menu

CAMILLA CERVI

“Clean Space”: ripuliamo lo spazio

La prossima conferenza organizzata dall’associazione Ipazia dal titolo “Clean Space”, riguarderĂ  l’inquinamento, ma un inquinamento speciale. Infatti da alcuni anni l’attenzione al problema dell’inquinamento si è rivolta anche allo Spazio. I tanti satelliti messi in orbita dallo Sputnik 1 normalmente sopravvivono una decina di anni, poi per motivi diversi smettono di funzionare e si trasformano

La prossima conferenza organizzata dall’associazione Ipazia dal titolo “Clean Space”, riguarderĂ  l’inquinamento, ma un inquinamento speciale. Infatti da alcuni anni l’attenzione al problema dell’inquinamento si è rivolta anche allo Spazio.
I tanti satelliti messi in orbita dallo Sputnik 1 normalmente sopravvivono una decina di anni, poi per motivi diversi smettono di funzionare e si trasformano in relitti alla deriva. Ecco che l’uomo ha cominciato così ad inquinare lo Spazio. E’ vero che lo spazio è infinito, però i satelliti gravitano quasi tutti in orbite comuni e giĂ  oggi i detriti spaziali rischiano di rendere inutilizzabili le preziose orbite intorno al nostro pianeta, bisogna quindi prevenire i problemi che si potrebbero creare e rimuovere i rifiuti galleggianti nello spazio, studiando come ripurirlo, anche con bracci robotici per acchiappare, con grandi ragnatele, i detriti abbandonati.
Nasce così nel 2012 il progetto “Clean space” dell’ESA che si occupa di minimizzare gli impatti ambientali delle missioni spaziali attraverso l’ecoDesign delle future missioni spaziale, il progetto CleanSat, per lo sviluppo di tecnologie per la gestione di fine vita dei satelliti e la missione e.Deorbit per la rimozione di detriti di portata significativa.
L’ESA è l’unica agenzia spaziale civile al mondo che sta sviluppando questo progetto.

Venerdì 21 dicembre 2018 alle ore 21, presso la sala Pietro da Cemmo del Centro Culturale Sant’Agostino di Crema, la dott.ssa Luisa Innocenti, responsabile del progetto “Clean Space” dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ci relazionerĂ  su questo argomento di grande attualitĂ  ed interesse, come testimoniato dalle numerose interviste che la dott.ssa Innocenti ha rilasciato in questi tempi a varie testate giornalistiche nazionali ed europee (di stampa e televisive).

Luisa Innocenti lavora all’ESA dal 1988 dove ha seguito diversi progetti tra cui l’EURECA Scientist e la parte di sistema e strategia di Future Launcher. Dal 2012 è a capo dell’ESA Clean Space Office con sede a Parigi, quartiere generale dell’ESA.

L’invito a partecipare è aperto a tutti.

Camilla Cervi
Presidente dell’associazione Ipazia

CAMILLA CERVI

07 Dic 2018 in Senza categoria

2 commenti

Commenti

  • L’nsensatezza umana non ha limiti, ma per fortuna anche la capacitĂ  di reazione. Ascolteremo con grande interesse, anche se un inquinamento con effeti letali molto piĂą terra-terra ci sta minacciando nella nostra sopravvivenza nella nostra casa di sempre. Ma visto che la via dello spazio è una delle ipotesi di remota salvezza via libera agli investimenti. Nell’era del prossimo turismo spaziale, considerato che una schegia metallica vagante è un proiettile micidiale, il rischio collisioni diventa molto piĂą attuale

  • Non sono un’esperta di dialetto cremasco ma ricordo un detto spesso ripetuto da mia nonna: “fĂ  e disfĂ  ‘le tut an laurĂ ”. Correggetemi se sbaglio. Così l’uomo ha inventato macchine per inquinare lo spazio, dopodichĂ© ha inventato altre macchine per spazzarlo. Tra un po’ toccherĂ  alle macchine per smaltire gli spazzini orbitanti, poi ci saranno le macchine per contrastare gli effetti delle macchine, delle macchine, delle macchine. E’ il progresso del serpente che si morde la coda. Fa’ e disfĂ  …. mentre i nababbi accumulano soldi e ai poveri cristi piovono scorie in testa.

Scrivi qui il commento

Commentare è libero (non serve registrarsi)

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sui nostri contenuti