domenica 26 Maggio 2019

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Inquinamento planetario elettromagnetico

…. parliamo di Inquinamento Elettromagnetico …. Planetario

Reportage del secondo convegno annuale di Planetary Health Alliance.

La nostra missione:  Ma chi è questa Planetary Health Alliance ( https://planetaryhealthalliance.org/ ) ?              è un consorzio di oltre 120 università, ONG, enti governativi, istituti di ricerca e altri partner dedicati in tutto il mondo impegnati a far progredire la salute dei pianeti. Creiamo collaborazione in una vasta gamma di discipline scientifiche, così come con i responsabili delle decisioni, i costruttori di movimenti e le comunità locali, per costruire una base di prove rigorosa per l’informazione di soluzioni politiche volte a ottimizzare gli obiettivi di salute umana e di gestione ambientale.

 

Nel secondo convegno annuale,  enfasi è stata data alla discussione sulla rapida proliferazione globale dei campi elettromagnetici artificiali  . Il dato più notevole è la coltre di radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza, in gran parte radiazioni a microonde generate per le tecnologie di comunicazione e sorveglianza wireless, mentre prove scientifiche crescenti suggeriscono che l’esposizione prolungata alla radiazione elettromagnetica a radiofrequenza ha gravi effetti biologici e sulla salute. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi le normative sull’esposizione pubblica continuano a basarsi sulle linee guida della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti  (ICNIRP) e dell’Istituto di ingegneri elettrici ed elettronici (IEEE) , istituite negli anni ’90 sulla convinzione che solo gli effetti termici acuti siano  pericolosi

La prevenzione del riscaldamento dei tessuti mediante radiazione elettromagnetica a radiofrequenza si è dimostrata inefficace nel prevenire interferenze biochimiche e fisiologiche. Ad esempio, è stato dimostrato che l’esposizione acuta non termica altera il metabolismo del cervello umano da parte degli scienziati NIH  National Institute for Health , insieme ad  attività elettriche nel cervello,  e sulle risposte immunitarie sistemiche.   L’esposizione cronica è stata associata ad un aumento dello stress ossidativo e del DNA e al rischio cancro.

Studi di laboratorio, compresi studi su roditori,  basati su un gran numero di cavie sono stati  dal Programma Nazionale di Tossicologia degli Stati Uniti,  e dall’Istituto Ramazzini di Bologna, confermano questi effetti biologici e sulla salute in vivo. Mentre affrontiamo le minacce alla salute umana dovute alle mutevoli condizioni ambientali dovute all’attività umana, la crescente esposizione alle radiazioni elettromagnetiche artificiali deve essere inclusa in una generale  discussione con i Decisori.

 

ORSAA, Associazione Consultiva dell’Oceania sulla Ricerca sulle Radiofrequenze, organizzazione scientifica indipendente, ha raccolto  scienziati volontari da tutto il mondo per creare il più grande database online categorizzato da pubblicazioni scientifiche  (peer-reviewed)  sulle radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza ed altri campi elettromagnetici artificiali  . Una recente valutazione di 2266 studi (compresi studi in-vitro e in-vivo su esseri umani, animale e sistemi sperimentali ed epidemiologici) ha rilevato che la maggior parte degli studi (n = 1546, 68 ∙ 2%)  hanno dimostrato un significativo effetto biologico ed effetti sulla salute associati all’esposizione a campi elettromagnetici.  Abbiamo pubblicato un nostro studi su dati preliminari sulle radiofrequenze che mostra che l’89% (216 su 242) di studi sperimentali  hanno confermato lo stress ossidativo con gli  effetti significativi.

Questo peso di prove scientifiche confuta l’affermazione principale, riportata sempre dai Governi e dalla Industria,  che l’implementazione di tecnologie wireless non pone rischi alla salute umana

 

L’Appello internazionale degli scienziati EMF , 244 scienziati di 41 paesi, ha pubblicato un documento scientifico con petizione all’OMS e all’ONU per l’immediato impegno a prendere misure per ridurre l’esposizione del pubblico all’artificiale campi elettromagnetici e radiazioni.

Hanno riportato questo grafico – che considero molto significativo – in cui si evidenzia come passando (pochi) anni,  la ‘quantità di campi elettromagnetici’ sia aumentato paurosamente.

Esempio per  frequenze intorno a 1,8 GHz (telefoni cellulari, Wifi, …) si è passati da un livello ‘naturale’ di 10-20  a 1. Quindi è aumentato di … 100.000.000.000.000.000.000   volte !!!

Se il DNA dell’Uomo odierno è al 99,5% identico a quello dello Homo Sapiens che si è evoluto in 300.000 anni per arrivare fino a noi, come può il ns sistema immunitario ‘attrezzarsi’ geneticamente per contrastare questo “nuovo” agente fisico che è arrivato solo pochi decenni fa ?!

Commenti

16 risposte a “Inquinamento planetario elettromagnetico”

  1. Molto istruttivo, e foriero di speranze, ma non solo in questo campo: la vera speranza per le “grandi questioni” sta nel nuovo approccio interdisciplinare, il cui potere è dimostrato da queste esperienze sull’elettromagnetismo : non più solo un problema tecnico, sientifico, ingegneristico, ma un problema di tutte le branche della conoscenza rimescolate e messe al lavoro insieme, l’unica maniera per far sì che non si continui, ognuno nel suo settore, a lamentarsi della miopia degli altri, ma che guidi invece nella scelta della via maestra, il minimo comun denominatore. L’interdisciplinarietà, carta vincente dimostrata già dall’industria, ora si diffonde agli atenei, per quanto io ne sappia per ora solo statunitensi, specie con obiettivo i problemi planetari, climatici, costieri… E tutto ciò sotto il naso e nonostante Trump.
    Dico, ma il mondo è pieno di infartuati… Signore, guarda in basso e sollevaci da questa immanete calamità mondiale!

    • …..prof, voglio pensare in grande: che vada per il MCD allora, il Massimo Comun Denominatore, già che ci siamo!

  2. Ci vuole tanta positività per essere… speranzosi. Lo scenario a breve vede tanta prosopopea delle società Telco che stanno investendo tanti MILIARDI per il 5G con l’obiettivo dell’ Internet delle cose. Non occorre grande fantasia per pensare che la fattoria di Orwell è qui di fronte a noi!

    • Buongiorno Giorgio, trovo i suoi articoli molto molto interessanti.
      Siccome sono più interessata alla pratica che alla teoria, vorrei sapere da perfetta ignorante se ci si può ‘minimamente’ schermare dalle radiazioni elettromagnetiche. Per me la strada percorribile (almeno a livello strettamente personale) è quella di usare pochissimo il cellulare -un vecchio cellulare non lo smartphone-. E poi spegnere il modem fibra ottica, appena possibile.
      Mi chiedo se quei dispositivi che assicurano protezione dalle radiazioni del cellulare o che dicono di creare un campo di protezione all’interno della casa siano solo ‘bufale’ o agiscano in qualche misura…Ad esempio https://www.stresscleaner.eu/

  3. I tuoi contributi, Giorgio, suonano sempre come un campanello d’allarme.
    Ciò che conta è che il messaggio non arrivi solo alle orecchie di chi è già preoccupato, ma ai decisori delle politiche internazionali.
    Il mondo tutto (tra i primi la stessa Cina) sta correndo verso una accelerazione delle connessioni (tu citi anche l’Internet delle cose): è davvero ignaro del pericolo oppure la politica non ha la forza di fermare questa folle corsa?
    E se manca il ruolo della politica, chi può fare pressione sulla politica se non l’opinione pubblica, cioè noi semplici cittadini?
    Perché non lanciare una sorta di movimento gilé gialli finalizzato a questo obiettivo?

    • Grazie Piero per le tue attente considerazioni.
      PURTROPPO (e non è nel mio stile che è sempre positivo!) ti debbo esternare che il rapporto con la classe politica italiana è bypartisan, negativo! Tante nefandezze sono state fatte dai governi del PD, di Berlusconi … e adesso – pur avendo in due ministeri chiave: della Salute e dell’Ambiente due Grillini (NB Grillo ha sentenziato giorni fa che il 5G va messo in stand by prima di capire se fa male) … per il momento essi sono silenti. Si sono mandate email e PEC sia ai ministeri che alle commissioni parlamentari chiedendo un incontro con le associazioni (pochissime) interessate. Alcuni giorni fa si è comprato una pagina del il Foglio Quotidiano – con fund raising – per chiedere una moratoria . Silenzio.
      Nel frattempo le compagnie telefoniche che hanno prenotato (pagato ?) 6,5 miliardi per le relative frequenze chiedono di aumentare i limiti di 10 volte.

  4. …io che di solito, per naturale approccio sono per il bicchiere mezzo pieno”, in questo caso mi ritrovo senza speranze!
    Uso una metafora che ho già usato in precedenza: stiamo surfando su uno tsunami che oramai nn siamo più in grado di gestire!
    Le condizioni al contorno della nostra vita di persone umane (ovviamente anche di tutti gli altri viventi) sono oramai tali da provocare mutazioni alla specie che credo non siano nemmeno valutabili. Che ne sarà del “sapiens”?!?
    Ergo, personalmente credo proprio siamo al …”si salvi chi può”!
    Buon ….Natale!

  5. caro amico
    la butto lì più come un nome che per conoscenza di fatto: ma le tecniche quantistiche non dovrebbero in un tempo ragionevole annullare le emissioni, oltre che risolvere il problema delle intrusioni?

  6. Gentile Elena ,
    le possibili protezioni sono legate al … creare una ‘barriera’ verso la sorgente emittente. Per cui individuata la fonte principale con una misurazione ad es. della casa o stanza ci sono il commercio tende schermanti (come anche delle pitture murali) che sono specifiche per quelle frequenze interessate.
    Prodotti come quelli indicati NON hanno alcuna valenza scientifica. A me è capitato più volte di imbattermi con società che promuovono tali prodotti ed alla mia richiesta di inoltrarmi copia di pubblicazioni scientifiche (non volantini commerciali!) su riviste internazionali ‘peer-reviewed’ … mai nessuna risposta!
    Condivido con la ‘igiene di base’ in casa: eliminare tutti quegli aggeggi che emettono radiazioni, come i cordless, i modem wifi, gli smartphone [ad es. se si disinserisce la connessione dati nel vs smartphone cala del 95% il volume di traffico e di connessioni), il forno a microonde.
    Al posto della connessione wifi in casa c’è la PLC che utilizza la rete elettrica della casa per trasmettere dati: è molto meno inquinante rispetto al wifi anche se ‘inquina’ sempre !

  7. Elena, l’innesco di questa procedura, mi sembra persino peggiore di quella iniziata ai tempi di Bettino con la distribuzione delle frequenze TV che aprì la strada a B e alla sua disinformazione di massa!
    Dalle idee/fake puoi ancora difenderti, mettendo in moto la capozza, se voui, dal bombardamento forzato di microonde sei praticamente indifeso!
    Qui in prov CR, hanno coccato TORNATA. Ne saranno ….onorati?!? Lo sanno?!?
    Ecco, per via del “Governo del cambiamento”, si tratta di un “cambiamento forzoso pianificato” che mi pare davvero inaccettabile!

  8. Ciao. Vedo che … siete sul pezzo! Bene. Il giornalista Martucci ci sta dando un notevole supporto informativo anticipando anche le (brutte) notizie che sono nell’aria.

    Una considerazione che facevo giorni fa dopo aver letto un articolo sul corriere delle comunicazioni (NB!) su confronto di alcuni indicatori italiani : un numero tra i più alti di cellulari su popolazione mentre la velocità di download italiana è ai livelli minimi. Però … ora si vuole saltare tutti gli ostacoli investendo – tra le prime nazioni – su questa tecnologia … uno psichiatra come lo classificherebbe questo comportamento?

    Però ci sono alcuni Comuni (o meglio, sindaci) che si pongono delle domande. Ci sarà a breve un incontro.
    Martucci organizza per il 3 marzo un incontro vicino Roma tra associazioni ‘sensibili’ e politici ‘non-insensbili’.
    Inoltre l’Associazione Italiana Elettrosensbili sta organizzando un evento di due giorni per il 30 e 31.3 con presenza di expertise internazionale, ma anche medici legali, del lavoro, pediatrici, legali. Obiettivo: condividere una piattaforma di richiesta ai partiti di messa in sicurezza questa nostra Italia.

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