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ADRIANO TANGO

Cremascolta saluta Antonio Bonelli

Antonio Bonelli, medico otorino, già direttore della S.S. di audiologia del nostro Ospedale, ma soprattutto raffinato scrittore e cofondatore e consigliere per il primo quadriennio di Cremascolta, è dipartito questa notte, causa una distruttiva malattia non rispondente alle cure. Scelto nell’ambito del primo nucleo costituente per le sue doti umane e di scrittore, ha contribuito

Antonio Bonelli, medico otorino, già direttore della S.S. di audiologia del nostro Ospedale, ma soprattutto raffinato scrittore e cofondatore e consigliere per il primo quadriennio di Cremascolta, è dipartito questa notte, causa una distruttiva malattia non rispondente alle cure.

Scelto nell’ambito del primo nucleo costituente per le sue doti umane e di scrittore, ha contribuito al dibattito con i suoi post e alla teca degli ebook donando una dolce novella lunga,  o romanzo breve che si voglia: “Il gigante e la bambina”, una storia di casto amore e crudele discriminazione nel mondo dei Vichinghi e dei ghiacci del grande nord. Quale suo dono resterà sempre nostra. Leggetela, e capirete l’Autore.

Scrittore eclettico, dalla saggistica , alla bioetica, al romanzo d’evasione, ma soprattutto gran novellista, qualsiasi cosa producesse finiva con l’essere premiato, sempre al primo o ai primi posti in concorsi nazionali e internazionali. Negli ultimi anni diventa personaggio troppo ingombrante, dato che abolisce la competitività, e così quasi tutte le organizzazioni letterarie lo cooptano come critico in giuria, quindi non partecipante.

Antonio scriveva per sé, e, da uomo complesso, sovraccarico di tensioni e sentimenti impetuosi, li esprimeva così. E solo leggendolo in anteprima capivo come realmente “stava dentro”. A quanti l’hanno potuto trovare a volte scontroso o irascibile bisogna ricordare quanta fatica facciano certi uomini a tenere sotto controllo forze interiori impetuose come ondate, e quanta poca energia a volte possa restar loro per calibrare i rapporti umani, dai più intimi a quelli occasionali. No, non era uomo da buone maniere, ma d’amore.

Ciao Antonio, fratellino, scrivici ancora qualcosa,  sicuramente troverai il modo per farcelo arrivare.

 

ADRIANO TANGO

02 Lug 2018 in Senza categoria

9 commenti

Commenti

  • Per chi come me ha conosciuto il dott Bonelli non puo non descriverlo come un uomo dall’animo ribelle ma dal cuore grande
    Addio Antonio

  • La morte è un episodio e non è il più importante. Da qualche parte l’ho letto, non ricordo dove, ma ho deciso di crederci. Ciao Antonio.

  • Conoscevo bene Antonio perché tutte le mattine si fermava a prendere il caffè e in modo molto filosofico ci allietava sul perché della vita. Anche negli ultimi giorni, sempre più divorato dal male e con l’immancabile sigaretta ci illustrava i programmi chemio futuri. Bella persona, un sognatore, un atipico, non solo medico ma con tante anime di se. Anche recentemente era sempre stoico e fiducioso nel venirne fuori.
    Mi mancherà quella tua parlata con la erre moscia, quei tuoi commenti sulla vita, quelle tue illazioni sul fumo che non determina il cancro, quel tuo fare da boemienne con la barba non fatta, ma che mantiene una grossa fiducia nel mondo umano. Grande anche come otorino sempre disponibile e professionale. Piango questa tua dipartita che hai affrontato con serenità …. Ciao Antonio ti porterò sempre nel mio cuore!

  • Sostengo il commento di Rita…

  • Antonio Bonelli era un uomo di profondità. Scavava l’animo umano, così come scendeva nel profondo dei fondali. Chissà cosa cercava là sotto, tuffandosi. Sicuramente la solitudine, il silenzio, la pace dentro. Perché ci sono posti dove serve andare, se vuoi trovare. Antonio ci aveva riprovato là sotto, anche nel pieno della sua malattia, cercando le risposte, prima di arrendersi. O forse semplicemente perché non poteva farne a meno, come a meno non si può fare quando ci si innamora delle grandi passioni. La profondità dei fondali e il profondissimo amore per lo scrittura, con naturalezza, con fine cultura. Amava raccontare Antonio e a me piaceva ascoltarlo. “Foglie”, in fondo siamo foglie Antonio, delicate foglie che incontrano il vento e suonano con lui. Ma siamo uomini, tra le profondità e i misteri inespugnabili della vita.

    • Antonio non solo era istruttore subacqueo, ma l’unico che io sappia che portava sui fondali motulesi, ciechi, neuropatici, sostenendo e constatando che quell’esperienza alleviava il peso esistenzale della propria malattia. E allo scopo inventava addirittura modifiche alle apparecchiature.

  • ….un bel sorriso anche a te, da parte mia, dott. Antonio!!!!!

  • Ci siamo incrociati poche volte, Antonio, ma mi è bastato per conservare di te un bellissimo ricordo.
    Ci mancano (non è retorica) la tua ironia, la tua stessa autoironia, il tuo essere un libertario, un vero e proprio anarchico del pensiero, un anticonformista, uno scrittore attento a indagare nel profondo l’animo umano (ciò che, in particolare, mi ha colpito quello che io ritengo il tuo capolavoro letterario).
    Ci manca pure il tuo atteggiamento stoico di fronte al dolore, anche di fronte al destino più crudele.
    Tutte qualità che potrebbero essere molto utili in questi tempi così difficili!
    Ciao, Antonio!

  • Ho conosciuto Antonio inizialmente nei fondali del mare poi come persona che ho stimato per la sua intelligenza e generosità.
    Antonio è una persona che non dimentichero’…….,

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