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ADRIANO TANGO

Più piccoli e più precoci?

Più piccoli e più precoci? Esco dai “grandi temi” per una curiosità, si fa per dire, che mi viene dal mensile “Le scienze”: al riscaldamento globale corrisponde una riduzione di taglia del mondo animale, già evidente fra insetti, rospi, pesci… Parliamo del 14/25% di riduzione di massa corporea in venti anni o poco più. Constatabile

Più piccoli e più precoci?

Esco dai “grandi temi” per una curiosità, si fa per dire, che mi viene dal mensile “Le scienze”: al riscaldamento globale corrisponde una riduzione di taglia del mondo animale, già evidente fra insetti, rospi, pesci…

Parliamo del 14/25% di riduzione di massa corporea in venti anni o poco più. Constatabile inoltre la differenza di taglia fra insetti cittadini e omologhi rurali, che godono di minor calore. Le conferme arrivano poi dai reperti fossili di animali della stessa specie in diverse ere geologiche caldo/fredde, con differenze che hanno portato i cavalli in passato alla dimensione di un grosso cane.

“Ma che ce ne frega?” direte. La cosa può avere ricadute per la resa della nostra zootecnia, per iniziare, motivo di più per puntare su un altro cavallo, anzi, un’altra mucca, o scrofa, o meglio, meno mucche e minor sperpero di risorse idriche, visto che la loro resa in latte e in carni si ridurrebbe. Anche la pesca di grossi esemplari pelagici rientra nell’allarme: per ogni esemplare pescato meno scatolette di tonno, per quello stesso 14/25% citato, ad esempio, ma le spese restano le stesse, in quanto proporzionali alle distanze dei banchi, al numero di esemplari, al rinnovamento periodico della flotta, costo del carburante…

E l’uomo? La statura è aumentata nelle ultime generazioni non tanto per variazione genetica, ma per condizioni di vita migliori. È vero che viviamo prevalentemente in microclimi artificiali, ma in che percentuale? Quelli che se lo possono permettere. la riduzione non sarebbe tuttavia svantaggiosa: la resa energetica ne risulterebbe migliorata.

La spiegazione per la riduzione? Un corpo più piccolo si difende meglio dal calore.

Il meccanismo del cambiamento più probabile: non una mutazione epigenetica, ma, inizialmente una maturazione sessuale precoce “da calore” che stabilizza la taglia definitiva prima. Ma in effetti le mamme e i pediatri non hanno forse notato che le nostre bambine diventano donne prima, ponendosi alla pari delle loro omologhe dei paesi caldi? Altro che omogeneizzati con gli ormoni! Made Natura! La genetica può poi, in 3-5 generazioni, rendere stabile il risultato adattativo.

Non mi aspetto commenti, è solo una riflessione che vi passo, tanto per alleggerire, o raffreddare, il clima.

Ogni tassello del cambiamento comunque può alla fine delineare il quadro generale di quanto ci attende.

ADRIANO TANGO

03 Set 2018 in Ambiente

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