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ADRIANO TANGO

Stress e depressione

Dopo la politica consentitemi di tornare a fare il divulgatore scientifico. Un altro punto a segno per le neuroscienze, un’altra, sempre provvisoria “quasi certezza”. Per addetti ai lavori? No, perché chi di noi non ha mai fatto conoscenza con stress o depressione, personalmente o per terza persona? Bene ora sappiamo che la correlazione, prima considerata

Dopo la politica consentitemi di tornare a fare il divulgatore scientifico.

Un altro punto a segno per le neuroscienze, un’altra, sempre provvisoria “quasi certezza”. Per addetti ai lavori? No, perché chi di noi non ha mai fatto conoscenza con stress o depressione, personalmente o per terza persona? Bene ora sappiamo che la correlazione, prima considerata intuitiva, e quindi opinabile, ha basi biochimiche di causa-effetto. Gli esseri umani, come altri mammiferi, reagiscono a situazioni di stress attraverso il rilascio una cascata di ormoni. La frequenza cardiaca s’impenna, il respiro accelera, i muscoli sono tesi e compaiono perline di sudore. È la cosiddetta risposta “combatti o fuggi”, indispensabile a preparare le energie per entrambe le risposte alla minaccia. L’energia nelle cellule, è prodotta dai mitocondri, una sorta di centrale energetica, ma anche strutturalmente una cellula nella cellula, con un proprio DNA semplificato, di soli 37 geni (ricordate il processo Bossetti e il DNA mitococndriale materno, diverso da quello del nucleo della cellula?)
Ma, a differenza del DNA nel nucleo i mitocondri hanno meccanismi di riparazione limitati, e se questo sovrappiù di energia è richiesto troppo frequentemente (immaginate un’automobilista nel traffico, fra suoni di clacson, insulti, pericolo di investimenti o collisioni…) si configura lo stress cronico, che, per la suddetta fragilità del DNA mitocondriale lo rompe in frammenti, che vengono rilasciati nella cellula e quindi in tutti i liquidi corporei.

Martin Picard – Columbia University,  trova qui la reazione causale stress cronico-depressione: “Questo DNA mitocondriale in circolo agisce come un ormone”, l’espulsione del DNA mitocondriale dalla cellula imita il rilascio di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali in risposta allo stress, e ciò è stato dimostrato su volontari con test da sforzo rapido: un discorso veloce per difendersi da una falsa accusa inquadrati da telecamere. Bene, 30 minuti dopo il test i livelli di DNA mitocondriale circolante nel siero era più che raddoppiato, trasmettendo lo stress ad altre parti del corpo ad altri tipi di cellule.Nel 2016 alcuni ricercatori svedesi hanno pubblicato su “Translational Psychiatry” risultati che mostrano livelli elevati di DNA mitocondriale al di fuori della cellula in 37 persone che avevano tentato da poco il suicidio; inoltre le persone con depressione maggiore hanno livelli elevati di DNA mitocondriale circolante, e questi livelli continuano ad aumentare nei pazienti che non rispondono bene ai farmaci antidepressivi. Ulteriori conferme giungono da Douglas Wallace – Center for Mitochondrial and Epigenomic Medicine – Filadelfia.
Ma Picard va oltre, ritrovando correlazioni anche nella schizofrenia, Alzheimer, artrite e cancro, perché la sua forma ad anello innesca processi infiammatori.

Quindi a quanti stano pensando: ma Adriano Tango che pretende da noi? Semplice, ora che lo sapete, tanto per iniziare organizzate le vostre vite e pretendete un’organizzazione dei centri urbani e del lavoro che non vi renda la vita insopportabile, perché la depressione grave la potremmo chiamare anche molto più semplicemente INFELICITA’!

 

ADRIANO TANGO

24 Set 2018 in Scienze

4 commenti

Commenti

  • Certo Adriano, faccio mio l’ultimo paragrafo!
    Sul resto sono solo terrorizzato, perchè più si capisce come funza tutto l’ambaradam, più qualche fantasiosa casa farmaceutica è tentata di “mettere sotto” qualche brillante “beautifull mind” a produrre deliziose yellow pill di “DNA mitocondriale” (ad esempio) da ingollare alla bisogna!!!!
    fuggi da foggia …..

  • Già, Adriano: una organizzazione dei centri urbani a misura d’uomo.
    Hai qualche suggerimento per la nostra piccola città? E’ già a misura d’uomo o ha bisogno di qualcosa in più?
    Di sicuro la nostra dimensione ci aiuta. E ci aiuta anche la nostra bella tradizione (che non c’è, ad esempio a Cremona e a Lodi) della… vasca in via Mazzini e in via XX Settembre.
    Come ci aiuta il nostro attivismo culturale (tra l’altro, produciamo più libri che a Cremona).

    • Crema è perfetta dal punto di vista della salute psichica! Urbanisticamente gli sbaramenti liberi verdi anticontagio riguardano un altro tipo di rischio, microbiologico futuro. Certo, la legionella è un’anticipazione dela concretezza del pericolo, ma non è di questo che parliamo.
      Questa struttura, queste dimensioni, questo stile di vita, socievole, sociale, culturalizzato, sono da replicare. Anni addietro Todi vinse il titoolo dela vivibilità. Con Crema siamo lì. Non so come funzioni, non capisco come Crema non sia mai entrata in graduatoria, forse le manca qualcosa nei Servizi, specie su fero, ma non ci scottiamo lle dita! Personalmente non avevo che da scegliere nel 77, nel senso che potevo proprio decidere io su una vasta gamma: ho provato Crema e l’ho confermata. Andiamone fieri!

  • Adriano, molti cremaschi sanno che spesso la vivibilità è inversamente proporzionale alla visibilità, se questa supera il perimetro di rito.
    In loco le opinioni sul punto sono varie ma non tutti i cremaschi devono vendere qualcosa a qualcun altro e la loro genetica non sempre corrisponde alle loro apparenti geremiadi su un certo isolamento logistico o su una malcelata impermeabilità culturale.
    Ti ricordi i testi della Giuffrè? Multa paucis.

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