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ALDO SCOTTI

LA RIVOLUZIONE TRANSUMANISTA

Utilizzo come titolo quello di un libro di Luc Ferry la cui lettura ho appena terminato Ne consiglio la lettura sono certo che ne esiste una edizione in italiano Gradirei verificare tra i lettori del blog la familiarita’ con sigle’ tematiche’ terminologie che ho trovato nel libro e che ho trovato particolarmente interessanti’ poi eventualmente

Utilizzo come titolo quello di un libro di Luc Ferry la cui lettura ho appena terminato

Ne consiglio la lettura sono certo che ne esiste una edizione in italiano

Gradirei verificare tra i lettori del blog la familiarita’ con sigle’ tematiche’ terminologie che ho trovato nel libro e che ho trovato particolarmente interessanti’ poi eventualmente dopo un dibattito sui temi evocati avrei una proposta da fare se di interesse per i lettori di Cremascolta:

NBIC sta per nanotechnologie’ biotecnologie big data’ intelligenza artificiale

La morte della morte di Laurent Alexander

Medicina terapeutica e medicina accrescitiva

Ecologia integrale’ dall Enciclica Laudato Si di papa Francesco

CRISPR-cas9

Economia collaborativa” Uberizzazione ect…temi affrontati nelle conferenze sulla macroeconomia dello scorso anno

potrei continuare ma mi fermo e aspetto vostri commenti

Aldo

 

ALDO SCOTTI

20 Lug 2018 in Cultura

37 commenti

Commenti

  • La morte della morte, mi sembra uno spunto di riflessione interessante. La morte e’ uno dei grandi tabu’ contemporanei, forse il piu’ grande. Molti dei nostri problemi sono imputabili al pessimo rapporto che intratteniamo con la morte.

  • La morte della morte, gioco di parole. Come dire che non c’è niente di più vitale, e anche questo è un gioco di parole. Ma proprio per questa ragione la morte dovrebbe servire a far vivere la vita. Ce ne ricordassimo un po’ di più. Quante volte nei nostri pensieri tutti i giorni. La morte non è proprio morta, è più viva che mai, nonostante le menate sulla sua rimozione, tipo “si muore negli ospedali, non più a casa, la morte si nasconde”, e via sciocchezze del genere. Nonostante questo… Tu Rita, nelle condoglianze per Bonelli, l’hai definita un episodio, ma purtroppo è il contrario. È la vita un episodio, e credo che se Bonelli ti avesse letta si sarebbe incazzato. Il più delle volte è la vita che è morta, non la morte.

    • Mah, per quanto ne sappiamo e’ un episodio tanto la vita quanto la morte. La differenza, semmai, e’ che la prima rappresenta una fase sopravvalutata dall’uomo contemporaneo che, a differenza di chi lo ha preceduto, e non avendo una vera visione della morte, e’ terrorizzato dalla seconda. Ci sono al mondo culture che passano la vita a “preparare” la morte e altre che non la temono affatto, per noi invece e’ “lo” spauracchio per eccellenza, ma non e’ scritto da nessuna parte chi c’ha visto giusto. Alla base di ognuno di noi c’e’ un Dna, ovvero un’elica che gira intorno a un’asse e procede solo in avanti e incessantemente, non avendo la retromarcia. Io non so, come non lo sa nessuno, se questo puo’ voler dire qualcosa, pero’ me lo chiedo. Ogni tanto.

  • Recentemente, da Dottor Net “Primi passi verso l’ovaio artificiale

    L’obiettivo è permettere alle donne che devono affrontare cure antitumorali di conservare la fertilità in condizioni di sicurezza”. Transunmanesimo già dal prenascita. Circa la sconnfitta della morte mi sono già espresso: biologicamente uno stop certo per eccesso di tumori, ciberneticamente chi sopravvive? Non l’essere originario. Dimentichiamo sempre di considerare l’uomo come “rete” e non come individuo! L’individualità è un’illusione, addirittura sull’autocoscienza si vede la questione come fenomeno difuso extraindividuale, scientificamente. Cambiando le connessioni cambia la rete, quindi l’individualità antecedente muore.

    • Posto che e’ impossibile, perche’ mai dovremmo impegnarci per sconfiggere la morte? Siamo sicuri che sia la cosa giusta? Magari, e’ l’esperienza migliore che ci possa capitare. Non avendo ricevuto alcuna educazione spirituale idonea ad affrontare questo passaggio, temo che nessuno di noi sappia realmente di cio’ che parla affrontando questo tema.
      La morte e’ un mistero.
      Forse, bisognerebbe re-introdurre il concetto di “mistero”, che peraltro c’e’ sempre stato.

    • Rita interpreti la mia visione di piena curiosità del passaggio, e non credo di fingere con me stessso. La miia costruzione loogica è anche molto soliida al riguardo.

  • Che la civiltà, Aldo, stia procedendo, grazie alle nuove tecnologie, “oltre uomo” (per ricorrere alla formula di Nietsche), è un fatto e non da oggi.
    Oggi, però, stiamo assistendo a una rivoluzione radicale (tra cui anche il tentativo di allontanare sempre di più la morte attraverso interventi tesi a fermare i processi degenerativi). Non a caso il giovane autore olandese di “utopia per realisti”, forse senza eccessiva enfasi, scrive che oggi si stanno realizzando le profezie bibliche: i ciechi riconquisteranno la vista, i sordi sentiranno, gli storpi cammineranno, i morti risusciteranno.

    Già si sono effettuati passi significativi, tramite sensori e altri marchingegni digitali, in tale direzione (vi sono già… storpi che vincono gare di corsa a livello mondiale).
    I tumori saranno diagnosticati di gran lunga molto prima di oggi.
    Si interverrà sempre di più a livello di genoma per… correggere le anomalie genetiche…

    Naturalmente, tutto questo non può e non potrà non suscitare interrogativi etici: tutto quello che è “tecnicamente” possibile” è anche “eticamente lecito”?

    Si tratta, Aldo, di una problematica che è stata oggetto (per un certo aspetto: le tecnologie digitali) del nostro secondo corso di educazione all’economia e di sicuro sarà ripresa anche nella terza edizione del 2019.

    Grazie, Aldo, per lo stimolo: è una problematica che ci accompagnerà a lungo.

  • Piero hai colto il punto.
    Per me la parola transumanesimo come descritto nel libro citato e’ stata una scoperta per l’ampiezza dei temi affrontati e nei quali siamo gia’ involontariamente immersi. Cremascolta ne e’ gia’ un esempio a mio avviso.
    l’uomo riparato o quello aumentato’, la morte della morte e’ solo il finale’,le implicazioni economiche’ e sociali , etiche ,politiche , morali , le radici che le nuove tecnoscienze hanno gia’ nel mito di prometeo ect… insomma un universo in velocissima , troppo veloce evoluzione di cui vediamo l’alba ma che i nostri nipoti vivranno in piena immersione.
    Ora guardando i riferimenti biografici e dopo un superficiale ricerca su Internet vedo che molti sono gli autori e pensatori esteri che gia’ dagli anni 70 del secolo scorso dibattono i temi del transumanesimo per approfondirlo, contestarlo o criticarlo.
    Ecco dunque l’idea …….approfondiamo certi temi tramite un gruppo di riflessione nostrano think tank. le risorse interne le abbiamo
    Adriano con conoscenza e competenza puo condurci all’ approfondimento della medicina terapeutica e aumentativa
    Rita gli aspetti politici e sociali della
    globalizzazione
    Tu gli aspetti e i collegamenti filosofici con umanesimo e cultura greca romana e cristiana
    Qualcuno si faccia avanti per Intelligenza Artificiale e informatica globalizzata.
    Invitiamo due esterni che individueremo per altri temi
    insomma un ciclo di conversazioni tra noi estese ovviamente alla cittadinanza
    e poi
    naturalmente non possiamo competere con universita e centri di ricerca ma……
    QUALI IMPATTI SUBIRA UNA PICCOLA COMUNITA COME CREMA????
    cosi riportiamo al nostro livello una macrorivoluzione.
    come sempre aspetto vostre gradite e costruttive reazioni pero’ intanto cercate di leggere il libro proprio stimolante a mio avviso
    aldo

    • Premesso che Prometeo ha fatto una brutta fine e che al momento il vero cieco non puo’ riacquistare la vista e il malato di un male incurabile muore, tutt’al piu’ gli si puo’ allungare la vita di un pezzetto, e forse non sempre ne vale la pena, anche qui come per altri argomenti “di cassetta” entra in gioco il “percepito”. Quanti di questi miracoli delle scienze sono reali e quanti invece vengono percepiti come tali? Quali i risvolti negativi/positivi? Stavano meglio gli Antichi con le loro credenze, o noi con le nostre? Finiremo tutti in una crio-bara, sicuri che la prossima generazione sapra’ curare cio’ che l’attuale non sa affrontare? Direi che ce n’e’ per tutta estate, e anche oltre.

    • Vedo adesso il link da lei proposto e l’articolo. Un istruttivo riassunto dello stato confusorio in cui ci si può trovare sperdendosi nel sottobosco del transumanismo, che ovviamente non si esaurisce a questo livello. Il rischio è di infilarsi in un labirinto di maldigerite letture evoliane e jungeriane, scenari di scadente fantascienza e afflati profetici pseudoscientifici. E naturalmente risse di tutti su tutto. Bellissimo il transumanismo pentastellato. Verrebbe voglia di lasciar perdere transumanismo, umanismo, umanesimo e via dicendo, visto che non è questa vita terrena che conta ma è quella eterna, per cui l’importante verrà poi. O no?

  • Siamo all’eugenetica. Non a caso gruppi di estrema destra aderiscono a questa teoria per cui rispetto alla salute e alla sconfitta della morte si creerebbero gruppi modificabili e altri no. Insomma: una nuova selezione della razza.

  • Anche perché sappiamo tutti com’è finito Prometeo. E noi facciamo tutto anche senza Dei. E per ora siamo ancora alla transenescenza. Un popolo di vecchi rincoglioniti tenuti in piedi a farmaci.

  • MA QUALCUNO HA SENTITO PARLARE DEL “DATISMO”, UNA SEMIRELIGIONE CALIFORNIANA? l’UOMO, MACVCHINARIO SUPERATO, QUINDI VA SOSTITUITO! SI ANDRà VERSO L’INTEGRAZIONE, VEDRETE, ANCHE PPER MOTIVI DI RISTRETTEZZA ENERGETICA CHE HO DIMOOSTRATO: L’UOMO E’ LA MACCHINA A MIGLIOR RESA ENERGETICA IMMAGINABILE… NON A CASO SI E’ EVOLUTO, E NON E’ STATO INVETATO.

  • ….quando ho visto in anteprima il post di Aldo (mancava la foto di presentazione e gliel’ho chiesta) mi son detto, tra me e me: ma arda kusa al va a tirà a mà l’Aldo per la sò …”.rentrée”!!!
    Poi ho assitito alla vostra convergenza sul tema “la morte della morte” che, lo confesso , per un “non intellettuale” qual io sono (sono un ingegnere meccanico con le mani sporche di grasso!) era, tra i “titoli” proposti dall’Aldo, quello che mi era parso più ….”accessibile”!
    Vebbeh, lo dico chiaro e netto: con quello che mi/ci sta accadendo attorno, mare nostrum/cadavericum compreso, farei una bella fatica ad impegnare i miei ultimi pur volonterosi neuroni in servizio attivo su stucazzetransumanesimo!
    Cedo. Vi lascio campo libero, amigos e vi leggo, magari ….random! Besos….

  • Secondo me l’uomo contemporaneo, tra articoli di “Focus” e speranze mal riposte nelle tecnoscienze, non possiede gli strumenti per affrontare il mistero della morte. Ci vorrebbe una visione trascendente, non ce l’abbiamo. Ci vorrebbero una cultura, un’identita’, una comune appartenenza, e non le abbiamo.

    • Per l’umanita’ che ha preceduto l’uomo tecnologico, ad esempio, non era tanto importante la morte in se’ (un passaggio obbligato del quale si poteva solo prendere atto), quanto invece il “come” si moriva. C’era differenza. Se e ‘ vero che la morte arriva per tutti, e’ altrettanto vero che ognuno poi muore … a modo suo. Perche’ l’uomo ha sempre preparato con cura questo importante momento della sua esistenza mentre adesso gli va incontro con terrore e basta? Anche in questo caso, c’e’ differenza.

      Proprio negli ultimi tempi mi sono ripromessa di rileggere il “Bardo Thodol”. Quarant’anni fa, probabilmente, non ci avevo capito granche’, trovandolo anche noiosissimo, oggi pero’ lo affronterei con una coscienza e una consapevolezza diverse.. La fisica quantistica, tra l’altro, gli da’ ragione in piu’ punti. Il corpo umano e’ in gran parte acqua “mossa” dal grande mare cosmico formato da onde vibrazionali che “suonano” armonicamente. Quando la carne va in putrefazione, che fine fa tutta l’elettricita’ in essa racchiusa? Torna nel … flusso? A fare cosa? Sono principi universali che precedono di millenni la nascita delle religioni, le quali hanno avuto principalmente (ora non piu’) una funzione di coesione sociale.

  • Il suo consiglio alla lettura, Aldo, è buono perché il libro vale. Ma non so se sia in commercio l’edizione italiana. In una libreria di Milano ho visto il mese scorso ancora la Plon del 2016. Lei ha notizie diverse? Grazie. In Italia appena Onfray scrive una riga lo traducono subito, Ferry mica tanto. Per cui, il rischio è che da noi se ne parli solo sulla base di qualche stralcio dal web o per ordine di scuderia ideologica. Infatti, sul transumanesimo in Italia siamo sempre ai guelfi e ghibellini. Del resto, se ne discute da settant’anni ma usando la stessa parola per indicare significati diversi. Certo, Ferry ne ha un’idea abbastanza chiara e precisa. Ma prima andrebbe letto il suo libro.

    Il suo invito a esprimere temi attinenti è interessante. Personalmente credo che un collegamento possa esserci con l’eugenetica. Uno spettro si aggira per il transumanesimo, spesso dissimulato o malcelato: quello dell’eugenetica. Della quale si discute da un paio di secoli usando, anche qui, la stessa parola per diversi, diversissimi significati, puranco in buona parte per ordine di scuderia ideologica. Comunque, per me transumanesimo alla Ferry e nuova eugenetica sono due foglie dello stesso carciofo. Soprattutto se in eugenetica evitiamo certe vecchie suppellettili culturali ottocentesche e le scemenze razziste novecentesche, anche se la “Reductio ad hitlerum” dell’eugenetica rappresenta ancora una diffusa sindrome patologica ossessiva senile (è infatti tipica dei nati negli anni Quaranta e Cinquanta).

    In particolare, vedrei bene il nesso tra transumanismo (in un senso sempre evolutivo e mai razzista), da un lato, e biogenetica e neuroscienze dall’altro. Dopo la rivoluzione CRISPR-cas9 e le sue applicazioni, ci si potrebbe ora spingere più in là, in particolare sullo studio sperimentale dei fenomeni telepsichici e psicosensoriali ancora senza dimostrazione scientifica.

    • Caro Martini, Inutile dire, se mai conta, che mi trova in totale disaccordo, oltre a quanto già espresso, e dopo ulteriore lettura, anche “sullo studio sperimentale dei fenomeni telepsichici e psicosensoriali ancora senza dimostrazione scientifica.” che naturalmente non l’avranno mai. Come non mi è chiaro cosa intenda quando dice che “non è questa vita terrena che conta ma è quella eterna, per cui l’importante verrà poi. O no?”

    • Credo anch’io che il prossimo livello verra’ raggiunto attraverso la comprensione (parziale, siamo sprovvisti di qualsivoglia base trascendente) dei fenomeni telepsichici e psicosensoriali. Fondamentale sara’ anche la fisica quantistica che, sotto altri nomi, e’ una vecchia conoscenza dell’uomo. Dobbiamo “solo” uscire dal cono d’ombra creato dal tecnicismo razionale ed espandere la nostra coscienza.

  • Intelligenza artificiale e il confine tra scienza ed etica. Ne parla oggi sul mio giornale, argomentando difficile, Henry Kissinger. Che per farla breve fa due esempi: l’auto a guida autonoma che davanti a un nonno e un bambino deve decidere chi investire, come sceglierebbe. E chi poi ne sarebbe responsabile? Altro esempio: una mina antiuomo sarebbe mai in grado di riconoscere un civile da un soldato? Quanto all’eugenetica, ridurla come dice Martini ad una suppellettile culturale, mi sembra ugualmente ideologico. In tutti i casi tecnologia e scienza non sono mai andate oltre l’umano e da che mondo è mondo l’uomo ha oltrepassato solo quei limiti appunto, ancora prettamente umani. Solo quelli. Tecnologia e scienza han fatto indubbiamente passi enormi, ma l’uomo non è un algoritmo. E meno male. Meno male che il progresso-sirena non ammalia tutti.

  • Penser l’humain au temps de l’homme augmente’, face aux defisdu transhumanisme, di nTerry Magnin, teologo e fisico rettore dell’Universita’ cattolica e Scuola nazionale superioredi Saint Etienne nuova lettura. Critica religiosa del transumanesimo mentre il libro di Ferry e’ una fotografia laica di questa corrente del pensiero (filosofia??)
    Come detto sopra ho trovato scritti e studi molto diffusi fuori dai nostri confini e una grande assenza di autori o pensatori nostrani’ forse mia ignoranza.
    La rapidita’ di progresso delle tecnoscienze a tutto campo, colossi come Google, Tesla, Amazon ect che investono miliardi in diversi settori fanno riflettere che qualcosa e’ in atto e che se non c’e’ una presa di conoscenza rischiamo di essere travolti …lo saremo comunque ci si puo’ consolare.
    Tutte le riflessioni portano all’impatto che avra’ tutto cio’ sulla liberta’ dell’individuo, sul sociale ed economico strettamente legato e su un’etica che dobbiamo ridefinire stabilendo nuove regole.
    Cosa fara il rapidissimo progresso delle tecnoscienze se adottiamo il motto sessantottino VIETATO VIETARE??
    Andiamo verso la liberta’ o la schiavitu’???
    Medicina terapeutica o aumentativa …quest’ultima apre scenari da far paura
    Con la mia infarinatura di tecnologia spaziale ho sempre affermato che siamo animaletti adattati ad una fasci di sopravvivenza di 5 kmpiu in su non viviamo quindi l’esplorazione spaziale, andare al di la’ delle Colonne d’Ercole richiede inventare una nuova specie umana se di umano avra’ cosa???
    Prometeo e’ finito male certo non e’ una mitologica premonizione spiegata con una favola???. E l’Albero della Vita cosa cela???temi vecchissimi, ma li abbiamo pienamente capiti ???o il progresso tecnologico cosi rapido dell’ultimo secolo ce li sta’ buttando in faccia mentre guardiamo altrove e con quali conseguenze.
    Crollano Miti e Religioni l’Uomo solo con la sua tecnologia che permette di modificarlo spostando gli atomi nel suo genoma…..mah….
    Ecco mi sembrava interessante poter avviare con voi riflessioni su questi temi partendo dal transumanesimo pensiero che ripone una ottimistica visione del futuro basato su una sfrenata e rapidissima progressione delle tecnoscienze.

    • A parte l’ottimistica visione del futuro, che non costa niente, dove ci hanno portato portato le tecnoscienze fino ad oggi? Abbiamo contaminato i semi e l’ambiente. Abbiamo spedito nello spazio una Tesla completa di manichino con il gomito fuori dal finestrino sapendo che sara’ disintegrata Nello spazio. Uno degli uomini piu’ influenti del mondo, Sergio Marchionne, pare stia finendo i suoi giorni in un ospedale esattamente come chiunque altro perche’ la medicina di fronte a mali estremi non possiede rimedi. Siamo sicuri di voler puntare il nostro capitale (umano), su sperimentazioni continue e dati di laboratorio? Se il 90% del nostro cervello che non sappiamo a cosa serve ci offrisse invece “altro”? Non si potrebbero spostare scopi e obiettivi? Forse e’ questa la vera sfida del Terzo Millennio: cambiare completamente prospettiva. Reset.

  • Le innovazioni, Aldo, come sai, non si possono fermare. Quello che la politica può fare (intendo per politica il legislatore) è di “orientare” le nuove tecnologie verso la soluzione di grandi problemi ancora non risolti dell’umanità. La fame nel mondo, ad esempio: ci sono ancora 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutriti. L’agricoltura di precisione che fa largo uso di Big Data e della loro elaborazione promette di produrre più cibo (ottimizzando l’uso di sementi, acqua, fertilizzanti, suolo…) e di produrre con minore inquinamento.
    E’ in tale direzione, ad esempio (sempre che le promesse s trasformino in realtà a costi sostenibili: so che ora i costi sono molto elevati), che il legislatore deve investire.
    Mi interessano di più questi filoni che… l’uomo… aumentato: è grazie al supporto delle tecnologie digitali che l’uomo può “aumentare” la sua efficacia nell’affrontare e risolvere i problemi dell’umanità.

    • Si tratta di opposte visioni. Come moltissimi altri , io sorvolo invece sulle promesse della tecnologia, che attendo ai fatti, e preferisco concentrare ogni energia su cio’ che l’uomo puo’ fare di se stesso. A cosa serve il 90% del nostro cervello di cui ignoriamo la funzione? Questa e’ la vera sfida del futuro. Le tecnologie potranno servire da stampella, eventualmente, ma niente di piu’.

    • ….è già, Rita e Piero, pur leggendo …..random, sono proprio d’accordo con in vostri ultimi qui sopra e, devo dire, mi fa anche piacere!

  • Che poi il transumanesimo passi attraverso l’umanesimo dovrebbe essere scontato, ma non è così. Siamo al transtecnologico invece, dalla prima rivoluzione industriale in poi, come in campo scientifico o medico si sono fatti senza dubbio passi da gigante, passando attraverso periodi storici, con corsi e ricorsi, che hanno rivoluzionato il mondo, ma non certamente l’uomo, che rimane identitariamente, luci ed ombre sempre lo stesso. In questi giorni due personaggi conosciuti, a titolo diverso, stanno dividendo i social: Marchionne, luci ed ombre di un manager osannato o criticato, una sinistra divisa, e Grillini, storico fondatore dell’arcigay, che difende a spada tratta il suo vitalizio che lo aiuterebbe ad affrontare meglio la malattia. Grillini passerebbe da un assegno di 4725 euro a quello che per lui sarebbe la miseria della metà e che non gli permetterebbe di affrontare le spese collaterali della sua cura. Orbene, i commenti spietati non si contano, da quello realista che in molti affrontano il cancro anche con meno mezzi, a quello più sprezzante, anche condizionato dal suo orientamento sessuale, del tipo “dovevi risparmiare invece che sbattere via tutti i tuoi soldi chissà come”. Due brevi esempi della realtà contemporanea, oltre ai riferimenti che condivido assolutamente di Francesco e Piero, e un ribadire che di transumano nell’uomo non c’è proprio un fico secco, non essendoci traccia neppure di umanesimo, anche ridotto ai minimi termini, anche sgravato da tutti i pipponi intellettuali che lo accompagnano. Il transumanesimo è solo, o spesso, un gioco per ragazzini che si immedesimano nei mezzi senza considerare il fine. Tutti soldi ed energie sprecati se non recuperando l’uomo che non deve diventare protesi di una macchina. Dovrebbe essere il contrario.

  • Solo per rispondere alla domanda di Ivano Macalli di ieri alle 12,24.
    Mi riferivo al nocciolo di molte critiche al transumanesimo, di consapevole o inconsapevole origine confessionale: l’andare oltre e il “transire” avrebbero senso solo in rapporto all’aldilà (quell’aldilà) per cui sull’aldiquà cerchiamo prima di impegnarci, in questa valle di lacrime, in ciò che conta davvero, il sociale, l’uomo, eccetera eccetera. Non è un caso che dalla Francia e dalla Mitteleuropa razionaliste e scientiste ritornino periodicamente le ondate culturali transumaniste (alcune grame, va detto) e che nell’Italia socialidealista e controriformista di Peppone e don Camillo si reagisca con fastidio, come davanti a una elucubrazione intellettuale. E ciò nonostante proprio Teilhard de Chardin avesse concorso in proposito agli sviluppi iniziali. Interessante la differenza tra Ratzinger e altri pontefici sulla sua vicenda.
    Ma uscendo dal perimetro confessionale, dichiarato o somatizzato, il dire che cosa potrà avere o meno dimostrazione scientifica in un prossimo futuro è proprio una delle questioni del transumanesimo, anzi direi della scienza stessa. E non solo di questa: come umanità ci autolimiteremmo a un positivismo ingenuo. In realtà, da tempo anche la filosofia della scienza arranca su questo terreno.
    Per cui, riterrei prudente frenare sia gli entusiasmi, sia gli scetticismi. Vediamo in concreto: ad esempio, sul cervello siamo solo agli inizi. Il tema posto da Aldo è tutt’altro che secondario.
    Complimenti per la sua affermazione sulla “transenescenza” e sul “popolo di vecchi rincoglioniti tenuti in piedi a farmaci”. Azzeccatissima.

    • Pietro Martini, visto che cita anche me con nome e cognome, le faccio l’esempio del cerchio al cui centro sta l’uomo. Più ci si allontana dal centro e più cresce la circonferenza, perchè è un dato di fatto che qualsiasi scoperta scientifica allarga questo perimetro subito creando nuove domande o bisogni. Io dico semplicemente che allontanandosi da questo centro, proprio per la sete di conoscenza, l’uomo corre il pericolo dell’allontanamento da sé, con scenari credo imprevedibili. Quindi le visioni sono due e opposte, difficile trovare, anzi impossibile, trovarne il compromesso. Che poi il tema proposto da Scotti, sia interessante non lo discuto, ma che finisca con l’essere un confronto onanistico e basta, in questo caso riporterebbe all’umano che siamo, coi suoi limiti, credo sia plausibile, e che se anche ci viene raccontato che un software è già in grado di riconoscere e imparare dai propri errori giocando a scacchi contro se stesso a ripetizione, ad un profano come me sembra proprio una di quelle bufale di cui è pieno il web, e purtroppo credo anche la scienza. Se una macchina impara dai propri errori io credo che sia stata programmata per farlo, perché altrimenti sarebbe realizzata quella fantascienza che dice pure che prima o dopo sarà possibile viaggiare nel tempo. E ad un agnostico come me queste cose fanno sorridere, sperando che il futuro ( il mio) non abbia il tempo di smentirmi. Poi la scienza fa il suo mestiere. Ma dire quello che piacerebbe scoprire non è scontato riuscirci. Ripeto, indirizzerei le energie altrove, verso un utilizzo concreto delle scoperte, dove possibile, perchè a me, che si sia andati sulla Luna e che qualcuno voglia tornarci , credo che non abbia portato nessun beneficio. Ma forse è solo la mia ignoranza, magari la mia vita è cambiata e non me ne sono accorto. Quando è stata inventata la bomba atomica io non so se i costruttori ne avevano previsto le conseguenze. Se così fosse l’imperativo sarebbe: fermiamo la ricerca.

    • La sua abilità nell’esprimere il concetto visualmente, probabilmente grazie alle capacità figurative, rende la cosa molto chiara.
      L’immagine geometrica del centro del cerchio e della circonferenza intorno, con la scelta tra il radicamento in quel centro o la spinta su quella circonferenza, senza possibilità di compromesso tra le due posizioni, rappresenta bene l’antitesi tra due modi di essere.
      L’agnostico, come lei si definisce, ben ancorato al se’ e non teso ai confini del cerchio, e lo gnostico, che rischia lo smarrimento del se’ per andare oltre il confine.
      Ma è chiaro come ben altro offra l’attualità. Torniamo dunque a Salvini.

  • Lasciamo pure che le macchine giochino a scacchi e stupiscano la massa con la loro mirabolante capacita’ di elaborare numeri in tempi brevissimi. Buon divertimento. Non dimentichiamo pero’ che esse sono il frutto di quello che Pietro chiama correttamente il “positivismo ingenuo” di questi ultimi secoli di esaltazione meccanicistica. Prometeo fece una brutta fine perche’ non fu in grado di rendere comprensibile il suo messaggio agli uomini: dicendo loro che erano simili agli dei non intendeva dire che potevano accendere il fuoco, o mettere in moto una macchina, ma che avevano le capacita’ innata di andare ben oltre. Fraintendendo le sue parole, noi, invece, siamo ancora qui con il cerino in mano a respirare fuliggine.

    • Bellissima immagine Rita. Penso che questo tema sarà quello dominante del prossimo ventennio, se ne avremo il tempo, dico, di dedicargi al pensiero e non a tamponare l’emergenza.
      Il fenomeno, nelle ricadute pratiche, come ho più volte dimostrato, si autolimiiterà per motivi energetici, ma le ricadute sull’integrazione ci saranno, e le vedo ampiamente positive. Circa l’attuale ingenuità, anche di studiosi, beh, costume e pensiero sono sempre andati avanti a denti di sega, magari con il contrappunto di qualche rogo o di qualche ghigliottina.

  • Caro Pietro Martini, la ringrazio, ma l’immagine del cerchio non è mia. Me la sono semplicemente ricordata ed utilizzata perchè molto efficace. Così, per correttezza.

  • Aldo, l’uomo… aumentato c’è da tempo immemorabile: dal tempo dei primi farmaci, dal tempo degli occhiali fino al trpiano di cuore e di altri organi fino ancora agli arto robotici e a quei marchingegni sofisticati che consento ai ciechi e ai sordomuti di… vedere (in qualche misura) e di “sentire” (in qualche misura).

    Ora però siamo a un punto di svolta: la possibilità tecnica di intervenire direttamente sul genoma: è questa la sfida del nostro tempo.

    Personalmente (l’ho detto altre volte e lo ribadisco), non riterrei immorale intervenire a livello di embrioni per prevenire la nascita di bambini con gravi handicap che li segneranno per tutta la vita.
    So che si tratta di un tema delicatissimo: per me sarebbe solo un intervento mirato a “correggere” un… impazzimento… casuale delle cellule.
    E so pure che il tema non è ancora all’ordine del giorno, ma presto ci sarà.

  • “E so pure che il tema non è ancora all’ordine del giorno, ma presto ci sarà? OdG di cosa? Non loo posso perdere visto che è uno dei settori di interesse chhe massimamente mi coinvolge.
    Sul tema incentrerò una dellemie lezioni UNI anno venturo, in quel contesto per avere un controaltare in una figura come Don Marco Lunghi, e per esplicitare pro e limiti secondo il mio quadro etico. Ma anche di fattibilità: la cosa energeticamente stracosta! E rippeto ancora,, il solo sitema bitcoin consuma quanto l’intera Irlanda, dfiguriamoci il movimento artificiale!
    Su questo punto avevo fatto una conversione energia elettfica, consumo calorico muscolare: stupefacente quanto siiamo efficienti!

  • Piero e Adrianoil mio intervento in chiave propositiva aveva lo scopo di fare a mio avviso un piccolo passo avanti.
    Mi spiego
    Cremascolta e’ una bellissima tribuna virtuale su cui lanciato un tema ci scambiamo opinioni e punti di vista talvolta diametralmente opposti e questa sua funzione per me almeno che vi scrivo dalla Grecia e’ un modo per restare in contatto con la nostra comunita’.
    Quindi avanti.
    Il livello dei dibattiti e’ senza dubbio superiore a quello che sperimento intornoai tavoli dei bar di Piazza Duomo, ma la logica di funzionamento e’ a mio avviso un po’ quella con la variante che stiamo tutti dietro a delle tastiere. A me piace anche la presenza fisica di chi dibatte.
    Ero partito dal proporre una ricerca a nostro livello prendendo lo spunto dal transumanesimo che si puo’ o meno condividere ma che apre a tantissime problematiche.
    L’Uomo aumentato e’ un tema bellissimo con risvolti biologici, economici, sociali e soprattutto etici , una nuova Etica da definire e condividere fino a che livello e’ difficile stabilire.
    Poi ricondurre la problematica sul futuro prossimo del nostro territorio inteso come Crema, Lombardia , Italia, Europa ????
    Vuole solo essere un’idea di un lavoro di ricerca comune che va oltre i confini di Cremascolta ma potrebbe essere una scintilla che metterebbe la nostra comunita’ al centro di un dibattito che va al di la di Crema, insomma Piero lo sai bene il mio vecchio ritornell ….andiamo fuori, confrontiamoci con l’esterno
    Ides forse troppo ambiziosa, non credo perche’ il livello di chi interviene sul blog e’ di ottimo spessore.
    Certo ricercare insieme significa un impegno diverso che dare opinioni o giuduzi su un argomento ricercare su temi ampi ect……voila vuole essere una proposta per crescere se puo interessare.
    aldo

    • Crescere si può, caro Aldo, sono d’accordo con te, a patto che che s’inquadrino i problemi in modo corretto. Finché daremo la colpa di ciò che accade a fattori esterni invece che interni a noi stessi, non andremo da nessuna parte. Poco ma sicuro. Vent’anni fa il Male era rappresentato dalle televisioni (di Berlusconi) che manipolavano le menti ingenue del popolo ignorante, oggi questo ruolo è passato ai social e alla rete che diffondono cattive notizie e compromettono la democrazia (quale democrazia? quella finanziaria? quella globalista? o tutt’e due?). Cerchiamo di non vedere, o forse non vediamo proprio, che mediamente la specie umana è peggiorata. L’uomo aumentato, casomai, potrebbe servire a rimetterla “in bolla”. Forse. Non si sa.

      Giace oggi nella teca di un museo l’antico frammento di una volta cranica appartenuta a una specie umana moderna e risalente all’incirca al 113.000 a.C. Quell’uomo ci viene descritto dagli esperti come molto alto e muscoloso, con una dimensione media del cervello maggiore della nostra (1400 cc. contro i nostri 1360 cc.), una caratteristica che lo caratterizza come una «creatura inventiva, spiritualmente sensibile e intraprendente». Sembra sia stata proprio questa la specie dominante sul pianeta circa 100mila, e fino a 40mila, anni fa: una data cruciale poiché da allora in poi il mondo degli uomini cambiò radicalmente. E non in meglio.

      Recuperare le potenzialità perdute, che comunque ci appartengono, sarà la sfida prossima futura. Una partita che potremmo anche perdere, è ovvio. Dipende tutto da noi, non dalle nostre macchine, che sono solo le posate con cui infiliamo il cibo in bocca dopo averlo accuratamente selezionato e cucinato.

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