venerdì 23 febbraio 2018

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“Controcielo” – Angelo Noce in Mostra a Crema

Inaugura Sabato 2 Dicembre alle ore 17:00, presso le Sale Espositive “Francesco Agello” del Museo Civico di Crema e del Cremasco, la Mostra personale di Angelo Noce “CONTROCIELO”, che raccoglie le opere degli ultimi tre anni dell’artista cremasco, facenti parte della nuova poetica ORIZZONTI DIURNI ORIZZONTI NOTTURNI.

   L’orizzonte attraverso lo sguardo ci accompagna in ogni attimo della nostra vita, spazio e tempo percorrendo una via, segnalandola. Questo ci è dato. Plasmati dall’orizzontalità, la verticalità è un’ombra di luce

Angelo Noce

Link per scaricare la brochure della mostra

Commenti

4 risposte a ““Controcielo” – Angelo Noce in Mostra a Crema”

    • ….Adriano e Piero assenti “amplissimamente giustificati”, ve l’assicuro!
      Cmq CremAscolta era in forze e autorevolissimamente rappresentata alla emozionante inaugurazione, presenti ( e assai bene …. “parlanti”!) il Sindaco e l’Ass. alla cultura tra il numerosissimo pubblico di amici (artisti e no) affettuosamente stretti attorno al ….”nostro caro Angelo”!

  1. E ora che ci sono stato ho capito. Capito? Si “entra”, non si capisce, ma quella componente di orizzontalità in cui c’è il mare, che Angelo mi ha raccontato di aver visto con trepidazione da bambino, linea di orizzonte netta fa un azzuro e un blu, che è la nascita emergente della natura tridimensionale dall’amorfo (il mare?, la pozza primordiale?) si sente. Caro Angelo, grande artista, dolce presenza sempre, grazie.

  2. Il critico d’arte Gaetano Barbarisi ci invita a leggere le ultime opere di Angelo Noce come se fossero le macchie del notissimo test di Rorschach: siamo noi a dare forma all’informe, a definire l’indefinito. Ci invita, in altre parole, a fare un esperimento. Non un esperimento normale, a dire il vero: si tratta di una sorta di seduta psicoanalitica. Sì, perché è il soggetto che è costretto a svelarsi, anche a denudarsi, a rivelare la sua personalità, magari i suoi desideri inconsci e le sue turbe psichiche. È l’osservatore, non l’osservato (le opere di Angelo), che emerge dall’esperimento.

    Io ci provo. Confesso subito di essere catturato più dagli orizzonti notturni che da quelli diurni.
    Sono catturato dai contrasti bianco/nero, luminoso/tenebroso.
    Sono catturato dai colori plumbei, dalle atmosfere torbide.
    Sono le tele di Angelo intrinseche di pessimismo cosmico o sono io, l’osservatore, che rivelo il mio pessimismo inconscio?
    A intrigarmi sono le scene che danno una sensazione di tragico. Ma quali scene se tutto è indefinito?
    Vedo un barcone stracarico di migranti (una miriade, tutti ammassati) nel buio della notte. Ma quale barcone, quale notte se le… macchie sono tutte… astratte, informi?
    Vedo il “conflitto” (il polemos caro a Eraclito) del nostro tempo: il bellum omnium contra omnes, ognuno sotto il vessillo del Bene in lotta contro il Male, ma dov’è il conflitto se tutto è… ápeiron?
    Vedo i bagliori nella notte, piccole chiazze di azzurro dentro un orizzonte inquietante. Ma… non sono io che rivelo le mie inquietudini?
    Vedo la cifra del nostro tempo: il contrasto e nello stesso tempo la convivenza degli opposti (sempre di Eraclito), convivenza che appare particolarmente netta in un mondo come il nostro sempre più globalizzato e segnato profondamente dalle tecnologie digitali, mondo che inevitabilmente genera vinti e vincitori, poveri che diventano sempre più poveri e ricchi che diventano sempre più ricchi, arrabbiati e gaudenti.
    Sto “leggendo” con le mie categorie, con le mie sensibilità, con i miei interessi?

    Un mondo tragico, inquietante, caratterizzato dalla conflittualità. Nessun segnale di speranza?
    Io vedo costante il motivo della verticalità (che convive, tuttavia, col motivo della orizzontalità): un simbolo che indica la via per andare “oltre”, oltre il conflitto, oltre il pessimismo leopardiano o shopenhaueriano?
    Vedo tanto azzurro, tanto blu (pure turchese) negli orizzonti diurni: anche questo ci apre alla speranza, a un mondo puro?
    Vedo tanta polvere di ferro che luccica: una luce… in fondo al tunnel del nostro tempo?

    Grazie, Angelo, per questo esperimento.
    La tua poetica ci provoca a scoprire noi stessi (o anche questo appartiene alla soggettività, alla “mia” soggettività?).

    Un suggerimento: c’è qualche altro blogger che se la sente di partecipare al gioco raffinato e sottile di Angelo (o sono sempre io che attribuisco tale gioco ad Angelo?)?

    Un suggerimento ai lettori/visitatori: in una delle vetrine troverete un bagliore che vi trafiggerà.
    Lasciatevi trafiggere (o solo io – nella mia soggettività – mi sono sentito dolcemente trafitto?).

    Angelo Noce merita di andare oltre i confini locali.
    Oltre i confini nazionali.
    Oltre gli stessi orizzonti diurni e notturni (ma… sono già fuori dal test di Rorschach?).

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