lunedì 18 Febbraio 2019

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Reddito garantito: ma esiste già!

Reddito di base incondizionato, reddito di cittadinanza, reddito di sussistenza, reddito minimo universale, reddito garantito, e altre definizioni. Io non sono uomo che scrive spesso di politica, Rita docet in merito, eppure ci scivolo sempre più spesso, forse perché le commistioni con la sociologia e con la biologia-antropologia sono sempre più strette. Tanto strette che se ne è interessata in Maggio la rivista “Nature”, e nuovamente questa settimana “Le Scienze”. La biologia infatti c’entra, permea, in questo caso come in altri, l’economia, mentre la pluralità di nomi dovrebbe far comprendere subito che non si tratta di una trovata alla Di Maio, o comunque pentastellata, ma di un’idea  di gestione sociale che mette i suoi semi già dal fine ‘700, diffusa, per la prima volta che io ne sappia, in un libello di Thomas Paine, illuminista britannico.

Non solo, ma la sua applicazione pratica è tutt’altro che nuova! Ne hanno fatto esperienza già Finlandia, Canada, California, ma sempre per periodi e a campioni limitati, mentre del programma più vasto, sia come campione che per durata (12 anni su oltre 21.000 persone) ha esperienza il Kenya. Si tratta in tutti i casi di elargizioni a fondo perso e prive di vincoli sulle finalità d’uso. Quindi, se è stato già fatto, si dirà, si sa anche se può funzionare! Questo è il problema: il campione ridotto, spesso basato in parte su donazioni private, dei paesi più ricchi non permette di trarre conclusioni, mentre l’allargamento del contributo a una più ampia faccia è sempre stato impensabile, e il primato del Kenya dipende proprio dal bassissimo tenore di vita, per cui l’elargizione di 2250 scellini keniani è parsa a quel governo del tutto accettabile. Quindi, assodato che nessun governo ha ipotizzato l’applicazione su vasta scala, almeno delle conclusioni parziali, sule prime esperienze, ci chiederemo, saranno pur state tratte! E infatti, fra luci e ombre, sono state positive: la temuta disaffezione dal lavoro non si è verificata, vi è stato un risparmio sulle spese sanitarie, e il periodo di scolarizzazione dei giovani si è espanso. Allora tutto bene! Già, sostenibilità a parte.

Ma la biologia che c’entra? Mi permetto qualche libera associazione attingendo da dati già esposti in altri miei post, e incrociando i temi. Premetto che l’occupazione lavorativa totale non esiste, neanche in natura, dove le formiche, società strettamente organizzata, hanno un tasso di nullafacenti del 20%, per motivi ignoti (non a rotazione, una sorta di riserva permanente!) Inoltre la disoccupazione crescerà almeno al 30% con l’ampliamento di campo delle nuove tecnologie informatiche e robotizzate (non credo proprio alla teoria della tecnologia che amplia le tipologie di occupazione, e gli economisti seri lo confermano). Da ciò deriva che nuovi modelli di welfare saranno più che opportuni.

Consideriamo anche un altro principio: nutrizione e buona salute incidono positivamente, e in modo permanente sull’intelligenza. Conclusioni? La via è buona, ma ci vuol tempo, e perché sia applicabile, non essendo reperibili risorse infinite, è necessario ridurre il campione di applicazione, ma non percentualmente, ma in assoluto, semplicemente cioè essere al mondo in numero minore, perché non ci serviranno più tante braccia al lavoro (anche quelle) ma soprattutto buoni cervelli! Come ottenere la denatalità? Espandendo la nostra cultura, a scapito purtroppo della diversificazione, ma a qualsiasi costo, con una serie di benefici fra cui una maggior probabilità di sopravvivenza della specie.

Per gli indignati che vorranno rispondermi devo ammettere purtroppo che avranno poco tempo, oppure dovranno attendere il mio rientro dalla Norvegia: tranquilli, mi bastano dieci giorni, acchiappo un paio di orsi e torno!

E lo so che fate il tifo per l’orso!

 

Commenti

2 risposte a “Reddito garantito: ma esiste già!”

  1. Grazie, Adriano, per l’ampio inquadramento che ci regali con il tuo post.
    Il reddito di cittadinanza, è vero, affonda le radici nei sognatori di secoli fa, ma ciò che ci importa è che oggi quei sogni si stanno verificando perché si stanno creando le condizioni per la loro realizzabilità, vale a dire il jobless growth.

    Si tratta di un cantiere già aperto (hai fatto bene a portare gli esperimenti compiuti, tutti esperimenti che hanno avuto un campione molto ristretto (ne parla ampiamente anche il giovane olandese autore del best seller “Utopia per reealisti”).

    Il reddito di cittadinanza, il fiore all’occhiello dei pentastellati, ha ben poco a che fare col modello originario e in via di sperimentazione.

    Nel frattempo, in tanto che attendiamo che le condizioni si realizzino (con lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale), dobbiamo adoperarci perché, da un lato, si diffonda il… reddito “da lavoro” e ampliare gradualmente il reddito di inclusione (o lo si chiami come si vuole) che tutela progressivamente i veri poveri che sono dei milioni in Italia.

    Una solo osservazione: che il reddito erogato dallo Stato (dalla collettività, dalle nostre tasche) non abbia come contropartita il… non far niente, a meno naturalmente che non vi siano le condizioni oggettive che impediscono di lavorare).
    Sono un… calvinista e morirò… calvinista.

    • Le esperienze fatte a piccoli campioni dicono il contrario: non si crea disaffezione per il lavoro!
      Anzi, una base solida è un ottimo trampolino per far progetti e non arrendersi. Certo, ci sono ecezioni, i parasiti congeniti, patologici, ma in genrale l’uomo “vuoe di più, e il limite invalicabile dell’erogato fisso non può che spingere al superamento. Ricordi la banda basotti di zio paperone? Quando pensò di stipendiarli non fece che aumentare la loro bramosia. Quindi da questo punto di vista siamo coperti. Resta il limite invalicabile della fattibilità. Non crediamo troppo facilmente nella ricchezza prodotta dagli automi: prima di tutto la risorsa è sempre la stessa, il pianeta, secondo sono eneormemente dispendiose energeticamente, in modo insostenibile, se si parla di lavoro meccanico, atualmente anche per il solo calcolo intelligente. Ricordi la mia imostrazione con calorie alimentari traotte in energia elettrica?
      E allora torniamo sempore lì: il discorso potrà funzionare per un numero riotto di uomini acuditi da un altrettanto ridotto numero di maccchine “pensanti”. Ci si arriverà, a capirlo e desiderarlo nel proprio progetto di vita, se ci basterà il tempo. Intanto bene che si facciano delle sperimentazioni. Nota nazionalistica: ma il laboratorio massimo lo dobbiamo fare proprio in Italia? pensiamo prima a produre, che siamo i più bravi al mondo! Oggi è l80° compleanno di Giorgetto Giugiaro, ma se guariamo alle ricorrenze ogni giorno è buono per celebare un Italiano innovatore. Fatta la ricchezza faremo esperienze di scala maggiore.

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