menu

CAMILLA CERVI

Come costruire una macchina del tempo

“Come costruire una macchina del tempo”

L’associazione Ipàzia organizza per il prossimo giovedì 3 maggio, alle ore 21, presso la sala Pietro da Cemmo del Centro Culturale sant’Agostino, Crema, un incontro sul tema del “tempo”.

Il concetto di tempo è qualcosa di talmente presente nelle nostre vite che lo diamo per scontato, ma sapremmo definirlo esattamente? Tanti sono stati i pensatori che nel corso dei secoli si sono chiesti cosa fosse.

Il fisico sperimentale Pasquale di Nezza ci accompagnerà in un viaggio sul tempo e nel tempo con l’aiuto della Relatività Ristretta e della Relatività Generale di Einstein, ma anche con il riferimento alle ultime scoperte riguardo le onde gravitazionali.

Pasquale di Nezza è autore di oltre 400 pubblicazioni su riviste internazionali, referee di diversi esperimenti internazionali e per riviste scientifiche europee, relatore in numerosi corsi, seminari in conferenze internazionali. È anche responsabile e redattore di ScienzaPerTutti, progetto divulgativo dell’INFN.

Esperto di fisica nucleare e subnucleare, le sue principali attivita’ di ricerca riguardano la fisica delle particelle. È membro della commissione nazionale III Missione dell’INFN (per la comunicazione e diffusione della conoscenza) e delegato di direzione per l’outreach presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN dove è ricercatore senior, è inoltre membro dell’esperimento LHCb all’LHC presso il CERN di Ginevra.

Alla fine della serata capiremo se e come è possibile costruire una macchina per viaggiare nel futuro o nel passato.

L’invito a partecipare è aperto a tutti gli interessati.

Camilla Cervi

Presidente dell’associazione Ipazia

www.associazioneipazia.altervista.org
pagina fb https:// www.facebook.com/IpaziaAssociazione

 

CAMILLA CERVI

26 Apr 2018 in Cultura

4 commenti

Commenti

  • Il vostro successo ragazzeè stato travolgente, ve lo meritavate. E Cema meritava una nuova associazione che va al cuore delle attese umane, pratiche e di comprensione dela propria realtà. Brave!

  • Un comunicatore efficace il relatore di ieri sera.
    Il tema, poi, è stato (come previsto) affascinante.

    Da non addetto ai lavori, mi permetto solo di fare delle puntualizzazioni sui riferimenti filosofici che il relatore, naturalmente, nell’economia della conferenza, non ha ritenuto sviluppare.

    Un dato è certo: se non ci fosse mutamento, non ci sarebbe il tempo, se tutto fosse immobile, non ci sarebbe un “prima” o un “poi”. E’ per questo che Aristotele definisce il tempo come il prima e il poi del mutamento.

    Si tratta di una definizione che sarebbe valida anche se il mutamento fosse solo apparente: che il sole si muova in cielo o che sia la terra a ruotare (muoversi) intorno a se stessa, il problema non cambia (ci sarebbe sempre il mutamento).

    Lo stesso discorso vale per Parmenide: per lui l’essere è immutabile, ma anche per lui il “mutare” che “si percepisce” c’è in quanto percepito, ma questa percezione viene considerata non reale.

    Un discorso che vale anche per il più radicale di tutti i filosofi, il contemporaneo Emanuele Severino: per lui ogni istante è eterno e immutabile (anche questo mio breve e modesto commento di questa mattina del 4 maggio 2018), ma anche per lui appare l’apparire di qualcosa che non appariva e appare lo scomparire di qualcosa che appariva.

    Quello di Severino è indubbiamente uno scenario più affascinante del tempo/non tempo della fisica, ma anche più inquietante che la macchina che un domani chi potrà consentire di viaggiare nel futuro e nel passato.

  • L’enigma del tempo ha sempre affascinato i ricercatori. Un altro filosofo a cui ha fatto riferimento è stato S. Agostino. Come è noto, secondo lui, il passato, in quanto passato “non c’è” più e il futuro, in quanto tal, “non c’è” ancora. Di conseguenza c’è solo il “presente” e il passato è “presente” come ricordo e il futuro è “presente” come aspettativa.
    Ma anche S. Agostino non può negare la definizione di tempo di Aristotele: per dire che il passato non è più, significa che noi percepiamo un mutamento (da qui quindi la definizione di tempo come il prima e il poi del mutamento).

  • Una postilla ulteriore.
    Spesso si associano, a proposito del tempo, Einstein e Parmenide. Ci può stare l’accostamento, ma poi si dimentica il contesto radicalmente diverso tra la logica parmenidea e la logica di Einstein (sono due universi che hanno ben poco in comune).

Scrivi qui il commento

Commentare è libero (non serve registrarsi)

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sui nostri contenuti