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ADRIANO TANGO

La pagella del Ministro Sanità – Giuliana Grillo

La scorsa settimana affermavo: “… c’è da augurarsi che il prossimo ministro sia una persona che conosce già il mondo della Sanità e comprenda abbastanza rapidamente che il nostro Paese merita particolare attenzione”. E il regalino l’abbiamo avuto, e ancora al femminile. Visto che è un mio filone fra i più abituali comincio a indagare,

La scorsa settimana affermavo: “… c’è da augurarsi che il prossimo ministro sia una persona che conosce già il mondo della Sanità e comprenda abbastanza rapidamente che il nostro Paese merita particolare attenzione”. E il regalino l’abbiamo avuto, e ancora al femminile.

Visto che è un mio filone fra i più abituali comincio a indagare, anche se c’è chi mi rimprovera “ma lasciali almeno iniziare a lavorare, e poi giudichi!”

Giuliana Grillo, un bel visino spiritoso, anche se la foto, da me modificata per motivi di copyrigt, non rende giustizia. E le nostre followers adesso salteranno su’ con allarmati:  “Iniziamo bene, sempre avvenenza invece che competenza! (e che ci vuoi fare di maschilismo si muore, non si guarisce); ma cominciamo lo scrutinio. Età: giusta per dinamismo giovanile e conoscenza dei problemi.  Laurea: con massimo dei voti proprio in Medicina, e anche una specializzazione in Medicina legale, che trovo aderente più di altre specialistiche “tecniche”.

Programmi “dichiarati”

E già ricadiamo nel tormentone dei vaccini. Premetto che trovo perfetta la legge Lorenzin, ma la nuova Ministra deve pur fare qualche concessione ai suoi elettori (vedete che già sono dalla sua parte, cioè mi sta simpatica?), e allora la chimera trova buon gioco con espressioni bizantineggianti, quali:

«tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale», oppure:

«indispensabile imporre l’obbligo vaccinale nei casi, come il morbillo, per citare l’ultima emergenza, in cui la copertura scenda sotto la soglia di sicurezza.»

Morbillo? E le altre? Ma vi piace tanto beccarvi un fuoco di S. Antonio in età adulta perché nessuno vi ha fatto somministrato il vaccino per la varicella a tempo debito? Dolore intenso a parte, spesso cronicizzato, si può anche quasi perdere un occhio!

Atteggiamento poi assolutamente insufficiente, se consideriamo l’appello del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, a non trascurare la sostenibilità dell’attuale standard sanitario in vista dell’imminente aumento di richieste di cure, di cui sempre riferivo nella scorsa settimana. Ricordo infatti che malattie come vaiolo e colera sono state sconfitte nello scorso secolo solo con vaccini e urbanistica, ed è da lì che si deve ripartire, nell’approssimarsi alla nuova era dei farmaci inefficaci. Comunque ha tempo per aggiustare il tiro, se il partito (ops, ancora? Movimento!) la lascerà lavorare.

Ma passiamo ad altri temi caldi: centralizzazione degli acquisti. Sa come si risparmia, ma soprattutto si riduce il livello di corruzione (in altre parole centralizzando l’acquisto il crimine della tangente si concentra solo sui pezzi grossi, e qualche pesciolino da far tacere. È vero, abbiamo in giro squali di grossa taglia già incriminati, ma con dubbie ripercussioni, fin’ora, ma si spera nel nuovo rigore.

E citiamo solo un altro problema: quello della deplezione medica delle Strutture. Preparata, visto che parla di “maggiori assunzioni e un aumento dei posti nei corsi di formazione”. E non c’è tempo da perdere, visto che proprio oggi Antonio Saita, Coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, su “Sanità Informazione” titola: «…se il Governo non saprà evitarla, le Regioni organizzeranno offerta formativa per proprio conto». In pratica il contrario dei principi di Ricciardi!  Tutto ciò quando la soluzione è semplicissima: tornare ai tempi in cui si era assunti con laurea in Medicina e Chirurgia e la Specializzazione si faceva lavorando e studiando, sotto controllo e con piani Universitari. Immediata disponibilità di medici e accesso al mondo del lavoro in 6 anni di studio e non 11!

Comunque le premesse sono buone, promossa, e non per il bel faccino, almeno in foto, come sussurrano le linguacce. Tuttavia… le manca una buona spolverata per disfarsi di idee tradizionali ed altre con cui l’hanno plagiata.

E scusate se ho tenuto lo stesso filo conduttore per due settimane, ma cerco di mantener calda la speranza che a qualcuno si aprano gli occhi, perché, se parlarvi di temi ampi può rientrare fra i i miei piaceri di approfondimento e autochiarificazione, qui si tratta proprio dei miei doveri etici professionali.

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ADRIANO TANGO

06 Giu 2018 in Senza categoria

5 commenti

Commenti

  • Confermi, Adriano, di conoscere bene il mondo in cui ha operato per una vita (e continui a farlo).
    Per quanto riguarda il nuovo ministro, mi permetto di dire che un conto è la Grillo all’opposizione e un conto la Grillo nel ruolo di ministro.

    Vedrai: i giovani, i barricaderi, non potranno che imparare nella stanza dei bottoni (sempre che questa stanza ci sia).

  • Vedi Piero
    mi permetto di insistere perché la mia soluzione è talmente semplice, salvo la difficoltà di scardinare l’accaparramento che ha fatto una lobby della preparazione dei giovani, danneggiandoli, tenendoli in area di parcheggio per altri cinque anni, che chi ha coraggio non dovrebbe che fare un salto indietro ai miei tempi, o, fino addirittura del mio Alberto Lameri!
    E intanto i Pazienti son senza medici! Ma nella cultura del lavoro d’equipe nemmeno la tesi della scarsa esperienza tiene più! E dove devono farsela quest’esperienza… nelle aule universitarie, dove ogni caso genera una pubblicazione? Rifacciamoci a Celso, a Federico II di Svevia, a tutti quelli che hanno tratto le stesse conclusioni, e vedremo se tirar fuori la politica dalla medicina arriverà al nocciolo della questione!
    Vedremo chi ha coraggio.

  • Sono stato colpito dalla “soluzione semplicissima” di Adriano: “…. Tutto ciò quando la soluzione è semplicissima: tornare ai tempi in cui si era assunti con laurea in Medcina e Chirurgia e la Spcializzazione si faceva lavorando e studiando, sotto controllo e con piani Universitari. Immediata disponibilità di medici e accesso al mondo del lavoro in 6 anni di studio e non 11!”
    Tanto colpito che come redattore la invierò subito al Ministro Giuliana Grillo!
    (previa …..spolverata del post, ovviamente!)

  • Sì, ma bisogna anche spolverare la Ministra (non mi fraintendete) da tutti i preconcetti accumlati storicamente e da quanti indotti dal movimento intendo. I problemi sono semplici e in Sanità, per ora, sono tre: recuperare personale, abbattere il sistema delle tangenti, così radicato che la gente si offende se non rientra nel pacchetto di acquisti, con vai appellativi, tipo “la cassetta elle mele”, giusto utilizzo delle nuove tecnologie creando algoritmi che ne prevedano l’oculata adozione negli specifici casi.
    E per la’abuso non basta arestarne ogni tanto qualcuno e sbatterlo in prima pagina. E i Ministri, non li arestiamo? Quelli specificamente collusi in questo malaffae intendo, non in generale.

  • Non credevo che l’avresti fatto veramente, non finirai mai di stupirmi. E allora aggiungo fattibilità: visto che sono convinto che la strozzatura dipende dall’impossibilità di allargare i fondi universitari per i ministipendi degli specializzanti (poco diversi del resto dal presuntamente prossimo reddito di cittadinanza, quindi inutili a far progetti stabili) per procedere bisogna rassicurare i baroni: e chi ve la toglie la gloria? Iscriveteli pure voi e sparpgliateli per gli ospedali del vosto reame! il sistema pubblico li pagherà dignitosamente, e voi valuterete il risultato di apprendimento! Io ho fatto la specializzazione viaggiano in treno in cuccetta di notte, andando a lezione o a far l’esame al mattino, e tornando in ospedale per il giorno suuccessivo!

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