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ADRIANO TANGO

Ci salveranno i vulcani?

Un’ipotesi che mi è venuta in mente dall’abbinamento di due conseguenze del cambiamento climatico che, prese singolarmente, potrebbero rappresentare due ulteriori guai per la sopravvivenza sulla terra, non solo umana, ma se abbinate lasciano forse ipotizzare una speranza di riequilibrio. Ho approfondito il tema, scoprendo che non è un’ipotesi solo mia, e ho poi sottoposto

Un’ipotesi che mi è venuta in mente dall’abbinamento di due conseguenze del cambiamento climatico che, prese singolarmente, potrebbero rappresentare due ulteriori guai per la sopravvivenza sulla terra, non solo umana, ma se abbinate lasciano forse ipotizzare una speranza di riequilibrio. Ho approfondito il tema, scoprendo che non è un’ipotesi solo mia, e ho poi sottoposto il tutto al vaglio di esperti locali.

Vi passo il materiale di riflessione direttamente dalle fonti e le controdeduzioni di un esperto. Ragioniamoci insieme.

 

Fenomeno 1

Patrick Wu, geologo all’università di Alberta, Canada: “abbiamo potuto constatare che la pressione naturalmente esercitata dai ghiacci sulla crosta terrestre è, in qualche misura, un fattore limitante dei terremoti. ”

Allen Glazner dell’Università del North Carolina, vulcanologo: “In modo del tutto analogo, abbiamo trovato una correlazione fra il calo della pressione esercitata dai ghiacci e la frequenza delle eruzioni vulcaniche. La diminuzione del carico, infatti, sollecita la risalita di magmi profondi…”

“In caso di eruzioni vulcaniche così violente da creare una colonna di nube tanto alta che giunga sino alla bassa stratosfera, il contenuto di particelle di aerosol potrebbe variare, incidendo fortemente sul clima terrestre… la più recente (vulcano Pinatubo – Filippine) avvenuta nel giugno del 1991… provocò un abbassamento della temperatura media del pianeta di 0.3 °C. Dopo un paio di mesi l’eruzione (o meglio la nube vulcanica) sarebbe estesa su un’ampia fascia latitudinale, e nella suddetta nube si avrebbe una concentrazione di goccioline composte per il 75% di acido solforico (H2SO4) e per il 25% da H2O. Queste particelle, a seconda dell’intensità dell’eruzione vulcanica, rimarrebbero per mesi o anni in stratosfera, prima di cadere, aumentando così l’albedo delle nuvole” [spiego: effetto ombrellone].
Controdeduzione del geologo e matematico statistico cremasco (il nostro Zen):

“Vedi Adriano, il problema è che le eruzioni vulcaniche liberano anche molta anidride carbonica e visto che ad oggi siamo oltre i fatidici 400 ppm, nonostante il relativo oscuramento dovuto alle ceneri nell’atmosfera ciò non compenserà l’ulteriore aumento della temperatura.

Spero sinceramente di aver sbagliato l’ipotesi ma penso che il collasso sia inevitabile”.

 

Fenomeno 2

Jasper Kirkby – Urs Baltensperger: Esperimento Cloud – CERN di Ginevra: “… in questo processo le ceneri vulcaniche agirebbero da fertilizzante per gli oceani, rilasciando varie sostanze (tra cui il ferro) considerate nutrienti per il fitoplancton. Si ritiene inoltre che il fitoplancton possa rimuovere dall’atmosfera all’incirca la stessa quantità di anidride carbonica assorbita dalla vegetazione terrestre, esplicando così un’azione di contrasto nei confronti dell’effetto serra e del riscaldamento globale. A tal proposito, al fine di mitigare l’effetto serra, alcuni scienziati vorrebbero fertilizzare gli oceani con il ferro e provocare quindi un aumento del fitoplancton. Quindi concludendo, è possibile asserire che le ceneri vulcaniche agendo da fertilizzante per gli oceani del nostro pianeta, favorirebbero l’aumento della concentrazione di fitoplancton, che a loro volta… provocherebbero vapori organici, dotati di volatilità, con un aumento della copertura nuvolosa, un conseguente aumento dell’albedo planetaria [quali nuclei di aggregazione sollevati dai venti radenti] e infine una forzatura negativa nell’equilibrio radiativo”.

Zen: “Adriano, Il problema è che l’inerzia del sistema terra è estremamente elevata e avendo superato il limite 400 abbiamo innescato la fusione del permafrost che rilascia metano, gas che ha un fortissimo impatto sull’effetto serra (un metro cubo corrisponde a mille m.c. di anidride carbonica). Mettici poi il problema demografico che è cogente… Bisognerà rassegnarsi, l’abbiamo fatta troppo grossa. Comunque la speranza è l’ultima a morire”.

Secondo geologo (indipendente e anonimo): concorda in pieno con Zen e dubita sul meccanismo di attivazione vulcanica.

Io, risposta: l’incremento immediato dell’albedo da carica solforica e quello successivo di apporto di materiale biologico generatore di nubi potrebbe “congelare”, letteralmente, la situazione, in attesa di un drastico intervento umano di cattura dei gas, se tutto ciò succedesse in tempi rapidi.

Intendiamoci, questo processo di riequilibrio, per quanto sia la migliore fra le ipotesi, sarebbe comunque tutt’altro che indolore. Del quadro di riequilibrio possibile fa parte infatti la perdita di vaste frazioni di umanità, per cause varie, in primis l’inabilità di vaste regioni, per non parlare delle conseguenti guerre per la sopravvivenza.

Siamo ridotti a sperare quindi, per la nostra stupidità, in soluzioni apocalittiche.

Speranze a parte, molto più concretamente, facciamo il possibile per limitare l’impatto delle conseguenze già assodate del deterioramento del sistema terra, ponendo il problema al primo posto, e non solo con le scelte individuali, ma soprattutto privilegiando quelle politiche.

ADRIANO TANGO

15 Gen 2018 in Senza categoria

24 commenti

Commenti

  • Tu e Zen volate alto.
    Io, che volo molto basso, confesso di essere molto ignorante in materia.
    Sono tuttavia curioso delle scoperte (o mezze scoperte?, o semplicemente nuove ipotesi?) che man mano fanno gli scienziati.

    Scriveva il buon Senofane (sesto secolo a.C): “Non è che da principio gli dèi abbiano rilevato tutte le cose ai mortali, ma col tempo essi cercando ritrovano il meglio”.
    Già, rispetto ad altre discipline, la scienza (almeno da quando un italiano, Galileo, ha scoperto il “metodo”), pro-gredisce, magari con “congetture e confutazioni” come diceva Popper, ma progredisce.

    • Senofane aveva capito l’essenza: non siamo qui per divertirci, ma per lavorae all’evoluzione, e amarci per costruire nuovi nodi, che rimaranno per sempre. Il resto dei nostri affanni sono deteriori imitazioni dell’essenza, e non comprendiamo che lottiamo, acpariamo, solo per conquistae posizioni di privilegio per “lo scopo” perdendo di vista il fine.
      Tuttavia noto sempre che delle anime sensibili come la tua restano rare, e delle cose realmente importanti nella nostra visione terrena, pochi se ne fregano. Ma a che pensano?
      Eterni trastulli da bambini. Non trovo tuttavia corretto e coerente isolarmi da un mondo di immaturi, e quindi continuo a proporre, ma per gradi.

    • Sarei curiosa di sapere cosa pensa Zen della teoria di Wegener, perfezionata poi da quella della tettonica a placche. Qui, l’intervento umano e’ marginale.

  • Per rita: io la passo ad Ezio sulla posta privata, sai quanto è scivo. Ma fammi capire, ci vedi un nwesso? Nella deriva non c’è proprio contributo umano, e a certi livelli di certezze penso si debba parlare di processi e non di teorie, ma il clima? Forse ti rifeisci alla pressione magmatica, ai vulcani. Vediamo se Zen ti risponde diretamente o filtra tramite me. Che poi chi è tutti lo sanno, ma ha questo pudore.

    • Se lo scivolamento e’ collegato ai movimenti delle calotte polari, mi pare di capire che siamo in fase di disgelo. Detto scivolamento ha ovviamente conseguenze sull’attivita’ vulcanica. Chiedo lumi, non faccio il geologo.

  • Rita maiuscolo!

    • O.K. La passo così

    • …al carissimo Adriano & c: non abbiatevene a male se nn commento, ma francamente (ops!) nn sono all’altezza! Sono solo un ingegneremeccanico con le mani sporche di grasso e per il ….resto, come sapete, la mia cultura affonda le sue radici nelle canzonette!
      Però vi assicuro che leggo con grande attenzione…..chissà, un domani….

    • Per Rita: la risposta di Zen, che si tiene oltre l’albedo e scrive a me.
      Caro Adriano,
      la teoria di Wegener è stata validata con la scoperta della tettonica a zolle.
      In questo caso l’uomo non può fare nulla anche perché occupa la parte di crosta terrestre che se paragoniamo la terra ad una mela essa avrà uno spessore pari alla buccia quindi ininfluente ai moti interni del nucleo e del mantello che derivano dalle alte temperature di circa 5000 gradi Celsius.
      L’influenza sul clima per adesso è dovuto al suo sfruttamento dissennato delle risorse minerarie che guarda caso si concentrano in prossimità delle zone di subsidenza delle zone tettoniche costruendo anche in modo intensivo e creando così le premesse di disastri sociali poiché la terra non si cura per nulla di noi ma segue la sua evoluzione termodinamica e con la crescita demografica incontrollata spazzera’ via l’uomo e le sue opere.
      Per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci,diminuendo la pressione sulla crosta terrestre possono favorire le eventuali eruzioni vulcaniche poiché il magma può risalire facilmente in superficie ma gli effetti sarebbero significativi tra parecchie migliaia di anni.
      Piuttosto il pericolo potrebbe venire dall’attivazione del super vulcano dello Yellostone che esplode mediamente circa ogni seicentomila anni e dall’ultima eruzione sono passati 640000 anni ed attualmente si sta alzando di circa sei millimetri/anno.
      Questo evento distruggerebbe il continente nordamericano e rischierebbe una ennesima estinzione di massa e noi non potremmo fare nulla se non emigrare su un altro pianeta.
      Spero d’aver risposto ai quesiti di Rita.
      Ti allego questo articolo.

    • Grazie Adriano/Zen, era esattamente il tipo di risposta che mi aspettavo. L’uomo “dell’ultimo quarto”, ovvero questo, ci sta indubbiamente mettendo del suo ma la Terra segue i suoi cicli. Non saprei dire se si tratti di una bufala, puo’ darsi, ma pare che entro il 2040 accadra’ “qualcosa di grosso”. La previsione, appunto, si basa sul progressivo scioglimento delle calotte, che favorira’ l’innalzamento degli oceani, e la maggiore velocita’ di rotazione terrestre, che potrebbe produrre uno spostamento dell’asse. Senza contare che nel 2036 dovrebbe passare molto, per non dire troppo, vicino alla Terra l’asteroide Apophis, con cui la Nasa ha gia’ escluso un probabile impatto, e noi tutti speriamo che abbia ragione.

      L’uomo e’ di sicuro l’animale peggiore, ma non sopravvalutiamoci: la Terra si fa gli affari suoi, con o senza di noi. Meglio senza.

  • Cara informatissima e performantissima Pres. vedo che ci prendi anche fuori tema. Un qualche dio o Quello qui certificato lo voglia che ci siano queste interferenze positive! Ma aiutati che Dio ti aiuta vale sempre! Se anche andasse bene una volta, se non impariamo appena scottati nei guai ci ricascheremo. E in quanto a vulcani, senza pensare a quelli US, che forse si infuriano per l’indegna presidenza e quindi gli sale la pressione, noi abbiamo una superbomba in pieno Tirreno, oggi qualcuno mi faceva notare: il Marsili, capace di inondare con l’onda tutto il sud se schioppa (è alto 7 Km.), altro che Vesuvio o Campi Flegrei! E mentre stanno nascendo sistemi efficaci, studi tutti italiani, per il monitoraggio della risalita del magma mediante i muoni, già in corso sull’Etna, quello se ne sta al fresco fra le attinie e le sirene, fin quando…
    Ma anche questo sarebbe un sacrificio a buon fine, ci fossi pure io personalmente in vacanza con la famiglia a essere coinvolto.
    Ma oggi all’UNI Silvano Allasia fa lezione su “esiste un futuro?” e Piero sulle paure del futuro prossimamente. Vedremo quindi di stemperare ottimismi e pessimismi, assodato che per rubare le caramelle abbiamo già ovesciato tutta la credenza, ma intanto siamo in grave ritardo, Cinesi a parte: su le maniche! I Cinesi assicurano la rete elettrica mondiale entro il 2050, ma ce la facciamo?

    • Sono troppo lontana per partecipare all’incontro di oggi, mi racconterai. Penso comunque che se anche a cominciare da oggi l’uomo, come dici tu, cominciasse a rimboccarsi le maniche, sarebbe gia’ troppo tardi. Ancora immersa in un antropocentrismo patologico (a cui non sono estranee le tre religioni monoteiste) l’umanita’ non accetta l’idea che noi siamo in balia della Terra e non viceversa. Carpe diem.

  • Ci hanno dato anche la luna….
    Senza la luna la terra farebbe un giro su se stessa ogni 10.000 anni.

    • Vediamo se il meditabondo scienziato Zen ci risponde ancora, io ci povo, e purtroppo faccio fatica a non credere alle sue affermazioni: che orrore! Ma credo anche che tutto sia così caotico che vale la pena di provarci ancora, attendendo il coniglio dal cilindro del prestigiatore.
      E ripeto, nel diluvio universale, quasi storico, non è stato il peggior male il dispendio di vite umane quanto lo srebbe stao l’azzeramento di una cultura già stratificata. E adeso il patrimonio dilapidativo sarebbe enormemente superiore! Capir l’anima i io, non ancora, ma la nostra… quasi!

    • “Senza la luna la terra farebbe un giro su se stessa ogni 10.000 anni.” Questa non l’ho capita.

  • Problemi con la tastiera, la D e la R: di Dio

    • Che l’azzeramento dell’attuale cultura (?) sia peggiore della distruzione planetaria provocata dal Grande Diluvio e dal Driyas Recente ad esso seguito, e’ tutto da vedere. Tra mille anni cosa ricordera’ l’umanita’ d questi 2-3 secoli? Guerre, inquinamenti ambientali apocalittici, societa’ alla frutta, arte e arti decisamente mediocri. A quel punto, anche le macchine, i droni, i satelliti che oggi ci sembrano delle meraviglie saranno semplici ferri vecchi. Ho i miei dubbi che verremo citati ad esempio.

    • Il giro ogni diecimila anni era fra le curiosità di una rivista che teneva conto più
      dell’oscillazione che della rotazione e dell’interferenza di Marte e Giove…
      Ma non saprei fino a che punto il dato sia corretto.

    • In effetti il “giro”, come lo definisci tu, Graziano, dovrebbe essere ogni 13mila anni, perciò … dovremmo esserci. Molte tradizioni hanno attribuito un’importanza fondamentale all’undicesimo millennio a.C., l’Era processionale del Leone in cui le grandi calotte glaciali dell’emisfero boreale subirono il definitivo, e feroce, disgelo. Immense e devastanti inondazioni si abbatterono ripetutamente su gran parte dei continenti, quasi all’improvviso. Non sappiamo chi, o cosa, le scatenò. Ed è possibile che sia ricollegabile a questo evento cataclismatico (geologicamente dimostrato) tutta la narrazione, presente in ogni angolo del mondo, relativa al Grande Diluvio. Siamo esseri fragilissimi, spesso mi chiedo fino a che punto ce ne rendiamo conto. Fragili e incoscienti.

  • Ma se siamo così vicini a tante verità! Solo il pensiero conta!

    • Appunto! Ti sembra che questa sia un’umanità “da pensiero”? Ci siamo persino dovuti costruire una protesi: l’intelligenza artificiale.

  • Un espansore sempre più integrato che mai avrà il sopravvento, e ci pemetteebbe, sopravvivenza della specie a parte, grandi balzi. In testa lo abbiamo già! Ma è l’emisfeo destro! nella sua atuale concezione, stupido ma immediatamente impressionato dalle afferenze che globalmente definisce, inconscio, una specie di mulino con i filtri, come un p.c.

    • Da ZEN:
      Allora per quanto riguarda lo scioglimento delle calotte polari il problema non si pone a breve scadenza ma occorrerebbero circa un centinaio d’anni nella peggiore delle ipotesi; è da notare che l’innalzamento dei mari per la fusione dei ghiacci farebbe ulteriormente rallentare la rotazione della terra per gli attriti dovuti all’effetto marea per l’aumento della massa d’acqua e nel contempo l’allontanamento graduale della luna per la legge della conservazione del momento angolare.
      È da notare che già adesso la rotazione della terra sta rallentando quindi non esiste la possibilità del cambiamento dell’angolo dell’asse terrestre.
      Per quanto riguarda l’asteroide Apophys i nuovi elementi orbitali calcolati su molte osservazioni dal 2004 ad oggi ci permette di calcolare la probabilità di impatto pari ad uno su quattrocentomila!.
      Quindi il 2036 passerà in modo normale, possiamo dormire sonni tranquilli poiché l’evento non è impossibile ma estremamente improbabile.
      Lasciamo perdere i profeti di sventura e millenaristi fanatici.
      Ciao Adriano.

  • Ultima precisazione dell’enciclopedico ZEN:
    che da una informazione continua sullo stato delle migliaia di vulcani della terra (in eruzione, in attività, quiescenti o spenti attuali e preistorici).
    Per quanto riguarda il Marsili esso non è alto più di 3000 m e l’unico pericolo di un piccolo maremoto è l’evento che frani in qualche suo versante, ora è ormai non attivo.
    Per quanto riguarda la rotazione della terra (10000 anni????), probabilmente si riferivano alla precessione degli equinozi dovuto all’effetto trottola dell’asse terrestre che compie un GIRO completo di 26000 anni ; ora il punto gamma, che corrisponde alle coordinate sferiche Ascensione retta e declinazione a 0 ore e 0 gradi, è nella costellazione dei Gemelli e non più dell’Ariete e sarà fra circa 2000 anni nella costellazione dell’Aquario (Era dell’Aquario).
    Il moto è retrogrado ma per la prossima era si scateneranno i soliti profeti millenaristi con annunci di catastrofi a scelta, la comparsa di, sic. Extraterrestri, o fanatismi religiosi veramente beoti indegni dell’essere umano.
    Comunque il disastro cogente è la civiltà dell’ Homo pirla!!!!.
    Il tutto lo puoi passare anche a Rita così amplia la sua conoscenza.
    Spero dì non averti annoiato,
    zen 👎

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