giovedì 25 Aprile 2019

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Bach is in the air – Recensione

….un “titolo” che facendo il verso ad un celeberrimo song di John Paul Young , ha portato al “Sandomenico” due grandissimi della “musica suonata al pianoforte”: RAMIN BAHRAMI e DANILO REA.

Ramin, eccelso, personalissimo esecutore di J. S. Bach, e Danilo improvvisatore impareggiabile nel panorama Jazzistico nazionale ed internazionale, in una “reunion” che sfida tutti gli stereotipi che da sempre hanno racchiuso in mondi separati la “classica” ed il “Jazz”.

Io ho sempre amato entrambe e più di tre mesi fa, appena è stata annunciata la data dell’evento di Crema ho comprato i biglietti!

Avevo sentito (e conosciuto) più volte entrambi, ovviamente negli “ambiti separati” , ammirandone, godendone le enormi capacità esecutive, inventive e lo stimolo a partecipare ad una serata nella quale si esercitasse una prodigiosa alchimia tra le due genialità non potevo perdermela!

E l’alchimia ieri sera, a Crema, in un “Sandomenico” gremito, ha creato qualche cosa di meraviglioso e memorabile nella storia della concertistica, coinvolgendo in modo imprevedibile il pubblico cremasco che, materialmente non riusciva ad alzarsi dalle poltrone, esigendo a ….”gran applauso” un bis dopo l’altro.

L’arte della fuga, del contrappunto dell’improvvisazione, proprio perchè miscelate con sapienza impareggiabile da due “artisti”, Maestri della loro Arte, si alchimizzavano con risultati che “erano musica” per le orecchie di un pubblico davvero rapito!

Si, forse qualche flash da foto col telefonino di troppo ( un annuncio in merito, prima dell’inizio, credo non farebbe male!), qualche mormorio non proprio da “sala da concerto”, ma che felicità vedere una sala piena, a Crema per una proposta di questa portata.

Crema è stata troppo tempo senza un Teatro e rientrare nel contesto socio/culturale che il Teatro detta, non è cosa che accade dall’oggi al domani. Ieri sera c’è stata la dimostrazione che il bacino di utenza del “Sandomenico”, continuando con un formazione/informazione adeguata, oramai consente anche le proposte più “impegnative” e “di qualità”!

Anche Eva Mai, che non mancava un concerto e nemmeno mancava di scriverne sapientemente su CremAscolta, non sarebbe mancata ieri sera e nemmeno sul blog, con una delle recensioni ….delle sue! Un bacio, cara Eva….

Commenti

2 risposte a “Bach is in the air – Recensione”

  1. Farò sghignazzare i rigidi cinici. Non è solo effetto della fotografia qui presente, veramente l’aura attorno alle teste e alle mani dei due grandi è durata tutto il tempo. Stupefacente la gestualità delle mani di entrambi che accompagnano verso l’aria le sonorità…
    Un contrappunto talmente intessuto di empatia musicale da non farne percepire le parti. Tanto che qualcuno in sala mi ha chiesto conferma che i pianoforti fossero due!!!!
    Allora sempre meno distanza tra i generi, se la grandezza degli animi e la passione e la conoscenza sono di questa qualità.

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