lunedì 18 Febbraio 2019

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Turismo: un pozzo di San Patrizio?

Premessa: dalla Terra delle Sirene dove abito in estate, così come da Crema, mio domicilio permanente, cerco di comunicare su cose che considero di interesse comune, non solo locale. Quindi, ora che nel novero delle città turistiche si pone Crema riferisco su osservazioni e previsioni colte dai gestori locali, qui dove già dai tempi della Roma imperiale hanno vissuto crescentemente di turismo, in modo esponenziale negli ultimi anni.

Lo immaginavo, ma arrivando ho colto che ancor più dello scorso anno il boom è palpabile, e soprattutto che l’Italiano è lingua eccezionalmente ascoltata.

E, amara sorpresa, scopro di quanto siano aumentati i costi della vita per un turista. Cerco quindi di cogliere aspetti sociali e prospettive.

Anche nel soggiorno turistico la forbice ricchi-fascia media si è aperta a dismisura: una camera al Tritone, in costiera, anche 2.000 € a notte, “Li Galli”, isolotti fra cui quello di abituale residenza estiva di Rudolf Nureyev, 180.000-200.000 € a settimana. A tiro dalla mia casa c’è una villa, blindata, che pare ora ospiti un gruppo di Russi con tanto di guardia del corpo, ex colonnello dell’Armata rossa (assodato). Prezzo tanto ignoto quanto le identità. Ma quale tentativo di giustizia a compensazione De Magistris sindaco “inventa” una spiaggia libera adiacente, a ridosso di un costone franoso messo in ipotetica sicurezza con una ciclopica opera e facendo retrocedere il mare con sversamento di tonnellate di ciottoli scaricati da pontoni (a quante mareggiate potranno mai resistere? E sulla sicurezza, con un monte alle spalle capace di sganciare dopo le piogge o gli incendi tonnellate di massi, gli esperti di mia conoscenza hanno dubbi, Ma per chi non può, o trova suo diritto non pagare, giusto che paghi la Comunità, anche in modo esorbitante! E se poi finisce male… fatalità, calamità naturale!).

Ma non bastava dare meno licenze balneari prima invece di assoldare i Ciclopi dopo? E le Associazioni ambientalistiche dov’erano? Per il momento la domenica la neo-spiaggia accoglie una massa di popolazione così densamente assiepata da ricordare i nefasti C.D.A.  Non voglio pensare alla composizione dell’acqua e suo contenuto in urea a fine giornata! Comunque l’inquinamento da regime merendistico è diminuito, la gente impara velocemente dalle pubblicità progresso, ma quello acustico… ci vorrà  un’ordinanza di museruola? Comunque io preferisco sempre quella spiaggia, per un bagno simbolico, a quelle salottiere. 

Torniamosul pezzo.   Normale quindi per me chiedere in giro fra gestori vari dove si  voglia andare a parare, se considerino questa terra non più patria delle Sirene, ma quella del re Mida! E qui nascono le sorprese, perché, soprattutto ora che esiste fra i gestori di qualsiasi tipologia un “Consorzio della baia”, a difesa, si sussurra, dalle infiltrazioni camorristiche, la versione è la stessa, dal barcaiolo al ristoratore: il momento è magico, i ricchi sono tanti, nessuno fa questione di prezzi, e noi cavalchiamo la tigre, perché, tempo quattro anni il giocattolo si romperà. Gira infatti la convinzione che un certo riequilibrio in medio oriente si verificherà, che quelle mete turistiche, dozzinali ma economiche, torneranno a essere ambite e qui si svuoterà parzialmente.

In sintesi buona parte dell’Italia turistica è vietata a vaste fasce di popolazione, o per eccesso di presenze, che porteranno inevitabilmente a crescenti limitazioni di accesso, e ciò riguarda trasversalmente grosso modo le più vaste fasce sociali di affluenza, o per uno strozzinaggio che può contare sulla forbice dei redditi verificatasi in tutto il mondo.

Colgo tuttavia un aspetto positivo: questa fiducia a “voce di popolo” in un vicino riequilibrio della politica mediterranea non può che farmi piacere. Il detto popolare recita infatti “chiedi al Portinaio e non all’Amministratore del palazzo” (o forse l’aforisma è mio?)

La speranza comunque resta sempre quella di una ridistribuzione e differenziazione, nei tempi di soggiorno e nella concorrenza all’attrazione dei grandi nomi, attualmente vissuti in condizioni di non godibilità, mentre il fascino delle realtà minori circostanti sappiamo tutti che può dare molto di più, nel vissuto, nel ricordo. Certo, raccontare agli amici che si è optato per le ferie su una visita alle Chiese storiche del Cremasco, o un soggiorno nel Pollino, non è proprio come dire “oh prima Capri, poi per ritemprarmi Cortina!” E così ci siamo  svenduti anche le vacanze sul palco pubblico dell’immagine. Ma per Crema non mi preoccuperei, perché rientra in quel principio di diversificazione e vivibilità turistica per tutto l’anno che le possono assicure un’ulteriore ascesa, se ci diamo da fare.

Commenti

2 risposte a “Turismo: un pozzo di San Patrizio?”

  1. Il nostro, Adriano, rientra nel cosiddetto “turismo minore”, ma per Crema – se si registrerà il crescendo a cui abbiamo assistito in questi mesi – è comunque una manna… piovuta dal cielo di Guadagnino.

    • No, frutto tardivo del passato e presente culturale solo tardivamente scoperto per un eccessivo pudore della Cittadinanza e popolazione, che non hanno “spinto”. Rotto il ghiaccio non serve che lavorare, fuori da quel filone troppo caratterizzante, ma comunque utile. Fra due anni ospiteremo l’Associazione Scrittori Medici, e si renderanno ben conto della differenza di prezzi e di interessi culturali!

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