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FRANCESCO TORRISI

Ricordando Falcone e Borsellino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Nella ricorrenza della strage di Capaci, il Liceo delle Scienze Umane e in particolar modo la classe V A, guidati dalla docente Elena Lupi, ha confermato l’impegno a tener vivo il ricordo e alimentare la riflessione a favore della lotta contro la mafia e i sistemi mafiosi. Oggi, 23 maggio, noi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Nella ricorrenza della strage di Capaci, il Liceo delle Scienze Umane e in particolar modo la classe V A, guidati dalla docente Elena Lupi, ha confermato l’impegno a tener vivo il ricordo e alimentare la riflessione a favore della lotta contro la mafia e i sistemi mafiosi.

Oggi, 23 maggio, noi ragazzi della 5°A del Liceo delle Scienze Umane, vogliamo ricordare la drammatica strage di Capaci dove, 26 anni fa, vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Il nostro edificio scolastico sorge in via largo Falcone e Borsellino. Ma quante volte ci siamo fermati a pensare al ruolo che questi due magistrati hanno avuto nella lotta per la legalitĂ ? I due giudici hanno affrontato il fenomeno mafioso quando ancora era sconosciuto agli occhi di molti. In particolare, Falcone ne ha decifrato il linguaggio attraverso un dialogo con i pentiti, coloro che hanno scelto la giustizia abbandonando la criminalitĂ . La collaborazione con Paolo Borsellino fu essenziale per portare avanti questa lunga lotta che si concretizzò nel Maxiprocesso, iniziato nel 1986 e concluso nel 1987, il quale portò a 360 condanne su 475 imputati. Il coraggio e la forza che dimostrarono, oggi devono esserci d’esempio, perchè questa associazione criminale riguarda tutti ed è ovunque; è necessario sfatare il mito che si trovi solo nel Meridione.

A questo proposito davanti alla nostra scuola si trova un Ulivo donato da Rita Borsellino, sorella del magistrato, come segno di Pace e unità contro la criminalità, ma soprattutto come ricordo. La memoria non è un semplice esercizio intellettuale, ma deve essere nutrita dalla consapevolezza della gravità di questo fenomeno, al quale è possibile opporsi come hanno fatto tanti personaggi tra cui Peppino Impastato, che asserì:

“Ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. […] Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertĂ .”

LA CLASSE V A LSU:

ANNOVAZZI M.T., BELLONI A., BENELLI F., CAPURSO A., COLOMBO N., DEGRADA B., DENDENA J., DE VECCHI C.F., GANINI C., MARONI G., MATTIOLI A., ROMEI M., SCHIAVINI G., SPONCHIONI E., VASILE C.A., VENTURELLI G., VISENTIN A., ZOLA L.

FRANCESCO TORRISI

25 Mag 2018 in Senza categoria

2 commenti

Commenti

  • ….grazie, prof. Elena Lupi e tutta la classe, per questa azione dalla grande valenze civica e sociale.
    ndr: ho potuto materialmente mettere on line quanto mi avete inviato mercoledi notte, solo oggi per un problema di posta elettronica, e me ne scuso con voi.

  • Avete ragione, ragazzi: la mafia ormai ha conquistato anche il Nord e in forme piĂą o meno sofisticate sta condizionando pesantemente anche la nostra economia.
    Bello il messaggio di Peppino Impastato: il no alla paura, alla rassegnazione, il no alla complicitĂ , anche solo indiretta, con organizzazioni criminali.

    Ed è un no che si potrebbe estendere ad altri livelli di illegalità: anche no alla complicità con gli evasori.

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