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FRANCESCO TORRISI

“FINITA LA PACCHIA ?!?”

….vuoi vedere che “la pacchia” comincia per davvero a finir? Ma per chi? Ma per gli schiavisti, trafficanti di vite umane e poi a scendere, scafisti, “cooperativisti” e gestori fraudolenti dell’accoglienza, prima di tutto; non di certo per i poveri “cristi” o ….“maometti” che dir si voglia, che ancora per parecchio credo, anche se non

….vuoi vedere che “la pacchia” comincia per davvero a finir?
Ma per chi?
Ma per gli schiavisti, trafficanti di vite umane e poi a scendere, scafisti, “cooperativisti” e gestori fraudolenti dell’accoglienza, prima di tutto; non di certo per i poveri “cristi” o ….“maometti” che dir si voglia, che ancora per parecchio credo, anche se non sbarcheranno nel “buffo stivale” ( e non è cosa assolutamente di poco conto!) contineranno a annegare, a restare nelle mani dei trafficanti che li vesseranno, li violenteranno, li faranno …. a pezzi se serve. ( e del resto nel sud del nostro civilissimo “buffo stivale” si è scoperta ieri una “fabbrica di reali fratture”, con idonei blocchi di cemento lanciati sull’arto prescelto, creazione di invalidità permanenti, reali amputazioni, sfruttando sempre i suddetti “povericristi/maometti” per fare “reddito sicuro” con falsi /incidenti/assicurazioni/inps/pensioni, la ….fatasia guappo/italica non ha limiti! )
E poi, “en passant”, è notizia di oggi il sequestro di Oltre 20 tonnellate di hashish immerse in migliaia di litri di gasolio nei serbatoi di una nave abbordata, messa sotto sequestro dalla Guardia di Finanza. Veniva da Las Palmas, in Gran Canaria, era diretta verso Tuzla, in Turchia, via Alessandria (Egitto). L’equipaggio – composto da 11 marittimi del Montenegro – è stato pure arrestato in blocco.
Vuoi dire che c’è un …. “rigurgito” di Stato che si ricorda di essere Stato?
Ripeto, se la “pacchia” che finisce è questa, nessuna difficoltà ad essere d’accordo con il Ministro dell’Interno V/Premier ed al suo “collega” (ops!) V/Premier pure lui!!!!
Che se poi provassero anche a….. darci un taglio definitivo al “caporalato” (….. come l’araba fenice: che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa, con buona pace di Mestastasio e DaPonte!) dal sud al nord, e magari a fare un’azione seria tesa ad evitare i disastri autostradali/stradali/cittadini provocati dalla sistematica trasgressione di Leggi/Codici/Norme (qui si tiene il telefonino tra spalla e orecchio, anche andando in bici!!!!!) e poi e poi ……c’è solo da scegliere!

“Roba ….minima è”; roba che in un Paese Civile, Occidentale, Eu …….

Che poi, magari la smettiamo anche di gingillarci con le “parole” “sovranismo” / “populismo”!

Anche perchè, sommessamente, ci avremmo una Costituzione che al suo articolo uno  tratta proprio di “SOVRANITA’” che appartiene al “POPOLO”!
Dp you remember?!

FRANCESCO TORRISI

10 Ago 2018 in Politica

11 commenti

Commenti

  • Tutti ci auguriamo che “le pacchie” siano finite. Tutte le pacchie.
    Il soresinese Toninelli l’altro giorno, parlando di grande opere, ha detto anche che “le mangiatoie” sono finite. Speriamo.

  • A propositodi “fabbrica di fratture” occhioche anche a Crema cisono tipi (pedoni) che simulano incidenti-investimenti: la tecnica non prevede di bu8ttarsi sotto la macchina, per carità, ma di accostarsi e farsi agganciare(?) dallo specchietto e cadere al suolo. Poi il gioco è fatto perché un certificato di P.S., qualcun’altro del medico personale, e si ariva ai fatidici 40 giorni della sospensione di patente. Se la pacchia è finita starà al rigore di CTU e Giudici di pace deciderlo. ritengo utile avvertire: non guardatevi solo avanti, ma anche ai lati!

    • La “pacchia” citata dal Ministro dell’Interno V/Premier però non era riferita ai raccoglitori di ortaggi di Puglia e Calabria (gran parte dei quali ha un permesso di soggiorno e fa parte di un altro problema) bensì all’esercito dei nullafacenti che stazionano regolarmente nelle piazze e nelle stazioni italiane, fanno i pusher ai giardinetti, prendono il fresco nei supermercati e “fanno l’Erasmus” a spese del contribuente. Questo è quello che hanno capito (e condiviso) gli italiani, e credo che abbiano capito bene. Speriamo tutti che finisca, e che cambi qualcosa.

  • Vedo, Franco, che finora nessuno ha colto quello che per me è il “cuore” (anche se letterariamente un po’ nascosto) del tuo post: la pacchia (il sogno di trovare condizioni di vita più dignitose per un uomo) è davvero finita per coloro che hanno fatto un viaggio a volte di migliaia di km, essere stati imprigionati in Libia, fatti lavorare come schiavi per poter avere quanto richiesto dai trafficanti di esseri umani per la traversata protesa a un mondo migliore.
    Dalla pacchia di un sogno (un sogno legittimo – mettiamoci dal loro punto di vista – per ogni essere umano) all’inferno della Turchia e della Libia, inferno ben pagato dall’Europa.

    A mio avviso, tuttavia, la pacchia non è finita per le organizzazioni criminali che trafficano esseri umani: loro continueranno i loro loschi affari con altre destinazioni e con altri mezzi finché la “domanda” – che proviene in particolare dall’area sub-sahariana – continuerà.

    • …..devo dirti, “padron Piero”, che, molto banalmente “il cuore” del mio post, si trova proprio dove “il cuore” deve stare: al centro!
      ” ….Vuoi dire che c’è un …. “rigurgito” di Stato che si ricorda di essere Stato?
      Ripeto, se la “pacchia” che finisce è questa, nessuna difficoltà ad essere d’accordo con il Ministro dell’Interno V/Premier ed il suo “collega” (ops!) V/Premier pure lui!!!!….”
      Io sono di quelli del “bicchiere mezzo pieno” e mi piace pensare che questi qui del Governo dall'”ossimoro politico contrattualizzato” (con un “Conte” in omaggio! ) stiano davvero cominciando a “cambiare qualche cosa” (e la citazione canzonettara di Antonello è d’obbligo) …..”in queso modo di ladri/in questo mondo di eroi”!
      Il “pop corn” non mi è mai piaciuto, ha un puzzo che mi disgusta, molto meglio i Tortelli stasera ai Sabbioni, credimi!
      Ho detto una cosa “sovranista”? “populista”?
      Ma ….asei fà da lur!!!!

    • Nessuno credo, o pochi, sono ossessionati fino alla compulsività nel fare il proprio dovere in soccorso del prossimo, quindi approvo tutto. E tuttavia vedo, anche in brillanti cervelli, governativi o meno, l’assenza della normale lungimiranza (il che per i Politici è normale): tanto toccherà a chi toccherà, quello col cerino in mano. Possibile che nessuno riesca a ragionare in termini epocali, che attualmente vuol dire semplicemente generazionali? Sistemiamo i martiri attuali, certo, l’uomo resta sempre al centro, e va bene, ma quando fra una sola generazione si parlerà di vari milioni che premono al confine, che faremo?
      Li faremo entrare, bene, che male c’è in una sostituzione etnica? Ma qui troveranno un ambiente povero, perché anche l’estate attuale ha salvato i nostri raccolti per una pioggia dell’ultima ora: la settimana prossima altrimenti stop irrigazione, ma proprio stop! E solo temporaneamente, perché, anche con questa pioggia, con un’estate che si prolungherà fino ad ottobre… La sostituzione etnica sul territorio è possibile, e ci sto anche (leggevo ieri che il nostro topo comune grigio delle cloache è in realtà cinese, ma immigrato in un’unica ondata massiccia nel 700 per sostituire il meno efficiente topo nero europeo, di cui ancora si vede qualche sparuto esemplare. Per gli umani già successo con gli Arii, che millenni fa invasero il mondo allora noto producendo brillanti culture dal sub artico all’India, da cui noi stessi deriviamo (Rita passamela, è il senso che conta, se ci metti al posto popoli sub artici in discesa la cosa non cambia). Ma a quel tempo la prospettiva era quella di occupare (con spargimento di sangue e grazie alla riduzione in schiavitù dei locali) terreni fertili, e l’innesto riuscì. Ora così non sarà più, il vaso è pieno! E fin dove arriverà l’ondata? Nei paesi scandinavi?
      E allora l’unica cosa di cui dovremmo preoccuparci e occuparci, unna volta fato il nostro dovere umano, nei paesi di provenienza dei migranti, come da noi, sono le conversioni agricole, la drastica marginalizzazione della cultura padana del mais e foraggio-zootecnia, la conservazione dell’acqua… E in questo i nuovi Italiani la sanno più lunga di noi, salvo che, arrivati qui… Ricordate Steinbeck in Furore? Un popolo di migranti assetati e affamati, se ospitati nei campi di accoglienza governativi, per prima cosa imparò a lasciare il rubinetto della fontana del campo sempre aperto, tanto veniva dai tubi, era acqua pubblica! Questo vuol dire svegliare la gente, convincerla, altro che incentivi per impianti a bio-gas! Piccoli provvedimenti tampone che possono ritardare, si spera abbastanza, l’ineluttabile, qui come nei paesi aridi di provenienza dei disperati, paesi aridi ma ricchi di oro nella sabbia, che i Cinesi brutalmente sfruttano a colpi di scavatrici, sostituendosi ai miseri cercatori d’oro locali, senza contropartite benefiche per le popolazioni. E così migrano. Prendere atto vuol dire avere idee chiare su certi sistemi di dazi, che se minacciano noi nel nostro consolidato benessere, mettono addirittura in fuga queste masse di disperati. E la distinzione fra fuga dalla guerra o dalla povertà è fittizia: dove si accenderanno i focolai di guerra è prevedibile anche semplicemente climatologicamente: la politica o gli integralismi sono solo strumenti.
      Cassandro vi dice: se ora vediamo orrori alcuni di noi e i nostri figli vedranno la barbarie al suo apogeo.
      Rita non riesco a rassegnarmi al flusso dei cicli e ricicli delle culture: questa, la nostra occidentale, è a misura d’uomo, e la si può salvare!
      Monotono? Ho dimenticato tutte le note salvo una, un tasto che mi suona in testa, la tonalità ossessiva di tutte le sirene e campanelli d’allarme del mondo e dei tempi. Scusate se lancio il sasso prima di partire, tanto, ancora una volta, tutti saranno girati da un’altra parte, non mi faccio illusioni. Vero Ezio? E beato te che hai i discendenti già accasati e riprodottisi in Svezia! Ai miei di seconda generazione toccherà fare i migranti verso quei confini, e saranno respinti, perché le attuali ondate di pacifici e operosi Italiani avranno portato alla saturazione i territori, mentre dall’altra parte del globo si combatterà per l’Antartide, dove le attuali basi scientifiche sono solo politiche (vedi caso i Cileni ci portano le donne gravide in elicottero a partorire).
      Ci svegliamo o prima dell’ultimo grande sonno avremo la spudoratezza di dire: “ma io non sapevo!”?

  • “Nessuno credo, o pochi, sono ossessionati come me”. rileggo sempre solo dopo aver postato, nella furia di percussione della tastiera.

  • Tutti i Paesi, Franco, hanno interesse a finanziare chi può aiutare a contenere i flussi. Ora anche la Spagna di Sanchez. Ma visto che l’Europa è in condizioni di massima fibrillazione perché ognuno pensa per se stesso, Sanchez ha battuto cassa da Angela Merkel che pare abbia già in cantiere più di cento milioni di euro da dare al Marocco per fermare la nuova rotta (Marocco-Spagna).
    E la Germania, naturalmente, ha il suo tornaconto: la Spagna riaccoglie i migranti approdati qui ma che poi s sono… materializzati in Germania (accontentando così il ministro degli interni Sehofer che dovrà affrontare prossimamente le elezioni in Baviera).

    Tutto legittimo, chiaro e forse il Marocco potrebbe garantire il rispetto dei diritti umani più della Tuchia e della Libia, ma il gioco è sempre quello: lo scarica-migranti.
    A mancare è l’Unione europea, prigioniera del Consiglio dei capi di governo: a quando la centralità del parlamento europeo, l’unica espressione della sovranità popolare dell’Europa?

  • Mi permetto di riprendere il tuo argomento, Francesco, perché mi pare che proprio in questi giorni il governo italiano abbia la grande opportunità di fare quello che tu indicavi e auspicavi: ritornare a ragionare e agire in nome di uno Stato nazionale rinnovato nei suoi ruoli guida, nei suoi programmi, nelle sue volontà di riscatto.

    La tragedia di Genova ha alzato il velo sulla situazione di un’Italia in gran parte da ricostruire. Non solo le infrastrutture di comunicazione ma anche l’edilizia scolastica e quella pubblica in genere rischiano di cedere dopo decenni di incuria e abbandono. Invece di continuare a consumare suolo ed edificare a fini speculativi, un grande progetto di ricostruzione nazionale pubblica attende oggi questo governo. L’appuntamento sembra sempre più ineludibile.

    Si tratta di una grande occasione di ricostruzione, di un’impresa eccezionale per cui occorrono testa, cuore e attributi. Se questa divenisse la priorità, se si capisse l’importanza di questo rinnovamento per l’Italia e per gli italiani, se le risorse economiche venissero destinate a quest’opera formidabile e decisiva, gli attuali piccoli politici potrebbero crescere e diventare veri statisti. Come spesso accade, è dalle disgrazie più terribili che possono sprigionarsi energie incredibili. Ma occorre essere all’altezza di queste sfide.

  • Già, Pietro (lo scrivevo anch’io in questi giorni): un piano straordinario di investimenti pubblici mirati a ricostruire tutte le infrastrutture (non solo ponti) che mettono a rischio la vita dei cittadini.
    Dalla tragedia di Genova (una sconfitta di tutti, al di là della retorica che lo Stato siamo noi) può rinascere non solo una città mortalmente ferita, ma l’intero Paese.
    Per farlo ci vuole la piena consapevolezza della portata della causa (ricordiamoci che la sicurezza è il primo obiettivo per cui è nato lo Stato), come ci vuole l’unità del Paese (unità necessaria anche per reperire le risorse necessarie).
    Un piano che, oltre a ridare “sicurezza” ai cittadini (dal 14 agosto ci sentiremo tutti a rischio ogniqualvolta dovremo attraversare un ponte), genererà centinaia di migliaia di posti di lavoro (e sappiamo tutti quanto ne abbiamo bisogno).

    • Prima di entrare nel merito riguardo al “come” intervenire, cioè attraverso un ritorno alle nazionalizzazioni oppure con un rilancio dell’outsourcing oppure in altro modo ancora, sarebbe importante scegliere il “che cosa”, dando la priorità a un piano di ricostruzione nazionale pubblico, riguardante, ad esempio, le infrastrutture di comunicazione, l’edilizia scolastica, quella ospedaliera e sanitaria, la rete ferroviaria. E, intanto, definire processi organizzativi e meccanismi operativi di pianificazione, gestione e controllo dei progetti degni di una nazione importante come la nostra. Che si nazionalizzi o si esternalizzi, un fermo all’invasività delle mafie, agli appalti truccati, alla corruzione e all’incompetenza va comunque dato. Per di più, andare a svolgere negoziazioni in sede europea per un allentamento ragionato dei vincoli di bilancio a favore di simili investimenti pubblici a lungo termine troverebbe senz’altro più attenzione e considerazione rispetto all’andare in quella sede a proporre come prioritarie certe elargizioni parassitarie promesse in campagna elettorale.

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