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ADRIANO TANGO

IA, blockchain, robotizzazione e fabbisogni energetici

Si è appena concluso il prestigioso ciclo di economia incentrato sull’I.A. e robotizzazione, e impatto sul mondo del lavoro, ma solo ora mi viene un dubbio che non ho avuto il tempo di porre ai docenti, anche per mie assenze, quindi colpevole di una raffigurazione personale incompleta del quadro globale:   “tutto ciò, energeticamente, quanto

Si è appena concluso il prestigioso ciclo di economia incentrato sull’I.A. e robotizzazione, e impatto sul mondo del lavoro, ma solo ora mi viene un dubbio che non ho avuto il tempo di porre ai docenti, anche per mie assenze, quindi colpevole di una raffigurazione personale incompleta del quadro globale:

 

“tutto ciò, energeticamente, quanto costa?”

 

Un PC fisso consuma 65-70 Watt a riposo, fino a 200-250 Watt quando funziona a pieno regime, quindi quanto una o tre lampadine a LED con buona capacità di luminescenza. Un super computer.. non lo so.

Un uomo invece 400 calorie all’ora in piena attività lavorativa. Attenzione, indifferente se muscolare o intellettuale, anzi, tendenzialmente il cervello consuma più dei muscoli. Inoltre, con un meccanismo ancora non chiaro, non necessita di quote energetiche superiori una volta raggiunto il limite prestazionale, come trovasse una super ottimizzazione.

Questi fabbisogni, secondo un sistema di calcolo automatico rintracciato in internet, corrispondono a 0.2712 Watt.

Del resto che il lavoro delle entità biologiche, così come la natura l’ha fatte evolvere, cioè elettro-bio-chimiche e non solo elettriche, sia il più risparmioso possibile è intuitivo, altrimenti andremmo a corrente anche noi.

Il consumo delle blockchain è altissimo. Pur essendo le stime incerte, secondo una valutazione comparsa su “Le scienze”, per il solo sistema Bitcoin supera quello di eBay, Facebook, e Google messi insieme. Non so come quantificare, ma la stessa fonte afferma che ce n’è abbastanza per portare al fallimento i miner (gli operatori) di alcuni paesi.

Ci aggiungiamo il consumo delle apparecchiature robotizzate o umanoidi che siano?

Non ho proprio idea di quanto consumi un commesso robotico addetto al banco vendita di un negozio della catena Nestlè, che ne ha già ordinati 10.000, ma non certo meno della metà di una lavatrice di ultimissima generazione, cioè 800 Watt.

Ma pensiamo alle macchine industriali robotizzate, ad esempio per assemblaggio autovetture: una macchina che monta le portiere potrà mai consumare meno di un trapano a percussione per uso domestico, cioè 1500 W x 2?

D’altro canto, secondo una rapida consultazione delle relazioni ENEA, parlando di energia in senso lato, ancora primeggia il civile, intorno al 37%, in calo, poi i trasporti, con un 33%, in calo, quindi l’industria, con un 21% (Italia). A parte che la tendenza dovrebbe essere quella di unificare tutti gli approvvigionamenti sotto forma di elettricità, con una produzione alle spalle da rinnovabili, un futuro quale quello descritto porterebbe l’incremento, e a salire di molto, su tutti e tre i settori.

E allora dove voglio arrivare? Semplicemente sto facendo luce su un tema che anche al corso di economia recentemente terminato è entrato solo di striscio, perché le cose sperimentali fanno piccoli numeri, e non allarmano, ma se questo diverrà Il SISTEMA?

Dico solo iniziamo a pensare da dove faremo saltar fuori tutta questa energia, lì dove siamo già in affanno per ridurre i consumi delle nostre autovetture, con il differente scopo di ridurne le emissioni.

E non mi rispondete che si tratta di energia pulita! Sappiamo benissimo che nessun mondo potrebbe produrne tanta dalle fonti rinnovabili.

Ancora un argomento dubbio: l’androide, la macchina robotizzata, l’IA, non chiedono le ferie, non si ammalano, non hanno una cassa previdenza. Ma dai miei studi di Economia aziendale, obbligatori per i gestori in sanità, ho imparato che il costo di una semplice autovettura va spalmato su quattro anni, la vita tecnica del veicolo, poi la si sostituisce con una nuova, e il valore residuo si chiama valore aggiunto. Penso che l’obsolescenza di tutto quanto riguarda questo mondo informatizzato sia di gran lunga più breve.

Mi si potrà fare subito una prima obiezione: i consumi energetici nel mondo futuro ipotizzato sono destinati a calare! Non so cosa potrà consumare un computer quantistico, ma di certo il lavoro meccanico potrà risentire poco dell’ottimizzazione, ancor meno quello termico.

Tuttavia il processo è irreversibile.

Spero solo che i cervelloni che ci seguono mi deridano dimostrandomi dove ho sbagliato i miei calcoli; che ne dici ZEN? Ma per quanto mi riguarda pongo quest’argomento solo quale anticipazione del fatto che, con tutti gli entusiasmi possibili, il Sistema, per quanto possa migliorare nella resa, dovrà comunque restare ampiamente ibrido. Sarà estremamente variegato, rischiando isole di isolamento funzionale di solo lavoro umano, ma ovunque l’ibrido, perché si scoprirà che il ragionier Rossi, o l’operaio assemblatore Rodriguez, si accontentano di un uovo di Pasqua da 500 k.cal, meglio se senza sorpresa, non richiedono, per partire al mattino, altri 10.000 Watt.

Auguri, in ogni senso.

 

 

 

ADRIANO TANGO

27 Mar 2018 in Senza categoria

66 commenti

Commenti

  • Giusto Adriano, ma per diminuire i kilowatt, siamo sempre li, si deve battere il tasso demografico con le buone o con le cattive pena l’estinzione.
    Non serve a nulla fare bei discorsi, i numeri sono numeri e la filosofia si interessi d’altro.

  • Ezio se un piano di sostituzione degli umani con automi dovesse andare avanti si dovebbe ricorrere all’assistenzialismo per nutrire gli umani nullaffacenti. e quale genitore sarebbe così crudele da procreare per far vivere un figlio di sussidi e senza prospettive? Vedi che il sistema si autolivella. Ma quanto mi riempie di orgoglio è il tuo “giusto” sui miei calcoli!

  • ……. alla faccia del “…sto facendo luce…” Adriano!!!
    Qui va a finire che la dobbiamo ….. spegnere tutti, la luce!
    Le tue osservazioni sono quanto mai azzeccate.Oramai la fame di energia è diventata bulimia, bisogna non solo fermarsi, ma incominciare ad invertitire la marcia!

  • Tutto quanto ruota intorno alle blockchain è incoraggiante come sistema di stabilizzazione antispeculazione, quindi va spinto, e nuove monete virtuali cercheranno un collegamento con pacchetti di beni ed energetici, sul principio del solido romano (il soldo d’oro) il che darà ulteriori garanzie contro le oscillazioni selvagge. Sono allo studio, non circolano ancora. La circolarità copre dalle aggressioni monetarie dei gruppi/paesi forti (sarebbe come mordersi la coda).
    Il problema energetico si ridurrà con l’ottimizzazione, ma ricordate un libro culto degli anni 70, “piccolo è bello”? Vale ancora. Evidente che il lavoro umano sarà sempre estremamente più vantaggioso in certe zone del globo, mentre in tutto il mondo ci vorrà un giusto equilibrio uomo-automa, che eviti lo sperpero di energia utilizzando il più economico essere umano. Il problema della riduzione di umani di cui parla Zen, che finalmente esce allo scoperto firmandosi Ezio, sarà automatico: quale madre vuoi che metta al mondo un eccesso di figli nella quasi certezza di destinarli ad una vita di assistenzialismo senza prospettive? Infatti il lavoro ci sarà solo per alcuni e sarà l’unica occasione di riscatto da una vita basata sul minimo vitale elargibile dagli Stati. Se faremo le cose per benino non sarà un butto mondo. Per ora sperimentiamo, coscienti che giochiamo col fuoco, e stimoliamo un livellamento culturale medio comune alle varie etnie che faccia circolare queste consapevolezze, oltre alle monete.
    Lieto che neanche un ingegnere abbia trovato errori nei miei calcoli.

  • Tu nn fai errori di calcolo Adriano, semmai sono i polpastrelli che, liberati dalla resonsabilità assillante del bisturi, rivendicano la loro ….fantasia!

  • Adriano, non ho le competenze per entrare nel merito e considero scontato quanto affermi. Mi sembrano costi molto poco sostenibili.

    Stando così le cose, forse i due problemi principali, specifici e misurabili, sono la crescita demografica globale e la sindrome compulsiva consumistica indotta. Entrambi i problemi sono stati analizzati, studiati e valutati. Mancano i soggetti solutori.

  • Il bisogno è bisogno…
    I “robottari” ne terranno conto.

  • Ti manca una “O” anche a te! Ma la copa è delle tastiere, non nostra!

  • Caro Pietro
    i due elementi si dovrebero riequilibrare da soli, come ho già risposto al cao super Ezio ZEN: se si riesce a diffondere una cultura della non solo mera sopravvivenza e riproduzione come finalità della vita, che vuoi che metta più al mondo figli in eccesso sapendo di riservar oro una vita di sussistenza pubblica? Come il problema energetico limiterà l’ingresso delle macchine pensanti nel mondo del lavoro così quello delle “tessere di sostentamento” limiterà la natalità consapevole. La natura ci sta già pensando, abbassando comunque gi indici di fecondità, basterà assecondarla. Il nostro obiettivo sarà piutosto la condivisione di questa cultura. Il consumismo? Non del tutto negativo, se ciò che si consuma va nella direzione dell’evoluzione umana, non delle becere mode. Per altri aspetti mi sto interessando a studi seri di futurologia, che non possono non comprendere l’integrazione con l’I.A. Va bene così, non transumano ma post umano. Mi servirebbe un trattato, ma dico solo che in sole tre genrazioni si tramanda la trasformazione cerebrale legata al confronto con l’IA, e in cinque diventa permanente. Altro che caso e necessità! Insomma io non sono pessimista, l’unico nodo è di proporzioni, di possibile stratificazione in caste della popolazione, di diffusione di una cultura mondiale omogenea. Poi si risolve di conseguenza anche l’aspetto ambientalistico e quello della pacificazione. Ci tornerò in altre occasoni.

  • Il “consumismo che va nella direzione dell’evoluzione umana”, mi mancava. Cosa sarebbe?

    La “stratificazione in caste della popolazione” è un pensiero antico, ha già funzionato.

    Mentre la “diffusione di una cultura mondiale omogenea” è una prospettiva da film dell’orrore.

    Siamo sicuri di essere in grado di programmare il nostro futuro utilizzando il sistema binario, visto che ormai pensiamo come macchine? Non siamo inadeguati per una simile impresa? Anch’io comunque sono ottimista, Adriano. Vedo con piacere che il Sistema si sta sgretolando da solo e mi godo lo spettacolo dello scatafascio dei social network, degli hacker russi che invece erano inglesi, del tramonto del mito mercatista della globalizzazione senza limiti e senza dazi … questo, si, che è cinema.

  • Grazie, Adriano, per il contributo stimolante (e che abbia già stimolato lo si vede).
    E grazie anche a te, Ezio, che dopo essere stato più volte evocato da Adriano, ti sei finalmente… materializzato.

    Alcune considerazione personali. Le tecnologie digitali non solo produrranno una vera e propria corsa all’accaparramento di minerali rari (e di cosiddette “terre rare”), ma, quando si saranno sufficientemente diffuse potranno addirittura provocare “tensioni internazionali” (con tutte le possibili conseguenze negative).
    Leggo oggi su Il Sole 24 ore che l’Unione europea ha già varato un piano, sulla scia di Industria 4.0 inventata in Germania, che prevede la creazione entro il 2020 di “digital innovation hub” in ogni regione che farà da supporto alla digitalizzazione per le piccole e medie imprese di tutta Europa.
    Siamo quindi solo agli inizi.

    Leggo sempre che la Cina, in questo, sta programmando una robotizzazione massiccia delle imprese (e i robot hanno bisogno di tecnologie digitali).

    La rivoluzione in atto, cioè, sta camminando in fretta, anzi con una rapidità impressionante e questo sia nei Paesi a capitalismo maturo che nei Paesi che fino a qualche decennio fa erano “in via di sviluppo” e che sono retti da regimi i più diversi.

    Quello che mi preoccupa non è solo la “compatibilità” col “sistema pianeta”, ma anche le conseguenze per certi aspetti devastanti (la distruzione in primis di milioni e milioni di posti di lavoro e, pure, la crescente divaricazione tra ricchi e poveri – effetto quest’ultimo sia della globalizzazione che della diffusione di tecnologie digitali).

    Uno scenario apocalittico?
    Forse non è il caso di stracciarci le vesti e di fare i… luddisti a priori: tutte le tecnologie aprono nuove opportunità (anche in termini di posti di lavoro) e producono delle sofferenze nella fase di transizione.

    Ecco il ruolo della Politica: “governare” i processi rivoluzionari in corso per non esserne governati, anzi per non esserne travolti (anche in termini di eco-sistema).

    Già, governare, il che è possibile solo se l’Europa è in grado di “imporre” da grande “player globale” il suo modello “umanistico” contro altri modelli che stanno avanzando (quello made in Usa e quello made in China).

    Sarebbe ingenuo governare sfide “globali” con una politica “nazionale”-

  • Riprendo l’analisi.
    So che tu, Adriano ed Ezio, avete molto a cuore l’allarme demografico.
    E avete tutte le ragioni: secondo le proiezioni dei demografi solo in Africa gli abitanti, a fine secolo, dovrebbero raggiungere la cifra imponente di 4 miliardi (oggi si contano un miliardo e duecento milioni).
    Si tratta, indubbiamente, di un problema gigantesco.
    Vi è chi sostiene con buone ragioni che il tasso di natalità è legato al tasso di sviluppo: non è un caso che le nazione del Maghreb abbiano un tasso di natalità che si avvicina moltissimo a quello della Francia.
    Laddove si afferma quella che viene chiamata la modernità (caduta verticale della mortalità infantile, aumento del reddito, crescita culturale) il tasso di natalità si abbassa.
    Per impedire che la bomba demografica esploda, quindi, non servono tanto campagne di prevenzione, quanto puntare sullo sviluppo.

    Vi sono poi gli ottimisti che sostengono che sono proprio le tecnologie digitali che aiuteranno ad affrontare positivamente il problema: la cosiddetta agricoltura di precisione, infatti, produrrà più cibo, consumerà meno acqua e inquinerà di meno.
    Si tratta, indubbiamente, di una strada da percorrere, ma occorrerebbe andare ben oltre le sperimentazioni in corso e fare di questa agricoltura (per ora molto costosa) la strategia del futuro.

    Non basta, tuttavia, produrre più cibo, consumare meno acqua e inquinare di meno: un incremento di popolazione – nell’arco di un lasso piuttosto breve di tempo la popolazione dovrebbe crescere di un altro miliardo – ha bisogno anche di altre risorse (in primis l’energia) che non può che impattare col sistema pianeta.

    Ecco perché io ritengo essenziale che il tutto sia “governato”: una politica che punti allo sviluppo, una politica che incentivi l’agricoltura di precisione, una politica che incentivi l’energia rinnovabile…

  • “Quale madre vuoi che metta al mondo un eccesso di figli nella quasi certezza di destinarli ad una vita di assistenzialismo senza prospettive?”. Una domanda molto interessante, Adriano. Difficili le risposte. Qualcuna, forse, non impossibile. Anche se so bene quanto un maschio che provi a parlare di maternità possa apparire velleitario e incongruo.

    Quale madre? Ad esempio una madre che concepisca e partorisca involontariamente oppure per rassegnazione, abitudine, costume sociale, fede religiosa, inconsapevolezza dei significati e delle conseguenze della maternità.

    Quale madre? Ad esempio una madre con problemi tali da non poter andare troppo per il sottile circa il fatto che i figli possano avere una vita di “assistenzialismo senza prospettive”. Magari proprio una madre senza aiuti e assistenza, che potrebbe non trovare poi così negativo il fatto che almeno i propri figli vengano assistiti e socialmente rassicurati.

    Quale madre? Ad esempio una madre inserita in una società retriva e aggressiva, che utilizza i meccanismi riproduttivi dei consociati e la loro prolificità come strumento di invasione e conquista demografica di altri popoli, come mezzo per la propria espansione e l’altrui sottomissione. Madri come inesauste fornitrici di massive risorse umane destinate alla lotta all’infedele e alla presa di possesso dei suoi territori, delle sue ricchezze, della sua civiltà sprezzata come decadente, soprattutto se tali risorse vengono gratificate con diritti e premialità come la cittadinanza, il diritto di voto e l’imbelle tolleranza degli infedeli da assoggettare.

    Per cui, che determinate soluzioni tecnologiche possano costare un occhio della testa, certo, dispiace molto. Ma ci siamo chiesti, fra le tre e le cinque generazioni da te indicate, Adriano, a chi potrebbero andare in mano codeste, costose o meno costose, soluzioni tecnologiche, ad esempio in Italia? C’è gente che il problema di non avere più lavoro a causa della robotica, potendosi così dedicare ad altre fanatiche attività, già non se lo pone oggi e nemmeno se lo porrà tra cento, duecento, mille anni. Saranno scenari che ci riguarderanno ancora, come popolo e come nazione? Naturalmente, uso questi termini tra galantuomini, dando per scontato che confondere il popolo con il populismo e la nazione con il nazionalismo sia una birbonata sempre meno azzardabile dopo l’ultima tornata elettorale.

  • Rita rispondo alla prima domanda: beni immateriali, informatica ancora in primis, ma anche dispositivi che servano da interfaccia, tutto quantoservirà all’uomo nella sua evoluzione. Perché la gentica non è ferma, anzi, è tumultuosamente in evoluzione, e siccome risponde alla connessione con l’ambiente, un ambiente in gran parte antropizzato, come già sta accadendo, risentirà del confronto con la macchina come di una specie di sfida verso l’integrazione. E la novità è apputo che bastano tre genrazioni, non le centinaia del veccchio “caso e necessità”. Abbiamo una grossa occasione per due fenomeni automatici: stabilizzazione, per cultura media comune intendo capacità di comprensione, non tutti col turbante o che so io, e riduzione della poplazione, perché è automatico per una famiglia genrare considerando il bene dei figli, lì dove non sono più forza lavoro o masa beligerante (entrambe ipotesi superate dalla robotizzazione, anche se io la vedo integrata e non dilagante, e dal supersoldato H+, frutto del potenziamento tecnologico.

  • Il limite è proprio nell’energia e nelle materire rare. Ecco perché il sitema ibrido si imporrà, e come rispondevo a Rita ed Ezio la caduta della popolazione sarà automatica. Oggi sono già in funzione in Svizzera dieci navette senza conducente, e l’esempio sarà clonato in modo dilagante, rotto il ghiaccio. Ben diverso l’androide, che a mio giudiio consuma troppo. In concusione, con il potenziamento umano, già in atto, serviranno pochi supersoldati e meno lavoratori sostituiti da macchine più o meno antropomorfe. I nullafacenti saranno sì alimwentati a spesa della società, ma che triste vita! Altro che tempo libero per la creatività! Quindi l’indice di fertilità delle coppie si abbasserà ancora, la popolazione finalmente, a macchie di leopardo, inizierà a calare. Teniamo presente poi che di posti dove l’uomo e i sui animali domestici potranno resistee ce ne saranno i meno, per il cambiamento climatico.
    ico queste cose non solo a titolo personale: sto seriamente studiando il futuro u testi accreditati, e gli spunti di otttimismo ci sono. Noi, fra qualche decennio, non ci capiremmo più niente! E allora sforziamoci come traghettatori, se non come attori!

  • Vero Pietro, ma saranno casi particolari, sempre più rari. Che allo scontro si debba purtroppo arivare sono conscio, ma non servono masse di soldati. Una giornalista di nome Susan non so che con due stimolatori magnetici epicranici, senza essere una professionista, ha abbattuto venti aggressori olografici. Senza era cauta al quarto scontro. L’invasione non contrastata deve per forza arrivare, indipendentemente dalla politica, a una controreazione. Veder alti vivere bene fa venir la voglia di imitarli, non di adagiarsi. Le blockchaine, nelle loro nuove evoluzioni non solo simboliche ma legati a beni, dovrebbero essere il fattore di stabilità fa stati. Il rischio delle caste è l’unico che resta, oltre a quello di far energia a buon mercato, sporca e quello delle guerre dell’acqua, scaramucce queste ultime, mentre già vi sono cause internazionali.
    Succederà di tutto, si verificheranno tutti gli scenari della transizione, e non dappertutto sarà bello da vedere, figuriamoci da vivere, ma il salto di qualità potrebbe essere incoraggiante. Non so se dai miei nuovi studi uscirà qualcosa, perché mentre nella medicina avevo una titolarietà, in futurologia sono solo un apprendista, e anche attempato e rincitrullito, ma cerco di capire e comunicarvi quel che ci capisco e ci vedo guardando con occhi disincantati e non plagiati. Perché il rischio è lo stesso che abbiamo corso con il neoliberismo: ti formattano il cervello!

  • Mi sembra di capire, Adriano e Piero, che la vostra “speranza nel futuro” risieda tutta nella tecnologia applicata. Auguri! Mi trovo invece d’accordo con Pietro quando, alla domanda “quale madre …” risponde ” le inesauste fornitrici di massive risorse umane destinate alla lotta all’infedele”. Disse Erdogan: andate e moltiplicatevi, e così sta accadendo. Uno degli errori più madornali che un europeo possa fare (e ci ricasca immancabilmente) è credere che chi appartiene a un’altra cultura pensi con il suo metro e si abbeveri alla stessa fonte, cosa del tutto improbabile, tant’è che non è mai accaduta. E sì, che dal colonialismo dovremmo avere imparato qualcosa …… ma sembra di no.

    Piero, tu con il tuo mantra, quasi un rosario, che “il tutto deve essere governato”, potresti spiegarci una buona volta “da chi”? Ti sembra che nel mondo di oggi ci sia qualcuno/qualcosa in grado di governare il pianeta? Non vedi che i singoli Stati (tutti, nessuno escluso) non riescono neppure a governare se stessi? Come potrebbero governare il mondo? L’imperialismo al potere da circa un secolo si sta sgretolando (finalmente!) e nuove e imprevedibili alleanze si profilano all’orizzonte. Com’è logico che sia ci si “unirà” tra simili: Cina e Coree, Europa e Russia, Iran e Paesi del Medioriente, e così via …. forse noi non ci saremo, ma la strada che va delineandosi è questa.

    Adriano la tua “fede” nel progresso infinito è commovente. Ma come si può pensare alla promozione di una crescita infinita priva di conseguenze? Come può andare avanti all’infinito una crescita in un pianeta finito? L’IA non risolverà di sicuro in nostri problemi, che sono tutti dentro di noi, nella nostra coscienza: finché non ci sarà una naturale (non artificiale) espansione della coscienza umana, non ci saranno neppure apprezzabili conquiste tecnologiche ma solo “macchinette” da esporre in qualche fiera, i cui effetti collaterali saranno devastanti. Un conto è poter usufruire di un arnese di precisione per operare chirurgicamente o di pannelli solari di ultimo modello per scaldare la casa, tutt’altra faccenda è “pensare” che il “robottino” creato da noi possa pensare meglio di noi e risolva i nostri problemi. Forse, in un numero di Urania.

  • Il sistema non mi consente di controreplicare a Pietro, spiacente.

  • Apprezzando l’insistenza sul ” Quale madre “, aggiungerei una
    donna innamorata.

  • La tua replica di stamattina è arrivata forte e chiara, Adriano. Vedo che condividiamo parte delle previsioni future, tu come incidente di percorso, io come possibile perdita di identità e civiltà. Mi scuso perché, rispetto al tuo tema principale, ho trattato un ramo laterale del discorso, quello demografico.

    D’altra parte, se in tre generazioni, come tu dici, si tramanda la trasformazione cerebrale legata al confronto con l’intelligenza artificiale e se in cinque questa trasformazione diventa permanente, allora un modo per essere positivi e ottimisti è di operare perché le generazioni in questione siano quelle giuste, intendendo per tali delle generazioni che, come minimo, non siano pregiudizievoli per la nostra società e il nostro ordinamento tra centocinquant’anni, vista l’età media in cui oggi si va a procreare (il calcolo è cinque per trenta).

    Immaginiamo invece un simile processo cerebrale trasformativo vissuto, ahimè, dai sistemi neurologici di appartenenti a una lobby economica spregiudicata oppure a una casta politica pregiudicata oppure a un jihadismo islamico ingiudicabile e incontrollabile a causa dell’attuale calobrachismo istituzionale. Sarebbe un enorme problema. Secondo me, sarebbe meglio se in Italia ci fossero ancora, a quella data, degli italiani e non dei loro succedanei italoclastici, a proseguire e compiere questo processo adattativo plurigenerazionale.

    Ogni volta che si prefigura uno scenario situato oltre un paio di generazioni, diciamo oltre i nostri nipoti, non posso fare a meno di pensare in che misura tale scenario ci riguarderà ancora, posto che la scomparsa degli italiani, anche come cultura e tradizioni, farebbe male non solo a noi ma all’intera umanità, come è stato autorevolmente affermato. Perché quello è l’esito, se continuiamo a propalare fole e favole. Ma, dalla demografia, torniamo pure al tema principale.

  • Il problema demografico è un punto di partenza fondamentale per qualsiasi ragionamento poiché da esso scaturiscono a cascata tutti gli altri. In primis, quello ecologico. Pochissimi affrontano il problema dell’ecologia partendo dalla crescita della popolazione nel continente africano, eppure è una bomba: nei primi del ‘900 era di 133 milioni di abitanti, ora ha raggiunto 1,21 miliardi. Questo significa che è decuplicata in un tempo brevissimo. E continua a crescere. Siamo davvero così ottusi da pensare di poter “educare all’occidentalismo” (detestato, tra l’altro) una massa del genere? Non è invece più probabile, non fosse altro che per una semplice questione di numeri, che saranno loro ad “educare” noi?

    E’ notizia di questi giorni l’uccisione di un’ultraottantenne ebrea uccisa a Parigi dai vicini di casa al grido di “Allah Akbar!”. Attualmente la Francia detiene in Europa sia il più alto tasso di aggressioni antisemite sia quello della “massima espansione” mussulmana; non se c’è qualcuno che pensa che le due cose viaggino separate. Forse quelli che dicono che finirà a tarallucci e vino perché l’Europa saprà imporre il suo modello umanistico, che notoriamente piace a tutti, visti anche i risultati. E’ uno dei tanti aspetti del disagio dell’attuale umanità: c’è chi si attacca al collo della bottiglia e chi si ubriaca di principi ideologici. Fanno male entrambi.

    Non è, per caso, che corriamo dietro alle intelligenze artificiali e pensiamo al futuro perché non siamo capaci di affrontare i problemi reali che ci pone il presente? Non so, me lo chiedo.

  • Rota umh… a questo punto devo tirar in ballo il postumanesimo, in cui credo, che non è il transumanesimo! Questo contatto streto fra ue intelligenze incompatibili, il ponte di comprensione che si potrà creare, ci farà vedere soluzioni diverse. Inoltre i fattori di stabilizzazione sono già visibili! Certo che scorreà del sngue, ma più di dinosauri che di nuovi mammiferi. Del resto sia il vero Una Bomber che il Ludismo non hanno spostao di una virgola il nostro assetto. Se pur fosse una speranza ci conviene govenar la rotta.

  • Figlio di stirpe di militari da un lato e di avvocati dal’altro son sempre tentato dalla reazione “con le p…” e dall’altro dalla mediazione. Cedo ci vogliano tutte e due, ora più la prima, ma il mondo è contaminazione! Non parlo di buonismo, ma di intolleranza autorevole per un retto esempio, che ci manca. Bene o male ci sentiremo ben poco Italiani in breve tempo, ma non per l’invasione, ma per l’annessione nordica. Questo inciderà sul problema economico – informatico? Poco, qui vige ancora la zappa, meglio lavorare contro la mazzetta, ma non quella del muratore!

  • criptico. Innamorata di chi’

  • L’ antisemitismo è sempre esistito anche senza i moderni musulmani. Le leggi del 38 erano italianissime. E c’è gente che ne ha memoria e testimonianza ancora oggi. E la Francia non è diversa dall’Italia.

  • Siccome si stanno profilando altre alleanze, allora, noi stiamo alla finestra? Stai aspettando che noi europei veniamo travolti da modelli che non hanno nulla a che vedere con la nostra civiltà e il nostro straordinario patrimonio di valori?
    Quella sgangherata creatura che è l’Unione europea che abbiamo creato con fatica in tanti decenni, oggi sempre più dilaniata dall’esplosione dei nazionalismi, deve svegliarsi prima che sia troppo tardi.
    E su questi temi (tecnologie digitali, intelligenza artificiale, robot, blockchain…), a dire il vero, si sta svegliando. Andate a leggere la risoluzione del parlamento europeo a proposito indirizzata alla Commissione europea: si tratta di indicazioni di massima, certo, ma ci troviamo di fronte alla ferma volontà di affrontare le nuove sfide non “inginocchiandoci” a modelli altrui, ma alla luce dei nostri valori europei – più ancora che occidentali.
    Dobbiamo rafforzare questa Unione, non fare di tutto per disgregarla: si renderà conto il nuovo governo – Di Maio-Salvini: li vedremo i due leader baldanzosi, dopo tante sparate con l’Unione europea, come rivaluteranno il ruolo “forte dell’Europa come unico player globale in grado di misurarsi con modelli altrui!

  • Piero, chi ha dilaniato l’Europa: i nazionalismi (recenti) o la finanza (antica)?
    Guarda che per distruggere un “sistema” non ci vogliono tre giorni, e nemmeno tre anni.

    I primi ostacoli al rafforzamento della UE (che i poteri forti non vogliono, non hanno mai speculato così tanto e così bene) sono la premiata ditta Merkel-Macron che si fa bellamente gli interessi propri e in cambio esegue gli ordini Usa. Caliamo un velo pietoso sulla russofobia in cui ci hanno cacciati, che all’Italia costa 5 miliardi l’anno, una bazzecola.

    Adriano, penso che “Rota” fosse indirizzato a me. Se vuoi, la prossima volta puoi metterci anche “sacra”, così incassiamo qualcosa per il blog. Tornando a bomba, ho l’impressione che presi dal delirio tecnologico ci stiamo allontanando dal nocciolo del problema. La prendo larga perché io sono un po’ come Giano bifronte: non guardo mai il futuro senza tenere un occhio puntato sul passato che mai come di questi tempi è stato utile. Non era un’idea peregrina quella che indusse molte antiche culture a ritenere «sacra» la Soglia, in fondo c’è un limite a tutto e in ogni occasione esiste un «di qua» e un «di là», un mondo visibile e uno invisibile. Cadere come pere cotte in mano alla scienza non è una genialata, visto che nemmeno la scienza è onnipotente, come dimostra il fatto che finora ha spiegato solo il 5% di tutto ciò che esiste. Un po’ pochino, direi. Il resto è un mistero che trascende ogni ricerca dell’uomo. Quando il fisico osserva le particelle subatomiche, vede una traccia su uno schermo. Le tracce vanno e vengono, proprio come le nostre vite, anche noi andiamo e veniamo. Ma la scienza non saprà mai il perché. Nel frattempo giochicchia infatti con IA, blockchain e robotizzazione, tutte cose che non serviranno a farci stare meglio ma che di sicuro aumenteranno i guadagni dell’1% della popolazione mondiale che tra un po’ non saprà più dove metterli. Il senso di tutto questo quale sarebbe?

  • “Quale madre “, vita o non vita, vita o morte…Stesso campo; dove c’è vita c’è morte e viceversa.
    Ma una innamorata se la gioca su un’altro campo.
    Penso che la rivoluzione si giochi sulla seconda riga.

  • Allarghi alla scienza in generale vedo. La scienza ci può almeno dimostrare quanto sia fallace il credo inciò che vedo. La ricerca spirituale, strettamente individuale, cercala via coerente nel dare un senso al tutto. E la scalata alla comprensione scientifica come metafora della realtà vera è altamente spirituale. Una delle tante vie! Circa la moneta etc. tutti questi giochi di prestigio hanno il solo valore di aggiungere certificazioni a quello che all’origine era un patto fra due uomini, poi fra sei… una stretta di mano, e sottrarlo alle travisazioni. Utile perché condivisore e pacificatore.
    Penso sia utile un richiamo alle origini del discorso: ero partito da un allarme di insostenibilità energetica di un sistema globale info-robotizzato, per poi validarne comunque l’utilità come complemento dell’uomo nell’ottica di un post-umanesimo: un trainer che ne accelera l’evoluzione e ne integra le facoltà. Inoltre mi son soffermato sulla sua possibile utilità nello scoraggiare l’eccesso di natalità umana. Sarei lieto ora se qualcuno mi potesse smentire sul rischio di un sistema di caste: uomini plus, normali ma occupati, reietti assistiti, magari ridotti a oggetti sessuali, e comunque pronti a tutto perché alienati. I servi della gleba ma sfaccendati. Qui deve entrarci la politica! Il resto accade per una catena di eventi!
    Il regime è di alta turbolenza, quel che ci vuole per un salto di qualità: emozionante vero? Anche se nei salti si rompono tante ossa, e qualche osso del collo. Che dovremmo fare? Scusatmi una citazione dalle mie attuali letture: “Anni fa ho suggerito il termine “Up-Wing” come l’erede ideologico di Right-wing e Left-wing. Ho suggerito che gli Up-Wingers sono coloro che si impegnano per favorire l’accelerazione del passaggio a nuovi livelli storici ed evoluzionistici” (da “Mutare o perire: La sfida del transumanesimo” di Riccardo Campa). Ma io sono un postumanista, non un transumanista, se proprio vogliamo usare delle categorizzazioni, ma credo comunque nel nostro dovere al guidare il gioco al rialzo, e per fare la nostra parte dobbiamo saper vedere fra le nebbie. Questo pensiero si pone comunque sulla riga di tante posizioni filosofiche stratificatesi negli ultimi secoli, non è una buttata fantascientifica né un’estrosità, ma un’attesa condivisa.
    DOMANI PARTO PRE TRE GIORNI, SE LA DISCUSSIONE CONTINUA SCUSATE SE RECUPERERO’ AL RITORNO. Non mi piace rispondere dal cell.

  • E come sempre non si capisce con chi parlo: partivo da Rita, allargo a tutti. Bisognerà esaminare il problema tecnico

  • Non ci sono, è vero, solo i rigurgiti nazionalistici – come li chiama Adriano – a dilaniare l’Europa: questi altro non sono che effetti.
    Ma le cause sono complesse.
    Molte complesse.
    Non è questo lo spazio per parlarne.
    Quello che mi sconcerta (e sconcerterà di sicuro qualsiasi lettore attento) è che si inizia con un tema/post e poi, invece che “svilupparlo”, si percorrono percorsi… tangenti.
    E’ vero che il contesto è fondamentale per affrontare qualsiasi tema, ma spesso rischiamo di non svilupparlo proprio il tema.

  • Puntualizzo.
    Io ho invitato i lettori a leggere la ricca risoluzione del parlamento europeo giusto perché il tema è proprio quello che ci ha sottoposto Adriano (o, almeno, il tema delle tecnologie digitali: robot, intelligenza artificiale…)..

  • Gazie Piero.
    Se parliamo dello stesso documento per ora focalizzerei sul punto 16:.
    ” chiede alla Commissione di esaminare la possibilità di istituire un’agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale incaricata di fornire le competenze tecniche, etiche e normative necessarie a sostenere l’impegno degli attori pubblici pertinenti, a livello sia di Unione che di Stati membri, per garantire una risposta tempestiva, etica e ben informata alle nuove opportunità e sfide, in particolare quelle di carattere transfrontaliero, derivanti dallo sviluppo tecnologico della robotica, come ad esempio nel settore dei trasporti;
    Signori, come vi ho detto, i primi dieci pulmini circolano già fra noi in Svizzera senza conducente e il fattorino gira per Cemona.
    Sono fra noi, e il resto sarà travolgente!
    E ora stacco e preparo la macchina, piena di servomeccanismi, ma ancora con il volante. Quelle tedesche delle più note fabbriche sono già in costruzione con il volante a scomparsa, piccoli salotti su strada.

  • E’ qui il punto, Adriano: “un sistema globale info-robotizzato utile al complemento dell’uomo nell’ottica di un post-umanesimo”. Intanto nel “post-umanesimo” ci siamo oggi, adesso, ora, e non è una bella situazione. caso mai dovremmo andare incontro ad un nuovo umanesimo, quello sì che potrebbe essere un futuro interessante. Una volta traghettati sull’altra sponda avremo ancora bisogno di IA e blockchain?

    Non a caso ho parlato dell’importanza della “soglia”. L’uomo post-umano, quello di oggi, non ci vede chiaro, ha le idee confuse, è frastornato e anche poco acculturato. ti sembra in grado di calibrare le sue azioni? Personalmente, qualche dubbio ce l’ho.

  • Capisco, molto bene, ma bisogna giocare la nuova carta, quella ancestale della comunicazione diretta, percettiva e intuitiva, vale da testimonianza di una capacità di accesso non mediato dell’uomo ai fondamentali, poi si è intrapreso, in occidente, il nuovo cammino della condivisione, e non si torna indietro, manco a far sanguinare i sassi! Siamo sempre sul baratro, ma camminiamo col passo sicuro puntato all’iorizzonte, e, con tanto dolore, vedrai che andrà bene. E sarà un bene condiviso, ma non in senso materiale. la mia paura è proprio questa, e ribadisco, le caste! E qui l’informatizzazione c’entra, e come!

  • Leggo, Adriano, che Baidu, il pi importante motore di ricerca cinese (una sorta di Google), ha già avuto l’autorizzazione di sperimentare su strada un’auto che si guida da sé.
    Le tecnologie digitali camminano velocemente , ma tocca all’uomo guidarne il processo in modo da attenuare il più possibile le sofferenze inevitabili (pensiamo a quanti tassisti e camionisti saranno licenziati) e di valorizzare al massimo le opportunità (tendenzialmente per tutti).

  • Si tratta, Adriano, della risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica del 14 gennaio 2017: un documento estremamente interessante, denso dei valori elaborati dall’umanesimo europeo.

  • Essendo stato il primo a rispondere ai quesiti posti da Adriano ed avendo seguito l’ampio dibattito che ne è seguito sull’argomento, vorrei esporre più chiaramente perché insisto sul problema demografico.
    Lo sviluppo della tecnologia e quella informatica richiede grandi quantità di energia poiché viene e verrà sempre più applicata ai processi produttivi, finanziari, logistici ed ai singoli individui sia ricchi che poveri.
    Ora se la popolazione umana mostra un continuo aumento (vedi la bomba demografica africana) si sta passando da una domanda crescente lineare di energia ad un andamento esponenziale dove ormai anche limitati aumenti di popolazione pur in zone meno sviluppate, contribuiscono a questo forte aumento.
    Ciò comporta a un aumento di sfruttamento di risorse come metano, carbone, energia idrica, petrolio, energia nucleare, solare sia termica che fotoelettrica.
    Per esempio non è ancora chiaro che l’energia utilizzata per la produzione di un pannello solare può essere ammortizzata durante la vita media ventennale dello stesso essendo noto che l’industria del silicio è altamente energivora.
    Per esempio l’auto elettrica a batterie non sarà mai competitiva pur avendo un enorme spreco di minerali di litio.
    La soluzione sarebbe l’uso delle pile a combustione ma come produrre l’idrogeno dall’acqua senza un forte aumento di produzione di energia elettrica anche da fotovoltaico senza sottrarre enormi quantità di terreno agricolo affamando così sempre più un grande numero di persone?.
    Purtroppo la fusione termonucleare controllata è ancora molto lontana da divenire (circa 60-80 anni, si spera!).
    Tutto ciò è il cane che si morde la coda ; aumenta la popolazione aumenta la richiesta di energia rendendo così il pianeta sempre più invivibile.
    D’altronde tutti i modelli climatici, pur partendo da ipotesi diverse, convergono verso una data critica: 2125 più o meno 5 anni con un livello di fiducia statistica del 95% che è lo standard mondiale utilizzato.
    Ora in tutti questi modelli compresi i modelli ARMAX a cui ho partecipato allo studio, stimano il peso della variabile demografica tra il 75-80%.
    Quindi agire su altre variabili che sono marginali, non serve.
    Pertanto si dovrà pensare di diminuire nei prossimi 60 anni di circa 3 miliardi la popolazione mondiale altrimenti sarà L’APOCALISSE!.
    Ho l’impressione che il tanto decantato sviluppo tecnologico non sarà sufficiente quindi bando ai bla bla……….. ma agire subito su questo versante.
    Sull’onda di queste previsioni mi permetto di porgere i migliori auguri di B. Pasqua a tutta cremascolta.
    zen.

  • Ezio Zenari dice: “non è ancora chiaro che l’energia utilizzata per la produzione di un pannello solare può essere ammortizzata durante la vita media ventennale dello stesso”. Non capisco bene e allora chiedo delucidazioni: l’energia totale prodotta da un pannello fotovoltaico nell’intera sua vita è (notevolmente) superiore all’energia impiegata per costruirlo e successivamente per smaltirlo? La domanda è cruciale poiché se la risposta fosse negativa sarebbe inutile costruire pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico, relegando il loro uso a quei casi marginali ove non è economicamente conveniente portare la corrente elettrica, vedi le isole o i luoghi desertici. Mi sono sempre posto la domanda ma ho sempre trovato risposte vaghe e insoddisfacenti.

  • ….spero che questa Pasqua faccia bel tempo! Che tiro fuori la Guzzi V50 (del 78) e la Giulietta spider (del 62) tutte e due esclusivamente meccaniche, senza servo meccanismo alcuno, con manubrio e freni a leve e volante e cambio a cloche! Robottizzato kosa essere?
    Butto in giro un pochetto di CO2 , ma ci ho il piede leggero ed il gas sotto controllo! E di piante ne ho piantate in sovrabbondanza ed ho anche già seminato nell’orto.
    Cmq, vuol dire che poi “recupero” durante la settimana con la bici, se appena diventa un pochino tiepido.
    E per quanto dipende da me il pianeta ….se la cava!
    Rita: “…..Non è, per caso, che corriamo dietro alle intelligenze artificiali e pensiamo al futuro perché non siamo capaci di affrontare i problemi reali che ci pone il presente? Non so, me lo chiedo……”, anch’io me l’ero chiesto e avevo concluso per il si!
    Buona Pasqua (l’ho messo maiuscolo, perchè …..non si sa mai!)

  • Ti ripeto: dieci navette stanno già girando in Svizzera.

  • Grazie ZEN (Ezio)
    ma non puoi propore la denatalità per legge! néproporre lo sterminio! La via d’uscita è cessazione degli incentivi alla natalità, tanto le pensioni le pagheranno gli androidi, e ogni isocupato che si creerà sarà visto come un peso, quindi disincentivo psicologico di massa. Ultima speeranza per l’uomo

  • Ezio rispondi a Bruno, tu che sai

  • Franco il processo va avanti da solo, è inarrestabile? Perché l’uovo è oggi, e non si vede che mancheranno galine domani!
    E B.P. ancora, e ora parto

  • Thanks doct….
    Risposta esauriente.
    Buona Pasqua a tutti.
    P.S…. Per Francesco… ( Confermo il… non si sa mai ! )

  • Vedo, Zen, che tu… giochi in casa.
    Quello che non vedo è il percorso da seguire per… tagliare 3 miliardi di persone nei prossimi 60 anni.
    Tu, Adriano, inviti ad arrestare gli incentivi alla natalità. Un fatto è certo: in tutta l’Europa (perfino in Germania che pure hanno accolto masse di immigrati e ne stanno accogliendo ancora) tutti fanno a gara per incentivare le nascite (anche i partiti che hanno vinto le elezioni in Italia).
    Un altro fatto è certo: nell’area sub-sahariana la popolazione cresce in modo esponenziale e, mi risulta, senza alcun incentivo.

    Il contenimento demografico non si realizza con le… prediche, ma creando sviluppo (anche sviluppo della medicina): sarà lo sviluppo economico – è accaduto in tutto il mondo finora – che funzionerà in concreto sul tasso di natalità.
    La strafa da percorrere Рse non sbaglio Р̬ solo quella.
    No?

  • Ma si, non preoccupiamoci, finché serviranno atomi-consumatori lasceranno che le nascite si moltiplichino, e quando poi i guadagni cominceranno a calare (perché il “più siamo e più consumiamo” vale soltanto per la prima fase della follia globalista), come per magia (fa pure rima) si scatenerà una bella pandemia. Come Zen ben sa, da decenni i laboratori militari lavorano a questi progetti e i risultati sono incoraggianti.

    Buona Pasqua a tutti e, mi raccomando, solo agnelli di pasticceria.

  • Giustissima l’osservazione di Cordani ma la questione del pannello è una stima non ancora ben definita in sede ISO europeo tenendo conto che dopo 10 anni il rendimento mediamente cala del 30-40% e se non si puliscono ogni quadrimestre diminuisce ancora l’efficienza.
    Avendo visitato anni fa una industria del silicio nei pressi di Merano ho visto le enormi quantità di energia utilizzata tanto da mettermi le mani nei capelli.
    Per adesso sono solo delle ipotesi di massima.
    Non vorrei che succedesse come per i motori CRD diesel turbocompressi che sembrava avessero risolto il problema del motore diesel ed invece hanno creato il problema del PM10 e degli NOX.
    Per quanto riguarda Piero e Adriano i modelli vanno in quella direzione volenti o non volenti con un margine di errore del 5% (rischio di sbagliare del 5% detto anche errore di prima specie alfa).
    Niente prediche, impostare subito una fortissima campagna di educazione alla natalità responsabile ed all’educazione sessuale mondiale senza limitazione di spesa, mettiamo la sordina ai religiosi e agli economisti dello sviluppo infinito( demenziale) e non scialare enormi capitali per F35 e altra roba del genere. Purtroppo oggi si aggirano per il pianeta personalità come Trump e compagni di merende per cui le speranze sono ridotte al lumicino.
    Mi sa che andremo a sbattere.
    Abbiamo ancora una finestra di circa 60 anni FACCIAMOLO!!!!!!.
    D’altronde :
    CHI VIVE SPERANDO MUORE CANTANDO.

    E.Zenari

  • Con tutto il rispetto mastro piero NO! isincentivare vuol dire metter sotto gli occhi dei possibili genitori la vita grama cui esporebero i propri figli, e se una quota i mercato el lavoro se lo prenderanno esseri artificiali, o sitemi artificiali, non cedo che la vita di assitenzialismo pubblico possa consentire viaggi Costa Crociere. Evidentemente questi governi non hanno stuiato il cambiamento. Come ho anticipato tuttavia la forza lavoro umana in certi posti sarà ancora conveniente, quindi è una questione di spostamenti di equiliberi.
    L’area sub-sahariana, e non solo, saranno totalmente desertificate, inadatte anche agli armenti di capre e i loro pastorelli. Prenderanno il loro posto automi cercatori d’oro, o di altre risorse lì rinvenibili, caldo o fredo che faccia. Inotre tu stesso hai detto (sbaglio) che dove arriva il benessee cade la natalità, quindi, se una società delle macchine ci sarà, comunque questo si veificherà. Pare nesuno voglia capire che i paragoni col passato si riferiscono a sistemi esopansibili. Adesso il sitema è chiuso, è finito il tempo, salvo nuovi bacini di eespansione. Il paragone più calzante sono i Geci nella Atene classica, ma vevano ancora tere estere da colonizzare! E quelli che retavano facevano arte e filosofia, e gli schiavi lavoravano, ma non mangiavano che in minima parte prodotti della loro tea, mai depauperata, ma di importazione. e così molti di noi potranno vivere di studi e arti, come loro, molti supportare le macchine, altr ideae nuove soluzioni, più o meno potenziati artificialmente, ma l’uomo comune non servirà a niente, sarà solo un peso e non esidererà vivere, ammesso che qualche incosciente lo obblighi a nascere. E come ico sempre, ne riparliamo nel 3000, Zen a parte. (a prposito scrivo perchè son ovuto tornare di corsa a Crema)

  • A Rita
    Non serve niente di militare: la condizione degli allevamwenti non può che produre mutanti, e noi resteremo senza armi anche per i più banali battei: si torna al tempo del vaiolo e della peste

  • A Rita
    Non serve niente di militare: la condizione degli allevamwenti non può che produre mutanti, e noi resteremo senza armi anche per i più banali battei: si torna al tempo del vaiolo e della peste

  • Grande Ezio
    ma valuta tutte le altenative che ho posto in questa discussione. Ti faccio una domanda: da qualchje parte salta fuori che se resistiamo al periodo del superiscaldamento, mafari sotteati come talpe menttre gli androidi lavorano in superfice, cisaà uneffetto rimbalzo, diciamo 100 anni, co un brusco raffreddamento. Non ti so citare la fonte, credo qualche fantasista meteo raiofonico. C’è una base scientifica?

  • Ci vuole, certo, Ezio, una forte e massiccia campagna di educazione alla maternità/paternità responsabile in Africa in primis, dove si prevedono 4 miliardi di abitanti alla fine del secolo), come non basta dire ai governi europei di porre uno stop alle misure che stanno mettendo in atto in direzione opposta.
    Il tasso di natalità, è vero, ha a che fare con ragioni “culturali”, ma non solo; i Paesi europei, poi, puntano tutti a far quadrare i conti, piaccia o non piaccia, per far quadrare i conti (persino in Germania abbiamo assistito a un incremento di nascite – e non solo dovuto agli immigrati -: siamo ormai sull’1,5 figli per donna!).
    Siamo d’accordo, Ezio, che non dobbiamo inseguire gli ottimisti (dai religiosi agli economisti), ma non dobbiamo neppure cadere nella trappola dei catastrofisti (che non sono nati oggi).

    Siamo di fronte a un problema gigantesco per risolvere il quale ci vogliono differenti approcci questo, almeno, il mio modesto punto di vista).

  • No!

  • Addiritura l’Iran ha un problema di denatalità: costano troppo! Dove ariva il benessere la prole finisce di essere un investimento. Per questo in parte saranno sostituiti da androidi. Adisrittura gli animali da compagnia sintetici robotizzati stanno rubando il cuore ad anziane coppie che non se la sentono di ipotecare la vita di un essere biologico, non conoscendo il tempo della loro stessa vita reresidua: assomiglia a un cucciolo di foca, ma fa le fusa come un gatto ed è molto affettuoso, morbido… non ridcordo come si chiami

  • Bambini sostituiti da androidi? Adrià, cosa ti sei bevuto a Pasqua? Siamo in sette miliardi e mezzo, il lavoro non c’è più per nessuno, tra un po’ comincerà a scarseggiare anche l’acqua, e dovremmo “rimpiazzare” gli umani con delle macchine? Se diminuiamo, tanto meglio!, è tutta salute.

    Non oso immaginare il “cucciolo robotizzato” per le anziane coppie.
    Quando si dice “meglio soli che male accompagnati …..”, com’erano saggi gli antichi.

  • Rita sta già succedendo! Da un lato la bambola di pezza sostituita da quel coso che dovrei ricercare nella mia libreia per farti sapere come si chiama e quanto costa, d’altra parte androidi che inibiranno la nascita di bambini: anche se l’uomo è un riproduttore che trascende tutte le regole di natura (tutti gli animali si riproducono solo se ci sono le condizioni, tranne uomo, cane, quanti allevati dall’uomo che fornisce garantismo alimentare) non si avrà più voglia di far figli, ancor meno di adesso, quando le condizioni deleterie saranno oltre l’arroganza del Sapiens (S. un tubo). Credimi, c’è speranza!

  • Ma no, non montiamoci la testa. Abbiamo visto cos’è successo alla stazione spaziale cinese che voleva colonizzare Marte: le super-macchine-galattiche che la “governavano” hanno persino cannato tutte le previsioni di rientro in atmosfera, e meno male che sotto c’era l’oceano Pacifico, sennò ce la prendevamo pure in testa. Nel suo delirio tecnologico l’uomo ha circondato la Terra di una nube di detriti spaziali che costituiscono un pericolo sia per i satelliti artificiali che per gli astronauti in orbita, che per la popolazione terrestre. Così adesso dobbiamo mandare lassù delle macchine di ultima generazione che “controllino” i satelliti obsoleti affinché la spazzatura in circolo non piova sulle nostre teste. Io dico che più cretini di così si muore: inventiamo una macchina che fa danni, a seguire quella che li dovrebbe arginare, poi arriva l’altra che rimedia agli errori facendone altri, e così via. Risultato? Stiamo meglio di prima? No. Ne sappiamo di più? No: conosciamo solo il 5% dell’esistente. Nasciamo e moriamo lo stesso? Si. Ci ammaliamo? Anche. In pratica, siamo dei bambini che stanno giocando.

    Ieri sera a un Tg ho visto il “prodigioso” robottino che in Finlandia insegna le lingue straniere ai bambini. In cattedra c’era lui, nei banchi c’erano gli scolari, in fondo c’era l’insegnante umana che attraverso uno specifico programma sul suo pc decideva domande e risposte dirigendo i movimenti del pupazzo, che altrimenti sarebbe stato inanimato. Qualcuno sa spiegarmi il senso di questa costosissima operazione? A me sfugge.

    Stamattina il mio quartiere, come altri immagino, è rimasto senza corrente elettrica “per lavori” dalle 8:30 alle 13.00. Dovendo rinunciare a una serie di operazioni quotidiane (ferro da stiro, phon, lavatrice, aspirapolvere, forno, etc.), ho pensato ai tanti (ah! ah!, ah!) che negli ultimi anni, ristrutturando casa, si sono lasciati tentare dalla “casa domotica”, la casa del futuro, quella che cambierà il nostro modo di abitare.

  • No Adriano, sono fantasie alla Asimov come nella grande saga di Cronache della Galassia.
    Piero altre vie non ne esistono, questa è la variabile maggiore,è il bello della matematica statistica, d’altronde i documenti che ti invio si stanno avvicinando sempre più al fatidico 2125.
    L’umanità non ha scampo ma in 60 anni non dico 4 miliardi ma due si.
    Penso che fare le Cassandre spinte oggi sia molto utile per attivare qualche neurone dei cerebrolesi che ci stanno governando oppure vogliamo sognare,come fa Adriano, una stazione spaziale come nel film ELISIUM, CON TUTTE LE NEFASTE CONSEGUENZE che ne derivano.
    Andate a vederlo è una bella finestra sul prossimo futuro che ci attende.
    AMEN, riposiamo in pace!!.
    👹 👹😈😰😱😿

  • Io, Ezio, sono convinto che nell’arco di anni (60) di cui parli sia possibile intervenire sul fronte dello “sviluppo”.
    Non dimentichiamo che l’Africa, nonostante i tanti problemi di cui soffre, è in forte fermento economico (più leggo, più mi rendo conto delle potenzialità), anche nell’area sub-sahariana che è la fonte principale della bomba demografica.
    Se, sulla base del trend attuale si prevedono entro 80 anni circa 3 miliardi in più, non credo sia impossibile la mission di dimezzare (o anche di più) tale proiezione favorendo lo sviluppo dei Paesi in questioni al livello attuale del Nord-Africa che oggi già ha raggiunto un tasso di natalità “europeo”.

  • Concordo, e concordo anche con ezio: dar l’allarme serve, ma ce la faremo. Ora è il momento di pensare alla salute di un nuovo esssere vivente unitario e interconnesso, che si chiama pianeta, e cercar di anticipare le malttie di cui può soffrire, proprio come un unico essere umano.
    Gaia si è svegliata!

  • Visto che siamo partiti dal consumo ho ritrovato un dato quantitativo chiaro: bitcoin “consuma” quanto l’Irlanda o quanto metà del solare sratunitense

  • Ho letto di recente l’allarme lanciato da Adriano Tango che riguarda il fabbisogno di energia per far funzionare il pianeta robottizzato. Il fabbisogno è spaventoso e profetizza la fine. Non sono sufficientemente attrezzato per contestare questi calcoli, Adriano mi fido di te, ma se anche mi venisse spontaneo un “ma che ………. stai dicendo?” non lo farei. Primo per il rispetto che provo, secondo perchè questo allarmismo serve tutto, è ora che ci spaventiamo un pò, siamo comunque al punto di non ritorno. C’è però una fortuna: Il popolo di mezzo.
    Il mondo va avanti su diversi binari; c’è la classe politica che non serve a niente se non a prendersi le colpe delle cose che non funzionano, c’è la classe dirigente che vive nella consapevolezza della precarietà del suo mandato, c’è la classe operaia che non esiste più e c’è la grande massa, perchè non si può definire classe, dei poveri che aspettano il reddito di cittadinanza, fanno la coda alla Caritas o all’Ortomercato. C’è anche la finanza e in questa parola si condensa tutto il potere, quello che fa girare il mondo. Abbiamo i titoli in borsa, le transazioni, il denaro pulito e quello sporco e in questo grande calderone c’è gente disposta a tutto. Per questi soggetti, il 5%, che tengono in pugno il 95% della ricchezza del mondo, è chiaro che la vita umana è secondaria, che si tratti di un povero cristo capitato per caso, o di un magistrato bisognoso di eroismo, un banchiere che illuso di fare da solo, addirittura un papa che voleva vederci chiaro nei conti dello IOR. Ma chi governa? Non certamente i politici, anche a loro sfugge questa categoria, quando lo capiscono, o ci stanno o tornano a casa. Governa sicuramente il Popolo di mezzo, Imprenditori, Professionisti, Artigiani, Commercianti, Impiegati, Operai, Insegnanti, Scrittori, Filosofi, tutto quel popolo che si alza la mattina per fare il proprio dovere fino alla pensione e anche dopo fino alla morte e non si rende conto della realtà, o forse si, ma gli sta bene così. Ci sono cose talmente più grosse di loro che è meglio neanche pensarci, perchè il solo pensarci può essere pericoloso. Allora il mondo va avanti grazie a noi classe di mezzo, consapevoli di raccogliere solo le briciole, ma anche felici perchè sappiamo che è inutile agitarsi e questa è anarchia, ma ben venga, non è più una parola che ci spaventa, è libertà (nel nostro piccolo). E ritorno a risponderti, avendo un pò perso il filo. Forse abbiamo la maturità di scegliere, o forse è solo che siamo maturi ormai, ma dobbiamo tornare ad avere ben chiaro ciò che ho detto prima. Siamo noi che costruiamo i Robot e non dobbiamo smettere di pensare che siamo noi quelli intelligenti, perchè altrimenti non esisterebbero. Non dobbiamo quindi staccare il cervello e pretendere da loro quello che non sono in grado di fare, che sia chiara questa distanza. E quel 5% lasciamo che continui a spartirsi il 95%, non credo ci sia modo di ribaltare la situazione o almeno non ne vale la pena, la vita è una sola e anche la libertà.
    Sergio Cigoli

  • Una riflessione amara, Sergio, più che giustificata, ma non possiamo stare alla finestra e consentire al 5% di decidere i destini dei popoli.

    Leggo che entro il 2030 l’Intelligenza Artificiale darà un contributo allo sviluppo globale del pianeta di non meno di 15,7 trilioni di dollari. Ma… a favore di chi? Sempre di quel 5% di cui parli?

    Nella storia abbiamo avuto dei momenti in cui la politica ha esercitato il suo primato (o, almeno, ci ha provato) e ha preso misure per “redistribuire il reddito”: pensiamo ai primi decenni della seconda metà del Novecento in Europa o alla stagione del New Deal targato Usa.

    Governare i processi in corso si può come si può imbrigliare la finanza globale (tra li altri, il Premio Nobel Stiglitz, sono anni che sta indicando la strada).
    Tocca a noi – anche se abbiamo la sensazione di essere del tutto “impotenti” – svegliarci: oggi la Rete ci consente degli strumenti organizzativi inimmaginabili fino a poco tempo fa.

    CremAscolta , è vero, è una piccola piazza, ma qui possiamo almeno confrontarci liberamente, senza alcuna soggezione.
    Chissà che dal confronto nasca qualche idea.
    Le tecnologie digitali possono creare molti danni, ma possono anche favorire una “democrazia dal basso”.
    No?

  • Mi associo a Piero. Il discorso di Cigoli, pur amaro, è di un realismo che se sortisse una nuova rivoluzione sarebbe magico. Cosa che Cigoli esclude, non ho conoscenza personale e quindi dati anagrafici, ma chissà che qualche giovane non cominci a pensarci. Magari escludendo democrazie eterodirette da Srl come ormai verificato, e ripartendo da una partecipazione in carne e ossa.

  • Ben 196 paesi nel mondo hanno concordato,fino al 2030, miglioramenti economici,sociali e ambientali…Il benessere porterà autoregolazione. (Troppo ottimista ? )

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