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FRANCESCO TORRISI

Lo… “SBOOM” edilizio!

Oggi, dopo mangiato , solito “giretto” su fb, mi sono saltate all’occhio tre foto che mostravano l’Assessore all’Urbanistica, Matteo Piloni, seduto al tavolo (quello di lavoro per lui) con gli operatori del settore “edilizia”, ed il post era eloquente:

<Mattinata di incontri e confronti. Prima gli #ordiniprofessionali, poi l’#Ance e, infine, gli artigiani (presente la #Cna). L’ obiettivo è mettere in campo iniziative per rilanciare l’edilizia, puntando sulla riqualificazione e l’ambiente. Come? Partendo dalle possibilità che già esistono in termini di sgravi e incentivi. In poche parole: ri-partiamo dalla Casa! #edilizia #pianificazione #ambiente #lavoro > .

Era eloquente e ….parlava mica male : “… puntando sulla riqualificazione e l’ambiente…”, ma , dato che “tra il dire e il fare” delle volte ci sono delle …”pause di riflessione” ho commentato: “....ristrutturazione, recupero, messa a norma, riqualificazione energetica. Basta nuovo cemento e copertura del suolo libero! E’ questa la “parola d’ordine”? Dillo chiaro, Assessore Matteo Piloni della Giunta di centro sinistra!!!!!

Sono stato “cattivo” è? Si, ma m’era venuto in mente il “gabbione di ferro” del piazzale IperCoop, che ha …tirato la volata al “gabbione di cemento” che sta venendo su li di fianco!

E, subito dopo, la mente è andata ad un mio post del Marzo di quest’anno, in occasione della “giornata del paesaggio”, (ad ogni buon conto ecco il link http://www.cremascolta.it/archivio/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=2015&Itemid=101 ) nel quale , avvicinandosi il termine del mandato di questa Giunta, richiamavo l’Ass. all’Urbanistica a definire con chiarezza la linea politico/amministrativa che intendeva seguire (con la Giunta prossima a riproporsi ai Cremaschi) in ordine ai tanti “cadaveri eccellenti” che costellano la nostra città ( ex Olivetti, “Pierina”, ex Ferriera, “aborto CL”, ex Voltana, ex Scelfer, ex Tribunale….citando solo i più eclatanti) ed agli ancor più numerosi che costituiscono il “saldo di abitazioni vuote, censite proprio a cura dell’Assessorato, pari a 2.672 unità (!!!!), pari al 15% circa delle 18.545 unità conteggiate.

Davvero mi auguro, noi cittadini ci auguriamo che la linea sia quella dello STOP alla copertura di suolo libero, STOP al “nuovo cemento” in favore della valorizzazione/messa a norma/efficientamento energetico dell’esistente.

Mi aspetto, ci aspettiamo una rassicurazione in questo senso un chiaro impegno, da parte dell’Assessore all’ Ubanistica di questa confermata Giunta di centro-sinistra.

FRANCESCO TORRISI

05 Dic 2017 in Ambiente

13 commenti

Commenti

  • A rigor di logica non ci piove, ma invece il concetto in mano a chi gestisce il suolo pubblico, da tutte le parti, fa accqua! E fa acqua vuol dire che fisicamente causa inondazioni (ma forse a Crema solo pantani, dato il suolo pianeggiante. Ma c’è di peggio: sappiamo che il mancato drenaggio fisiologico impedisce il ritorno alla faglia. Peggio ancora! La legge prevede lo spargimento al suolo dei pluviali solo dove siano assenti in zona delle fogne! (controllato per una mia richiesta di condono alla seconda casa). Come dire: rigettate tutto a mare, tanta buona acqua distillata che sarebbe buona per altri usi, basta che non ci stia fra i piedi. Con l’amico Mastro Piero ero in un ristorante di Bariano ricavato da un antico convento, e osservavamo l’artificio, rispettato nella ristruturazione, per riempire una cisterna dai pluviali. Questo il Sig. Ipercoop, così evoluto, lo fa?
    E noi, che controllo abbiamo come cittaini sul bilancio di cementificazione del suolo? In anni lontani era nato un movimento ecoterrorista, forse inefficace, ma espresivo del sentito popolare. Ora si dice che ci sia di meglio: la patecipazione. E allora non ci fregate, perché noi ci inca…ssiamo… tutto nello stomaco e prima o poi lo rigettiamo fuori! Come? Con il voto. Già, dimenticavo, siamo al secondo mandato, rischio rosso!

    • E nonostante la bella foto, d’arte, e la serietà dei fatti, non si muove foglia.
      Povera gente, saranno cementificati a loro insaputa! Ma noi abbiamo la coscienza a posto.

  • Concordo, è fondamentale che si impedisca ulteriore consumo di suolo. È l’unico modo per imporre al mercato edilizio a spostarsi sulla riqualificazione. Finché sarà possibile usare nuovo suolo, quello sarà l’intervento economicamente più vantaggioso e quindi scelto.

    Detto questo spendo due parole sul concetto di riqualificazione, che non è un altro modo per dire ristrutturazione, ma un processo più ampio fondato sia sul recupero dell’esistente (dove possibile e sensato) che sulla demolizione e nuova costruzione.
    Vincolarci è ciò che è stato mal costruito in passato sarebbe ridicolo.
    Il problema del nostro patrimonio edilizio non va attribuito alla sola quantità, ma soprattutto alla bassa qualità. È questa la causa dell’inefficienza energetica e della pericolosità sismica; diverso è il tema del dissesto idrogeologico, dove la quantità assume un ruolo fondamentale.

    Ripeto, per innescare la transizione, impedire ulteriore uso di suolo è fondamentale. Non so se il Comune ha il potere di farlo, ma anche solo essere di quell’idea pubblicamente sarebbe un passo avanti… sarà già cosi? Può essere.

    • Anche nelle licenze più recenti di demoizione e ricostruzione non ho trovato traccia di riattualizzazione di tutti quegli espedienti tradizionali per la conservazione-riutilizzo dell’acqua. Così si rischia di avere case nuove con alta efficienza termica ma dissipative per il prossimo elemento gravemente carente, l’acqua, al contrrario di quante ristrutturate a partire da vecchissime mura e tetti già provvisti di raccolta almeno della pioggia dai pluviali alle cisterne. Faccio l’esempio della mia casa al mare, costruzione anni 60 ma con criteri tradizionali: doppie mura con intercapedine e cisterna, ora sigillata ma pronta, perché i vecchi artigiani diffidavano di tutta la riccheza d’acqua che è poi arrivata, e infatti adesso potrebbe essere il caso di riallacciare la pompa e reimmettere i pluviali, con basso costo, mentre l’isolamento termico mi permette già consumi irrisori per la climatizzazione. La mia casa a Cema invece mi costerebbe un patrimono per l’adeguamento, pur essendo molto più vecchia. L’edificio antico inolte non aveva il problema delle acque grigie, in quanto di ridottissimo volume rispetto a quanto prodotto dal nostro stile di vita, e questo è un nuovo problema ma con soluzioni già pronte e a basso costo, se installate in fase di ricostuzione.
      Chi ha il potere? chi è costretto dal mercato e quindi dalla sensibilizzazione delle masse quando le licenze vengono concesse!

  • Buongiorno
    Ma che competenze ed esperienze tecniche ha Piloni?
    Diploma o Laurea?
    Bolzoni

  • Laurea in musicologia. Non vorrei sbagliarmi, ma credo sia lui che ha fatto una tesi sulle canzoni delle Sorelle Bettinelli.

    • ….nn ti sbagli Rita, la risposta è esatta (avrebbe detto Mike) ! Matteo è uomo dal ….multiforme ingegno!!!

  • Matteo anche lui? mi ricorda un toscano tuttologo fallito.
    Laurea in musicologia?
    Obiettivi formativi del corso di laurea: Edilizia, pianificazione territoriale, lavoro……………..
    Mi fermo………………….non dico altro
    Bolzoni

    • ….ma nn è detto sai, Romano! Se uno sa ….”orchestrarsela bene” !!!!!

  • Per chi ha orecchio qualsiasi accordo sarà stonato e fuori tempo
    Bolzoni

  • Scusate ho letto con ritardo il tema del ( cosiddetto) sboom..edilizio. Concordo in pieno con Francesco ma sono un po’più pessimista anche dei commentatori. Temo infatti che appena il mercato si muoverà in modo più robusto ( appena agli stranieri sarà data la cittadinanza e le banche i mutui per intenderci) avverrà una rotazione nelle abitazioni e quindi coloro che hanno a disposizione terreni edificabili sfrutteranno le ultime possibilità (perché é chiaro che un limite é intravisto da tutti). Ipotesi fantascientifica? No, perché coloro che oggi pagano procurare te l’IMU sui terreni sta aspettando la buona occasione per liberarsene o costruirvi!! Diritti acquisiti, ma anche un bel problema di non facile soluzione!!! Come fare? Correggere il piano regolatore? I diritti acquisiti da cancellare ok, ma poi chi risarcisce tutti i soldi spesi dai proprietari in tanti anni? Ammetto di non avere una risposta, una soluzione da proporre. La soluzione più morbida sarebbe quella di avere almeno 5000 persone disposte a venire ad abitare a Crema. Ma oggi é irrealistico. Ecco quindi che lo stimolo ad evitare ulteriori costruzioni é fondato. Propongo che il dibattito aggiunga questi elementi ; nodi che frenano la fattibilità a breve della proposta che ripeto é seria e da percorrere.

    • “procurare te” scusate va ovviamente
      letto” profumatamente”

    • E’ risaputo che Crema è strapiena di case vuote, perché si è costruito troppo rispetto alle richieste di alloggi (forse sperando in quei 5000 cittadini in più, di cui non abbiamo bisogno). Perché fare altre case, quando quelle che ci sono rimangono vuote? Mi sentirei anche di escludere che gli africani (purtroppo) in aumento vadano ad incrementare una tale richiesta: non basta la cittadinanza (anzi, non serve proprio) per acquistare una casa, ci vogliono i soldi. E chi sbarca quotidianamente sulle nostre coste è in cerca di wellfare, ovvero di una casa Aler, non sarà mai un acquirente che stipula un mutuo. Quali garanzie potrebbe dare? Un lavoro socialmente inutile? Ammesso che ce l’abbia.

      A coloro che possiedono terreni edificabili si può dire che per il momento, poi si vedrà, non possono costruire. Punto. In Italia non esistono diritti acquisiti, basta vedere cos’hanno fatto con le pensioni a 67anni, e non solo. E se su quei terreni i proprietari pagano le tasse, vorrà dire che hanno fatto un affare sbagliato. A chi di noi non è successo? In campo economico, evidentemente, dobbiamo tutti imparare a ragionare in un modo completamente diverso rispetto al passato. Chi fa i soldi, ormai, è l’1% della popolazione mondiale, la middle class è morta. E’ il progresso che avanza e rende tutti più felici, la democrazia, la società dei diritti, che consiste principalmente nella libertà di stare a guardare chi si arricchisce grazie a noi.

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