità – fosse un ente prestigioso e, soprattutto, utile. Credevo che si occupasse di tenere monitorata la situazione sanitaria nei diversi Stati, intervenendo efficacemente con cure, vaccinazioni e strutture mediche laddove fosse necessario. Una sorta di fratello benefico dell’ONU, insomma, volto alla tutela della salute

Una volta pensavo, ingenuamente, che l’OMS – l’organizzazione mondiale della sanità – fosse un ente prestigioso e, soprattutto, utile. Credevo che si occupasse di tenere monitorata la situazione sanitaria nei diversi Stati, intervenendo efficacemente con cure, vaccinazioni e strutture mediche laddove fosse necessario. Una sorta di fratello benefico dell’ONU, insomma, volto alla tutela della salute pubblica. Con il passare degli anni, invece, mi sono sempre più fatto l’idea che l’OMS fosse diventato un carrozzone burocratico tenuto in vita soprattutto per dare da mangiare alle migliaia e migliaia di funzionari che lo compongono, con non sempre trasparenti legami con le multinazionali farmaceutiche e con assai limitate possibilità di intervenire concretamente a risolvere i diversi malanni, in senso letterale, del mondo (esattamente come l’Onu, vista l’ormai cronica incapacità di questa costosa organizzazione, più volte dimostrata, di impedire guerre e scontri armati tra fazioni avversarie).

 

Il mio giudizio è diventato ancor più critico in occasione di questa recente pandemia, nel leggere via via la posizione ufficiale dell’OMS sulla diffusione del Coronavirus. Una posizione confusa, ambigua, spesso anche esplicitamente contraddittoria. E soprattutto politicamente orientata, ovvero influenzata dalle lotte politiche in atto fra le grandi potenze.
Ma oggi, più che inutile, ritengo questa organizzazione addirittura dannosa. E spiego il perché.

 

 

In questi giorni ho avuto modo di leggere alcuni stralci di un documento redatto dall’Ufficio regionale europeo dell’OMS, dal titolo “Standard per l’educazione alla sessualitĂ  in Europa”, con il quale, tra le altre cose si raccomanda “di dare informazioni ai piccoli di etĂ  compresa tra 0 e 4 anni sul divertimento e piacere nel toccare il proprio corpo, sulla masturbazione infantile precoce e sul diritto di esplorare le identitĂ  di genere”. Il documento raccomanda inoltre di somministrare ai bambini fra i 4 e i 6 anni “nozioni riguardo le relazioni fra persone dello stesso sesso e di sviluppare in loro competenze nel consolidare la propria identitĂ  sessuale”. Agli alunni di 6-9 anni, secondo i pedagogisti dell’OMS, bisognerebbe insegnare “l’influenza positiva della sessualitĂ  sulla salute e sul benessere”, mentre quelli di etĂ  compresa fra i 9 e i 12 anni andrebbero edotti riguardo “le prime esperienze sessuali e l’orientamento di genere”, così come andrebbero trasmesse “competenze che li mettano nelle condizioni di scegliere consapevolmente se avere esperienze sessuali o meno”.

 

Questi interventi “educativi” – ed in ciò sta la loro caratteristica piĂą significativa e, come vedremo, micidiale – andrebbero dunque tutti realizzati prima della pubertĂ , ovvero prima del naturale e fisiologico mutamento corporeo ed ormonale che porta bambini e bambine alla acquisizione della capacitĂ  sessuale riproduttiva, quando abbandonano l’infanzia ed entrano nell’adolescenza. Insomma proprio durante il periodo che Freud definì della latenza, che va dalla risoluzione del complesso edipico sino, appunto, alla pubertĂ . “Chi ha scritto queste linee guida è un pervertito” – ho pensato d’acchito – e tali indicazioni sono degne di un sessuomane bisognoso di efficaci cure”.

 

Poi mi sono tornate alla mente le indicazioni di questo “prestigioso” organismo sulla omosessualità (considerata ufficialmente, dopo una votazione a maggioranza da parte degli psichiatri americani, una normale tipologia di sessualità, talmente positiva da definire gaio colui che la pratica), sul matrimonio tra omosessuali (anch’esso del tutto normale, positivo, ovvero una valida alternativa alla famiglia tradizionale), sulle teorie gender che riducono la sessualità ad una libera scelta personale staccata dalla fisiologia (teorie utili, progressiste, liberatorie, antidiscriminatorie), sulla omogenitorialità (normale, affettuosa, innocua). E ho pensato all’assordante silenzio dell’OMS sulla aberrante pratica dell’utero in affitto, ipocritamente definito, dal linguaggio biforcuto del Pensiero unico politicamente corretto, “maternità assistita”.

 

Ed ora ecco l’invito ad imbottire la testa dei bambini nell’età della puerizia di contenuti esplicitamente sessuali, con riferimenti ovviamente positivi alla omosessualità ed indicazioni propedeutiche all’accettazione del concetto di genderismo.

Ho provato una profonda e rabbiosa tristezza, associata ad un forte senso di frustrazione: come può la voce di un singolo avere la meglio su quella, ufficiale, apparentemente prestigiosa e “scientifica”, dell’OMS?
Altro che una organizzazione dedita alla salvaguardia della salute della popolazione! Chi, dall’alto della propria autorità (peraltro autoreferenziale: qualcuno ha mai votato per eleggere queste persone?), introduce tali “indirizzi pedagogici” sarebbe degno di avere un seggio nel consiglio di amministrazione di una società dedita alla produzione e alla diffusione di materiali pornografici. O di far parte del racket della prostituzione.

 

 

Il periodo della latenza, insegna la psicoanalisi, è fondamentale per lo sviluppo delle capacità logiche e razionali. Non a caso coincide con la scolarizzazione e l’apprendimento cognitivo. E’ come se l’individuo, dopo aver sperimentato nei primissimi anni di vita le diverse tipologie di godimento corporeo, mettesse inconsciamente da parte le spinte sessuali per alcuni anni, permettendo così lo strutturarsi di abilità di pensiero e di riflessione che rinforzano l’Io.
Già sottoposti ad un bombardamento nocivo in questa società ad alto tasso di pornografia e di stimoli sessuali, già rimbambiti dall’uso precoce, continuo e massiccio di giochi virtuali e di aggeggi digitali, già costretti a patire spesso la mancanza di figure genitoriali accudienti ed amorosamente significative, i bambini di oggi, secondo l’OMS dovrebbero essere istruiti come sopra riportato. Credo che definire criminali questi “standard per l’educazione sessuale in Europa” sia corretto, anzi doveroso.

 

Se fossero attivati questi interventi (ed in non pochi Paesi europei saranno ovviamente ed entusiasticamente introdotti, come normale continuazione di altre “lezioni” alla sessualitĂ  – ovviamente omosessualiste e genderiane – giĂ  da anni sciaguratamente praticate in Francia, in Belgio e nei Paesi nordici), se fossero, come saranno, introdotte queste “indicazioni educative, il periodo della latenza di intere generazioni di bambini sarebbe fatto a pezzi. In sostanza non potrebbe neppure realizzarsi.
Con il risultato che i bambini sarebbero continuamente esposti ai richiami della sessualità, a tutto danno dello sviluppo delle loro capacità razionali e logiche. Rimarrebbero insomma degli “animaletti” preda delle proprie pulsioni erotiche, sempre alla ricerca del godimento immediato, impossibilitati a sperimentare altre strade esistenziali, sempre più incatenati al principio di piacere e, con tutta probabilità, incapaci, dopo la pubertà e l’adolescenza, di raggiungere una sessualità davvero adulta. Dal punto di vista cognitivo e razionale, poi, sarebbero presumibilmente dei semi-idioti, o, se non si vuole essere troppo drastici nei giudizi, dei bambini mai cresciuti.

 

 

A chi possa essere utile questa decerebrazione di massa, non è difficile capirlo. Basta chiedersi a chi gioverebbe una popolazione poco capace di ragionare ma estremamente sensibile ai richiami seduttivi della soddisfazione dei propri bisogni sessuali ed edonistici. A coloro che governano il mondo, ovviamente. Un mondo globalizzato, dove gli uomini siano considerati dei consumatori, dove tutto sia mercificato e tutto si possa comprare (anche un neonato). Il nostro mondo occidentale.
Un mondo nel quale, con la divisione sempre più netta tra coloro che hanno denaro e potere e coloro che faticano a campare, con la distruzione sempre più radicale della classe media, con la pilotata riduzione del costo del lavoro grazie a massicce campagne immigratorie di disperati, con l’aumento della disoccupazione, l’importante è tenere buona e pacifica la massa, limitare il dissenso, criminalizzare chi potrebbe opporsi alle mire di dominio totale da parte delle multinazionali della finanza e dei reali centri di potere. Il pensiero ed il linguaggio cosiddetti politicamente corretti servono esattamente a questo.

 

 

L’attacco indiscriminato alla famiglia tradizionale, attraverso l’esaltazione delle pratiche omosessuali, della omogenitorialità e della leicità della selezione eugenetica dei neonati, serve a spezzare il legame affettivo tra le persone ed a far nascere una massa amorfa e passiva di individui solitari, poco propensi ad unirsi per combattere battaglie antisistema nonché, fatto tutt’altro che secondario, da sempre sono portati ad acquistare merci in misura superiore alle famiglie tradizionali ed a sviluppare una minore propensione al risparmio – con grande gaudio delle multinazionali della produzione, ovviamente. Una massa fatta da individui sempre meno protetti a livello lavorativo, i cui diritti sindacali, frutto qui in Occidente di secoli di lotte, sono stati spazzati via dal capitalismo finanziario trionfante.

 

 

Tali individui, se non avessero un corrispettivo che possa in qualche modo bilanciare la perdita dello status economico e sociale, nonché la sicurezza di relazioni affettive radicanti e significative, potrebbero sviluppare tendenze rivoluzionarie. Certo, ci pensano già i produttori di droghe e di psicofarmaci ad anestetizzare buona parte dell’umanità, portando un falso sollievo al senso di solitudine e di malessere esistenziale che caratterizza sempre più il mondo occidentale. Ma ciò non potrebbe bastare. Prevenire il dissenso è sempre meglio che doverlo poi reprimere.

Ed è precisamente per evitare rivolte e la diffusione di sacche di pensiero critico non allineato che l’educazione sessualista promossa dall’OMS viene messa in campo. Per indirizzare i bambini verso una vita eroticamente edonista, dove tutti i desideri consumistici possono diventare automaticamente diritti. “Animaletti” goduriosi, ipnotizzati dagli strumenti di eterodiretta comunicazione digitale, plagiati dalle produzioni mediatiche pansessualistiche, guidati dai dogmi del pensiero unico dominante, incapaci di pensiero riflessivo critico. Bambini che non diventeranno mai adulti razionali e maturi.

 

Io non so se tutto ciò abbia davvero alle spalle una élite mondiale che ha costruito un piano preciso per dominare ancor meglio l’umanità ed arricchirsi ancor di più. Oppure se quello che sta accadendo sia frutto di forze ed interessi plurimi, anche diversi fra di loro. Sono certo solo del fatto che i potenti, per dirla con Machiavelli, vogliono sempre più e sempre meglio dominare il “populo”. Ovvero fare i propri interessi economici, finanziari, politici. Anche manipolando la presunta cura della salute pubblica. Ma non saprei dire davvero da dove nasca tutto ciò, quale forza (indubbiamente nefasta) abbia caratterizzato questo “spirito del tempo” in cui ci siamo ritrovati negli ultimi decenni a vivere.
Non posso non vedere, però, la grave deriva antropologica della nostra società. Per questo cerco nel mio piccolo di reagire allo stravolgimento in atto delle radici naturali delle persone, affermando come e dove posso che il politicamente corretto ed il pensiero unico dominante sono una forma subdola di dittatura infausta (con gli “utili idioti” della sinistra a sostenerla e ad alimentarla); non ho paura a scrivere e a dire che le forme “educative” omosessualiste e genderiane sono una cosa rivoltante e l’attacco alla istituzione famigliare naturale una forma di suicidio collettivo.

 

Data l’età, ho fatto in tempo a vedere una società diversa da quella attuale, una società certamente più libera, più saggia, più consapevole, per molti versi anche più democratica. Nella quale lo “spirito del tempo” era costruttivo.
Ma i bambini educati dall’OMS non potranno fare alcun confronto, ed una volta cresciuti saranno convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili, così come blaterano i pifferai del progresso inarrestabile. Un Paese dei balocchi stimolante e divertente, certo, ma dal quale, una volta trasformati in asini, non saranno più in grado di uscire. Diventando tutti bestie da soma ed infine pelli da tamburo.

GUIDO ANTONIOLI

15 Giu 2020 in

Chiuso

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