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RITA REMAGNINO

Non è un Paese per vecchi

Da ieri l’Italia non è più un Paese per vecchi (mentali, non anagrafici) e questa è senza dubbio una buona notizia. I risultati delle elezioni politiche lo hanno confermato, consegnando la palma della vittoria alla Lega al Nord e al M5s al Sud, due movimenti/partiti guidati entrambi da giovani leader che si propongono di rivoluzionare,

Da ieri l’Italia non è più un Paese per vecchi (mentali, non anagrafici) e questa è senza dubbio una buona notizia. I risultati delle elezioni politiche lo hanno confermato, consegnando la palma della vittoria alla Lega al Nord e al M5s al Sud, due movimenti/partiti guidati entrambi da giovani leader che si propongono di rivoluzionare, un passo dopo l’altro, l’intero Sistema. Ce la faranno? Per il momento gli italiani, che stavolta si sono presentati in massa alle urne facendo registrare la significativa percentuale del 73%, hanno concesso loro la fiducia. Il resto, si vedrà.

Più in generale otto italiani su dieci hanno detto BASTA! al centro-sinistra, non ne vogliono più sapere di un’ammucchiata che di “sinistra” ha conservato solo il nome, che salva le banche truffaldine a discapito di centinaia di migliaia di onesti risparmiatori, che si riempie la bocca con la retorica vetusta del buonismo incondizionato e grida all’antifascismo in assenza del fascismo. Anzi, proprio quest’ultimo tema si è rivelato negli ultimi mesi un boomerang micidiale per chi lo ha lanciato, esasperando gli italiani, che ne hanno le tasche piene della contesa demagogica del fascismo-antifascismo, con tutti i problemi irrisolti che ci sono.

Hanno toppato drammaticamente anche gli opinionisti omologati secondo i quali la Bonino sarebbe stata la candidata più amata dagli italiani, il PD doveva attestarsi attorno al 33%, LeU al 7,7%, Lega e M5s al 10%. Perdenti anche i super-favoriti Grasso e Minniti, insieme a gran parte dei ministri dell’attuale governo. Ma dove vive tutta questa gente, sull’isola che non c’è? Forse dovrebbero fare meno monologhi in televisione e sulla carta stampata e più dialoghi con la gente, parlare con le persone, ascoltare i giovani disoccupati e raccogliere le lamentele dei lavoratori in proprio che sgobbano dalla mattina alla sera per consegnare il 68% dei loro guadagni a uno Stato rapace e inconcludente, come ai tempi dello sceriffo di Nottingham.

Le elezioni del 4 marzo hanno dimostrato chiaramente, caso mai qualcuno ne avvertisse il bisogno, che i governanti che dal 2011 (anno del colpo di Stato e dell’insediamento dei “bocconiani”) ad oggi hanno pseudo-governato il Belpaese rappresentavano una sparuta minoranza legata a gruppi internazionali di potere, non sono mai stati voluti dagli italiani, né tantomeno votati. La débâcle di costoro è stata contemporaneamente quella del clero regolare giornalistico che si era illuso di decidere i flussi del consenso e del dissenso e che adesso, forse, comincia a capire che il suo pensiero è irrilevante poiché la gente attinge ormai ai più disparati canali d’informazione, e di sicuro non dà retta a loro.

Non è difficile immaginare che a Bruxelles stiano facendo il tifo per l’”ingovernabilità” del Paese, di modo che la lunga mano delle oligarchie internazionali possa nuovamente intervenire e fare ciò che vuole. Fossi in loro, però, non ci scommetterei. E’ probabile che Salvini e Di Maio siano molto più “politici” di quanto si pensi, come hanno dimostrato nei fatti. Negli ultimi anni l’establishment li ha sbeffeggiati e derisi, insultati con l’epiteto che reputa il più infamante di tutti: populisti!, tuttavia non è escluso che questa coppia di cavallini di razza ci riservi delle sorprese. Anche perché stavolta non sono ammessi fallimenti: o si ri-fa l’Italia, o si muore.

RITA REMAGNINO

05 Mar 2018 in Politica

24 commenti

Commenti

  • “Più in generale otto italiani su dieci hanno detto BASTA! al centro-sinistra”: questo è senz’altro vero ma purtroppo, al di là della soddisfazione puramente umorale nel constatare il fallimento di una politica grottesca (ma che trova molti estimatori su questo blog), tutto ciò non è sufficiente per cantare vittoria, . . . anzi! Ho sempre giudicato i 5stalle una creatura artificiale, inventata dalla finanza transnazionale per dirottare su un binario morto (o meglio: ripartente in senso opposto) l’incazzatura popolare. Oggi la sinistra, decaduta in precedenza da corazzata a zatterone, è ridotta a pochi rottami galleggianti in un mare di liquami ed è quindi disponibile ad essere “salvata” da qualche volonterosa ONG, i 5stalle per l’appunto. Non penso infatti che “a Bruxelles stiano facendo il tifo per l’ingovernabilità del Paese”, ma al contrario sperano che si avveri quanto pianificato da tempo: un governo che, fingendosi nuovo, porti a compimento l’opera distruttiva di Rigor Montis. L’Italia negli ultimi anni ha perso il 25% del suo apparato produttivo, come nella II guerra mondiale, ma restano ancora da spolpare i risparmi privati degli italiani: un “bel” governo 5stalle, con partecipazione organica o appoggio esterno della sinistra residuale, è ciò che purtroppo ci attende per raggiungere lo scopo. Spero di sbagliarmi

    • In effetti, Bruno, sfumata l’ipotesi che Berlusconi (politicamente finito, nonostante il suo encomiabile tour de force pre-elettorale) potesse allearsi con Renzi in un Nazzareno bis, rimane la possibilità che il M5s inciuci con il Pd per poter rimanere a galla, anche perché da solo non va da nessuna parte.

      Tuttavia, dopo la disfatta dei cosiddetti “democratici”, ho i miei dubbi che la Premiata Ditta Casaleggio & Co. voglia mettersi in società con dei perdenti. I grillini probabilmente sarebbero anche disposti a farlo, ma la Ditta è pur sempre un’esperta in marketing che vede e prevede. Non credo che alla fine le converrebbe, già dalle prime mosse si vedrà comunque da che parte intende andare.

      Il Centrodestra detiene in ogni caso il 37 e rotti per cento dei voti, il che significa che “comprando” qualche fuoriuscito del M5s, o del Pd (gliene mancano solo 20), potrebbero facilmente arrivare al fatidico 40% e governare senza se e senza ma.

      Ultima possibilità: un accordo di programma Salvini/Di Maio, magari non proprio su tutto ma solo su alcuni punti specifici, quelli che permetterebbero di governare. L’ipotesi vedrebbe una conferma nelle Borse di stamattina, complessivamente stazionarie, eccetto Milano che è rimasta in rosso. Segno evidente che le dichiarazioni “di pace” dei leader di Lega e M5s hanno convinto i mercati.

      Sembra di capire che “dall’alto” nessuno voglia un ritorno alle urne.

    • Anche io sono convinto che il m5s sia un partito eterodiretto e costruito a tavolino per convogliare (e disinnescare) il dissenso. Se non ci riprendiamo la sovranità economica (almeno quella) fra dieci anni saremo come la Guinea Bissau. E non saranno il Macron pentastellato nè lo Tsipras padano a salvarci dal disastro che ci attende.

    • Vittorio, tutto giusto, però la sovranità economica può essere ripresa solo se si ha quella monetaria. E riprendersi quest’ultima mi sembra veramente molto complicato. Siamo nelle condizioni di un passeggero che in quota si accorge di aver sbagliato aereo: non può semplicemente saltare giù. L’unica soluzione mi sembra quella di convincere gli altri passeggeri e organizzare l’ammutinamento del Bounty.

    • Che il M5s sia un partito eterodiretto, Vittorio, lo si è capito dopo tre minuti dalla prima dichiarazione del suo leader: mentre Salvini si rivolgeva ai suoi elettori ringraziandoli per la fiducia e rassicurandoli che il giorno successivo avrebbe incominciato “a lavorare per l’Italia”, Di Maio diceva, testuale, “i mercati possono stare tranquilli”. Sennò, cosa ci sarebbe andato a fare a Londra, per incontrare dei fantomatici “investitori” (?), una settimana prima del voto?

    • Esattamente. La sovranità monetaria è una condizione imprescindibile per realizzare quella economica. A questo proposito, mi permetto di consigliarvi questo video di ottanta secondi che ci illustra cosa ne pensano della sovranità monetaria i nostri rivoluzionari pentastellati.
      https://www.youtube.com/watch?v=vkG-KyPPSNk

      Buona visione e distinti saluti.

    • Sembra di capire dal voto, Vittorio, che al nord le poche idee ma confuse del M5s siano state correttamente comprese, mentre al sud c’e’ molta confusione. Avranno modo di ravvedersi tra poco, quando sara’ chiaro a tutti che il reddito di cittadinanza cosi’ com’e’ stato presentato e’ impossibile.

  • Nel frattempo Attilio Fontana ha “vinto” la Lombardia e Zingaretti il Lazio, con la differenza che il primo, avendo oltrepassato la soglia di sbarramento del 40%, potra’ governare mentre il secondo non si sa.

    Sempre nel frattempo Di Maio ha dichiarato di essere prontissimo al dialogo (non ha scelta), il che significa che i tavoli di trattativa sono gia’ all’opera. Che lavorino e facciano in fretta, visto che li stra-paghiamo.

  • Proseguo con le mie riflessioni sul voto che in questa piazza, a differenza di altre, sembrano non fregare niente a nessuno. Eppure la partecipazione è stata grande: quand’è stata l’ultima volta che si sono viste le file ai seggi? L’astensionismo è rimasto sotto il livello di guardia del 30%, segno che il cittadino crede ancora nella democrazia rappresentativa, nonostante l’assoluta mancanza si sovranità, il ché è tutto dire. C’é di che riflettere.

    Ieri ho sentito, come tutti immagino, le dichiarazioni dei perdenti: Grasso, mal comune mezzo gaudio, ha detto che dopotutto il socialismo perde pezzi in tutta Europa (non si chiedono il perché?); Renzi è apparso più preoccupato della sua collocazione futura che di quella del partito e i renziani intervistati non hanno fatto altro che magnificare le cose fatte, peccato per loro che gl’italiani non si siano accorti di nulla. Stavolta devo dare ragione a Grillo: se restavano ancora un po’ al governo mandavano il Pd al 10%.

    E’ stupefacente come certe persone continuino testardamente a restare aggrappate a una semplice idea, come se il mondo finisse lì e non ci fosse altro che quella. Ad ogni modo lo show è appena iniziato, cercheremo di capire la trama (forse ignota agli stessi attori) dai prossimi atti. Da qui al 23 marzo, ne vedremo di tutti i colori. Se leggerò qualche “reportage” interessante sarà mia premura segnalarlo. Continua ………..

    • Rita, prendiamo atto che in questa piazza suscita molto più interesse un filmetto sui sodomiti (anche perché ambientato a Crema) che una svolta epocale come quella avvenuta Domenica. Abbiamo assistito in diretta al suicidio della sinistra radical-chic, quella che legge Re Pubica, che predica l’accoglienza indiscriminata sulla pelle dei poveracci che abitano le periferie, che pensa che andando in bicicletta o mangiando verdura si risolvano tutti i problemi, che nomina personaggi demenziali alle massime cariche dello Stato e li lascia pure parlare a ruota libera. E quindi cosa vuoi che dicano adesso? Per il momento sono ammutoliti ma purtroppo, elaborata la batosta, tra poco ricominceranno a pontificare. Intanto godiamoci Renzie che si “dimette” in gioco.

  • Vanno di moda le sceneggiature non originali, state a vedere che, come già riportato da alcuni media, Renzi si metterà a capo di un nuovo movimento “tutto suo”, lasciando il PD nelle mani degli ec-comunisti. Non sarebbe la prima volta, sceneggiatura non originale, appunto. Altri dicono che a Salvini non interessi proprio fare il “secondo” in un Governo d’impronta M5S, ma in passato ne abbiamo viste di tutti i colori (e odori). Per venire alle cose di casa nostra, ieri ho letto su crem@online un pesante commento del nostro Sindaco, un j’accuse nei confronti di Renzi e dei suoi “lacchè”. L’ho letto nel tardo pomeriggio e poco dopo è scomparso dalle pagine del citato giornale. Cos’è accaduto? Immagino che altri all’interno di CremAscolta abbiano notato questo fatto: chi me lo spiega (io comunque immagino il perché)…

    • Non è che “vanno di moda le sceneggiature non originali”, caro Altwar, è che l’uomo contemporaneo non sa farne di sue, con il suo intelletto, e perciò ricicla in continuazione cose già fatte, viste e riviste. Così anche Renzi, ne sono sicura, lo rivedremo presto. Se non come segretario del Pd (ammesso che ci sarà ancora un Pd) come capo di una sua corte, o (meglio) come conduttore televisivo. La prossima maratona elettorale invece che da Mentana potrebbe essere condotta da Renzi, la parlantina di sicuro non gli manca.

      Non ho letto crem@online né il j’accuse di Bonaldi nei confronti di Renzi, ma se glielo hanno fatto ritirare, com’è probabile, significa che all’interno del Pd cittadino la “corrente” renziana è forte, il ché potrebbe significare che quella del fiorentino più antipatico d’Italia non è una vera e propria caduta bensì una momentanea perdita di equilibrio. A volte ritornano.

    • Visto il commento. Avrebbe fatto riflettere. Ma farebbe riflettere anche il suo ritiro. Forse così la cosa può apparire meno politica e più umana.

  • ….a dire il vero, i risultati definitivi non ci sono neppure ora e a commentare “a caldo” il cataclisma elettorale che si è concretizzato ieri, si corre il rischio di dire corbellerie.
    Non è proprio vero Rita che “le tue riflessioni …..sembrano non fregare niente a nessuno” Anzi!
    Personalmente ho accolto con nessuna sorpresa, da un lato, il sucesso sonoro dei due “non partiti” 5* e Lega (nata come “nord”, del folklorico Bossi di “Roma ladrona” ed evolutasi e “sdoganatasi”, secondo il Salvini pensiero) con il “combinato disposto” ridimensionamento dei “partitoni” PD/FI, e con favore, dall’altro, l’affermarsi del rinnovato approccio “istituzionale” della creatura figlia di Grillo/Casaleggio, nata nel nome del “Vaffa”.
    E concordo pienamente col il titolo che hai dato, Rita: il “buffo stivale”, “NON E’ (più) UN PAESE PER VECCHI”, tromboni, tappetai, collusi, evasori, parolai, incantatori di serpenti…… magari “a loro insaputa”!
    E malgrado tutto (pessima legge elettorale, con ridicola scheda “a trabocchetto” annessa, scialba e solitamente fasulla campagna elettorale mediatica, boicottaggio istituzionale con schede sbagliate!!!, in ritardo, sostituite ….in corsa!!!!) la voglia di democrazia del bistrattato cittadino è riemersa ancora una volta prepotente, con una partecipazione al voto degna del Paese democratico che (non) siamo (ancora)!
    ……..Cose di “casa nostra”, ALTWAR help! Io non ho visto il ….”fugace” ” j’accuse bonaldico nei confronti di Renzi e dei suoi “lacchè”, ci puoi dire qualcosa di più sul contenuto?
    Quanto al solitamente, stancamente volgare prof , credo proprio abbia sbagliato blog, perchè su questa piazza (probably solo lui escluso!) non so proprio chi è che puo essere accusato di “pontificare”!

    • Per i cittadini, i risultati definitivi ci sono e sono inequivocabili.
      Manca l’attribuzione delle poltrone a tizio o caio, ma quello è affar loro.

  • Riguardo al j’accuse della Bonaldi al PD tutto, beh!, proviamo sentire Tiziano che è vicino a CremAscolta e vicinissimo a crem@online.

  • ….si certo, e allora?
    Non capisco Rita….

    • E allora i risultati si possono anche commentare. Non c’e’ stato tra l’altro nessun “cataclisma elettorale” ma solo la fine di quello che un tempo era il primo partito italiano. Si sa che i partiti nascono e muoiono, sicche’ nulla di strano. Mi sembra anzi che, rispetto alle ultime elezioni europee, quella italiana abbia parlato piu’ chiaro di tutte: nessuna vittoria risicata bensi’ un mandato preciso da parte degli elettori. Ora vediamo che uso sapranno farne.

  • Registro in questi giorni lo sconcerto di quanti non avevano ben capito i meccanismi della nuova legge elettorale e oggi si ritrovano con i trombati alle urne dal’uninominale (Grasso, Boldrini, Sgarbi, Minniti, Bersani, Franceschini, Gelmini, ecc. ecc.) ripescati dal proporzionale. L’elettore ha detto a tutti questi signori ” per favore, andatevene a casa” e se li ritrova comodamente seduti in parlamento. Alla faccia della democrazia!

  • Da cremasco ho cercato di capire anche che cosa sia successo a casa nostra. Ho letto sulla Provincia di ieri (pagg. 21-22) che a Crema hanno votato in 26.331 per la camera e in 19.035 per il senato. La Lega è prima rispettivamente con 5.229 e 4.770 voti. Il Partito Democratico segue con 4.678 e 4.403 voti. Sono 551 e 367 voti in meno della Lega. Non è proprio un’incollatura ma è un sorpasso di misura, dove il sorpasso vale più della misura. Seguono i Cinque Stelle rispettivamente con 3.654 e 3.402 voti. Sono 1.024 e 1001 voti in meno del Partito Democratico. Seguono distaccati Forza Italia e tutti gli altri.

    Per cui, se da un lato la mappatura politica è cambiata, dall’altro Lega e Partito Democratico sono i due protagonisti, in termini oggettivi, che escono dal confronto. A Cremona gli scostamenti tra Lega e Partito Democratico sono ancora minori, sia in termini assoluti che percentuali. E nel resto della provincia le cose non stanno molto diversamente. Teniamolo presente, perché oltre al parlamento nazionale esistono anche situazioni locali da considerare. Ho letto poi sulla Provincia di oggi i risultati del voto per la Regione. Direi proprio che certe marce funebri sono premature, se non addirittura da suonare altrove.

    Il Partito Democratico tiene botta. Dovrà purgarsi e quaresimare un po’ ma resta un osso duro. E a livello nazionale, con il bravo Martina (ne ho parlato bene prima delle elezioni, commento del 28 febbraio), pare stia facendo le scelte giuste. Come in Regione. A Crema, in quattro anni torneranno molto forti.

    • Non a caso ho intitolato questo post, che prende atto della vittoria elettorale di Di Maio e Salvini, “Non è un paese per vecchi”. Scorgo un’altra verità dietro il risultato elettorale, una verità che emerge dall’identikit di “chi” ha votato i vincitori e “chi” ha votato invece i perdenti.

      Aggiungerei alla battuta citata da Bruno (poco animalista ma vera) che non c’è nessun bisogno di bastonare il cane che affoga se questo è anziano, perché muore da solo. Ha fatto il giro del web un post dei giovani del Pd di Pesaro che diceva “I nostri elettori? Non è che non ci hanno votato, è che sono morti“.

      Ora, non per augurare niente a nessuno, ma all’affermazione di Pietro “tra quattro anni i pidini torneranno a Crema molto forti” mi verrebbe da aggiungere “quelli che saranno rimasti”. Non è un mistero che i “vecchi” votino Pd e affini, o Forza Italia, e i “giovani” votino M5s e Lega. E dunque, per il calcolo delle probabilità ……… Mi sembra che anche le più raffinate strategie politiche debbano arretrare di fronte al ricambio generazionale.

    • Non ho dati sulle fasce d’età rispetto al voto di domenica. Non sono così sicuro dei giovani che votano soprattutto Lega e Cinque Stelle e dei vecchi che votano soprattutto Partito Democratico e Forza Italia. Conosco molti leghisti della mia età e mi si dice di molti giovani del vivaio PD. Comunque, se anche le cose stanno come dici, Rita, tra quattro anni e poi anche tra nove, alle comunali di Crema di anziani che voteranno certi partiti ce ne saranno ancora parecchi e, secondo l’ISTAT, ancora più anziane. Però hai ragione, sarebbe interessante avere i dati per età e sesso. Quelli sulle singole sezioni cittadine ci sono e credo che i partiti più attrezzati abbiano sistemi di reporting e di simulazione per supporto alle decisioni piuttosto elaborati. Da quanto ho letto, tra ieri e oggi, le mappature d’area non sono più così univoche.

    • Durante le “maratone” del 4 marzo mi era capitato di vedere qua e là gli specchietti dell’Ipsos, che erano abbastanza chiari. Non so se si trovano in rete, e perciò accontentati :

      http://www.ilgiornale.it/news/politica/pd-perde-voto-dei-giovani-1501966.html

      Ora, però, non mi azzarderei a fare previsioni “tra quattro anni”.
      Ancora non siamo arrivati al fatidico 23 marzo.
      E poi, bisognerà vedere chi governerà come governerà.
      Variabili ce ne sono fin che si vuole.

  • “Bastonare il cane che affoga” (Mao Tse-tung)

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